PROVA: LAMBORGHINI GALLARDO LP 560-4

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Lamborghini Gallardo LP 560-4: nuovo design, 560 Cv, trazione integrale permanente ma, soprattutto un’auto che sorprende per la sua natura aggressiva ma anche fluida. Una Supercar che racchiude il sogno e l’essenza dalla tradizione Lamborghini, potenza pura ed anima ribelle…

Siamo circondati da un mondo abitato dalle prestazioni e, ogni giorno, ne condividiamo tutti gli aspetti, i bisogni, le necessità. Perché ogni prestazione, ogni performance, richiede impegno, energia, movimento assoluto, idee… Ma anche la prestazione può essere “spaccata” in due parti, ovvero estrarne la doppia valenza che vive e si muove all’interno del valore assoluto della performance stessa. Perché essa è sinonimo di potenza, rigore tecnico, confronto, anche se, a volte, ed in modo inaspettato, lascia spazio ad un nome che può racchiudere un mondo di sensazioni uniche.

Basta usare i sensi, lo sguardo, il pensiero libero per intuire che, dentro alla nuova Lamborghini Gallardo LP 560-4 Coupè, sono racchiuse tutte le priorità della passione, quelle più sensoriali, più marcatamente emotive e che ne fanno una vettura unica e speciale che vive della sua anima ribelle, del suo design unico, del suo saper colpire nelle aree più nascoste della passione.

Parlano solo i sensi…

Basta sfiorare la sua carrozzeria con una mano per assaggiare le linee spigolose ma mai nervose ma, al contrario armoniose, plastiche, scorrevoli all’interno del flusso aerodinanico che l’attraversa, la carezza, rendendola parte viva del suo essere inconfondibile.

Così come lo è la stessa Lamborghini, ormai da 50 anni, lunga tradizione di forza e potenza ma anche di design, cultura del bello, armonia globale, stile e raffinatezza tecnologica. Uno spirito libero il nome Lamborghini, sensazione che si avverte anche arrivando in Azienda il giorno della nostra prova; nessuna sbarra, nessun cancello, perché, il Toro Lamborghini, è uno spirito libero senza confini, prima di tutto…

Sei modelli, evoluzione stilistica della Gallardo

Circa 13.000 esemplari sono stati consegnati in tutto il mondo, a testimonianza che, questa vettura, sa colpire dritto al cuore senza mezzi termini. La Gallardo è stata quindi rivista ed aggiornata nel suo design (senza dimenticare la possibilità di usufruire del programma Ad Personam), al fine di renderlo ancor più aggressivamente estremo e concreto; e questo vale per tutte e sei le versioni della gamma Gallardo anche se ognuna, ha una sua peculiarità tecnica nonché legata alla potenza, ora compresa tra 560 e 570 Cv con l’arrivo della trazione integrale permanente, come lo è la “nostra” LP 560-4 Coupè.

Nuova Gallardo: un design più aggressivo, nuovi il frontale e l’area posteriore

La Gallardo è stata rivista nel frontale e l’intervento è perfettamente riuscito con il risultato di un insieme maggiormente convincente nel dinamismo dello stile. Ora le linee sono più orientate verso forme triangolari oltre che trapezoidali, il vero linguaggio Lamborghini se parliamo di una maggior sensazione legata alla prestazione assoluta. Vista di fronte, si notano le due grandi prese d’aria nere a lato vettura, quasi “poggiate” sull’idea aerodinamica del piccolo spoiler trasversale che unisce, in una linea immaginaria, la parte spiovente del frontale con la zona inferiore del passaruota anteriore.

Prese aria stilizzate ed aggressive sul posteriore

Questa “apre” la vettura verso il basso, rendendola ora più larga, con la sensazione di una maggior “presa a terra” anche in virtù dei nuovi cerchi da 19” Apollo polished con razze verniciate in nero ma con profilatura in argento lucido; sul passaruota anteriore come su quello posteriore avvolgente, sono ricavate prese di estrazione sul primo (sempre a carattere triangolare) e di convogliamento aria sul secondo, quest’ultima quasi sospesa e centrale rispetto al passaruota stesso.

Ma anche il posteriore è stato ampiamente rivisto nel design, ora ancor più d’effetto dinamico, come dimostra l’ampia area di estrazione aria che riprende i “motivi” dell’anteriore ma che ora mostra superfici aumentate per i quattro scarichi doppi a favore dell’efficienza termodinamica del propulsore.

