INTERVISTA: SUPERGIRL VALENTINA#106

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Il percorso di Valentina#106 è unico: passione, malattia, cure, famiglia, amici. Ma oggi può guardare al futuro con grande determinazione. Una bellissima storia di vita…

La storia di Valentina è unica, così come lo è lei, che fa dell’umiltà la sua dote più vera. Una storia che inizia metaforicamente quando il pilota esce dalla sua tenda e si avvia verso il cancelletto di partenza, dove lo aspettano altri piloti pronti ad aggredire pista ed avversari fin dalla prima curva dopo il via.

Questo breve ma intenso percorso rappresenta un pezzo di storia di Valentina (che ho voluto raccontare in questa sincera intervista), dove ogni gesto ha un senso, ogni movimento fa parte di piccoli frammenti di vita messi insieme da una passione del tutto unica e ricchissima di emozioni.

Un appuntamento…inaspettato che ha cambiato tutto

Valentina si è trovata al cancelletto della vita con un appuntamento inaspettato, qualcosa che l’ha addentrata in un piccolo grande mondo fatto di cartelle cliniche, ospedali, persone e la sua malattia, un “ospite non desiderato” che Valentina ha affrontato e combattuto con grinta e determinazione poco comuni. Un percorso non facile, dove però ha riscoperto che la vita è un dono unico e che bisogna apprezzarne ogni istante per capirne la vera essenza.

Tempo di nuove scoperte, ma anche tempo di selezione naturale

Per lei è stato un lungo “viaggio profondo” una riscoperta di sé stessa con la sensazione a volte, che tutto attorno le stesse crollando addosso. Ha conosciuto dolore ma ha scoperto nuove priorità ed ha vissuto a pieno questa brutta esperienza con la stessa lucidità con cui affronta una gara di motocross… Come spesso accade, questo “viaggio” le ha fatto apprendere molto altro: le persone su cui contare e quelle di cui poter fare a meno, oppure scoprire, proprio nel letto accanto di un ospedale, una nuova Amica con cui ha condiviso tristezze ma pure progressi, sconforto ma pure risultati positivi, di quelli che ti fanno riabbracciare la vita con un senso di libertà diverso…

L’intenso mondo dei valori aggiunti di Valentina

E poi ci sono tutti quei “valori aggiunti” quali sport, amicizia, spontaneità dei gesti, condivisione ma, soprattutto, la sua grande famiglia, quella di sempre, che gli è sempre stata accanto senza lasciarla mai un secondo sola, senza farla sentire “diversa”, offrendole uno spazio sicuro dove ricrearsi una nuova vita. Fatta di amici, ma soprattutto motocross, allenamenti, passione e vitalità quotidiana, dove ogni secondo è davvero prezioso ed esclusivo.

Nuovi traguardi e… più grinta che mai!

E, alla fine Valentina Onori#106 ha vinto la sua gara la più tosta. Oggi si sta preparando per la nuova stagione agonistica 2018 insieme al suo preparatore, al suo mitico Team Milani ed insieme soprattutto alla sua KTM. Ed oggi, quando si avvia verso il cancelletto di partenza, non le fa più paura nulla. Sa che, alla prima curva, ci vogliono arrivare tutti e tutti insieme… Perché quella prima curva dopo il via rappresenta un traguardo che oggi Valentina può guardare con serenità ed entusiasmo. Dalle lenti degli occhiali da cross il mondo spesso appare diverso, quasi le scivola accanto al rallentatore, perché sa bene che oggi ogni istante, ogni momento, ha sfumature diverse oggi. Magici colori intensi di una nuova vita che Valentina vuole vivere full gas…

Da dove nasce questa grande passione per il motocross.? Ti va di raccontare un episodio che ti ha fatto capire che questa era la tua strada?

“Mio papà fin da quando era giovane ha sempre avuto la passione per le moto, passava e passa tutt’ora, tantissime ora in garage a “smanettare” su moto e motori, quindi sono cresciuta tra chiavi inglesi grasso olio e catene. Un giorno proprio lui mi chiese di andargli a prendere un cacciavite in garage, scendo e rimango esterrefatta, c’era una minimoto, ma non era da riparare era la mia prima minimoto, il mio regalo per la promozione in quarta elementare… Avevo solo 9 anni non lo dimenticherò mai, da lì è diventata la mia passione più grande!”

Togliamoci il pensiero quando hai scoperto della tua malattia Com’è cambiato il mondo intorno a te?

