PROVA: MAZDA MX-5, PIACERE SENSORIALE

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Mazda MX-5, spider da oltre 25 anni. Fusione di tecnologia KODO e SKYACTIV ma soprattutto un motore 2.0 da 160 Cv che regala elasticità e piacere di guida…

Da oltre 25 anni Mazda trasporta direttamente l’utente dentro le emozioni. Jinba Ittai, ovvero l’arte di affrontare con coraggio sempre nuove ed avvincenti sfide, è parte del DNA dell’Azienda giapponese, sempre pronta alla scoperta, all’innovazione, all’esclusività dei propri prodotti.

E, davvero poche Case, possono vantare questa “attitudine” così potente e tecnologica, “funzione primaria” di Mazda da sempre… Un esempio pratico? Lo sviluppo del motore rotativo, icona by Mazda legato alle vetture di produzione.

KODO E SKYACTIV: il mix perfetto della new generation MX-5…

A tutti questi concetti vanno aggiunti quelli dell’era moderna, legata al linguaggio stilistico KODO secondo solo alla tecnologia SKYACTIV, “fattori” che hanno contributo allo sviluppo della nuova MX-5, che, proprio 25 anni fa, fu il punto di start dell’esperienza Jinba Ittai.

Tutto torna quindi, per uno spider appetibile per molti utenti e questo per via delle “carte” vincenti tra cui un massimo piacere di guida a qualsiasi andatura ed una risposta fluida e dinamica dei nuovi propulsori da 1.6 e 2.0 cc che si abbinano perfettamente ad una corretta ripartizione dei pesi 50/50, la vera “strategia evolutiva e vincente” della new MX-5.

Emozioni “sicure” e peso ridotto di oltre 100 kg…

Il concetto di partenza della MX-5 fu quello di offrire all’utente un’auto prettamente sportiva leggera, dinamica e “piena” di carattere con l’aggiunta legata all’esigenza di uno spider, ovvero offrire una decapottabile “piena” e fruibile che regalasse emozioni sincere…

Rivisitata ad oggi, questa nuova MX-5 implementa dinamicità ma, soprattutto, piacere di guida sia alle basse che alle elevate andature, senza dimenticare però le basi del concetto SKYACTIV che hanno dentro il rispetto dell’ambiente, la sicurezza ed il corretto equilibrio tra performance e peso vettura che, su quest’ultima nata, è stato ridotto di oltre 100 kg rispetto alla terza generazione di MX-5.

Caratteristiche peculiari della new MX-5…in breve

Prima di addentrarci nel cuore del progetto MX-5, vale la pena riassumere i punti cardine di questa vettura per capire la “strategia” e l’approccio dei progettisti verso il nuovo modello.

Iniziamo dalle proporzioni, molto ben equilibrate e distintive per poi passare allo stile unico KODO, a linee carrozzeria che giocano tra statico e dinamico, design degli interni sempre accoglienti e ben proporzionati, posto di guida simmetrico per la massima concentrazione alla guida, posizionamento motore al centro vettura, pedaliera ottimizzata per una corretta postura a bordo, propulsori sistemati longitudinalmente, cambi specifici, sospensioni leggere ed impianto frenante equilibrato, potente e ben modulabile. E questo allestimento Sport inoltre, beneficia di graditi “opzionali” di tutto rispetto, tra cui le sospensioni Bilstetin, le barre anteriori duomi, il sistema I-ELOOP di recupero energia in frenata ed il differenziale autobloccante meccanico.

 

 

Telaio: una vettura leggera ed equilibrata…

MX-5 nasce per rispondere, in modo immediato e sincero, ai comandi impartiti dal pilota: sembra cosa facile ma, progettare una vettura con simili caratteristiche, richiede molta attenzione e test. Parte importante per arrivare allo scopo, è senza dubbio la tecnologia SKYACTIV, basata sul giusto equilibrio tra scocca e telaio e che ha permesso alla fine di realizzare una vettura compatta e rigida grazie pure alla struttura continua di MX-5 che prevede intelaiatura struttura alta, quindi spostata verso l’alto, che si avvale pure di sezioni ampie per la struttura centrale.