Un Giallo Midas che attira e si fa notare…

Il tono cromatico di questa Gallardo LP 560-4 Coupè, è decisamente suggestivo ed in linea con lo spirito di una vettura unica ed irriverente, anche nelle scelte ed abbinamenti cromatici. Più che l’esterno (la vernice Yellow Midas costa 2.410,00 euro) mi è piaciuta la sensazione che il pilota ha entrando in auto; domina anche qui il bicolore sportivissimo (1.290,00 euro) in accoppiamento giallo/nero.

Il colore brillante non stanca ma, al contrario piace sempre di più, per via di un attento mix come dimostrano le sedute dei sedili in pelle gialla ma con bordi in pelle nera, così come il cockpit bicolore, sopra scuro, sotto chiaro, senza dimenticare la presenza della fibra di carbonio, utilizzata per alcuni componenti come le maniglie e bracciolo interno, porzione del cruscotto e del particolare volante asimmetrico, alle cui spalle si trovano le palette fisse del cambio sequenziale.

Tutto sul tunnel centrale: comandi semplici e spartani ma funzionali

Strumentazione semplice ed immediata, perché sulla Gallardo si bada alla massima sostanza prestazionale: quindi due bei quadranti rotondi con numeri grandi e due più piccoli ai lati, uno l’indicatore carburante, l’altro per il controllo della temperatura liquido. Anche qui c’è la fibra di carbonio che “abbraccia” l’intera strumentazione…

A sinistra, in basso della plancia, c’è un pulsante con lettera “R”, che altro non è che il pulsante d’innesto della retromarcia. Altri sette switch “zigrinati” di generose dimensioni, si trovano sulla parte alta del tunnel centrale, proprio tra display e climatizzatore; ed infine, propria a destra del pilota si trova l’area di selezione cambio/modalità, con le tre “desinenze di guida”, ovvero Sport, Auto e Corsa.

Motore e telaio,  4 ruote motrici permanenti…

Con una lunghezza di 4435 mm, la Gallardo è una Supercar importante nelle dimensioni, ma non troppo… E’ una vettura bel bilanciata con una ripartizione ottimale dei pesi pari al 43% davanti ed il rimanente 57% dietro per un peso complessivo a secco di 1410 kg.

La LP 560-4 Coupè vanta quindi un telaio con struttura e carrozzeria in alluminio;  per ciò che riguarda la trasmissione di questa versione a quattro ruote motrici, troviamo un sistema di trazione viscosa integrale permanente con cambio automatico/sequenziale a sei marce robotizzato ad azionamento per mezzo di palette fisse (quindi non ruotano con la rotazione del volante) collocate alle spalle del volante di guida. Il sistema legato al funzionamento del differenziale poi, prevede la funzione ABD davanti, oltre al controllo dello slittamento posteriore, limitato al 45%.

Impianto frenante con freni CCB

Una vera chicca tecnologica l’impianto frenante della “nostra” Gallardo: infatti, la potenza frenante è totalmente affidata a quattro dischi ventilati carboceramici (opzionali a 10.922,00 euro) da 380 mm davanti, con pinze in lega di alluminio – verniciate in aggressivo giallo – a sei pistoncini, e da 356 mm dietro con pinze a quattro pistoncini.

Un 10 cilindri da 560 Cv…da 0 a 200 km/h in 11,8 secondi…

La qualità dei propulsori è massimizzata alla perfezione: nelle 5 stazioni operative, i propulsori vengono assemblati manualmente in circa 20 ore… La Gallardo è spinta da un poderoso 10 cilindri a “V” di 90° (denominato LP ovvero Longitudinale Posteriore con motore sistemato alle spalle del pilota, il plus Lamborghini da sempre…) dotato di quattro valvole per cilindro DOHC per una cubatura totale di 5204 cc; la coppia massima erogata a 6500 giri è impressionante ed è pari a 540 Nm mentre la potenza del propulsore è di 560 Cv a 8000 giri “estratta” da un sistema di iniezione elettronica Boch MED 9. Non mancano i sistemi di controllo Full ESP System 8.0, ABS, ASR e ABD.

Corsa lunga, basamento in alluminio e distribuzione a geometria variabile

La scelta di posizionare le bancate cilindri in schema a V di 90° e la lubrificazione a carter secco, sottintendono la volontà e l’esigenza di abbassare il baricentro vettura, con conseguente aumento della guidabilità/maneggevolezza/tenuta; non manca il sistema di aspirazione a geometria variabile oltre che dalla fasatura variabile degli assi a cammes, anche in funzione dell’elevato rapporto di compressione di 12,5:1 che rende la combustione ottimale grazie all’elevata turbolenza generata. E poi c’è l’albero motore “common pin”, il che significa che le bielle di ogni coppia cilindri contrapposti, ruotano su un unico perno di manovella.

