EICMA 2017: L’ANNO DELLA SVOLTA?

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Tante novità, troppe per essere gustate in una sola frenetica giornata: c’è aria di rinnovamento, di novità oltre che voglia di rimettersi in gioco per davvero…

EICMA 2017 quindi, colpisce per la forza delle due ruote presentate, per le idee neppure troppo ragionate, per quella voglia di costruire una nuova dimensione ed un futuro diverso oltre ad una differente identità. E mi riferisco alle tante aree esplorate, come nel caso di Honda e Yamaha…

In questa “passeggiata” virtuale tra gli stand di EICMA, ho volutamente lasciato da parte BMW e Kawasaki, quest’ultima con le nuove Ninja H2 SZ/SE che, a mio avviso, meritano un approfondimento a parte vista la tecnologia legata alla sovralimentazione che Kawasaki continua ad esplorare con forza, Nel caso di BMW invece, c’è spazio per nuovi modelli su cui approfondire i temi.  Per il resto invece, un sacco di belle moto quindi non mi dilungo visto che le argomentazioni quest’anno non mancano. In un prossimo speciale parlerò delle “made in Italy” con Ducati e Moto Guzzi.

HONDA: LO SPAZIO INESPLORATO DEL NEO SPORT CAFE’

Honda, con la CB4 Interceptor Concept, concretizza lo spazio “Sport Cafè” e questo grazie ai designer del centro R&D Honda di Roma che hanno dato vita e forme ad un altro pezzo davvero unico. Per questo, CB4 ‘Interceptor’ ed è il risultato dell’approfondita ricerca sul tema ‘Neo Sports Cafè’, il cui debutto è ricordato nelle forme della CB4 del 2015, concept-bike da cui sono poi nate le linee neo-retrò e le performance a delle nuove CB1000R, CB300R e CB125R.

Un lavoro incessante e che si apre alle ‘Sport Endurance’, creando questa nuova vista prospettica nel mondo delle café racer. La CB4 Interceptor Concept è quindi opera di Valerio Aiello e si tratta di una scultura “total black” che combina eleganza e sportività. Sul frontale c’è una turbina eolica che, generando energia green attraverso l’inerzia della moto, alimenta lo schermo ‘touch screen, quest’ultimo integrato nel serbatoio, connesso on line, per raccontare la strada attraverso mappe digitali, effettuare chiamate d’emergenza oppure collegare i propri dispositivi, aumentando così la sicurezza passiva della moto.

Una grande gamma naked, nome in codice CB/R 125, 300 e 1100

La gamma CB-R si allarga, segno che il segmento naked gode di ottimo consenso tra il pubblico, anche in virtù dell’estrema versatilità di queste moto.

La più grande del lotto è la CB1000R, una vera cafè racer dal carattere sportivo oltre ad un design decisamente aggressivo ed ultra concreto. Tra le “carte” di questo nuovo modello, i 12 kg in meno di peso, i 20 Cv in più del quattro cilindri Honda il che significa un rapporto peso/potenza nettamente migliorato con un valore del 20%. A questo si affianca un’elettronica raffinatissima grazie al Throttle by Wire ed i Riding Mode che, con la loro “gestione” motore, sono in grado di plasmare potenza motore, trazione e freno motore.

Fanno parte dello stesso concetto “Neo Sport Cafè” la CB300R e la CB125R: la CB300R cc è forte del peso ridotto (143 kg con il pieno di carburante), del design originale e poco comune e questo grazie al nuovo telaio in acciaio, alla forcella USD da 41 mm ed al forcellone asimmetrico; spiccano inoltre l’ABS/IMU, le luci full LED, la strumentazione digitale ed un impianto frenante caratterizzato dal disco singola anteriore da 296 mm munito di pinza con attacco radiale a 4 pistoncini. È spinta dal motore monocilindrico DOHC da 286 cc e ben 31,4 Cv con un interessante valore di coppia di 27,5 Nm.

Con i suoi 125,8 kg, la CB125R è una moto agile, grazie ad un angolo di sterzo di 40° ed un raggio d sterzata pari a 2,3 metri, questo significa massima manovrabilità in città ed una guida fluida ed agilissima. Anche qui troviamo la forcella USD da 41 mm, il forcellone asimmetrico e l’impianto frenante anteriore con attacco radiale e disco da 296 mm. Il motore “duevalvole” eroga una potenza di 13,3 Cv con coppia di 10 Nm, c’è l’iniezione elettronica PGM-FI e lo scarico collocato molto in basso a vantaggio del baricentro.

