PROVA: MASH FIVE HUNDRED 500, SOLO VINTAGE

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Una moto dallo stile retrò dove tutto è lasciato al solo piacere di guidare ed alle sensazioni. Mash Five Hundred significa un salto nel passato con uno stile unico. E’ distribuita in Italia da Fantic Motor…

Sotto l’impulso delle prestazioni, spesso ci muoviamo troppo di corsa, perdendoci un’infinità di cose da vedere, da scoprire, da assaporare. E la performance ancor più spesso, ci lega con un filo sottile alle immagini che passano frettolose davanti alla visiera del casco, ai paesaggi che cambiamo senza che ce ne rendiamo conto. Vince l’adrenalina assoluta, vince quel desiderio di competizione innato, vince una tecnologia che, ancor più spesso, ci spinge verso confini impensabili fin’ora…

Mash Five Hundred, il classico va di moda...
Mash Five Hundred, il classico va di moda…

Queste sono le due ruote oggi, è un fatto tangibile e che si può toccare, vedere, sentire nell’attuale produzione che spazia dalle Naked, alle Supersportive e che adesso ha toccato pure la nicchia On/Off; è un fatto che, andare in moto, diventa sempre più una “corsa individuale con la tecnologia“, quella che ci parla attraverso le lettere maiuscole delle sigle.

Mash Five Hundred, facile da guidare, leggera e per tutti
Mash Five Hundred, facile da guidare, leggera e per tutti

Quasi un’esperienza del tutto nuova…

Tutto questo ha un senso ma, riscoprire l’essenza reale della moto, credetemi, è un’esperienza “nuova” ed innovativa sotto certi aspetti… Quindi nessuna sigla da decifrare, nessun controllo elettronico, nessun mapping da scoprire, ma solo l’essenza di un’esperienza atavica che risale ad una vita fa; piace quel gusto che si riassapora lentamente, mai “piatto” ma, piuttosto, vivo, reale e tutto da gustare, proprio come guidare questa Mash Five Hundred, una piccola grande vintage se vogliamo ma, soprattutto, il piacere della rivisitazione di sensazioni lontane che però sono la base, la storia della passione per tutti noi… Qual’è l’XFactor della Mash? Certamente il prezzo (4.790,00 € f.f.), visto che costa poco ed il rapporto qualità/prezzo è realmente ottimo.

Mash Five Hundred, c'è l'iniezione elettronica Siemens
Mash Five Hundred, c’è l’iniezione elettronica Siemens

Due Aziende un obiettivo: riscoprire il fascino del retrò

Per capire il senso delle moto Mash dobbiamo per un attimo avventurarci nel passato: tutto nasce in Francia, Paese sensibile al retrò un po’ su tutte le direzioni, dove SIMA rappresenta un colosso ma soprattutto un marchio, che nasce dalla sfrenata passione per le due ruote dei coniugi Seurat.

L’Azienda francese, con sede a Beaune Cedex, prende vita nel 1976 quale importatore di motocicli ed accessori di più marchi, tra cui quello Mash. D’altra parte la passione per le moto è una tradizione in casa Seurat, tanto che – manco a dirlo – Marcel è l’ideatore del concetto Super Motard (non lo sapevate vero?) mentre sua moglie Jeanine, è stata la prima donna in Francia a possedere la patente… Nel 2006 poi, Frédéric Fourgeaud e Dominique Delsart hanno continuato l’importazione e la distribuzione dei 9 marchi (SIMA è oggi una struttura con un fatturato di 31 milioni di €)  attraverso una rete di oltre 300 rivenditori sul territorio francese.

Il guizzo italiano sposa il concetto delle moto Mash

Però, in tutto questo, c’è il guizzo made in Italy: si perche il marchio Mash in Italia è distribuito in esclusiva da Fantic Motor ed è questo l’altro valore aggiunto della storia… Fantic la conosciamo tutti, è un pezzo essenziale della nostra vita motociclistica, un’avventura iniziata nel 1968 con il mitico Caballero, un’icona offroad che tutti ricordiamo.

Mash Five Hundred è abbastanza potente e leggera per scoprire l'essenza della moto
Mash Five Hundred è abbastanza potente e leggera per scoprire l’essenza della moto

A Pietro Secco, dell’Ufficio Marketing Fantic Motor, chiediamo quindi: Come mai l’idea di importare il marchio Mash in Italia?   “Ci ha conquistato la sua linea classica, da “vera” moto. Questo gusto e amore per il passato, il vintage, rispecchia un trend estetico non solo diffuso nel mondo moto. Ci abbiamo letto delle grandi potenzialità. La gente è tornata a riscoprire l’essenza vera delle cose, non cerca linee estetiche improponibili o performance tecniche che non avrà mai modo di misurare su strada…”.

