PROVA: Husqvarna Nuda 900

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Nuda 900, molto più di una moto… Anima ribelle per sensazioni ricche di emozioni, motore esuberante ma soprattutto, animale da misto

Moto tra le moto questa, oggetto che possiede un’anima ribelle che entusiasma, che convince, che fa tornare la voglia – apprezzandola una volta tanto – della pressione dell’aria addosso, che ti fa sentire libero da “vincoli di appartenenza motociclistica” (supersportiva, supermoto, enduro, on-off, ecc) e che, semplicemente con il suo sound unico, ti fa riscoprire la voglia di curve senza fine, quando, in rilascio del gas, senti nel casco il cupo tuono emesso dal suo “tonico e muscoloso” bicilindrico.

Una carica di esplicite emozioni, semplici ed immediate ma, proprio per questo, autenticamente sincere, reali, possibili, uniche.

Semplicemente emozioni da vivere…

Aprendo la porta del garage e vedendola poggiata sul suo cavalletto, ti puoi fermare un attimo a guardarla per scoprirne ogni angolo nascosto: un telaio che vive e che trasmette passione, un motore “aerobico” che fa aumentare le pulsazioni quando apri il gas deciso e convinto di “andare a prendere” la prossima curva, per aggredirla tutta d’un fiato, oppure – se sei attento – puoi scoprire tutto quello che c’è dietro a questo progetto, mentre realizzi velocemente tutta la storia Husqvarna, storia fatta di gente “tosta” che costruisce moto di carattere, un po’ rudi, molto decise, e realmente originali nell’anima.

…insomma Nuda 900

Tutto questo è Nuda 900, di fatto il primo passo verso una nuova storia motociclistica, generazione che combina una grande passione alla  tecnologia più innovativa, binomio che si nasconde dietro la storia ed i palmares sportivi di Husqvarna e la capacità tecnologica del Gruppo BMW.

E non è poco questo…Nuda 900 viaggia a metà tra una supermoto ed una crossover, passando per le “realtà dinamiche” che solo una moto da strada possiede nel suo DNA. Senza compromessi, senza girarci troppo attorno. Perché, una dote che si può riconoscere a Nuda 900, è la sua grande autenticità, ovvero Moto tra le moto…Senza cercare per forza un gruppo di appartenenza.

Design appuntito deciso ed originale

Nuda 900 nasce da un pool di progettisti giovani, non legati a particolari schemi motociclistici e che hanno lavorato con reale dinamismo nel Centro Stile situato in una zona “ricchissima” di idee e competenze tecniche. La voglia, l’obiettivo era raggiungere un design estremo, minimalista senza dimenticare “il gesto atletico”, la muscolatura che da sempre fa parte dei progetti di Casa Husqvarna. Ma mai così incisivi come su questa Nuda…

Globalmente Nuda 900 (offerta anche in una succulenta versione R) è forte del suo impatto visivo, reso possibile dall’accoppiamento stilistico del ricercato design made in Italy, evidenziato dal telaio a traliccio, dal particolare spoiler devia-flusso – integrato nel parafango anteriore – o dall’aggressiva zona del (finto) serbatoio carburante (da 13 litri), dai coperchi delle testate, verniciati in aggressivo rosso, chiaro richiamo alle prestazioni del suo propulsore.

Realmente sportiva e dinamica: le sue forme più rappresentative

Andiamo per ordine e vediamo nel dettaglio estetico com’è fatta Nuda 900… La zona anteriore avverte sullo “stato delle cose”: questo significa aggressività e forza allo stesso tempo… Lo “raccontano” il piedino forcelle con attacco radiale, i due dischi freno forati, la generosità dei diametri degli steli o lo spoiler (unico nel suo genere sia come soluzione estetica che vantaggi aerodinamici) che sovrasta il parafango anteriore e, più in alto, la forma del proiettore che nasconde una strumentazione concreta ed essenziale.

