INTERVISTA: FABIO FASOLA, 15 ANNI DI HELL’S

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Fabio Fasola parla dell’edizione numero 15 dell’Hell’s Gate. Fasola spiega l’enduro oggi ed è evidente che la sua idea di estremo è sempre stata vincente…

Sono ormai quindici anni che Hell’s Gate è un “fatto” concreto. E sono altrettanti anni che il Prof Fasola “cura” la propria creatura al meglio ed è l’unico che è riuscito a portare in terra toscana i big mondiali della specialità. Hell’s Gate corre nel tempo ed è precursore di idee ed è stato in grado di cambiare il mondo dell’enduro e la formula della disciplina.

Lo stupore della prima gara, un concreto che dura da 15 anni

Ricordo la prima edizione, eravamo in tanti nel bosco del Ciocco, sulle mulattiere, nella neve, al freddo e sulle rocce: in quel frangente avevo compreso, che questa spettacolare formula di gara, avrebbe avuto successo pieno nel tempo, e questo per i mille risvolti tecnici ed umani, con il comune denominatore dello spettacolo. Un grande spettacolo per tutti…

Come sempre in Italia arriviamo tardi agli appuntamenti, Paese magico che ha vinto tutto nell’enduro dei bei tempi, quando l’enduro era passione e coraggio, voglia di vincere ma, soprattutto sport. Ma, forse, c’era pure qualche soldo in più… Voglio dire che, quest’anno, Hell’s Gate sarà anche la primissima per il nuovo Trofeo Metzeler Extreme, “soluzione” che, a mio avviso, arriva un pelino “lunga” perché troppo tempo si è perso nello spingere quello che non andava. Ci sono voluti tutti questi 15 anni per capire che l’enduro hard è sempre spettacolo puro e piace di brutto. In tal senso Fasola è stato precursore dei tempi quindi, nell’inventare questa tipologia di gara.

La spettacolarizzazione dell’enduro, la soluzione al problema

Do ragione a Fabio quando afferma che l’enduro è anche e soprattutto una grande ed audace “spettacolarizzazione” della disciplina; lui lo aveva compreso 15 anni fa, tutto il resto è stato “il dopo”, quindi gare con poche iscritti – mi riferisco all’enduro classico – tracciati non sempre all’altezza, piloti non sempre soddisfatti.

Quindi far nascere il Trofeo Metzeler Extreme è una bella cosa (che però a mio modesto parere sa un po’ di carta copiativa…), ma è passato del tempo mentre gli altri Paesi si sono dati un gran bel da fare… Le gare di enduro classiche, per quanto belle, sono difficili da seguire per il pubblico e se questo pubblico va “portato” alle gare, Fasola lo ha portato all’Hell’s Gate per 15 anni ed è sempre stato successo di pubblico, spettacolo e della formula. Per alcuni l’enduro non è affatto in crisi, per altri lo è da troppo tempo e quindi la verità sta al centro…

L’enduro estremo: alla scoperta del gesto atletico, Hell’s Gate insegna…

Ma l’enduro è anche la vera scoperta del “gesto atletico”, perché i piloti di enduro estremo sono prima di tutto atleti veri e, la palestra “naturale” dell’enduro estremo, rende quanto mai viva questa scoperta da parte del pubblico. Chiudo con una nota: di geni al mondo ce ne sono tanti forse troppi, ma il vero genio a mio avviso è colui che scopre il nuovo e che ha il coraggio di portarlo avanti con coraggio, anche a costo di severissime critiche.

E’ vero, Hell’s Gate 2018 sarà anche la prima prova del neonato Trofeo Metzeler Extreme, ma, la speranza è che, le altre gare che ne seguiranno, saranno all’altezza organizzativa non per piloti “della domenica” (che rispetto perché ne faccio pure parte) ma di atleti che “mostrano” una danza magica e sinuosa con le loro moto su tracciati ben configurati per questo. Come Jarvis insegna… Ed ora la parola al Prof Fasola che ci racconta l’Hell’s Gate 2018 che presenta qualche gustosa novità…

Cosa cambia in questa edizione 2018?