E’ chiaro quindi che, l’intera gamma Mash, rappresenta da sola un pezzo vintage che esplora concetti nuovi, con la complicità di un design accattivante legato a prestazioni “classiche” e consumi davvero irrisori oltre al fatto che al semaforo tutti guardano curiosi e gli leggi negli occhi la domanda se questa moto è un’opera artigianale oppure è una moto del tutto nuova…

Mash Five Hundred 500, la strumentazione essenziale, quella che serve...
Mash Five Hundred 500, la strumentazione essenziale, quella che serve…

La Mash Five Hundred

Nel suo design retrò c’è tutto quello che serve per piacere. Sorprende il design, che rispetta alla perfezione lo stile del passato, quindi quasi zero plastica in vista (materiale usato solo per i catarifrangenti sugli steli e gli indicatori di direzione) ma solo purissimo metallo, di quello che brilla al sole e che ci porta indietro nel tempo. I punti di forza di questo modello sono molti e, tra questi, si nota poco, quasi per niente, quella goccia di tecnologia moderna che troviamo sull’impianto frenante anteriore, caratterizzato dal disco ma, soprattutto dalla pinza a due pistoncini di stile attuale anche se ben celato dal resto.

Mash Five Hundred 400, la comoda sella biposto, non ci siamo più abituati...
Mash Five Hundred 400, la comoda sella biposto, non ci siamo più abituati…

Il rispetto delle stile Vintage e Retrò…

Spicca il parafango in cromato metallo che poggia sulla ruota anteriore, gli steli dell’esile forcella, classica al 100% e vestita da nostalgici soffietti in gomma, così come piace il proiettore anteriore di forma tonda con tanto di involucro cromato, la strumentazione essenziale (bellissima la rotellina per azzerare il tachimetro parziale), che però rispecchia la logica del retrò – quindi niente display – oltre al manubrio a “fontana”.

Mash Five Hundred, l'impianto frenante anteriore a disco singolo
Mash Five Hundred, l’impianto frenante anteriore a disco singolo

Molto elegante e ben lavorato il serbatoio del carburante – da ben 13 litri – con il bel logo Mash ma, soprattutto, la modanatura/appoggio lavorata in gomma su cui stringere l’interno delle ginocchia oltre all’immensa e comodissima sella biposto, tutta su un unico piano, che spicca per la lavorazione e la bontà delle cuciture, con tanto di bretella centrale. Non manca infine un solido e metallico portapacchi con maniglia per il passeggero.

Mash Five Hundred 500, guida divertente ma le copertire di serie non sono infallibili...
Mash Five Hundred 500, guida divertente ma le copertire di serie non sono infallibili…

Telaio e Motore: simbiosi ed intesa perfetta…

La ciclistica della Mash Five Hundred è letteralmente basic se vogliamo: poca tecnologia o materiali superleggeri ma la “piacevole e rudimentale essenza della moto“. Quindi il telaio è un doppia culla sdoppiata (con fazzoletti di rinforzo saldati nella zona del cannotto) sotto al motore, quote “leggere” con una lunghezza di 2130 mm ed un’altezza sella di 780 mm, il che significa adatta a tutte, proprio tutte, le taglie…

Mash Five Hundred, stoico tamburo posteriore per la vintage Mash
Mash Five Hundred, stoico tamburo posteriore per la vintage Mash

Leggera, tamburo posteriore, ruota anteriore da 19″: formula Mash!

151 kg di peso a secco invece, significano agilità in città, nelle manovre da fermo, oltre al fatto di non risultare mai ingombrante ne difficile da spostare. Forcella iperclassica, con steli da 35 mm (proprio così!) mentre dietro due ancor più classici ammortizzatori regolabili in stile cromato mentre l’impianto frenante vanta un disco singolo anteriore da 280 mm ed un ancor più stoico freno posteriore a tamburo (era una vita che non scrivevo questo termine!) da 165 mm. Ed infine coperture “tranquille” su ruote rigorosamente a raggi da 100/90×19″ davanti e 130/70×18″.

