PROVA: BETA RR125 ENDURO, W IL 2T!

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Una moto fantastica: la Beta RR125 Enduro è una “piccola belva”grazie al motore 2T, potente e fluido ad ogni regime. Ottima ciclistica e leggerezza la rendono imbattibile e ultra divertente. E’ la moto per tutti…

Il sound è quello che ci piace di più: metallico, scintillante, provocatorio ma, soprattutto, unico. Dopo aver provato la nuova Beta RR125 Enduro 2T M.Y. 2019, ho fatto molte considerazioni sul fatto che, i 2T, rappresentano ancora una soluzione valida e definitiva per chi ama l’enduro low cost. Semplice affermazione che nasconde però un mondo di sensazioni originali da cui è difficile separarsi.

Scelta non facile, continuare ad investire sul motore 2T

Quasi tutti hanno abbandonato il motore 2T a favore dei 4T che però non sempre è la “soluzione” al fuoristrada amatoriale e questo per via dei costi di gestione, più cara, ma pure più onerosa in termini di manutenzione. Ovviamente i 4T oggi rappresentano il 90% del venduto ma, Aziende come Beta, hanno continuato ad investire anche sul “fattore 2T” sfornando la 125 e, per la prossima stagione, la nuova motorizzazione da 200 cc segno evidente che esiste una richiesta effettiva.

Beta: un DNA forte e generoso dal 1905

Beta vanta una filosofia nel proprio DNA ovvero “donare ad ogni cilindrata un suo carattere distintivo” e mai come sulla RR125 Enduro questa scelta è così calzante…

Dopotutto siamo ormai alla quarta generazione della Beta Family dal lontano 1905, unica Azienda totalmente italiana (155 dipendenti che arrivano da tuta Europa) e che realizza in casa le proprie moto ed i propri motori, segno di una grande forza di pensiero che sposa la filosofia di un team giovane, motivato e vincente. I punti di forza Beta sono essenziali per capire la “dinamica” del successo e sono la guidabilità, la tecnologia dei contenuti oltre al prezzo corretto che significa profonda attenzione verso gli appassionati.

Parlano i risultati sportivi…

Lo raccontano le vittorie del Team Beta: senza tornare troppo indietro nel tempo, ecco i due titoli Mondiali Costruttori Enduro GP conquistati negli ultimi 2 anni, un titolo Mondiale Enduro 3 ed un Enduro GP con Steve Holcombe. E poi, un Titolo Mondiale Enduro Junior con Brad Freeman e due belle affermazioni negli Assoluti d’Italia.

Un grande lavoro di squadra sulle moto 2019

L’esperienza racing più che mai è patrimonio by Beta: per i modelli 2019, tutto il lavoro si è concentrato su motore, ciclistica senza dimenticare l’elemento forse più importante nell’enduro, ovvero le sospensioni che, per i modelli 2019, 125 compreso, vanta componentistica ZF sia per la forcella quanto per il mono posteriore. Insomma, Beta realtà italiana forte con l’81% di vendite all’estero su 6 Paesi ed il 19% per il mercato italiano. Basti pensare che la RR300 2T è la moto più amata dal popolo dell’enduro con una quota del 21% che si espande ora anche grazie alla RR125 2T.

Entriamo in contatto con la RR125

Piccola, maneggevole all’ennesima potenza, potente ma fluida nell’erogazione, la RR125 2019 ci ha stupito per la trattabilità del suo piccolo ma generosissimo monocilindrico, motore e moto adatta ai più giovani ma fun bike se messa in mani esperte. Quindi non è affatto un caso se a provarla è stato un giovanissimo, Leonardo Di Donato, non solo un atleta (6 anni trascorsi nell’atletica leggera) ma un ragazzo molto a punto sul piano della preparazione tecnica ma, soprattutto, un pilota veloce ed analitico. 21 anni tutti di energia con l’obiettivo della Under23…

Una moto che piace, leggera e divertente

A lui questa RR125 Enduro è piaciuta troppo, perché l’ha trovata veloce ed intuitiva oltre che facilissima da guidare, inserirla dentro le curve, “spolverandole” con il vantaggio immediato dei suoi 94,5 kg (peso a secco). Insomma, un enduro divertente e pratica, sempre pronta a scatenare adrenalina e divertimento con la grande complicità del motore 2T (che per Beta rappresenta il 67% di quota), pezzo forte di questa ottavo di litro italiana.