“La malattia mi ha cambiato la vita, la mia routine le mie giornate i miei punti di vista le mie priorità, i rapporti con le persone… Insomma, ha cambiato un po’ tutto! Quando scoprii di essere malata lavoravo non vivevo a casa ma studiavo e mi allenavo. Ma, in una frazione di secondo e per assurdo aggiungerei, mi è crollato tutto quello che avevo costruito con fatica e tanto sacrificio. Quindi la preparazione per il campionato ma soprattutto i progetti fatti per la mia vita lavorativa. Mi sono trovata in una dimensione che non era la mia, in una routine che non mi apparteneva con medici, ospedali, carte, referti, oltre alla consapevolezza che non avrei più potuto andarmi a fare una corsetta o un giro in moto. Ma, dopo lo shock del cambiamento, ti abituati anche a questo”.

Una nuova percezione della tua vita…

“Si, ho capito quanto è importante e preziosa sia, ci sono cose nascoste che diamo per scontate invece ho scoperto che nulla e niente è mai scontato… Ho imparato a fare tesoro di tutto quello che ho, perché è nel momento in cui perdiamo qualcosa che capiamo la vera importanza di ciò che ci viene tolto. Ho imparato a capire chi ti vuole veramente bene e chi no, insomma ho imparato tanto e il mondo intorno a me è cambiato ma è anche migliorato…”

Ti sei mai sentita sola in questa avventura della vita?

“Assolutamente No! Non c’è stato un momento in cui mi sia sentita sola! Anzi ho ricevuto tantissimo affetto anche da persone che non mi aspettavo minimamente. A partire dalla mia famiglia, unita e forte più che mai, mamma papà e mia sorella sono stati fondamentali mi hanno aiutato a non sentire tutta la pesantezza della situazione, loro sono stati miei complici e miei amici e non posso scordarmi le parole di mio padre una sera a cena quando improvvisamente sono scoppiata in lacrime chiedendomi perché proprio a me e cosa avessi fatto di male per meritarmi una malattia così brutta… Lui mi disse: – Vale perché fai così? Non devi! Noi siamo una squadra, siamo un team e vedrai che vinceremo noi! – E mii vengono ancora le lacrime agli occhi. Le mie amiche affiatatissime fantastiche meravigliose anche loro sempre con me in ogni situazione ma d’altronde sono le mie amiche che c’erano prima della malattia ci sono state durante e ci sono tutt’ora posso contare su di loro in ogni momento, ripeto, sono fenomenali”.

 E poi c’è il tuo Team…

“Il mio team è la mia seconda famiglia ed anche loro si sono rivelate persone meravigliose! Hanno fatto tanto e mi hanno dato tanto gli voglio veramente molto bene. I miei amici piloti, sempre pronti a darmi la giusta carica. I miei ex colleghi, tanti li ho lasciati per strada ma pochi sono stati veramente sempre presenti e quei pochi, da colleghi che erano, sono diventati i miei amici! E poi c’è il mondo virtuale che spesso critichiamo ma devo dire che nella situazione in cui stavo sono stati una carica esplosiva. Tutti mi rivolevano sulla mia moto tutti a scrivermi parole di conforto e devo dire parole che spesso e volentieri fanno piacere anche se ricevute da sconosciuti!! Ho ricevuto tanti di quegli inviti che non mi basterebbe una vita intera per accontentare tutti! Devo dire che sono stati molto d’aiuto!”

Sì, ma tra tutti tu hai una persona speciale di cui vuoi parlare…

“E’ proprio così! Ci tengo a raccontare di una persona che è diventata davvero speciale, una ragazza conosciuta in un letto di ospedale. Si sa come vanno queste cose ci si conosce ci si scambiano i numeri ma poi finisce la. Beh, con lei no non è finita, anzi è iniziata proprio in quel letto del Sant’Orsola di Bologna, la strada della malattia. L’ho percorsa per mano a Elena, io con lei e lei con me. Abbiamo condiviso ogni tipo di dolore ogni tipo di stanchezza e fastidio. Ogni piccola gioia, i risultati delle analisi, ci capivamo in tutto perché quello che provavo io sapevo che lo stava provando anche lei… Ed ora fa parte della mia vita ed e una persona speciale! Che dire il dolore diviso è dimezzato la felicità divisa è raddoppiata!”

L’idea di ritornare a correre ti ha aiutato nella tua “riabilitazione emotiva”?

“L’obiettivo principale era guarire per poter tornare a correre e poter vivere le emozioni che solo quando sono in moto riesco a percepire! Ogni giorno che passava era un giorno in meno da passare senza moto ed io non aspettavo altro!”

Cosa ti ha insegnato questa esperienza così forte e profonda?

