PROVA: HUSQVARNA TE 180 CC BY TOP

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Questa volta abbiamo preparato una Husqvarna TE 125 4T con kit Top Performance da 180 cc, scarico Scalvini Racing, coperture GoldenTyre e grafiche Hyena. Abbiamo analizzato le performance con WinTelemetry ed il risultato è sorprendente. Una  valida preparazione per enduristi low cost, da oltre 19 Cv…

Come già fatto qualche mese fa, torniamo sull’argomento “enduro low cost” ovvero l’idea di prendere una piccola Enduro 4T da 125  cercando di aumentarne le performance per consentire, ad un pubblico non troppo esigente, di divertirsi nell’offroad con una spesa abbastanza contenuta inferiore ai 1000 euro. Ma l’idea era pure quella di “monitorare” i risultati ottenuti e, per questo, mi sono rivolto all’epoca e come sempre, al nostro partner tecnico WinTelemetry che ci ha fornito la telemetria per carpire l’effettivo incremento prestazionale del kit montato sulla Beta 125 RR.

Questa volta però ho voluto salire un ulteriore scalino tecnico, pensando di dare anche una veste diversa alla moto, una Husqvarna TE125 equipaggiata sempre con lo stesso monocilindrico Yamaha/Minarelli da 15 Cv di base. Così, senza pensarci troppo, abbiamo allestito la offorad che vedete nelle foto, grazie alle aggressive e coloratissime grafiche Hyena, al kit motore Top Performance, allo scarico artigianale Scalvini Racing ed alle ottime coperture Golden Tyre GT216.

Si passa ai fatti: lo smontaggio del gruppo termico STD

Lo smontaggio del gruppo termico della Husqvarna 125 TE 4T non richiede il distacco del motore dal telaio, in quanto il piccolo trave passante di “congiunzione” del telaio, è posizionato più in alto rispetto alla Beta, quindi, una volta tolti i bulloni di ancoraggio della testata, quest’ultima esce trasversalmente e senza problemi.

La moto va ovviamente “spogliata” di tutto: quindi via la sella, il serbatoio, i fianchetti, i convogliatori, tutto lo scarico – collettore sulla testata compreso – ma soprattutto bisogna eliminare dal circuito di raffreddamento tutto il liquido refrigerante. Per lo smontaggio/montaggio mi sono rivolto, come già fatto in precedenza, all’officina del Team Salvatori Racing di Roma, la stessa che ha allestito l’MP3 racing di cui abbiamo già parlato un paio di mesi fa…

Un’operazione da fare con molta cura…

A questo punto la moto è stata denudata di tutto e si può procedere allo smontaggio del gruppo testa/cilindro non prima però di aver staccato il carburatore (non proprio semplice da far poi uscire lateralmente) che andrà momentaneamente vincolato con fascetta in plastica alla parte superiore del telaio, nella zona dove poggia la sella.

Una volta sguarnita la moto, ci spostiamo sul lato sinistro in prossimità del coperchio dell’ingranaggio distribuzione albero a camme su cui è calettato il sistema di decompressione centrifugo; presi i riferimenti per la fase e tolto l’ingranaggio (sopra e sotto in luogo del coperchietto sopra l’accensione), conviene legare una maglia della catena di distribuzione in modo che quest’ultima non scivoli all’interno del motore, il cui recupero non sarebbe semplice. Una volta i bulloni della testata, questa può essere sfilata, così come il cilindro per poi, non prima di aver tolto gli anelli seeger sullo spinotto, togliere il pistone completo.

Il kit Top Performance: completo e ci sono anche i getti pr il carburatore…

il kit è davvero ricchissimo e completo con un bel libretto che spiega, step by step, tutte le operazioni di montaggio/smontaggio e messa a punto; il cilindro Top Performance è in alluminio ed ha un diametro da 63 mm contro i 52 mm originali, quindi un bell’incremento “big bore” che aumenta di fatto coppia e potenza oltre che il tiro soprattutto ed incrementa la cilindrata oltre i 180 cc.

Le guarnizioni base cilindro sono leggermente più basse di quelle std, nella misura di 4 decimi, il che significa un leggero incremento anche del rapporto di compressione, anche in funzione della particolare forma del cielo pistone del kit, che, oltretutto è molto ben alleggerito ai lati mantenendo però del materiale nell’area dello spinotto.