Cosa cambia sul modello 2019

Tutta la gamma è stata aggiornata in modo profondo e mirato e, pure questa RR125 Enduro non è da meno: sul piano motore c’è una nuova centralina che assicura una scintilla più ampia ad elevati regime, elemento che migliora la combustione oltre che l’efficienza termica e le performance motore generali. Due le mappe (pulsante sul lato sinistro del manubrio) WET e RAIN, dove i cambiamenti di erogazione si avvertono in modo sostanzioso con l’addolcimento della curva di coppia nella mappa RAIN.

Pacco lamellare verticale e valvola BPV allo scarico

Si tratta quindi di un monocilindrico da 124,8 cc caratterizzato da quote vitali 54×54,5 mm (la corsa così realizzata aiuta nel tiro motore) che presenta un rapporto di compressione molto alto pari a 15:1; c’è la valvola di scarico BPV regolabile, mentre sparisce il miscelatore (a vantaggio del risparmio di peso globale) e l’alimentazione è affidata ad un carburatore Keihin PVK da 36 mm che “sfama” un carter pompa con annesso pacco lamellare verticalizzato, soluzione che consente una maggiore “vicinanza” dei petali alla zona di ingresso flusso.

In ottica di trascorrere molte ore in moto, Beta ha pensato a rendere sempre più “leggero” il comando della frizione, che oggi prevede un nuovo attuatore con diametro maggiorato, soluzione che quindi renderne più morbido l’uso, Esteticamente, c’è un nuovo coperchio frizione più rigido, che quindi rende il funzionamento migliorato nelle fasi stacco/attacco.

Una ciclistica sempre più raffinata ed evoluta dedicata all’enduro

Il telaio della RR125 Enduro (1477 mm l’interasse, 930 mm l’altezza sella) vanta struttura in acciaio al molibdeno con doppia culla sdoppiata sopra la luce di scarico: un telaio dedicato alla 125 che, rispetto a quello utilizzato per i modelli 250/300 cc, avvolge molto più serratamente il monocilindrico Beta, specie nella parte frontale del motore.

In tema sospensioni poi, c’è la nuova forcella ZF da 48 mm dotata di sistema di regolazione dedicato. Ciò significa che i registri di compressione, estensione e precarico, si trovano sul tappo superiore della forcella e quindi facilmente accessibili senza necessità di attrezzatura. Su questa nuova ZF c’è poi un sistema di tamponamento oltre al fodero anodizzato a vantaggio della scorrevolezza.

Mono ZF con tante novità, l’obiettivo? La massima stabilità di funzionamento

Altra news, sono i piedini forcella, ora più leggeri e rigidi, mentre nuovi sono pure i para-steli. Il mono posteriore ZF è stato tutto ridisegnato: vanta pistone da ben 46 mm e, nel complesso, è oggi più leggero di 300 grammi.

Altra novità è la massima stabilità del pistone anche ad elevate temperature e con il variare della stessa da parte del fluido interno, il che si traduce in una migliore capacità di lavoro e migliore trazione. C’è una nuova basetta per il serbatoio ed una nuova molla. La RR125 Enduro pesa a secco 94,5 kg, di cui 46,3 kg davanti e 48,2 kg sul posteriore.

LA PROVA DI LEONARDO DI DONATO: “UNA MOTO MAGNETICA!”

L’ho accennato nel testo, per la prova della Beta RR125 Enduro ho volutamente scelto un pilota giovanissimo, perché, proprio loro, hanno accesso alla Under23, categoria sempre più affollata di ragazzi motivati e che ci danno del gran gas! Questa 125 è comunque per un pubblico molto ampio ed è proprio la moto giusta e poco impegnativa pure per i più “anziani” dell’offroad, perché sempre intuitiva da guidare, leggera e maneggevole e candidamente sincera al concetto di un enduro per tutti. Idea che Beta ha sposato da tempo e su cui continua ad investire risorse.

A livello generale, come hai trovato questa nuova RR125?

A livello generale questa “piccola” enduro RR125 2019 mi ha letteralmente Stupito! Semplice ma particolarmente accattivante nell’estetica, molto ricercata nei particolari e pronta a qualsiasi tracciato, dà fiducia ed appare leggera e maneggevole oltre che scorrevole su qualsiasi tipo di terreno, il tutto combinato ad un motore sempre molto brillante e potente.