Quindi parte della scocca è lo stesso telaio vettura, riunite tra loro in sezione architrave al fine di ottenere un “complesso” telaistico rigido e leggero al contempo; convivono però anche molte zone in alluminio, grazie ai pannelli esterni (cofano anteriore e posteriore), parafango anteriori e collegamenti della capote in tela, a cui si aggiungono i rinforzi paraurti anteriori e posteriori, con l’obiettivo di ridurre le parti a sbalzo per ridurre inerzia dinamica e quindi le prestazioni globali di MX-5.

Ed in alluminio sono pure i bracci superiori anteriore ed inferiore, il telaio motore ed il supporto mozzo posteriore, senza dimenticare che troviamo alluminio pure su alcuni cablaggi. E per il maniacale risparmio del grammo, gli ingegneri Mazda hanno lavorato decisi: lo testimoniano i fori di alleggerimento sui materiali di rinforzo della scocca e del telaio e lo spessore ridotto della leva di registrazione di posizione del sedile.

Baricentro basso, equilibrio 50/50 tra anteriore e posteriore…

MX-5 vanta un passo accorciato (2310 mm) ed un’altezza vettura ribassata: in questo modo, il cofano motore più basso, ha permesso l’abbassamento di montaggio del motore oltre che i fianchi vettura e quindi i sedili per una posizione di guida più dinamica ma nel contempo comoda. Anche la lunghezza vettura è stata ridotta ma non ha “danneggiato” lo schema tecnico legato al motore centrale e trazione posteriore da 1.5 e 2.0, quest’ultimo legato alla vettura provata.

Motori, parti integranti del progetto MX-5 e sospensioni doppio braccio e Multilink

Entrambi ad iniezione diretta, vantano cambi specifici a sei marce, nel nostro caso manuale. Si è lavorato molto sull’elasticità e prontezza oltre che sulla “riflessologia” del DNA di questi quattro cilindri giapponesi. Tra i due motori, questo 2000 cc regala molta più coppia ed una sonorità ben più accattivante.

Le sue caratteristiche prevedono quindi distribuzione DOHC “sedicivalvole” e quote vitali pari a 83,5×91,2 mm per una cubatura finale di 1998 cc; elevato il rapporto di compressione, pari a 13:1 mentre i cavalli sono ben 160 a 6000 giri con un eccellente valore di coppia per un “aspirato”, pari a 200 Nm a 4600 giri.

Le sospensioni sono parte integrante del “pacchetto” Mazda legato allo schema Multilink posteriore con doppio braccio oscillante davanti (senza dimenticare lo sterzo elettrico EHPAS), mentre l’impianto frenante prevede 4 dischi da 280 mm, di cui gli anteriori ovviamente ventilati.

COME VA: spazio alla vitalità ed energia Mazda…

Elegante, ben dimensionata, sportiva: ecco MX-5 che piace per l’accostamento cromatico di questo Soul Red che le imprime un’aria ancor più aggressiva e magnetica. Si avverte e percepisce il grande lavoro portato avanti da Mazda: in abitacolo c’è tutto quello che serve e tutto è sempre dinamicamente sotto controllo.

Sempre comoda ed elegantissima…

Le sedute, basse ed ampie, sono molto confortevoli e questo è il primo dato di scoperta che il termine spider va d’accordo con comfort a bordo della MX-5; l’ottima finitura degli interni invita alla scoperta delle caratteristiche generali ed in questo, la particolare morfologia dei sedili invita ad utilizzare la vettura anche per molte ore senza mai accusare nessun fastidio fisico.

Merito di un pianale ma soprattutto di sospensioni studiate per regalare massimo filtraggio delle asperità, anche in città, dove MX-5 pur rimanendo una spider, mantiene sempre un buon livello di comfort.