Come va: unica, anche nella guida…

Da fuori la Gallardo attira a sbirciare al suo interno, decisamente più suggestivo rispetto a quando si è seduti in vettura. Il pilota si trova “protagonista” in abitacolo con la seduta molto in basso e tutti i comandi sono sempre a portata di mano, come ad esempio le due palette del cambio sequenziale, fisse e che si rivelano più funzionali rispetto a quelle rotanti insieme al volante.

Il sedile può essere regolato elettronicamente a piacimento e, su questo particolare, vale la pena spendere qualche secondo in più per la ricerca della migliore posizione di guida, finalizzato ad un controllo totale della vettura quando si decide di aumentare il passo di marcia.

Avvolti dal tocco sportivo by Lamborghini

La presa del volante è sicura, grazie al rivestimento in velluto e, la sua forma particolare nella zona inferiore, non interferisce mai con le gambe ostacolando la rotazione dello sterzo, specie sui tratti guidati, quelli dove si lavora molto con lo sterzo e con rotazioni molto angolate. La Gallardo “abbraccia” il suo pilota in una “scenografia” davvero sportiva ed esaltante, grazie alle “dotazioni” bicolore che rendono ancor più piacevole abitarla, viverla, respirarla.

Una “berlina” dalla voce importante

Si, perché la Gallardo ha un’anima innegabilmente aggressiva, anche se, in Lamborghini, la definiscono simpaticamente “la loro berlina…” per via di quel mix magico ma mai estremo, mai invadente, ma piacevolmente sportivo. Tutto questo a vettura spenta… Poi, quando il 10 cilindri Lamborghini prende vita, la musica che arriva in abitacolo è un qualcosa di unico, che prende sulla pelle e che ti accompagna con un sound corposo, fatto di “schiena”, di unicità ma, soprattutto di un propulsore che, attraverso i suoi 560 Cv, ti fa vivere un’esperienza magica ma anche (concedetemelo) romantica.E questo è un dato oggettivo che solo un appassionato vero può cogliere nel suo più profondo dettaglio. Mai rumore sordo ma solo un suono avvolgente e totale…

Su strada ama la guida decisa e “provocatoria”…

Fin dai primissimi chilometri, la Gallardo sorprende per la capacità immediata di trasmettere feeling di guida: Su strada, nonostante le dimensioni importanti, la visibilità anteriore è buona, meno quella posteriore, specie negli angoli, anche se, questa supercar certo, non nasce per girare nelle vite del centro…

Ma sorprende ancor più, a bassa andatura, l’assetto della Gallardo e la sua capacità di filtraggio delle asperità; mi aspettavo un assetto granitico, secco e dalla risposta immediata e questo perché sarebbe logico vista la tipologia caratteriale della Gallardo. Ed invece rimango sorpreso dalla taratura mediamente soft delle sospensioni, dalla buona insonorizzazione dell’abitacolo, oltre che da un comportamento abbastanza neutro in caso di asperità stradale.

Sterzo preciso, gira molto sull’anteriore

Lo sterzo è preciso, immediato e la vettura “gira” molto di anteriore, nel senso che si possono forzare gli ingressi in curva senza mai che la Gallardo tende ad allargarle, specie in quelle più strette, magari arrivando in velocità con il piede incollato sul pedale freno; questo finchè si usa il filtro ESC…

Le cose cambiano se questo viene posizionato su OFF o variando il Mode di guida, specie inserendo quello “Corsa” (che esclude quello Auto), cosa che rende la vettura nervosa ed irriverente, tanto che si può farla girare con il posteriore si, ma controllandone la derapata. Quindi sospensioni che funzionano bene e che “tengono” la vettura incollata al terreno anche quando l’asfalto diventa irregolare e si è in fase di accelerazione piena.

Se la guida cambia e diventa più incisiva invece, l’esuberanza del 10 cilindri “martella” il pilota chiedendogli tutta l’attenzione necessaria per una guida estrema, divertente ma nel contempo sempre sicura.  Pochi, quasi nulli i trasferimenti di carico sia in accelerazione che nelle staccate più violente, rese ancor più efficaci dall’impianto carbonceramico, una mano santa per chi ama la guida cattivissima, sfruttando la staccata fino all’ultimo metro.

