BOTT 2018: VALLELUNGA PER PAOLO ARIONI

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La seconda prova del Trofeo BOTT a Paolo Arioni con una vittoria davvero sudata. Pole position, problemi alla vecchia moto ma tanto carattere, una prova di forza in ottica campionato…

La seconda prova del Trofeo BOTT a Vallelunga ha visto Paolo Arioni, più che protagonista nella categoria Oltre dopo la già brillante pole position. Arioni, in sella alla Lenci 110 ha vinto dopo una gara combattuta soprattutto con il propulsore della sua moto che, giro dopo giro, perdeva potenza, consentendo così l’avvicinamento di Marco D’Amico/Team MDM che però non è mai riuscito ad impensierirlo.

Alla fine, però, questa vittoria ha un sapore diverso stavolta e questo per via delle problematiche tecniche vissute fin dalle prove libere e cronometrate che hanno messo sotto pressione il giovanissimo pilota di Moricone (RM).

Inoltre, Arioni avrebbe dovuto correre con la nuova Moretti/Ducati ma, un ulteriore allungamento dei tempi di allestimenti della moto, lo hanno costretto a schierarsi con la “vecchia” Lenci 110. Ora Arioni si trova al secondo posto nella classifica BOTT Oltre con 27 punti quando mancano ancora quattro appuntamenti al termine di questa combattuta stagione 2018.

4 DOMANDE A PAOLO ARIONI

Che sensazioni provi a tornare sul gradino più alto del podio?

La sensazione di una vittoria è sempre la stessa, ovvero magnifica! È stata una gara a dire vero poco combattuta ma molto utile per raccogliere dei dati per i prossimi appuntamenti. Ho avuto un po’ di timore perché la moto, fin da subito, ha iniziato a darmi problemi di potenza, cosa che avevamo messo in preventivo… Dopotutto, questa Lenci 110 è della passata stagione e non era questa la moto con cui avrei dovuto correre quest’anno, ma, il ritardo della consegna della nuova Moretti/Ducati, mi ha obbligato a correre lo stesso anche se con una moto un pelino spompata.

È stato un weekend tumultuoso ma alla fine hai vinto…

Il fine settimana di gara non è iniziato benissimo: nelle libere la moto scoppiettava e non ne capivo il perché e l’ho compreso solo quando il rumore è aumentato notevolmente. Mi sono fermato ai box e ci siamo resi conto che i silenziatori in carbonio erano andati…Tutto è stato risolto da un magnifico Lenci, cosa che mi ha permesso di entrare nelle qualifiche primo turno dove abbiamo sistemato la moto in ottica gara

Pole position, problemi e poi la vittoria: raccontaci com’è andata…

La gara è stata bellissima! Partivo dalla pole position e nel primo giro la moto si è spenta tra Cimini e Campagnano con gli altri piloti che si avvicinavano man mano. Per fortuna sono riuscito a riavviarla e mi sono ripreso la posizione stando attendo a tirare poco le marce alte ed oltre un certo regime e questo perché sopra tale soglia la moto no andava più. Le mie velocità quindi erano più basse rispetto alle prove di circa 6 km/h cosa non da poco per la gara. Ho mantenuto la situazione sotto controllo insomma ed ho vinto. 

Due parole su questo Trofeo BOTT

Questo campionato è molto bello e soprattutto apertissimo a tutti i preparatori di motori bicilindrici ed offre spazio a tante belle creazioni. Tra questi appunto Lenci, Moretti, Rosmoto, tutti agguerriti e combattivi. Purtroppo, c’è crisi anche qui e questa BOTT è da sempre un qualcosa di bello da vedere anche per il pubblico. C’è tanta passione vera, un po’ lontani dall’atmosfera del CIV ad esempio, perché qui si sta in pista insieme e la sera si cena insieme, cosa che crea uno spirito di gruppo senza eguali…

Andrea Di Marcantonio

Andrea Di Marcantonio

“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, un mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale e sull’impatto fotografico delle prove e questo da sempre. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Leonardo Di Giacobbe, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Un modo diverso di raccontare le cose, un modo originale nella ricerca delle location: tutto questo sono io ed è ciò che sono per offrire una lettura più dinamica e coinvolgente. PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”