Molto ben riuscita, la linea ergonomica tra finto serbatoio (quello vero infatti si trova sotto la sella, vicina al baricentro) e la sella biposto, perfettamente integrati uno nell’altra e che creano ancor più guizzo nello stile di questo nuovo progetto. Così, il pannello superiore si “apre” su una superficie orizzontale con zone di abduzione il cui flusso in ingresso termina la propria corsa sulle aperture della cassa filtro, sistemata centralmente alle testate e proprio sotto il pannello serbatoio.

Più in basso si mette in mostra il telaio a traliccio, (da cui si intravedono i corpi farfallati) che termina nell’area del pignone – quest’ultimo come da tradizione a destra – proprio nell’area prossima al forcellone. E poi pulita e filante spicca la zona del codone, che “punta” verso l’alto e che, fateci caso, “riporta” l’occhio verso la zona centrale della Nuda 900, quasi una sorta di “messaggio subliminale” che evidenzia ancor più le caratteristiche da “indomabile” di questa nuda d’attacco.

Ciclistica all’altezza del suo dinamismo…

La base di partenza è il telaio a traliccio tubolare della BMW F800GS (1495 mm l’interasse, 101 mm l’avancorsa) la cui lunghezza è stata ridotta di 50 mm abbinata poi ad un cannotto di sterzo più rigido con angolo di sterzo anch’esso ridotto.

La forcella è una Sachs da ben 48 mm  ed è incisivo il suo sfilamento dalla piastra forcella pari circa a due cm; non manca un manubrio senza traversino con corti risers montati su smorzatori di vibrazioni in gomma. Da notare il perno di sterzo passante alleggerito e forato. Dietro invece c’è un mono – sempre Sachs – che lavora direttamente sul forcellone (quindi senza cinematismi progressivi), ampiamente “sfaccettato”  che viene “tagliato” ed accoppiato orizzontalmente ai vari elementi saldati che lo compongono.

Freni da staccata all’ultimo metro…ed accessori

Le pinze Brembo con attacco radiale sono “padrone” della scena: mordono la coppia di dischi da 320 mm per mezzo di quattro pistoncini e guarnizioni di attrito sinterizzate mentre dietro la pinza prevede doppio pistoncino che lavora su un disco da 265 mm. Nota decisa a vantaggio dell’agilità è il peso della moto, pari a 174 kg a secco. L’altezza sella senza rider è di 870 mm, che diventano 860 nella versione opzionale con elemento ribassato.

Tra gli altri accessori , il kit parabrezza alto ed una variegata scelta tra borse morbide o rigide, così come non poteva mancare uno speciale “kit racing” per aumentare ancor più quel gradiente di sana aggressività, innato nel progetto Nuda.

Motore: origini BMW, cubatura aumentata e carattere ampiamente rivisto…

Tecnologia BMW adattata allo stile emotivo Husqvarna: quindi, dove mettere le mani se non sul tecnologico e potente propulsore della F800R? Ma non bastava ai tecnici, loro desideravano qualcosa in più…

Così si è deciso di stravolgere il carattere “iperfluido” di questo bicilindrico parallelo, regalando all’utente un’esperienza tecnica nuova, decisamente accattivante sul piano dinamico. La prima quota che si è toccata è stata quella del valore di alesaggio, elevandolo da 84 a 86 mm, due mm che hanno fatto la differenza grazie anche all’incremento dell’altro valore “energetico” legato alla spinta sul pistone, ovvero il rapporto di compressione, che passa a 13,1:1. Questo anche per il montaggio di una nuova guarnizione a tre strati tra testa e blocco cilindri.