La CRF1000L: arriva la Africa Twin Adventure Sports

30 anni e non sentirli affatto: dopo la moto arrivata nel 2016 questa presentata ad EICMA è tutta un’altra storia e non condivide un solo componente con la precedente versione, come spiega Honda. Aggiornato rispetto la CRF1000L ma con l’aggiunta di quella dose di avventura in più, questa maxi enduro punta su tanti argomenti che la rendono la moto dell’Avventura. Sono 5,4 i litri in più per il serbatoio carburante per un totale ora di 24,2 litri mentre la posizione di guida, sella e manubrio sono più alti.

Le altre caratteristiche tecniche sono la possibilità di montare coperture offroad omologate mentre per ciclistica le novità riguardano, le sospensioni ad escursione maggiore, sella con profilo più dritto, manubrio rialzato, carena molto più protettiva con parabrezza più ampio, presa 12V e manopole riscaldate di serie, pedane pilota maggiorate mentre quelle per il passeggero sono state ridisegnate, raggi ruote in acciaio inossidabile ed indicatori direzione con disattivazione automatica dotato del sistema “panic stop”.

Per la gestione elettronica invece, troviamo il comando Ride by Wire e 3 Riding Mode (Tour, Urban e Gravel e quello libero USER), dove ognuno dei Mode “lavora” su potenza, freno motore e controllo trazione oltre all’Honda Selectable Torque Control con 7 livelli per la disattivazione. Il motore da 998 cc per 95 Cv a 6000 giri invece, vanta nuovi airbox e sistema scarico a due camere per migliorare la “presenza” motore ai medi regimi, nuovi contrappesi di bilanciamento più leggeri, batteria ioni di litio più leggera (-2,3 kg) coppia e potenza ottimizzate e più lineari e frizione assistita con anti saltellamento nella versione MT che, oltretutto, vanta cambi marcia più rapidi.

Per il cambio DCT invece, c’è la funzione G per il fuoristrada che migliora la trazione oltre ad un abbinato sistema di riconoscimento delle pendenze, al fine di inserire la marcia migliore in una specifica situazione. Infine, per NC750X ed INTEGRA troviamo degli aggiornamenti che riguardano il controllo di trazione HSTC a 2 livelli, nuovi colori e versione 35 kW.

HUSQVARNA: VITPILEN 701 E SVARTPILEN 701 CONCEPT

Husqvarna Motorcycles ha svelato la versione di produzione della VITPILEN 701 ed un inedito concept, la SVARTPILEN 701. Fanno parte del filone “Real Street” Husqvarna che miscela motori monocilindrici inseriti in un layout minimalista- VITPILEN 701 è per Husqvarna Motorcycles un coraggioso passo verso nuovi territori nel segmento del motociclismo urbano.

VITPILEN 701 (c’ anche la versione 401) adotta alcune delle tecnologie più avanzate. Dal telaio a traliccio al sofisticato motore monocilindrico dotato di tecnologia ride-by-wire e controllo di trazione, dalle pregiate sospensioni WP di serie ai freni Brembo, questa moto è ricca di componentistica moderna di alta qualità.

Ma ad EICMA c’è pure il prototipo SVARTPILEN 701, una “concept bike” ispirata al mondo del flat track. Ruota attorno al monocilindrico ad alta cubatura dotato della tecnologia più avanzata. Tecnicamente troviamo quindi il telaio a traliccio in tubi d’acciaio al cromo-molibdeno, il motore monocilindrico da 75 CV con acceleratore Ride-by-wire e controllo di trazione, l’ABS disinseribile, la frizione antisaltellamento ed una componentistica di livello superiore.

SUZUKI: LA BELLA IDEA DELLA SV650X

Davvero interessante questa SV650X, naked retrò realizzata sulla fortunatissima piattaforma SV. C’è il nuovo cupolino tondeggiante, un nuovo rivestimento sella, la coppia di bei semi-manubri (più Cafè Racer di così!) ed un design che certo si presterà a “libere interpretazioni” … È ovviamente equipaggiata con il bicilindrico ad “elle” dual spark da 76 Cv dotato di low-rpm assist.

YAMAHA: SI PUNTA SULLE NUOVE EMOZIONI…

Di fatto, i più ammirati di EICMA 2017 sono Niken, la nuova provocazione Yamaha che ha “costruito l’innovazione pura”, la gamma MT, con la MT-07 e MT-09/SP oltre al bellissimo prototipo Ténéré 700 World Raid e la XT1200ZE Super Ténéré Raid Edition. Ma iniziamo proprio dalla gamma MT, ovvero divertimento di guida unico…

La MT-09 SP si presenta come Hyper Naked, aggressiva, veloce e reattiva oltre che molto concreta: questo grazie al motore a tre cilindri “crossplane” Yamaha da 847 cc che sprigiona 115 Cv e che vanta inoltre i mapping variabili del D-Mode a tre livelli. Su questa nuova versione scopriamo alcune interessanti caratteristiche tecniche tra cui la regolazione da remoto del mono posteriore Ohlins, la nuova forcella KYB regolabile in compressione ed estensione per singolo stelo, la strumentazione LCD con fondo nero, la colorazione Silver Blu e le cuciture sella blu a vista per la SP. Assist elettronici del propulsore sono invece il Quick Shift System, per innestare le marce senza frizione il controllo di trazione TCS a due livelli e disattivabile. Telaio e forcellone sono in alluminio.