“Beh, diciamo che in questa edizione ha inserito un prologo il venerdi sera. Si tratta di una vera e propria speciale che servirà a stabilire l’ordine di partenza il sabato mattina…Ma non è tutto: questa bella speciale unirà i due punti spettacolari dell’Hell’s Gate 2018 con la “classica” Arena ed una parte indoor denominata “maneggio coperto”.

Ma il dato è che la tua gara è lo start del Trofeo Metzeler Extreme…

“Vero, infatti è la prima prova del Trofeo Enduro Extreme, il nuovo campionato istituito dalla FMI…”

Una punta di orgoglio per Fasola, dopotutto tu sei stato il primo…

“Si anche questo è vero: sono stato il primo, visto che oramai siamo alla quindicesima edizione. Orgoglio punto e basta! Devi pensare che 15 anni orami non li danno neanche per le pene peggiori, visto che l’indulto, il buon comportamento le attenuanti e, tutto questo oggi si dimezza o si annulla. Nel mio caso invece, ho dovuto aspettare 15 anni per far sì che qualcuno si accorgesse che Hell’s Gate è stata la gara che ha cambiato il vero concetto dell’enduro, abbinando lo spettacolo alle capacità tecniche.

In 15 anni le ho sentite di tutte: all’inizio dicevano che era pericolosa (mai mossa un’ambulanza in 15 anni), addirittura un “Genio” dell’enduro, nonché team manager, ha detto che si sarebbero rovinate le moto! Beh, finalmente si sono svegliati, oppure hanno accettato che l’enduro ha bisogno di spettacolo. Dal canto mio ho voluto insistere, passando dalle stelle stalle, ma oggi siamo qui!”

Ma il tuo è pure un lavoro di una GRANDE squadra!

“Ovvio! Ringrazio per questo chi ci ha creduto, chi non ha dormito e chi si è sempre prodigato per portare avanti questa mia idea. Così come ringrazio il personale di servizio Giorgio, il Team Attilio di Piacenza, quello di Gigi di Bergamo, i Gallina, il Buratti, il Team Piacenza di Barga, i Lucignani, Cristofori, Alex. Senza dimenticare Valentin, folletto che oramai da cinque anni segue le mie peripezie ed è sempre pronto e dedito ad assecondare le (mie) follie con cuore e passione. E non posso chiudere questo capitolo con “santa Nadia“, artefice della coreografia in tempi in cui l’immagine non rappresentava il mondo dell’enduro e ringrazio pure Piero Batini l’artefice dell’estro della comunicazione. L’importanza degli sponsor quando sponsor erano, è stata fondamentale: ora lo sono altrettanto ma, credetemi, che con queste cifre si può tranquillamente pensare solo al parco chiuso…”.

 

…e poi c’è stato qualche momento delicato in questi 15 lunghi anni

“Hell’s gate ha attraversato momenti difficili è vero: sono stato chiamato a rapporto, due parole semplici e schiette, preparati che anche il prossimo anno l’Hell’s si farà! …Quindi non posso che esprimere il mio più grande Grazie “Andrea M“, si Lui con la L maiuscola e, dietro di lui, il suo team con Andrea, Gabriele, Alessandro S e via. Chiudo con Valerio, persona squisita con i requisiti di tenere sempre la barca in galleggiamento e grazie anche al Marini ovvero Riga Gomme”.

Raccontaci il tracciato 2018

“In due parole: venerdi sera prologo, sabato mattina si ritorna alla gara vera! Dura come ai tempi che furono, ed il pomeriggio i primi trenta si allineeranno sulla griglia e poi partenza alle ore15.30 e non ci saranno più le eliminazioni durante i giri. Alle 18.30 tutti fermi ed alle 19.00 i primi 10 piloti partenza tipo cross, con manche all’interno dell’arena.”

Ci sono già piloti illustri iscritti? Puoi dirci chi sono?