Parliamo del motore su questi punti: erogazione, fluidità con le marce basse, trazione uscita curva, erogazione ai bassi regimi, allungo motore sulla marcia più alta

Per quanto riguarda l’erogazione, provata nelle due mappature (Rain/Wet), la moto sembra comportarsi molto bene sin dai bassi giri, per poi arrivare alla massima coppia dove si percepisce a pieno la vera robustezza e potenza del motore che denota “schiena” e carattere. La trazione non manca e ho notato una certa rapidità con la quale questa moto riesce a portarti fuori dalle curve. Rimane molto composta e precisa sia nell’inserimento che in uscita, ed eccome piantata al terreno, specie sull’avantreno.

L’erogazione ai bassi regimi la definirei progressiva e corposa al punto giusto. Durante le ripartenze nelle fasi di uscita delle curve del “misto stretto”, ho notato una fluidità ed una progressività che ne fanno il vero punto di forza del piccolo monocilindrico Beta. Anche se a mio parere predilige una guida ad alti giri, nel complesso mantiene un’erogazione molto lineare. Denota poi un allungo motore che sembra non finire mai anche sulla marcia più alta; La moto provata sia su terreno fangoso sia su sterrato asciutto, nell’allungo rimane molto composta e pronta sul gas, anche quando si effettua un piccolo cambio di direzione.

Parliamo della ciclistica generale; quindi centro curva, uscita curva, salti, canali e cambi di direzione

Direi decisamente buono il comportamento della ciclistica, penso sia anche merito delle nuove sospensioni dedicate e del telaio molto leggero. Rapidissima nell’inserimento come a centro curva, la moto non si scompone mai e rimane ben salda al terreno offrendo al pilota una sensazione di sicurezza che permette di uscire dalla curva con facilità e velocità. Molto precisa nell’inserimento nei canali quanto nei cambi di direzione improvvisi, senza eccessivi sbacchettamenti in staccata e in atterraggio dopo un salto…

Parliamo del comportamento della nuova forcella

La forcella mi è sembrata un pelino troppo soft ma nulla di grave, penso che con una piccola regolazione si riesca ad avere un setup giusto per qualsiasi tipo di terreno. Ho notato anche una scorrevolezza dell’elemento molto buona, fattore che consente di assorbire le minime imperfezioni del terreno senza accorgersene o le grandi buche in staccata senza che l’anteriore ne risenta.

Parliamo del comportamento del nuovo mono posteriore

Il nuovo mono posteriore risponde molto bene, senza eccessivi rimbalzi o picchi sia in staccata che in accelerazione ed anche sulle minime lavora bene anche se, il setting nell’enduro, è cosa molto personale…

Come hai trovato l’ergonomia della nuova RR125?

L’ergonomia di questa moto non mi è parsa troppo adeguata, probabilmente anche per il mio stile di guida: la moto è molto snella nell’anteriore ma nelle fasi in velocità quanto si tende a portare il baricentro verso il posteriore, non sono riuscito quasi mai a tenerla con le gambe data la sua effettiva larghezza. La sella è senza dubbio di buona manifattura ma a mio parere è migliorabile nella forma al fine di renderla più ergonomica per il pilota e forse, la preferirei un pelino più bassa al centro.

Cosa ti è piaciuto di più su questa RR125?

La maneggevolezza e la rapidità combinate ad una giusta erogazione del motore, molto potente e deciso.

A tuo avviso, quale è il suo punto di forza?

La fluidità nell’erogazione a prescindere dal regime motore…

Per la Under 23 sarebbe la tua moto ideale?

Non avendo provato le altre concorrenti, non vorrei sbilanciarmi troppo con il mio giudizio ma sicuramente proverei volentieri qualche gara con questa moto ma migliorerei un po’ l’ergonomia mentre per il resto nulla da dire, una moto veramente ben fatta e molto bella. L’unico consiglio da pilota che posso dare, è quello di provarla per comprendere a pieno la potenza e la maneggevolezza, vi stupirà…

(Foto LEONARDO DI GIACOBBE & IRENE DI SALVO),

(Si ringrazia per la collaborazione il Circuito di Pantano OFFROAD The Original)

Andrea Di Marcantonio

Andrea Di Marcantonio

“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, un mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale e sull’impatto fotografico delle prove e questo da sempre. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Leonardo Di Giacobbe, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Un modo diverso di raccontare le cose, un modo originale nella ricerca delle location: tutto questo sono io ed è ciò che sono per offrire una lettura più dinamica e coinvolgente. PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”