Ci sono anche i getti per il carburatore Keihin, anche se c’è da fare un lavoro di abduzione d’aria per la scatola filtro che si vogliono usare; si perché questo motore funziona  e gira molto bene ed è regolare anche senza tagliare o forare la scatola filtro, operazione che consigliamo solo se verrà montato l’albero a camme opzionale, in vendita sul catalogo Top Performance.

Poi le operazioni di riassemblaggio da fare con molta cura, specie per inserire il pistone nel gruppo termico, in quanto l’anello raschiaolio tende un po’ a “puntare” sull’imbocco del cilindro e c’è quindi il pericolo di romperlo se si prova a forzarne l’inserimento. Alla fine, dopo il montaggio, va messo il liquido refrigerante nel circuito che andrà “spurgata” dell’aria in eccesso attraverso i tappi sui radiatori ma sempre con la moto leggermente inclinata.

Lo scarico Scalvini Racing: bello e funzionale, incremento reale

Lo scarico Scalvini Racing è di fatto la ciliegina sulla torta: oltre che accattivante nel suo design, emette un sound davvero esaltante ed aggressivo, reso ancor più minaccioso dal particolare “ritorno” in rilascio; Gianluigi Scalvini gli scarichi li sa fare bene ed ha molto a cuore la funzionalità dei propri prodotti, tanto da essere molto ricercati anche e soprattutto nell’offroad…

Bellissime le saldature artigianali, la linea del collettore, leggermente più alta e dolce nella curva e che attraversa il piccolo risuonatore (bomber) sistemato a circa 20 mm dall’imbocco sul cilindro. Scalvini realizza questo scarico per tutte le piccole enduro 4T da 125 cc, oltretutto fornito di tutto “pronto montaggio”, comprese le leggerissime staffe in alluminio del silenziatore.

Le coperture GoldenTyre GT216V

Un’altra musica rispetto alle “tranquille” e non specialistiche coperture di serie: le validissime Golden Tyre GT 216 sono progettate per ospitare la sezione tubeless o, come in questo caso, la classica camera d’aria; il tassello a “V” dell’anteriore garantisce una buona precisione di guida ed un’ottima direzionalità ed è consigliata per terreni medio morbidi. E’ omologato FMI alla round mentre la pressione migliore per sfruttarne tutto il potenziale è tra 0,80 e 1,00 bar.

Il GT 216 posteriore è offerto in sue sigle: THB ed HBN. La prima vanta carcassa flessibile ed è consigliato per l’enduro estremo anche perché può ospitare la mousse della stessa Golden Tyre nelle misure 120/80×18” (condizione intermedie) e 140/80×18” (elevate temperature e terreno duro). (foto sotto copertura post.std Vs GoldenTyre)

La HBN invece ha la carcassa più rigida ed i tasselli a piramide per una migliore trazione con la particolarità di espellere il fango ed avere oltretutto un ottimo grip anche su terreni viscidi. E, la HBN, c’è anche da 19”. (foto sopra copertura ant. std Vs GoldenTyre)

Le grafiche by Hyena: sempre aggressive e fuori dal comune…

Questa Azienda “made in Sicilia” è sempre stata, fin dall’inizio, qualcosa di fuori dal comune: come idee, come modo di progettare le grafiche, come approccio ai colori ed al design. Così ho chiesto ad Igor e Ricky di progettare una grafica per questa TE 125 che fosse si aggressiva ma anche non troppo vistosa ma soprattutto che rispettasse due parametri essenziali: i colori Husqvarna std e la presenza del ns logo sulla moto. Operazioni riuscita come vedete con un risultato eccellente e che piace davvero…

La base std quindi è stata ampiamente rispettata visto che Hyena ha lavorato sulla base della grafica Wolf, a loro listino, aggiungendo la nostra personalizzazione grafica legata al logo di performancemag. Si montano facilmente (potrete aiutarvi anche con phono e acqua per posizionarle) ed i fori della viteria della moto combaciano alla perfezione con la nuova grafica made in Hyena.

L’analisi dinamica con WinTelemetry a cura di Riccardo Clarici

IL GIRO DI PISTA

Giro di pista sul tracciato di Pantano Off Road: visualizzazione del miglior giro (36.40s) in cui sono rappresentate le  traiettorie, la velocità e, attraverso l’uso di linee di spessore e colore differenti, le accelerazioni (tratti verdi), le frenate (tratti rossi) e la G-Force totale (somma di accelerazione longitudinale e laterale in nero), lo spessore delle linee è proporzionale all’intensità della forza .

