INTERVISTA: LORENZO MARINI, SFIDA UMANA

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Merita di essere raccontata la nuova avventura di Lorenzo Marini che parteciperà, a bordo della Ford Fiesta R5 by Balbosca, alla Ronde di Sperlonga. Un progetto per dare supporto ad un amico di sempre

Rimettersi in gioco fa parte dell’animo umano, quella parte forte, emotivamente coinvolta e che sa attingere alla positività delle scelte. Con tutti i timori, le piccole e grandi paure e le ansie, spesso ci si può reiventare, magari per un obiettivo che non è tanto finalizzato all’azione ultima, quanto alla motivazione profonda della scelta di esserci.

È quando sta accadendo a Lorenzo Marini che, tra meno di due settimane, correrà il Ronde di Sperlonga a bordo della Fiesta R5 del Team Balbosca. Non è tanto l’idea di correre, quanto quella di cimentarsi, dopo tantissimo tempo, in un ronde molto tosto, tortuoso e che, questa volta, ha un sapore speciale secondo solo al rientro nelle competizioni. In tal senso, ha un ruolo primario l’Amicizia con l’amico Massimo, amico di tante battaglie agonistiche che oggi combatte “un qualcosa” che gli impedirà di essere al fianco di Marini in abitacolo con il ruolo di navigatore.

Tutto parte da una foto di 24 anni fa, dove l’immagine bloccata della vittoria in un rally, è stato lo start mentale per decidere di rimettersi in gioco per una causa giusta, profonda, unica così come può solo esserlo una sana amicizia; una lotta che Lorenzo combatte al fianco dell’amico Massimo, persona con cui ha voluto realizzare questo sogno rallistico. E non fa niente se Lorenzo Marini si riscopre a 50 anni, perché la spinta propulsiva viene da dentro stavolta e non dal cofano motore della sua Fiesta R5…

L’umanità, la caparbietà, la grinta, lo stimolo sono getti di coraggio in questo caso. E poi c’è la veloce preparazione fisica, la fatica in palestra per cercare di recuperare in fretta una forma fisica sufficiente, la spinta del Team Balbosca ed il supporto di tanti, tanti amici. Compresi i suoi allievi, quelli di sempre.

Per questo ho pensato di far raccontare a Lorenzo Marini questa bella ed intensa storia. Una storia di vita, di passione per le gare, di coraggio e determinazione. Leggerete un’intervista intensa, vera ed autentica. Una storia di vita insomma con le mille sfaccettature della vita stessa, una vita a volte poco giusta per alcune persone. Ora Marini si allena forte ed a breve proverà la Fiesta R5 prima della gara ma, il dato più realistico, è quell’adrenalina che si percepisce dalle sue risposte, perché, nell’affrontare una gara così tosta, si pensa molto prima e nulla dopo lo start…

Raccontaci l’ultima volta che hai guidato in questa gara…

Pensandoci bene, sarei voluto rientrare in una gara in pista o nelle gare endurance, dividendo magari l’abitacolo con i miei pupilli Dario Capitanio e Lorenzo Paggi. Poi un giorno chiacchierando al telefono con il mio navigatore e fratello Massimo, amico che tra l’altro sta combattendo contro una brutta malattia, parlammo tanto di approccio psicologico, di fatica mentale, di paure e di dubbi, ero seduto nel mio studio, guardavo una foto scattata ben 24 anni fa che raffigurava una vittoria, un rally in un posto pieno di ricordi… Ed è proprio “dentro” quella foto che si è accesa una strana idea! Rimettersi in auto, come un tempo, correndo un rally, magari proprio come in quella della foto. Parlando con Massimo, questa idea di lottare condividendo delle emozioni ha preso sempre più forza e corpo. Ma un rally senza di lui sarebbe stato strano! Quindi abbiamo deciso insieme di affiancarmi un mio ex allievo, uno che ci ha conosciuti in attività. Un motto che ci ha sempre legati, volere è potere, combattere per qualcosa di difficile è ovvio che da più soddisfazione. Sono sempre stato un rallista di terra, ma questa gara purtroppo è su asfalto, ma il fondo non importa, l’importante è rimettersi in gioco, anche a 50 anni!

Come si snoda il tracciato di gara? Ci sono tratti molto impegnativi?

