PROVA: MOTO GUZZI V7 III & NISSAN MICRA

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Contesto unico per questa doppia prova: Cinecittà World è stata la scenografia per la Moto Guzzi V7 III Scrambler e la Nissan new Micra, un viaggio nel tempo tra fantasia e realtà…

Immagini, colori e movimento sono “componenti essenziali” del nostro quotidiano che, a volte, possiamo spostare nel tempo utilizzando semplicemente la fantasia. Sempre pratica ma, soprattutto, economica… Una fantasia quasi adolescenziale, viva, oltre che sempre ricca di sorprese…

Un viaggio nel tempo del tutto particolare…

È quanto ho fatto pensando a questa doppia prova, passeggiando nel tempo grazie ad un habitat del tutto particolare ed ai colori “dominanti” (le note di arancio dei due mezzi in prova) della nuova Nissan Micra TEKNA e della altrettanto originale Moto Guzzi V7 III nel suo indovinatissimo allestimento Scrambler. Con l’una e con l’altra mi sono spostato nel tempo, seguendo un itinerario che ha spaziato parecchio nelle epoche e questo grazie a Cinecittà World, parco divertimenti del cinema e della TV, che nasce proprio nei pressi degli storici Studios fondati da Dino De Laurentis.

Cinecittà World, spazio al cinema!

Una struttura “totale” la vostra: come nasce l’idea e su quanta area si sviluppa? “Cinecittà World è il parco divertimenti del cinema e della TV – ci spiega Stefano Cigarini, AD del parco tematico -. Nasce intorno agli storici Studi Cinematografici fondati da Dino De Laurentiis, imprenditore italiano poi diventato uno dei più importanti produttori di Hollywood. Il parco è sviluppato su 30 ettari già costruiti – una superficie grande 3 volte quanto lo Stadio Olimpico – e 150 complessivi circostanti di natura, prati, boschi e terreno che serve come “backlot” per i film, ovvero per girare le scene in esterna”.

Quindi un ambiente unico in un contesto altrettanto originale per un viaggio nel tempo, senza fretta, assaporando l’originalità dello stile del Parco ma, soprattutto, i sui set, le sue strade, le sue mura e le ricostruzioni dei templi. Sì perché a Cinecittà World il viaggio dura uno sguardo: guardi è sei nell’antica Roma, ti giri e sei accanto ad un’astronave oppure transiti lungo una strada d’altri tempi con Marlin Monroe che ti sorride. Ci siamo presi gioco del tempo allora? Perché no, merito soprattutto delle note di arancio della nuova Micra e della Moto Guzzi V7 III Scrambler, colori vivi che mi hanno fatto “avvicinare” questi due oggetti…

La MOTO GUZZI V7 III: idea Scrambler…

La V7 di fatti è uno dei modelli più iconici per Mandello del Lario: ha origini lontane, ovvero il 1967 anno in cui iniziò la propria storia, un percorso che oggi si presenta nuovo dopo 50 anni di tradizione con questo “terzo atto” tutto da scoprire nelle sue sei versioni in altrettanti allestimenti tra cui Rough, V7 III Milano e V7 Carbon. Ma non è tutto, anzi questo è solo l’inizio della nuova storia!

1500 accessori per rendere unica la vostra Moto Guzzi

Affiancato alle V7 IIII nasce il Moto Guzzi Garage, progetto tutto made in Guzzi, messo a punto per la “customizzazione” delle proprie creazioni; 1500 accessori per realizzare delle special uniche, personalissime ed anche belle. Perché ogni “guzzista” è diverso dall’altro e sono diverse le sue esigenze di creatività assoluta. Un po’ come avere una lavagna bianca da riempire…

Spirito del Guzzi Garage, è dare massima libertà di azione ai clienti Moto Guzzi, come nel nostro caso, dove, questa riuscita Scrambler (che nasce dalla base della V7 III Stone), è un’opera unica realizzata da Guzzi che può essere “ricreata” semplicemente sfogliando il catalogo Guzzi Garage. Ovviamente la realizzazione della propria moto, è uno step su step, senza quindi esser costretti a fare tutto d’uno fiato, segno evidente che, una vera special, è personale al 100% quando gli accessori si sovrappongono nel tempo, senza fretta.