Motore monocilindrico di derivazione Honda…

Anche se sul cofanetto laterale della Mash Five Hundred  c’è impressa la dicitura 500, questo modello vanta un motore monocilindrico da 397 cc raffreddato ad aria, come dire la storia della moto… Questo propulsore ci viene spiegato sia di derivazione Honda ed in effetti sembra proprio quella della XR400, ovviamente non si tratta di un prodotto a “basso profilo” ma di un 4T robusto, ben costruito e che rispecchia la qualità di base richiesta da Mash; c’è l’avviamento elettrico per rendere ogni start più facile, ma c’è pure il kick starter sul lato destro, che può sempre servire…

Mash Five Hundred 500, il motore OHC a quattro valvole di derivazione Honda
Mash Five Hundred 500, il motore OHC a quattro valvole di derivazione Honda

Questo 400 cc eroga una potenza di 27 Cv a 7000 giri con valore di coppia massima pari a 3,5 kgm a 5500 giri e la lubrificazione è a carter secco con serbatoio sistemato all’interno del telaio, proprio tra i due bauletti laterali, di cui quello destro, nasconde il piccolo serbatoio per il rabbocco dell’olio motore,  che arriva alle aree calde del 4T attraverso una serie di tubazioni esterne al propulsore, come si nota sulla parte in basso destra del motore.

Mash Five Hundred 500, il corpo farfallato dell'iniezione Siemens
Mash Five Hundred 500, il corpo farfallato dell’iniezione Siemens

Distribuzione OHC monoalbero ma soprattutto iniezione elettronica…

Lo schema distribuzione è stracollaudato, quindi monoalbero OHC “quattrovalvole“, con valvole di scarico che dispongono di un condotto dedicato, ed ecco spiegata la presenza del doppio terminale, su uno dei quali c’è la sonda lambda nel tratto iniziale del collettore di scarico.

Si perchè retrò va bene, ma all’alimentazione provvede l’iniezione elettronica Siemens con corpo farfallato dotato anche di avviatore a freddo e flangia appositamente realizzata visto che è scomparso il classico carburatore. La Mash Five Hundred è tutta qui. Semplicità costruttiva, essenzialità, manutenzione ridottissima, ottime prestazioni grazie all’iniezione e buona regolarità di funzionamento oltre al gusto di guidare una moto unica…

COME VA: UN PIACEVOLE SALTO NEL PASSATO

Naturalmente piacevole la Five Hundred by Mash, iniziando dalla posizione di guida, in logica con lo spirito della moto e quella sua capacità di entrare subito in contatto con il rider.

Mash Five Hundred 500, sorprende l'angolo di piega raggiungibile ma le coperture std cedono presto
Mash Five Hundred 500, sorprende l’angolo di piega raggiungibile ma le coperture std cedono presto

Manubrio alto e dritto (l’unica modifica che ho fatto è arretrarlo leggermente), pedane solo un po’ arretrate ed alte, ginocchia che stringono l’area in gomma ai bordi del serbatoio. Natura essenziale quindi con il plus della leggerezza, della sua grande maneggevolezza in città e questo nonostante la ruota anteriore da 18″ che ben si abbina ad un interasse non eccessivo e ad un’avancorsa leggermente aperta, tanto che la forcella, vista di lato, sembra parecchio inclinata.

Sella comodissima anche in due, poche vibrazioni, che rendono il viaggio e l’uso piacevole, consumi inesistenti che si sposano alla perfezione con un motore ed una ciclistica ben bilanciati per le prestazioni globale della moto.

Mash Five Hundred, un design accattivante per la Mash FH
Mash Five Hundred, un design accattivante per la Mash FH

Sospensioni morbide che rendono rilassata la guida…

E se parliamo di sospensioni, beh certo non aspettatevi una forcella precisa, frenata o granitica: gli steli da 35 mm è comunque ben tarata per l’uso cittadino ed assorbe, a dispetto della corsa ridotta, ogni asperità con dignitosa puntualità; oscilla un po’ in accelerazione e sui curvoni presi d’assalto, imitando così il comportamento dinamico delle vecchie enduro anni ’80, ma la desinenza del monocilindrico è proprio quella e quindi non c’è da stupirsi di questa innata caratteristica…

La ruota da 18″ come detto non crea particolari problemi a bassa velocità ma si sente una certa pesantezza di sterzo nella guida più veloce e sui tratti dove c’è da guidare, tipo il misto/stretto, dove comunque la Mash Five Hundred mostra un comportamento pulito e bilanciato nel suo complesso. Giusto in ingresso curva, bisogna spingere l’anteriore verso l’interno e “forzare” un po’ la piega, assicurata da coperture di serie di cui è meglio non fidarsi troppo. Sul misto piace l’agilità ed il buon handling nei destra/sinistra, mentre il tutto è coadiuvato da un motore sempre brillante, ricco di coppia e pronto.