La MT-07 vanta invece nuovo design, nuovo proiettore anteriore, differenti convogliatori aria ma, soprattutto, un grande lavoro sulle sospensioni e posizione di guida; nel primo caso sono regolabili con la forcella che vanta differente e più sportivo setup mentre il mono posteriore gode ora di regolazione dell’estensione. Anche la sella è stata ottimizzata nelle forme ed ergonomia per migliorare la posizione di guida con un approccio ancor più dinamico per il pilota. Il motore bicilindrico da 689 cc regala 74,8 Cv grazie al design “crossplane” con fasatura a 270° che garantisce, come sempre, un’erogazione pulita e lineare oltre che corposa.

E siamo a Niken, provocazione estrema, unica nel panorama moto. Ruote anteriori da 15”, telaio ibrido alluminio/acciaio con forcellone della MT-09 ma allungato di 15 mm, sospensione anteriore LWM, posizione di guida centrale, angolo di piega fino a 45°, sterzata rapida grazie ai soli 410 mm tra uno stelo e l’altro, sospensione posteriore regolabile full, doppio disco anteriore da 298 mm, motore tre cilindri CP3 da 847 cc, lo stesso delle MT-09, XSR900 e Tracer 900 ma rivisto nelle fasature grazie anche al nuovo design dell’albero motore che si aggiunge all’elettronica con YCC-T (acceleratore a controllo elettronico), D-Mode, Cruise Control e Traction Control System a cui si aggiungono la frizione antisaltellamento ed il Quick Shift System.

IL VIDEO DELLE TRACER 900 E 900 GT

Anche Tracer 900 e Tracer 900 GT godono di interessanti novità: tra queste nuove plastiche per la Tracer 900, manubrio più stretto con paramani leggerissimi, nuovo design della sella, parabrezza regolabile, una nuova geometria per la ciclistica, differenti pedane passeggero e maniglione, nuovo parafango anteriore. Per Tracer 900 GT invece, scopriamo le borse laterali in tinta, strumentazione a colori TFT, forcella regolabile con colore oro dei foderi, mono regolabile da remoto, QSS per cambiate veloci, Cruise Control e manopole riscaldate. La motorizzazione infine punta sul tre cilindri da 115 Cv “dodicivalvole” DOHC con TCS a tre modalità, D-Mode dedicato sulla GT e frizione antisaltellamento.

Arriviamo a Ténéré 700 World Raid e alla XT1200ZE Super Ténéré Raid Edition: nel primo caso la T7 di EICMA 2016 aveva sconvolto gli appassionati per idea e si era compreso che Yamaha sarebbe andata oltre…

IL VIDEO DELLA TENERE 700 PROTOTYPE

E’ forte del nuovo telaio in acciaio rinforzato nelle aree più sollecitate mentre forcella e mono sono del tutto regolabili full mentre l’altezza sella è contenuta e questa per abbracciare una fascia di utenza più ampia possibile. Il serbatoio vanta grande capienza mentre tutto il codone è in carbonio per contenere il peso della moto. La zona strumentazione è stata maggiorata per consentire il montaggio di strumentazione aggiuntiva per i raid, come il GPS ad esempio. Il motore è il noto CP2 da 689 cc, ovvero quello della MT-07 ma con mapping dedicato e nuovo scarico Akrapovic.

Per la ZT1200 ZE Super Ténéré Raid Edition invece, spicca l’allestimento Marathon con borse laterali in alluminio da 74 litri totali, alto parabrezza, piastra paramotore speciale, proiettori aggiuntivi, cartelle laterali in carbonio, grafiche Raid Edition, motore da 1199 cc con fasatura a 270°, trasmissione con albero cardanico, sospensioni elettroniche, controllo trazione, cruise control e Yamaha D-Mode, coperture tubeless con ruote a raggi in alluminio, sella regolabile tra 845 e 870 mm se parliamo di altezza sospensioni ad elevata escursione e serbatoio da 23 litri

Andrea Di Marcantonio

Andrea Di Marcantonio

“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, un mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale e sull’impatto fotografico delle prove e questo da sempre. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Leonardo Di Giacobbe, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Un modo diverso di raccontare le cose, un modo originale nella ricerca delle location: tutto questo sono io ed è ciò che sono per offrire una lettura più dinamica e coinvolgente. PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”