Ogni componente può essere acquistato separatamente ed è questa a mio avviso la chiave del successo del Moto Guzzi Garage. Infine, tutti gli accessori sono disegnati in Casa Guzzi e vengono sottoposti a cicli di test importanti, questo per garantire massima qualità nel tempo e intercambiabilità con le parti originali. Ed ora possiamo entrare nel vivo della prova…

Una ciclistica di tradizione Guzzi…

Non è un giorno che Moto Guzzi disegna la storia: forse molti non sanno che, nel lontano 1970, la V7 vinse la selezione per la LAPD, la Polizia di Los Angeles a testimonianza della robustezza globale della stessa V7. Lo schema quindi rimane invariato anche per la V7 III, grazie al telaio a doppia culla scomponibile (1445 mm l’interasse) che punta tutto sull’ottima distribuzione dei pesi, con 46% davanti e 54% dietro.

Nuova geometria di sterzo ed accessori unici per questa Scrambler by Guzzi

ll nuovo lo scopriamo nell’area frontale, del tutto rivisitata ma, soprattutto, V7 III vanta una diversa geometria di sterzo (26,4° inclinazione cannotto) che, come vedremo nella fase dinamica, la rende più agile e dinamicamente grintosa; la cura del particolare è un po’ l’essenza della terza generazione V7 e questo lo si nota dalle finiture generali oltre che dalla verniciatura delle parti fisse. In tema di sospensioni, spicca la forcella “classica” idraulica da 40 mm e 130 mm di escursione mentre al posteriore troviamo il forcellone pressofuso che lavora grazie all’azione della coppia di ammortizzatori Kajaba regolabili nel precario, che oggi lavorano su un’inclinazione differente della zona di attacco sul telaio.

Per questa versione Scrambler poi, sono stati “estratti” dal ricco catalogo Moto Guzzi Garage alcune special parts tra cui, ciclisticamente parlando, la cover pompa freno anteriore, la coppia di tappi forcella, il kit pedane offroad pilota, il traversino per manubrio kit V7, il kit molle rosse dei due mono posteriori, le coperture Golden Tyre V7, i soffietti forcella kit V7, e le leve freno anteriore e frizione.

Small block, il bicilindrico che ha fatto storia

Scultura metallica o tradizione che si evolve? Di fatto, l’Ing. Cesare Carcano, aveva ben chiaro che, il propulsore Guzzi sarebbe stata parte integrante dell’insieme Quindi siamo alla terza generazione anche per questo “small block” che vanta un basamento robusto ed irrigidito nelle aree a maggiore “tensione” senza scordarci del particolare albero motore pensato che garantire la giusta dose di freno motore. La cubatura totale è di 774 cc, quote ricavate da misure pari a 80×74 mm se parliamo di alesaggio e corsa mentre le valvole sono 2 per cilindro (più inclinate a favore di una migliore area di combustione) e “mosse” dal sistema classico ad aste e bilancieri; la potenza è di 52 Cv a 6200 giri con coppia di 60 Nm a 4900 giri.

Zona alta del motore tutta nuova

Tra le altre caratteristiche di questo bicilindrico, c’è un sistema di lubrificazione che dissipa il calore e riduce l’assorbimento di potenza per pompaggio, questo grazie al sistema di “ventilazione” del basamento e quindi in camera di manovella; c’è un nuovo condotto di aspirazione della pompa olio con annessa valvola by-pass mentre le modifiche della terza generazione della V7 riguardano la zona alta del motore grazie ai nuovi pistoni, nuove teste  (dotate di ingresso aria ausiliaria)e cilindri in alluminio pur mantenendo inalterata la cubatura nativa. Altra novità è la frizione a secco da 170 mm, quindi più robusta e meno soggetta allo stress. All’alimentazione provvedono due corpi farfallati mono corpo Marelli con nuova centralina dedicata. Lo scarico per questa versione Scrambler 2in2 a passaggio alto è Arrow e prevede collettori doppi e silenziatore a megafono con kit staffa parafiamma annessa.

Un po’ di elettronica…non guasta mai!

