MOTO GP: MALIZIE FUORILUOGO

381 0

Brutta storia che sa poco di sport quanto accaduto a Rossi. Si mette in dubbio la sua frattura e questo fa cadere nel vuoto. Sempre più polemiche, ma a vincere è il gesto atletico di Valentino…

Siamo alla follia pura. Viviamo in un contesto squallido, che contagia ogni aspetto della nostra vita. E, la dimostrazione palese di quanto affermo, lo possiamo riscontrare su quanto accaduto in rete parlando di Valentino Rossi e della sua frattura.

Una frattura di un pilota si è trasformata in un evento mediatico negativo, perché sono stati in tanti a credere che, quanto accaduto, sia stata una sorta di bluff e questo è davvero inaccettabile. E questo perché, secondo alcuni, sia stata un’abile trovata per guadagnare ancora più voce nel paddock della MotoGP.

Una scena davvero “povera” di contenuti sportivi

Ora io mi chiedo se, quelle stesse persone che hanno costretto Valentino Rossi a mostrare la gamba per spezzare definitivamente ogni dubbio, siano persone con un minimo di “cultura motociclistica” oltre che quella dose base di intelligenza che distingue la ragione dalla superficialità ed “ignoranza”. Quelle più difficili da combattere e stroncare.

Rossi non ha certo “smania” di stupire, lo ha già fatto da una vita. Così come Valentino non ha bisogno di ulteriore notorietà o accendere i riflettori su sé stesso, visto che, lo vedete da soli, le tribune in ogni parte del mondo, sono per lui in porzione maggiore rispetto ad altri piloti.

Il web (e non solo) spesso appanna le persone e le critica senza appurare i fatti

Realtà aumentata o solo poca saggezza da parte dell’utenza web e di certe “forme di giornalismo”? A mio modesto avviso Rossi ha compiuto un’impresa, una dominanza legata al gesto atletico di un ragazzo che, a quasi 40 anni, trova, scopre e ritrova sempre l’Energia per correre ad altissimi livelli, infiammando il pubblico ma solo perché Rossi è Rossi e perché il 9 volte Campione del Mondo, regala spettacolo alla MotoGP. Si perché non scordiamoci di ciò che Vale ha fatto in questi anni di carriera… E, la MotoGP, gli deve moltissimo.

Ma, per comprendere questo gusto acerbo di mettere fango su quanto accaduto, bisogna scavare a fondo, nella poca cultura delle persone, nella loro malsana voglia di gettare fango sempre e comunque, così come in quel desiderio di parlare tanto per farlo, mettendo in dubbio quella frattura che, dopo 21 giorni, fa ancora male.

Lo sport ai massimi livelli è pieno di storie di recuperi incredibili

Ma, forse, a Rossi oggi farà più male questa modalità così squallida che va tanto di moda. È un fatto di cultura: il mondo dello sport ad alto livello è zeppo di queste storie ma quella, forse, fanno meno notizia.

Su Rossi spesso si accanisce la frustrazione di molti. Invidia? Non credo, piuttosto credo sia solo la voglia di mettere in dubbio che, il Valentino possa bleffare per guadagnare punti. Ma Rossi non ne ha affatto bisogno ed i suoi acerrimi detrattori (compresa anche parte della stampa) dovranno accettare che Rossi è unico e lo ha dimostrato qui ad Aragon. E, ad Aragon correrà il proprio GP…

In giro che molta cattiveria gratuita, anche nello sport

Forse, questa storia, dovrebbe insegnarci qualcosa in più della semplice polemica mediatica: dovrebbe farci comprendere che, certe forme di “inquinamento” sono oggi anche nella MotoGP e stanno contagiando sempre più persone; dovremmo comprendere che di cattiveria in giro ce n’è parecchia e che, molto spesso, il gesto atletico passa inosservato ma “passa” solo quell’insano messaggio di pochezza.

Rossi ad Aragon c’è e correrà la propria gara per difendersi

Bene, Aragon è arrivata: Rossi c’è, con le stampelle ma c’è. Perché vuole difendere la propria posizione nella classifica iridata, perché vuole correre e vuole fare ciò che sa fare meglio, ovvero correre in moto e regalare spettacolo sempre e comunque. Spero che questa brutta storiaccia insegni a non giudicare ma ad apprezzare che, dopo 21 giorni, Valentino è tornato in sella per vincere.

Ed è forse su questo che tutti dovremmo spostare la nostra attenzione e non su altro. Noi motociclisti ci sentiamo spesso “cavalieri”, ma spesso cadiamo nella rete delle “squallide chiacchere da bar”, atteggiamento che va cambiato e che va modificato per guardare le cose da un altro punto di vista. Quello dello sport, quello dei gesti atletici dei piloti, quello del bello di questo bellissimo campionato, dove gli italiani su contengono un titolo importante.

Ed infine, tutti questi pensieri, mi sono scaturiti ascoltando un anziano in un bar che, leggendo un quotidiano, ha commentato le polemiche su Rossi. Ad un certo punto, questo anziano signore distinto nel parlare con alcuni amici, si è tolto gli occhiali ed ha esclamato: “Rossi non deve dimostrare nulla e poi basta con tutto sto sparlare a vuoto, che ne sapete voi? Io guardo quello che ha fatto fino a ieri e salire in moto con una frattura in corso, beh, ci vuole coraggio e determinazione assoluta…punto e basta!”. Forse, questo appassionato signore, ha riassunto meglio di tutti il concetto finale…