Corsa “lunga” per i bicilindrico e nuovo albero motore a 315°

Ma anche la corsa ha preso 5,4 mm in più con i suoi 81 mm, quindi allungandola e concedendo quindi riempimenti, caratteristiche di “schiena e tiro” e trattabilità diversi. Ma, il valore tecnico più interessante del nuovo progetto motore, è senza dubbio il diverso valore dell’angolo scoppi che passa da 0 a 315°, modificando drasticamente sia il carattere del motore che il sound. Modificati anche gli alberi a camme, le bielle ed i pistoni in funzione del diverso albero motore, legato al diverso ordine degli scoppi.

Corsa “lunga”, valvole più grandi e gestione motore BMW-KP

Anche la zona alta del motore, la testa, vede qualche rivisitazione: l’esigenza da sfruttare era la corsa lunga che concede maggiori riempimenti anche se il range di giri non è elevatissimo… Il diametro delle valvole di aspirazione è più grande, e passa da 32 a 33 mm mentre quello di scarico è pari a 28,5 mm, il che ha “generato” nell’insieme  105 Cv purosangue a 8500 giri con valore di coppia di 100 Nm a 7000 giri.

Per contenere le vibrazioni del bicilindrico BMW in virtù delle nuove caratteristiche e carattere, è stato modificata la zona di bilanciamento mantenendo però sia la lubrificazione a carter secco che l’inclinazione di 30° in avanti del gruppo cilindri. All’alimentazione del motore infine, provvede il sistema di gestione motore BMW-KP a doppia farfalla con corpi da 46 mm.

Come va: posizione di guida tutta avanti…

Nuda 900 sorprende oltre che nelle sue linee spigolose anche per una buona abitabilità globale, che ne fanno una moto abbastanza comoda sia in città che nel più guidato extraurbano. La posizione di guida quindi è molto sull’anteriore, con la presa larghissima del manubrio, le pedane un po’ alte ed arretrate e le ginocchia riparate dalla zona orizzontale sotto la copertura del “finto serbatoio” che si sviluppa in modo asimmetrico rispetto al piano stesso.

Le ginocchia inoltre, sono perfettamente inserite nell’andamento esile dell’elemento principale; il busto poi, è leggermente proteso verso il manubrio, mentre l’imbottitura della sella risulta un po’ dura sulle lunghe distanze e, l’altezza da terra una volta in sella, non è poi così “confidenziale”, nel senso che se il pilota è attorno al metro e settanta, i piedi poggiano a terra bene si, ma non in modo “massiccio”… I comandi sono tutti a portata di dito così come lo strumento circolare del contagiri, è sempre tra te e la strada; manca un indicatore del carburante ma c’è la spia della riserva, pari a circa 3 litri.

Passeggero comodo…

La porzione riservata al passeggero è comoda e spaziosa con le ginocchia non troppo angolate, in modo che sia il pilota che il “trasportato”, siano abbastanza vicini ed in grado di “condividere” al meglio tutte le sensazioni dinamiche della Nuda 900…

Motore ribelle e docile, potente e dotato di buon allungo…

La nuova conformazione motore, ha regalato alla Nuda un diverso carattere. Una volta messo in moto il bicilindrico parallelo, si avverte il diverso ordine di scoppio e la sensazione principale che si sente è lo sfalsamento della sequenza di accensione che garantisce anche un sound più cupo e “piacevolmente asincrono”… Merito anche del particolare scarico, mai fastidiso nell’emissione di decibel, anche se, l’utente della Nuda, non è certo a caccia di una moto “troppo muta” o dal carattere tranquillo.

I primi metri si percorrono ascoltando il motore, le sue palpabili vibrazioni – mai eccessive – mentre la temperatura d’esercizio sale molto velocemente nel primo tratto dell’indicatore sul display ed anche a freddo si avverte una buona “stabilità” e regolarità di funzionamento. L’erogazione è sempre molto corposa fin dai 2500 giri indicati ed il tiro si inizia a fare più presente dai 3500 giri, quando, anche con rapporto alto inserito, si avverte quella spinta caratteristica sprigionata da questo diverso manovellismo.