Il tema sicurezza è ben caro a tutti, tanto più a Moto Guzzi…Per questo troviamo un ABS Continental ed il sistema  MGCT (Moto Guzzi Controllo Trazione) che è regolabile su due livelli oltre che disinseribile; le regolazioni del sistema MGCT prevedono due mapping, uno per la guida in condizioni di scarsa aderenza, l’altra per il massimo piacere di guida anche se, un dato molto importante, è l’auto-calibrazione del sistema in base alla circonferenza del pneumatico posteriore, come nel caso della Scrambler che monta un pneumatico diverso tacchettato. Infine, un’occhiata all’impianto frenante che prevede un disco flottante anteriore da 320 mm con pinza a 4 pistoncini ed un’unità posteriore da 260 servito da pinza a 2 pistoncini.

LISTA ACCESSORI E PREZZI PER ALLESTIRE LA SCRAMBLER

KIT SPECCHI A MANUBRIO ANODIZZATI  €                    399,00
COPRIFILETTO SPECCHI ORIGINALI  €                      48,59
COVER POMPA FRENO ANTERIORE  €                      82,78
COPPIA COVER TAPPI FORCELLA  €                      70,37
COPPIA PARAFANGHI ALLUMINIO SATINATO  €                    447,72
KIT SUPPORTO TARGA OMOLOGATO V7 E4  €                    116,24
KIT PEDANE OFF ROAD PILOTA  €                      35,00
TRAVERSINO PER MANUBRIO PER KIT V7  €                      17,68
KIT COPRI INIETTORI SATINATI  €                      58,00
COVER GHIERE COLLETTORI DI SCARICO  €                    115,07
SELLA CON IMBOTTITURE  €                    160,00
KIT MOLLE ROSSE AMMORTIZZATORI  €                      71,78
COPPIA PNEUMATICI GOLDEN TYRE V7  €                    220,42
SOFFIETTO FORCELLA KIT V7  €                      14,56
KIT LEVA FRENO ANTERIORE V7  €                    130,00
KIT LEVA FRIZIONE V7  €                    130,00
KIT SCARICO 2IN1 ALTO EURO 4  €                1.378,50
KIT STAFFA SCARICO ALTO PARAF. ALLUMINIO  €                      10,69

 COME VA LA MOTO GUZZI V7 III SCRAMBLER

Modo comoda e divertente questa Scrambler, specie in città o sull’extraurbano “guidato” dove sfoggia un inaspettato desiderio di curve: nel primo caso la V7 III è molto comoda anche con le pedane off-road, quindi ottima triangolatura sella/manubrio/busto, anche se, a mio avviso, avrei preferito un manubrio un pelino rialzato. Sella comodissima per due con il solo fastidio della staffa para calore dello scarico alto Arrow, la cui sporgenza metallica da fastidio all’interno gamba già con le scarpe basse…

Molto comoda, bella da guidare ovunque…

La posizione di guida è molto comoda, si domina tutto attorno ed un autentico piacere girovagare per le vie centrali o per stradine dei centri storici, sempre con l’occhio addosso dei curiosi, perché il fascino della Scrambler è realmente contagioso.

In città spiccano sospensioni abbastanza fluide e scorrevoli e tutto viene ben filtrato se non sul pavé dove la risposta della coppia di ammortizzatori è un po’ secca mentre la forcella svolge bene il proprio lavoro di filtraggio. Sull’extraurbano invece, il setting sospensioni si scopre ottimale in single e la guida diventa pulita e molto fluida; con le coperture “tassellate” della Scrambler, la tenuta è abbastanza buona con una soglia di attenzione in più in presenza di viscido, dove la moto tende a scivolare, specie se il fondo è irregolare.

Controllo di trazione un pelino “invasivo”

Sempre in città, la cosa fastidiosa con le coperture offroad, è l’ingresso “prepotente” del controllo di trazione e questo su qualsiasi livello si posizioni, quindi meglio escluderlo per evitare “tagli” in accelerazione piena che però su asfalto bagnato si rivela di grande supporto se parliamo di sicurezza.

Un pieno di fluidità per questa V7 III Scrambler

Il twin Guzzi è un reale piacere tutto da gustare: pastosissimo e regolare, mostra buone doti di coppia più che di potenza assoluta e questo elemento rende la guida omogenea in ogni situazione; pieno e “vigoroso” ai bassi regimi, si scopre bello da guidare ai medi regimi dimenticando il cambio, visto che, specie su extraurbano, si può lasciar dentro la marcia più alta per guidare su ogni tipo di strada. Mi è piaciuto l’utilizzo di questo motore V7 della terza generazione e, le modifiche, si sentono specie in ripresa ed accelerazione, dove si avverte una maggiore “presenza” motore.