Nel 1994 il Rally di Sperlonga era un rally, oggi è una Ronde, ovvero una prova speciale unica che si ripete per 4 volte. La prova è molto particolare, si parte sotto il paese di Sperlonga, un tratto stretto e scivoloso, si entra su una piazza con una doppia inversione per poi uscire dal paese cambiando ritmo e paesaggio, veloce in salita e pianura, con la montagna a sinistra e il mare sotto a destra, poi un nuovo cambio di ritmo con una variazione stretta per poi scendere in una sequenza di curve strettissime, poi ancora tratto veloce ma stretto e scivoloso, altro bivio stretto e sconnesso per poi un veloce via nel fine prova speciale.

Chi ti supporta, mentalmente e nella fattibilità, in questa scommessa/avventura?

Il supporto mentale arriva certamente da Massimo, tutti i miei ragazzi sono con me, mio figlio è uno sprono incredibile, anche se la paternità ti fa perdere un secondo a chilometro e l’età te ne fa perdere un altro. Il poco tempo a disposizione mi costringe a serrare i tempi, senza esagerare con sovraccarichi di allenamento. Mi supporta un vecchio preparatore, nei posti storici dove mi allenavo, con i vecchi metodi, fatica, duro lavoro ma anche con una parte dedicata ai riflessi, cosa che con il tempo sono certamente calati.

Dopo 10 anni, è dura: come ti stai allenando per la gara?

Insegnare, allenare e stare sempre in pista è una cosa, gareggiare è un’altra cosa! Non so come il mio fisico e il cervello reagiranno all’accensione del semaforo di start PS (prova speciale ndr). Ho solo ricordi, vedremo come andrà tutto dopo la seconda prova. Non cerco una vittoria in gara è ovvio, ma una vittoria di sacrificio. Quando entravo in gara, cosa che insegno ai miei ragazzi, l’obiettivo era sempre dare il massimo, porre attenzione ai dettagli e poi grinta, cattiveria, con l’unico obbiettivo di vincere… Ma per me sarà diverso, cattiveria agonistica si, attenzione ai dettagli ci proverò, ma il tempo è poco, grinta sempre, con l’obbiettivo di portare il vecchio Prof. a fine della gara, senza pretese, ma solo rimettersi in gioco e respirare quell’atmosfera calda e strana all’interno dell’abitacolo. Magari se qualche giovane mi sta avanti rosicherò un pelino, ma la vittoria per me e Massimo ora è solo un motto di crederci, provarci ed essere positivi, accettando le situazioni.

Parlaci della tua Ford Fiesta R5, raccontaci cosa guiderai…

La Fiesta R5 è un oggetto infernale, 1.6 cc turbo, trazione integrale, cambio 5 marce sequenziale, 1200 kg. Volante a tre razze, dove nelle due orizzontali sono presenti quattro pulsanti ognuno. Sotto i bottoni degli indicatori direzionali, mentre dall’altra parte quelli relativi ai comandi del menu pilota. La leva del cambio è posizionata di fianco al volante in verticale, di fianco c’è la leva del freno a mano. Una auto completamente diversa rispetto ai vecchi gruppi A o ai WRC dei miei tempi.

Due parole, anzi tre sul tuo Team…

Il Team è Balbosca, inizia la sua attività nel 1987, oggi probabilmente la migliore squadra privata in Italia. Con loro ho iniziato e con loro voglio ripartire! Luigi Balbo e Roberto Bosca sono grandi amici, a loro devo molto, per meriti, risultati e rapporti umani. Sono sempre stati una certezza, professionisti allo stato puro, una squadra incredibile con cui abbiamo fatto tante battaglie. E poi loro hanno sempre supportato tanti campioni. Sarò seguito in gara da Alessandro Bosca Junior, grande pilota della Fiesta R5, i suoi consigli saranno preziosi; quando correvo con i colori Balbosca, lui muoveva i primi passi sul kart, oggi è un grande piede e un fantastico supporto tecnico per il Team. È stato anche al super corso della Scuola Federale, ma in quel periodo avevo preso una pausa dall’insegnamento, forse è così forte perché non ha avuto me come istruttore. Con loro ho corso con tutto: dalla Lancia Delta 16 valvole GRUPPO N, alla Delta HF GRUPPO N, passando per la Delta 16V in versione GRUPPO A, la mitica HF GRUPPO A, la Ford Escort Cosworth, la Renault Clio GRUPPO A ed infine la Renault Clio Maxi Kit. Insomma, negli anni non ci siamo fatti mancare nulla in termini di cavalli e avventure!

Ci spieghi cosa metterete nelle note di tracciato?