Entusiasmante quando si cambia ritmo, ottima tenuta trasversale

Cambia il ritmo, salgono i giri, varia il piacere sportivo di guidare qualcosa di unico: se parliamo del propulsore beh, le cose da dire sono molte e tutte interessanti. Ad esempio, sorprende, a bassa andatura, la sua erogazione fluida e mai incerta ma, al contrario, pulitissima e regolare. La risposta è regolare fin da 3000 giri ed in questo si rivela eccellente il lavoro del cambio sequenziale la cui “gestione elettronica” prevede cambi marcia morbidi e precisi, almeno nelle funzioni Auto e Sport che possono miscelarsi uno all’altra. La spinta diventa più incisiva e determinata poco sopra i 4500 giri e questo si avverte per un leggero cambio di tonalità sia dallo scarico che in abitacolo.

Ma se la strada lo consente (noi l’abbiamo cercata perché era impensabile provare questa vettura senza saggiarne porzione del potenziale bellico…) e si diventa “cattivi” sul pedale dell’acceleratore, allora si che tutto cambia e si trasforma in un “circo” di emozioni, in adrenalina di lusso, in sensazioni da vera Lamborghini. L’accelerazione è pari solo al contrasto che si avverte con le cose ferme…Sei incollato al sedile e ti fai spingere dentro al 10 cilindri senza pensarci troppo, con la lancetta del contagiri che, passati i 6000 giri, sembra impazzire verso quota 8500. La cambiata si fa più secca e si avverte il sound di abduzione dei corpi farfallati, ingordi di aria da respirare che sembrano prenderla anche dal tuo respiro…

Gran motore, spazio ai brividi…

E’ un motore che non finisce mai! Il limite è solo la strada davanti ed oltre il parabrezza… In accelerazione piena arriva una curva e l’ingresso è fulmineo, come un kamikaze sul suo bersaglio fermo; la Gallardo è forte di un’eccellente tenuta non solo lineare ma anche e soprattutto trasversale, incollata all’asfalto a patto che questo sia regolare e privi di gibbosità però… Destra, sinistra veloce, cambio marcia ed il 10 cilindri spinge cattivo fino al limitatore e questo regala al pilota molto più di un sorriso a 1000 denti.

Se proprio volessi fare un paragone estremo con il mondo moto, beh questa Gallardo sembra una Supersportiva DOC, tagliente e precisa ma nel contempo gestibile grazie alla sua elettronica raffinata. Ma anche velocissima, esaltante, incessantemente precisa e reattiva.

Estremamente musicale…

Dentro la vettura si apre un concerto di “SI di sesta ottava” (visto che la Gallardo dopotutto produce musica raffinata…) che abbraccia il pilota e tutto il suo DNA, tanto da diventare un ulteriore strumento per raggiungere la perfezione simbiotica. Ciò significa che la vera concentrazione del pilota deve tener presenti due fattori: la capacità di guardare oltre la strada che si snoda davanti, e l’interazione con i 560 Cv della Gallardo; in mezzo c’è la guida, il cambio sequenziale, la gestione elettronica anche se, alla fine, uomo e mezzo ho percepito che possono fondersi in una danza ritmica di altissimo livello emozionale.

Utilizzando invece il Mode “Corsa”, si esclude il funzionamento Auto: la cambiata diventa sinceramente più secca ed aggressiva, con un cambio marcia che regala un colpo sordo sulla schiena, tanto che sembra di fare del male al 10 cilindri… Con questo mapping però, si devono fare i conti con la variazione di alcuni parametri tecnici legati ai “tagli” elettronici: la vettura diventa estremamente più nervosetta e specie se la strada diventa ricca di curve e tornanti, il gioco si fa veramente duro.

Ma, nel suo complesso, la Gallardo è tutto sommato una vettura molto ben bilanciata, con un’ottima distribuzione dei pesi che la rende “easy” da guidare a patto di intuirne il comportamento dinamico con un po’ di anticipo.

Una supercar certamente emotiva, che rende la guida esaltante anche e soprattutto in virtù del suo propulsore potente ed aggressivo, sempre “supportato” da un comportamento dinamico sorprendente ed eccitante. Spento il motore la si guarda e  riguarda, perché ogni Lamborghini ha un cuore. Un cuore che continua a battere e sorprendere. Ormai da 50 anni…

(Foto Andrea Fazari)