ANALISI PRESTAZIONI: I GRAFICI DELLA PERFORMANCE

Le due figure mostrano il confronto, rispettivamente fra le coppie (Nm all’albero) e le potenze (Cv all’albero), ottenute come media dei migliori 3 lanci lungo un rettilineo partendo con la quinta marcia inserita, dal regime più basso possibile.

Il test è stato effettuato prima con moto, motore e scarico di serie, successivamente è stata provata la moto dotata del kit completo (motore, scarico e coperture), solo dopo aver effettuato un breve rodaggio.

Dal confronto delle curve di coppia (rossa con motore standard) sembra di vedere i dati di due motori completamente diversi: Il vantaggio del kit Top Performance da 180 cc è di ben 9 Nm tra i 3550 ed i 6000 giri, il picco massimo passa da 11.5 Nm a ben 20 Nm ad un regime di 1500 giri più in basso. Un dato incredibile e da la “forza” di questo kit.

Da rilevare un piccolo buco fra i 6000 e i 7000 giri per il 180 cc e che lo scarto fra i due motori si riduce solo agli alti regimi. Questa enorme differenza di coppia in basso si riflette sulla curva di potenza quindi: il motore “kittato” eroga già 12 Cv a 5000 giri, cioè il valore massimo che il 125 raggiungeva a 7500 giri; come valori massimi assoluti invece, si passa da 13 Cv ad oltre 19 Cv.

Come va la Husvarna 180 Kit: ottima trazione, motore pronto, grip eccellente

Certo con il kit “big bore” questa Husqvarna diventa proprio un bel “giocattolo tra le mani” con cui divertirsi, specie nell’enduro soft o su una pista di minicross con cambi rapidi destra/sinistra, situazione migliore per allenarsi con il fiato… Il motore ora chiede continuamente il rapporto superiore, quindi coppia ed accelerazione ne hanno beneficiato, con il plus di una grande progressione nell’erogare i quasi 20 Cv finali. Di coppia ce n’è tanta e sorprende la grande pulizia nel salire di giri, complice un cambio ben rapportato che certo sembra ora più corto, specie nella rapportatura finale quinta/sesta.

Divertente sul misto con partenze quasi da fermo…

Il kit si esprime al meglio su un tracciato corto, fatto di brusche accelerazioni, cambi rapidi di direzione, ingressi controllati con il freno posteriore e poi curve lentissime da cui si esce di traverso, sempre con la sensazione di un’eccellente trazione, offerta anche e soprattutto dalle coperture GoldenTyre che assicurano un ottimo feeling con la moto, specie sul davanti, che “spinge” sul bordo dei tasselli ma tiene alla grande.

Buona la coppia da basso numero di giri, la progressione ma anche l’allungo, visto che questo kit ora fa girare il motore Yamaha/Minarelli con un sound più sordo ed un regime leggermente più basso.

Piena tra 5000 e 6000 giri, tanta trazione e coppia

Come visto con WinTelemetry, a 5000 giri abbiamo già 12 Cv disponibili il che significa una spinta consistente ed omogenea fin oltre il limitatore; ed anche lo scarico qui, ha un ruolo importante, perché va a riempire ed arricchire la zona compresa tra i 5000 ed i 6000 giri, anche se oltre questa soglia, si avverte un leggero buco di potenza, imputabile però alla fasatura dell’albero a camme std, visto che quello opzionale, oltre a “riempire” questa fascia è in grado pure di far allungare il range ed il regime nella zona di maggior spinta dl motore.

In rilascio, lo scarico Scalvini “spara” non poco anche perché la carburazione del monocilindrico non è stata toccata in quanto per la scatola filtro (per questa prova) è stata mantenuta la capacità d’aria originale, quindi il setting è risultato un po’ “magro”, situazione che genera appunto il “tuono” in rilascio dalla scarico.

La moto quindi ha cambiato carattere, mostrando ora un deciso aspetto grintoso della sua natura enduro; merito anche delle coperture che infondono massimo feeling in appoggio, in trazione ed anche nelle curve da prima marcia, quando si entra con la moto molto inclinata e la ruota anteriore tende e “perdere” aderenza. Sicuramente queste coperture si sono rivelate utili su questa moto “kittata” perché riescono a trasmettere a terra tutta la potenza del motore preparato ma sempre con un buon bilanciamento e compromesso tra tenuta, appoggio e tratti veloci.

(Si ringraziano per la collaborazione il tracciato Pantano Offroad e Win Telemetry)