Sensazioni uniche, schiena e rabbia sopra i 6500 giri

Da 4000 giri la schiena si fa più presente, merito anche di rapporti che sembrano accorciati rispetto a quelli della F800R, mentre sopra i 5000 inizia lo spettacolo con il contagiri che sale rapido tra 5500 e 6500 per poi schizzare veloce dopo i 7000 fino all’intervento del limitatore, quest’ultimo particolarmente “invasivo” nel “taglio elettronico”.

Sopra i 6000 giri quindi si può stare con il gas in mano, con il risultato di una risposta rapida ed immediata oltre che aggressiva sopra i 7000 giri; piace la capacità dinamica di questo motore, molto pulito nell’erogazione e che consente punte velocistiche molto interessanti. Anche il freno motore in staccata sembra leggermente aumentato, mentre la zona di utilizzo migliore è attorno ai 6500 giri fino a quota 7500…

Cambio preciso, rapporti ben spaziati

Molto buono il funzionamento del cambio, dagli innesti morbidi e precisi e che consente di trovare il “folle” rapidamente al semaforo, cosa utile soprattutto ai neofiti. I rapporti sono relativamente corti tra prima e terza ma il salto verso le marce alte non è mai eccessivo e questo infonde al motore quella tonica elasticità, strettamente correlata alla tipologia di progetto sul rivisto propulsore BMW. Ottimo il comportamento della frizione, solo un po’ dura da azionare alla lunga, quando si guida in città nel traffico.

Ciclistica da gran piega, animale vorace da misto…

La ciclistica di Nuda 900 è sempre una bella scoperta: la forcella sembra molto bilanciata, con leggera tendenza a reagire più bruscamente sul pavè e sulle gibbosità del terreno quando si guida decisi nel misto. L’elevato sfilamento della forcella aiuta ad inserire la moto in modo netto e preciso, ed infatti una dote piacevole della Nuda 900 è senza dubbio la sua capacità reattiva nella velocità d’inserimento, immediato, rigoroso, senza sbavature.

Lo si scopre ancor più nei cambi di direzione, dove questa moto mostra una tendenza ad inserirsi velocemente, consentendo nel contempo un’ottima percorrenza curva, specie nella seconda fase, ovvero quando si ha già il gas in mano e si “cerca” l’uscita più rapida. In tal senso è anche merito della taratura del mono posteriore, che, se limitato nel veloce dove sembra sedersi e galleggiare un po’ sui curvoni veloci, mostra capacità reattiva a bassa e media andatura, quella da misto per intenderci, il terreno più fertile dove “giocare” con la Nuda 900…

Avantreno leggero in accelerazione, stabilissima e precisa in frenata

Buona la trazione, bisogna solo fare l’abitudine al progressivo alleggerimento dell’avantreno in accelerazione piena oltre che con la sensazione di un anteriore molto leggero tra le mani; questo però non deve ingannare il pilota, che può sempre contare sul buon lavoro del mono e sull’agile geometria della moto che si mette in mostra in staccata, dove Nuda soffre pochissimo i trasferimenti di carico quando ci si attacca ai freni. In questa fase, si può decidere dove staccare e dove entrare senza avvertire problemi di perdita di aderenza del posteriore.

L’angolo di piega è sempre molto elevato e la moto rimane incollata a terra, anche aprendo il gas in modo brusco… Ottimo infine il lavoro svolto dall’impianto frenante Brembo, secco e preciso, aggressivo e capace di rallentare in pochissimi metri la Nuda; risulta inoltre molto modulabile, con un primo tratto di leva meno aggressivo, utile nelle pinzate delicate mentre nella seconda porzione di corsa mostra i denti e si fa più incisivo, grazie anche all’attacco radiale delle pinze, che rende l’intero compound ancor più apprezzabile e bilanciato tra diametro della pompa ed intervento dei pistoncini.

 Foto Diana D’Angelo