Certo le vibrazioni ci sono ma sono molto ben digerite dall’isolamento “funzionale” del telaio mentre l’azione del cambio, specie nel salire tra seconda e terza, risulta un po’ appuntita, specie se la cambiata viene eseguita velocemente. Noto che è aumentata la silenziosità di funzionamento del motore mentre la trasmissione cardanica mantiene quell’affettuoso gioco in rilascio, caratteristica dei modelli Guzzi a cui ci si abitua presto…

Una moto dal carattere gentile

Guidando la V7 III Scrambler piace quel carattere morbido, gentile, creato dai tecnici Guzzi per far strada senza fretta, gustandosi l’avventura magica del viaggiare; anche guidandola su sterrato leggero ci si diverte, magari facendola derapare gradualmente anche se questa è un’altra storia.

Questa V7 III Scrambler è la moto giusta per andare ovunque con calma. Una Scrambler originale e senza tempo, fluida e magica allo stesso tempo che la si usi in città o sulle strade di montagna, habitat perfetto per gustarsi tutta la sua natura intraprendente. Buono infine il comportamento dell’impianto frenante, a mio avviso migliorabile nella “sensazione di intervento” ma comunque modulabile sempre.

I PLUS DELLA V7 III: design, guidabilità, omogeneità del motore, sterzo

I MENO DELLA V7 III: controllo trazione invasivo, sospensioni posteriori migliorabili

NISSAN NEW MICRA: una nuova generazione di vetture by Nissan

Anche in questo caso ci troviamo davanti ad un viaggio lunghissimo nella storia delle quattro ruote: Micra prese al cuore molti per le sue forme, per la novità stilistica che rappresentava per l’epoca (era il 1983), per la sua efficacia e robustezza oltre che per la totale affidabilità del 4 cilindri giapponese. Una vettura si compatta ma diventata ben presto un autentico best seller capace di mettere in seria crisi – e non poco – la concorrenza.

Così, dopo tutti questi anni, ecco la quinta generazione di Micra (tre motorizzazioni la scelta dinamica), certo naturalmente diversa nel design ma sempre concreta nei suoi contenuti “urbani”.

Vettura del segmento B, vanta volumi da berlina con un design affilato e fortemente dinamico ed interni forti dell’elevata qualità dei materiali delle sedute, della zona plancia e delle tante “occasioni di carico” per ciò che riguarda i vani portaoggetti. Senza dimenticare un audio marcato Bose con altoparlanti inseriti nei poggiatesta per un suono pieno ed avvolgente…

Nuovo obiettivo Nissan, riposizionamento nel mercato segmento B…e non solo

L’obiettivo di Nissan per new Micra (prodotta a Flins in Francia) è il riposizionamento tra i 10 marchi leader del mercato: per questo è stata disegnata in modo attuale e slanciato risultando così più larga, lunga e bassa, chiavi di lettura che vanno verso un senso dinamico molto più ricercato.

Vediamo quindi i suoi punti di forza: design aggressivo e concreto per un pubblico più ampio che mai, materiali di alta qualità, grande bagagliaio dalla forma regolare, tanta tecnologia in vettura e dispositivi di controllo tra cui quello di allerta cambio corsia non volontario, o l’Intelligent Around View Monitor, a cui seguono l’impianto audio Bose, tre motori con un diesel (il nostro, quello della prova è il dCi da 90 Cv) e due benzina con cambi manuali a 5 marce, i 5 allestimenti previsti, di cui il nostro TEKNA è quello tra i più completi.

Un’ottica che guarda al futuro

“Abbiamo portato il segmento europeo delle compatte ad un nuovo livello, – spiega Guillaume Cartier, Senior Vicepresidente Vendite E Marketing Nissan Europe -focalizzando l’attenzione su quello che i clienti vogliono davvero oggi e si aspettano domani. Nuova Nissan Micra è un’auto caratterizzata da un design espressivo, interni accoglienti e una guida sicura.” Certo in questi 34 anni di passi ne sono stati fatti tanti, ma Micra rimane fedele allo stile personale di una vettura pensata oggi in ottica domani.