Mash Five Hundred, piace la sua linea vintage e l'essenza retrò
Mash Five Hundred, piace la sua linea vintage e l’essenza retrò

Bene le sospensioni posteriori, freni un po’ pastosi e poco incisivi…

E se la forcella fa bene il suo dovere, stessa cosa si può dire per la coppia di ammortizzatori posteriori, che mostrano solo sulle minime un freno in estensione scarso, per il resto assorbono le asperità e, specie sul pavè cittadino, il loro comportamento è molto lineare sul globale. La frenata invece è un po’ scarsa, nel senso che il mordente è poco cattivo, la modulabilità è davvero pochina e la potenza frenante non è così incisiva, anche se questa caratteristica ritengo sia “voluta” dai tecnici Mash, proprio per diluire la frenata e non renderla troppo grintosa per i meno smaliziati.

Motore, il ritorno del mono tutta coppia!

Pezzo forte il motore da 397 cc della Five Hundred: pastoso e regolare in basso, mantiene sempre il tiro ed una certa “schiena” anche usando marce alte e la sua godibilità la si scopre guidando la moto sui tratti extraurbani. Vuole le marce per andare allegro, ed infatti un tiro consistente lo si ha poco sopra i 3000 giri indicati, mentre la sua fascia di utilizzo migliore è tra 4500 e 5800 giri, dove i cavalli si fanno sentire in tutta la loro fluidità.

Mash Five Hundred 500, un tuffo nell'era del primo contatto con le sensazioni moto
Mash Five Hundred 500, un tuffo nell’era del primo contatto con le sensazioni moto

L’iniezione elettronica fa il resto e lo rende ancor più godibile e pastoso: solo a caldo ed in alcune occasioni – magari nel fermarsi ad un incrocio – tende a “brontolare” per poi a volte spegnersi, anche se la temperatura esterna del test ha raggiunto picchi di quasi 40°!

Spinge oltre i 5500 giri ma la curva di spinta inizia a decadere poco sopra i 7000 giri indicati, quindi conviene usare di più il cambio a fronte di un tiro migliore nel range sopraindicato. Buono il funzionamento del cambio, specie a salire, un po’ duretto in scalata dalla terza alla seconda e dalla seconda alla prima nella ricerca del Neutral; ed è buono anche il funzionamento della frizione, anche se un po’ dura da azionare. Eccellenti i consumi, che si attestano sulla media dei 17,5 km/litro ad andatura tranquilla.

Mash 2015 performancemag.it
Mash 2015 performancemag.it

PIETRO SECCO, UFFICIO MARKETING E COMUNICAZIONE FANTIC MOTOR

Quale è il valore aggiunto di questo marchio? “Certamente lo stile vintage, la semplicità di base, l’eleganza e lo stile del marchio Mash permette di viaggiare godendosi l’avventura senza competizione o rivalità”.

Ci racconti qualcosa su questo marchio, cosa e chi c’è dietro…

“Mash è un marchio francese, importato in esclusiva da Fantic Motor. Tutte le Mash vendute in Italia sono perà rigorosamente assemblate in provincia di Treviso”.

Gli interni storici della Fantic Motor
Gli interni storici della Fantic Motor

Mash: un ottimo rapporto qualità/prezzo?

“Questa Azienda vanta i prezzi più bassi della sua categoria e la sua semplicità costruttiva garantisce affidabilità e grande semplicità nella manutenzione, Valore aggiunto se parliamo di un’economia che guarda al risparmio…”.

Mash 2015 test performancemag.it -
Mash 2015 test performancemag.it –

Parliamo del propulsore 4T…

“E’ una scelta molto attuale, che garantisce consumi ridottissimi, senza rinunciare a buone prestazioni. Il monocilindrico 400 cc è di derivazione Honda, mentre sia il 250 ed il 125 cc sono di derivazione Suzuki!”. 

Come sta andando questo modello dal suo arrivo?

“Tutto molto positivo e posso affermare che il marchio sta andando molto bene e questa moto è tra le più vendute in Italia attualmente.”

(Foto GIUSEPPE CARDILLO)