IL FUTURO? SI CHIAMA INTERMODALITA’

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Pop.Up.Next ha stupito tutti: progetto Italdesign punta su una nuova mobilità aerea e di terra denominata VTOL. Audi, Airbus e Italdesign insieme per il futuro

Il potenziale della fantasia è realmente illimitato: idee, progetti, ambizioni che migliorino la vita di tutti, sono la spinta propulsiva che sa guardare avanti, per spingersi oltre la fantasia stessa. Questo progetto Italdesign rispecchia tutta la grande creatività italiana anche se, per un progetto ambizioso come questo, è necessaria un’aperta collaborazione tra Aziende di più settori. La multimodalità quindi si concretizza e, Pop.Up.Next ne è la prova che si può toccare si ma, soprattutto, vedere all’opera.

Ad Amsterdam, in occasione della Amsterdam Drone Week, Italdesign ha dato la palese dimostrazione della fattibilità del progetto “connesso” tra Audi, Airbus e Audi per questa nuova esperienza legata al trasporto pubblico. Pop.Up Next rispecchia quindi a pieno la filosofia, le idee e l’innovazione tutta che guida le celebrazioni del 50° anniversario di Italdesign.

Rappresenta una visione ancor più ampia del potenziale offerto dalle tecnologie future, il nuovo concetto di trasporto e le nuove soluzioni per risolvere i problemi legati a urbanistica e traffico nei grandi e congestionati centri urbani, problematiche che stanno diventando sempre più uno degli aspetti prioritari per la salvaguardia del pianeta.

Il sistema Pop.Up Next mira quindi a restituire tempo vitale ai pendolari, liberandoli dalla necessità di guidare, attraverso un nuovo modo decisamente più flessibile, condiviso e adattabile di muoversi all’interno delle città, pensando un nuovo concetto di sistema di trasporto incentrato sull’utente. Pop.Up combina la flessibilità di un piccolo veicolo terrestre a due posti con la libertà e la velocità di un veicolo aereo verticale di decollo e atterraggio (VTOL), collegando e relazionando i settori automobilistico e quello aerospaziale.

Cuore del prodotto è quindi l’intermodalità: così, i quattro anelli di Audi conferiscono un elemento di prestigio alla mobilità futura, testimoniato pur mantenendo il proprio approccio democratico attraverso l’uso condiviso esteso a tutti coloro che vivono nelle megalopoli coinvolte. Airbus è molto impegnata nello sviluppo futuro di Urban Air Mobility e ritiene che possa essere raggiunta solo grazie alla collaborazione tra diversi settori dei trasporti. Italdesign guiderà ulteriormente questo progetto in futuro.

Italdesign ad Amsterdam ha quindi eseguito il primo volo di prova (foto sopra) di un modello in scala 1:4 di Pop.Up Next, il concetto di mobilità modulare multimodale, sviluppato in collaborazione con Airbus e Audi.

Capsule e modulo di terra hanno simulato un viaggio a terra per raggiungere il modulo aria; poi la capsula si è disconnessa dal modulo di terra, per connettersi al modulo aria che ha volato attraversando gli 80 metri di lunghezza dell’arena, per raggiungere un altro modulo di terra, in attesa sul lato opposto. Lo scopo principale di questo modello è testare la funzionalità di base che consentirà il perfetto allineamento dei vari moduli durante l’attracco della capsula con il drone o il modulo di messa a terra.

“Con questo progetto, che è iniziato con Airbus nel 2017, dimostreremo in termini pratici che la mobilità futura non sarà più un campo di gioco per le singole aziende, ciascuna operante nel proprio settore specifico, ma diventerà piuttosto il punto di fusione della conoscenza come, tecnologie e competenze professionali da una vasta gamma di settori – automobilistico, aerospaziale, urbanistica, scienze sociali – per citarne solo alcuni” – ha spiegato Jörg Astalosch, CEO di Italdesign.

Andrea Di Marcantonio

Andrea Di Marcantonio

“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, un mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale e sull’impatto fotografico delle prove e questo da sempre. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Leonardo Di Giacobbe, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Un modo diverso di raccontare le cose, un modo originale nella ricerca delle location: tutto questo sono io ed è ciò che sono per offrire una lettura più dinamica e coinvolgente. PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”