“La vita mi ha messo davanti ad un bivio, da una parte c’era la scelta di lasciarmi andare, dall’altra quella di combattere come una leonessa. Ho deciso nello stesso istante in cui ho saputo di essere malata, di prendere la strada più tortuosa e difficile, ossia quella di combattere. Ho usato la testa ogni secondo, ogni minuto, ogni giorno, non mi sono mai lasciata andare e non mi sono fatta trasportare dal mostro che stava crescendo dentro di me! Ho imparato che se c’è qualcosa che vogliamo davvero, dipende tutto da noi! Da come ci poniamo davanti al problema, grande o piccolo che sia, ed ho imparato che la testa è tutto e che fa il 90% del lavoro”

Ora stai bene… Quali sono i tuoi programmi 2018?

“Ora non sto bene, sto benissimo! Vorrei mettermi in gioco nel campionato italiano femminile e correre nel campionato regionale”

Obiettivi 2018?

“Voglio togliermi qualche bella soddisfazione e prendermi la mia rivincita, per dimostrare a chi crede in me che valgo oltre a far ricredere chi non ci crede! Voglio dimostrare al mio allenatore, Federico, che, alla fine, dopo tanta pazienza e tante arrabbiature, ha fatto un gran bel lavoro con me, ma soprattutto voglio dimostrare a me stessa che quello che voglio con sacrifico e impegno lo ottengo!”

Parlaci della tua preparazione atletica, il motocross dopotutto è uno sport duro…

“Mi alleno quasi tutti i giorni, corsa esercizi a corpo libero e buona alimentazione! E poi la cosa fondamentale, moto, moto, moto!”

Corri con quasi la totalità di ragazzi… Cosa credi pensino i tuoi avversari?

“Spesso o quasi sempre mi sono schierata con soli ragazzi! Ma questa è una domanda che non mi sono mai posta, non so cosa possano pensare di me, in realtà non ci ho mai pensato forse perché non ho tutto questo interesse a saperlo! Sono questa Valentina, ho due gambe due braccia e una moto come loro, certo è sicuramente un po’ più faticoso per noi “femminucce” ma non ho niente di più e niente di meno rispetto a loro…”

Il livello del Campionato Italiano MX è buono oppure mancano talenti veri?

“Penso che il livello sia abbastanza alto, i talenti ci sono ma purtroppo non emergono e non riescono a supportare economicamente un campionato italiano. Anche per una questione economica, e certo in questo la federazione non aiuta”

Parlaci del Team che ti supporta nell’Italiano…

“Il mio team come ho detto prima è fantastico! Mi supportano in tutto anche nella mia vita privata oltre a supportarmi nell’italiano. Presenti ad ogni trasferta sempre pronti a darmi quello che mi serve, dalla preparazione della moto a un piatto di pasta tra una gara e l’altra! Non li cambierei per nessuno!”

Pensi mai all’enduro?

“Ogni tanto mi piace fare qualche uscita enduro ma non penso mai a cambiare disciplina. Una gara la farei molto volentieri per provare una cosa nuova ma soprattutto per capire realmente cosa significa e cosa si prova in questa disciplina”

Motocross italiano: pochi piloti, pochi talenti, cattiva organizzazione, piste sempre non all’altezza o cosa? Insomma, avrai da criticare qualcosa!

“Questa è una bella domanda… Diciamo che tutti abbiamo sempre da criticare qualcosa, o meglio quello che sta bene a me potrebbe non star bene agli altri e viceversa, per quanto mi riguarda penso che si potrebbero migliorare tante cose a partire dall’organizzazione delle gare da parte della federazione, fino alla gestione delle piste e dai servizi che offrono. In più viviamo un ambiente particolare, almeno per quello che vivo io nel Lazio. Spesso vedo “l’accanimento” dei genitori dei ragazzi nel mini-cross come se fossero loro ad andare in moto e non pensare che i loro figli dovrebbero iniziare come un divertimento questa disciplina. Ma pure i più grandicelli dovrebbero essere più umili, si pensa troppo ad apparire piuttosto che ad accelerare!”

Cosa rappresenta per te la moto?

“Per me la moto è libertà, sfogo, vita!”

Ci pensi alla possibilità di correre nel Mondiale MX?

“E che non ci penso? Ci penso eccome è il mio sogno più grande! Ma il livello è altissimo, chissà magari un giorno…”

Il tuo idolo nel motocross?

“Non ho un vero e proprio idolo, ammiro e stimo tantissimi piloti ma per me i veri idoli sono quelli che nonostante le difficoltà  della guida di una moto di qualche anno prima o le sospensioni non preparate, riescono comunque a farsi valere e dimostrare quanto valgono”

Se potessi decidere per qualcosa, a cosa daresti la priorità nella vita?

“Il motocross mi regala tanto ma la priorità più grande è la famiglia e sarà sempre fondamentale per me, vorrei che un domani io potrò dare ai miei figli quello che i miei genitori hanno dato a me”

(Foto GIUSEPPE CARDILLO, LEONARDO DI GIACOBBE)