Alle note del tracciato ci sarà Giorgio De Turris, un mio ex allievo, molto bravo, non abbiamo tempo di trovare il feeling che serve per un equipaggio da assoluto ma i presupposti sono buoni; a noi il risultato finale interessa meno dell’avventura che faremo. Lui conosce le mie note, è stato tante volte il nostro ricognitore.

Le mie note sono molto classiche, ma cercherò di dare a Giorgio note semplici, perché la cosa più difficile sarà proprio seguirle, concentrarmi fra note e interpretazione di esse in traiettorie e movimenti. Seguire le note è un allenamento, dopo poco viene naturale, ma sono parecchi anni che non le applico in gara e, probabilmente, sarà la cosa più difficile, oltre al capire Il comportamento dinamico dell’oggetto Fiesta R5. Ovviamente con Massimo sarebbe tutto più naturale, ci conosciamo alla perfezione, lui conosce me in atteggiamento gara meglio di chiunque altro! Le tonalità, i ritmi, gli acuti, sarebbe tutto più facile con lui, forse questa difficoltà del non essere seduti uno al fianco dell’altro è lo spirito di questa nostra avventura, io levo la ruggine, lui combatte, per poi ricorrere una gara insieme! Con questa idea mi alzo ogni mattina e mi rimetto in gioco! Il legame fra noi è bellissimo, e forse proprio questo mi ha spinto a fare questo ritorno da matto.

Il legame con Ford è quindi sempre più ampio…

Il mio legame con Ford risale all’inizio della mia carriera da istruttore, quasi 32 anni fa. Con loro ho iniziato, con loro mi sento a casa, tanti lanci, corsi, eventi, è come se fossi un vecchio impiegato della Ford. Oggi come direttore tecnico della scuola ufficiale di guida sportiva e sicura Ford, mi sento felice, con un bellissimo progetto per la sicurezza dei nostri clienti. Un legame molto bello e pieno di soddisfazioni con persone fantastiche e auto meravigliose. Potevo rientrare in gara con un’auto diversa da una Ford Fiesta R5? Direi di no, quella è il top.

Pilota, istruttore e tante altre cose: cosa ti manca per sentirli ancora più completo?

Sentirsi appagati non è una cosa che mi piace. Ho raggiunto tante soddisfazioni nella vita, ho faticato, lottato, sofferto, ho realizzato sogni; nella vita metto passione, professionalità e abnegazione in tutto ciò che faccio. Le priorità sono sempre la famiglia, il lavoro e la mia squadra. Oggi l’obbiettivo è continuare a dare fiducia a chi crede in me, migliorare come professionista, come uomo, come padre e soprattutto tornare in gara insieme a Massimo, questa sarebbe una bella vittoria!

PROGRAMMA DI GARA “RONDE DI SPERLONGA 2018”

Sabato 15 dicembre 2018

Distribuzione road book

Hotel Aurora, Sperlonga (LT)       15 dicembre 2018

dalle 07:30 alle 12:00

Distribuzione targhe e numeri di gara

Hotel Aurora, Sperlonga (LT)

dalle 07:30 alle 12:00

Verifiche sportive ante gara  

Hotel Aurora, Sperlonga (LT)       dalle 07:30 alle 12:00

Verifiche tecniche ante gara   

Piazza Fontana, Sperlonga (LT) dalle 08:00 alle 12:30

Ricognizioni con vetture di serie        dalle 13:00 alle 16:00

Parco Partenza Parcheggio Santa Laura, Sperlonga (LT) dalle 16:00 alle 16:45

Partenza              Piazza Fontana, Sperlonga (LT)       17:00

PS 1 LA MAGLIANA               15 dicembre 2018          17:40

Domenica 16 dicembre 2018

PS 2 LA MAGLIANA               16 dicembre 2018          08:40

PS 3 LA MAGLIANA               16 dicembre 2018          12:29

PS 4 LA MAGLIANA               16 dicembre 2018          16:18

Arrivo  Piazza Fontana, Sperlonga (LT)   18:15

Premiazione    Piazza Fontana, Sperlonga (LT) sulla pedana d’arrivo.

Andrea Di Marcantonio

Andrea Di Marcantonio

“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, un mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale e sull’impatto fotografico delle prove e questo da sempre. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Leonardo Di Giacobbe, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Un modo diverso di raccontare le cose, un modo originale nella ricerca delle location: tutto questo sono io ed è ciò che sono per offrire una lettura più dinamica e coinvolgente. PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”