“Ovvio che si come sempre: ci saranno Jarvis, Wade Joung, Roman, Bolt, Bosi, Goggia, Mori ed altri forti che ora non ricordo. Siamo in attesa di conferma da parte del team Honda capeggiato da Thomas Oldrati”.

Credi che questo neonato Trofeo Extreme avrà successo in Italia?

“Il successo si ha se nelle cose dove ci si mette il cuore. A mio avviso va trovata anche una caratteristica comune delle varie gare, vedi che anche quest’anno si è aperto il Wess

Ritieni che siamo arrivati un pelino lunghi nel pensare questo Trofeo?

“Beh, si, Lunghiiiiiissssimi! 15 anni non sono bastati per far capire che il mondo stava cambiando? Come mai ad oggi si conosce di più un Jarvis, un Roman che chi ha vinto il Mondiale Enduro? E come mai l’audience televisivo lo fanno l’Erzberg, l’Hell’s Gate o il Super Enduro? Eppure, i piloti più forti e completi sono quelli del mondiale”.

L’enduro classico è in crisi: a tuo avviso perché?

“Perché ritengo che sia sempre rimasto all’interno di una cerchia e da questa cerchia nessuno vuole uscire o rischiare la novità. Nella politica ci sono le poltrone, nell’enduro ci sono le “selle “. Ma, forse, in questo ultimo anno sembra che qualcosa stia cambiando… L’importante è non andare indietro perché per andare avanti si ha sempre in tempo. Alla fine però, il vero problema è quello che il mondo va comunque avanti. Stare fermi significa andare indietro, la risposta ad una domanda te la darà sempre quello che verrà dopo. Quindi se fai, sei fuori, se non fai e dici si, sei dentro!”

Cosa manca ai giovanissimi per avvicinarli all’enduro?

“Manca il divertimento e forse un po’ di passione: andrebbero costituiti “campi scuola“, tipo i centri estivi. Potrei lasciare i bambini una settimana per avvicinarli al mondo del fuoristrada, mischiando magari anche qualcosa di culturale, insomma una sorta di campi estivi classici ma dedicati alla moto“.

Pensi che ci sarà una migrazione di piloti dall’enduro classico al Trofeo Extreme?

“Questo non lo so: dipenderà dalla cassa di risonanza che verrà data al Trofeo e dalla professionalità con cui verranno presentate le gare sul campo. Diciamo l’importanza sarà la vestizione della cosa al mondo dell’enduro” .

Un giorno pensi che all’Hell’s Gate potranno iscriversi anche le moto elettriche?

“Mio figlio dice di sì!”

In Italia manca una “scuola” per l’enduro estremo: ci hai fatto un pensierino?

“Personalmente ho già fatto il primo corso a gennaio ed il prossimo sarà a febbraio…”

Quali soluzioni hai adottato per avvicinare ancora più pubblico a questa edizione 2018?

Fargli vivere quelle emozioni che per un motivo o per l’altro non sono riusciti loro stessi ad avere. L’Hell’s Gate deve sapersi trasformare per un giorno nel paese dei balocchi …”.

La tua è una gara massacrante e vera: credi che il livello del Trofeo Extreme sarà dello stesso livello?

“Beh, su questo elemento non ti saprei rispondere, ma credo che l’importante sia trovare lo stesso comune denominatore: il divertimento pieno o totale”.

Un tuo auspicio per Hell’s Gate 2018…

“Che possa dimostrare ancora una volta il valore che ha e che qualcuno ti dica”.

INFO: www.hellsgate.it

QUALCHE DUBBIO? GUARDATE IL VIDEO…

Andrea Di Marcantonio

Andrea Di Marcantonio

“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, un mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale e sull’impatto fotografico delle prove e questo da sempre. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Leonardo Di Giacobbe, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Un modo diverso di raccontare le cose, un modo originale nella ricerca delle location: tutto questo sono io ed è ciò che sono per offrire una lettura più dinamica e coinvolgente. PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”