Un design fortemente espressivo

Con quasi 4 metri di lunghezza (3999 mm per l’esattezza) new Micra ha di fatto proporzioni da berlina: le linee sono molto decise e vive al tatto e si nota subito la ridotta altezza da terra che eleva anche il Cx aerodinamico a quota 0,29, ai vertici della categoria nel segmento B.

Micra è solo 5 porte e questo è un altro fatto che fa intendere l’idea della condivisione… Spiccano il design del cofano, la particolare angolazione del montante A, gli esili proiettori alogeni che si prolungano fino ai passaruota e che accolgono pure gli opzionali LED; la griglia V-motion è stata rivista nel design e nasconde il piccolo radar del sistema di frenata d’emergenza.

Micra vanta inoltre un profilo una linea che “scende” dal tetto, con i montanti B e C che lo rendono quasi sospeso con quello C che accoglie le maniglie porte posteriori. Belli pure i gruppi ottici posteriori con disegni a “boomerang” mentre new Micra può esser scelta tra 10 colori carrozzeria di cui due solidi, tre metallizzati, un perlato ed altri 4 spiccatamente personali tra cui il “nostro” Energy Orange.

Facciamo un salto…in abitacolo?

Linee semplice e cariche di colore: ecco cosa di respira all’interno di nuova Micra: c’è il volante D-Shane multifunzione, le finiture cromate, sedute comode e grandi, una plancia ampia che regala grande visibilità panoramica, sistemi di regolazione sedili che consentono comfort a persone di tutte le altezze – da 1,52 a 2,03 metri, le quote di due tecnici del team sviluppo Nissan – ed un bagagliaio iper capiente con 300 litri senza intaccare lo spazio per le ginocchia dei passeggeri e che diventano 1004 litri quando le sedute posteriori frazionabili 60/40 sono abbattute. Non mancano le prese USB, 12V e tanti portaoggetti con cassetto plancia da 10 litri, porta bottiglie da 1,5 litri nei vani portiere e porta bicchieri tra i due sedili con posteriore, utile per i passeggeri.

…e dentro la Sicurezza!

Nuova Micra (che garantisce un vero e proprio programma di personalizzazione vettura) offre un sistema di tecnologie di sicurezza integrate con avviso e prevenzione cambio di corsia involontario, sistema di frenata d’emergenza intelligente. Disponibile di serie su tutte le versioni, riconoscimento segnaletica stradale, fari abbaglianti automatici, Intelligent Around-View monitor.

Il sistema di videocamera panoramica a 360°, il sistema di copertura angoli ciechi, con sensori radar installati nel paraurti posteriore. Inoltre, ci sono 6 airbag, seggiolini Isofix, ESP, ABS e sistema partenza in salita, TPMS, controllo pressioni pneumatici e, sulla nostra versione TEKNA (che monta cerchi da 17”), il Safety Pack con sistema allerta e cambio corsia involontaria, sistema frenata emergenza intelligente, riconoscimento segnali stradali e proiettori abbaglianti automatici.

Telaio più rigido, migliore reattività

Su nuova Micra è stato utilizzato un telaio più rigido (l’abitacolo però è ben più silenzioso) ed un’altezza da terra minore e questo a vantaggio della “diluizione” del rollio dinamico; a questo contribuiscono l’Intelligent Ride Control e l’Intelligent Trace Control. Nel primo caso viene “sfruttata” l’azione dei freni per limitare il beccheggio anche in funzione dei nuovi ammortizzatori, mentre nel secondo caso il sistema opera sui freni in modo automatico al fine di mantenere la migliore traiettoria.

COME VA LA NUOVA NISSAN MICRA

Ne è trascorso di tempo da quando ho guidato una Micra! È stato bello ed interessante fare questo salto epocale da una generazione primaria a quella attuale, che certo ed ovviamente raccoglie molto ed offre ancora di più.

Entrando in abitacolo si ha subito la netta sensazione di essere accolti da un “mondo di dentro”: sedute ampie e comodo, spazi sfruttati al massimo e per le esigenze odierne, quindi presa USB, tanti vani portaoggetti, colori per il buon umore ma, soprattutto, una plancia ampia che offre una vista panoramica su ciò che accade davanti al parabrezza.