Un pelino rigida sul pavé questo allestimento Sport…

Solo sul pavé mostra i fianchi e il funzionamento delle sospensioni appare più “reattivo”, anche se questo allestimento Sport prevede sospensioni Bilstein che sono decisamente più rigide rispetto a quelle della vettura std. Molto buona la progressione del volante e le manovre sono agili e soprattutto rapidissime ed è questo uno sterzo molto preciso, cosa che si scopre nella guida sportiva, magari guidando tra tornanti ed “esse” veloci.

La MX-5 aperta è tutto un altro spettacolo!

Ottimo inoltre il bilanciamento tra posizione di guida e pedaliera con la leva del cambio sempre a portata della mano destra, cosa che si trasforma i tempi di cambiata più veloci ed istintivi. A capote aperta poi, MX-5 mostra tutta la sua innata bellezza globale. Complici gli splendidi cerchi da 17” Bright Dark: quindi massima libertà nelle manovre, grazie all’ottima visibilità globale del perimetro di manovra.

A proposito, la capote si apre e chiude in un batter di ciglia: basta sganciare le leve ed aspettare il clack dell’avvenuta aggancio sull’area di sistemazione posteriore. Certo MX-5 cambia tanto aperta e si trasforma in una vera roadster di classe. In questo caso, viaggiando sotto i 130 km/h il flusso d’aria poco disturba se non nella conversazione con il passeggero mentre sotto tale soglia la protezione è massima e l’aria non disturba il viaggio e le conversazioni a bordo…

Motore elastico e sorprendentemente parco nei consumi..

Questo 2.0 “sedicivalvole” a fasatura variabile è davvero un grande quattro cilindri: Mazda ha lavorato moltissimo sull’allestimento di un’erogazione sempre ricca di coppia a prescindere dai regimi a cui ci trova e questo è un vero plus per la MX-5. Già a 1500 giri c’è tonicità e coppia, tanto che, la corretta rapportatura del cambio manuale a 6 marce (a leva ultracorta e rapporti abbastanza ravvicinati), consente di sfruttare a pieno i 200 Nm di coppia disponibili.

Perfetta progressione, da 4500 giri cambia sound…

A 2000 giri la coppia percepita è ottima mentre per una maggiore “tonicità” bisogna attendere poco: infatti, appena raggiunti i 2800 giri, la fluidità si va via via trasformando in progressiva schiena che trova il suo “ingresso” migliore poco sopra i 3800 giri. In sesta e con un filino di gas, si va via in modo pulito e fluido ed a 4500 giri questo motore cambia marcia nella sua aggressività ed inizia a farsi sentire una spinta molto più consistente e decisa che via via s’irrobustisce a quota 5000 giri per poi diluirsi fino alla soglia del limitatore, poco sopra i 6300 giri.

Consumi realmente NO PROBLEM!

Ma la cosa più sorprendente sono i suoi consumi: sinceri nel “combinato” dove ho percorso mediamente 100 km con circa 6,5 litri di carburante! L’importante è la corretta “gestione” del piede sull’acceleratore, visto che questo “aspirato” (scelta controtendenza rispetto ai turbo attuali di cubatura inferiore) viaggia bene con il piede appena poggiato sul gas e va sfruttato, unitamente al cambio a 6 marce, nel range 2000/4800 giri, dove regala sempre il meglio di sé…

Sottosterzo percepito ma sempre nella norma…

Per ciò che riguarda la guida, beh, MX-5 piace e conquista come sempre ha fatto da oltre 25 anni. Precisa e reattiva d sterzo, aggredisce il misto/stretto con massima naturalezza evidenziando una tendenza al sottosterzo all’uscita “decisa” dalle curve lente, mentre in accelerazione si mostra molto compatta e capace di mantenere sempre la corretta traiettoria, merito dell’assenza di trasferimento di carico, segno quindi di un ottimo equilibrio globale.

Il rollio non è termine del “vocabolario” di questa spider, ed infatti, complice l’assetto ribassato della nuova versione, la vettura è sempre ultra incollata a terra. Ed infine, mi è piaciuto anche il comportamento dell’impianto frenate, sempre progressivo e modulabile, anche se un pelino “troppo” aggressivo nella prima fase di frenata.

(Foto GIUSEPPE CARDILLO)