La posizione di guida è ben studiata ergonomicamente e questo lo si intuisce sia nel guidare new Micra quanto nel parcheggiarla anche in spazi ristretti. Lo sterzo è molto progressivo e morbido, la leva cambio alla giusta altezza e seduta alta che rende ottimale ogni manovra per chi guida. Guidando Micra si ha la nettissima sensazione di una vettura ideale per spostamenti a corto/medio raggio con il diesel dCi da 90 Cv che spinge fluido e sempre molto progressivo.

Buona l’insonorizzazione, a bordo infatti, l’isolamento acustico è ottimo mentre le asperità sono molto ben filtrate da sospensioni particolarmente progressive e ben frenate in estensione; unita nota stonata per così dire, è la sensazione di un retrotreno fin troppo leggero, che tende a “scappare” quando vengono prese delle asperità sul posteriore, anche se la vettura rimane sempre in assetto.

È stato fatto a mio avviso un ottimo lavoro sul filtraggio quindi e, visto che Micra verrà utilizzata molto in ambito cittadino, questa caratteristica è un vero valore aggiunto. Su strada mi è piaciuta quella neutralità globale di Micra: una vettura agilissima, scorrevole, piena di energia grazie soprattutto alla spinta del dCi diesel. A tal proposito, stupisce l’utilizzo di questo motore, sempre “pieno” ai bassi regimi con l’indicatore di cambio marcia che si accende subito; questo significa tiro ottimale del quattro cilindri, buona progressione ma, soprattutto, un ottimo bilanciamento tra lavoro della turbina ed elettronica.

La spinta è incisiva tra 2000 e 3500 giri, con un picco e tonicità tra 2800 e 3500 giri mentre chi guida è spinto ad utilizzare pochissimo il cambio, proprio perché i valori di coppia sono molto buoni su questo piccolo grande diesel…

Su strada new Micra si lascia guidare con brio, risultando sempre una vettura “svelta”: il rollio non è molto, specie con le coperture da 17” di questa TEKNA che “abbatte” ogni tipo di movimento dell’abitacolo sulle sospensioni, elemento che si trasferisce pure sulla frenata con un minimo accenno di trasferimento di carico sull’anteriore in frenata. La tendenza spesso è spesso al sovrasterzo ma basta “pelare” l’acceleratore per rimettere la vettura in carreggiata, merito pure del sistema Intelligent Trace Control. Per chiudere, buona la frenata, modulabile e potente specie sul davanti.

I PLUS DELLA NUOVA MICRA: abitabilità, motore, visibilità, consumi

I MENO DELLA MICRA: retrotreno leggero, plastiche perfettibili

L’INTERVISTA A STEFANO CIGARINI, AD CINECITTA’ WORLD

Lavorare in questo contesto “giocoso” richiede personale allo stesso livello per operare con un pubblico che arriva qui per divertirsi…

Chi lavora a Cinecittà World è parte dell’esperienza del nostro ospite. La gente va ai parchi per divertirsi, stare insieme alle persone a cui vuole bene – figli, famiglia, fidanzate, amici- e i nostri dipendenti lavorano tutti i giorni per rendere la giornata dei nostri ospiti memorabile. Il sorriso del nostro addetto ai tornelli, l’“in bocca al lupo” dell’addetto alle attrazioni che ti sta per lanciare su una montagna russa con 10 inversioni, la gentilezza di chi ti serve un hot dog o un piatto caldo… sono più importanti di qualsiasi strategia di marketing. Il nostro personale per noi è un “Cast”, non uno “Staff”…

Quante persone lavorano nella vostra struttura?

Oltre 200 con picchi d’estate, quando siamo aperti 7 giorni su 7 e fino alle 11 di sera, e nelle feste come Pasqua, i ponti primaverili, Halloween e Morti, Natale, Capodanno.

L’offerta di divertimento è alta: state lavorando ad altre attrazioni?

Nel 2017 Cinecittà World ha iniziato un nuovo corso nella sua ancora brevissima vita: il concept di “experience park” del cinema e della tv, dove vivi in prima persona quello che normalmente trovi sul grande (o piccolo) schermo: 10 nuove attrazioni, 6 aree a tema, 7 spettacoli al giorno ed un ricco palinsesto di eventi legati al cinema. Noi portiamo gli ospiti nei film, fisicamente – come in Ben Hur, set dell’omonimo film, dove facciamo provare ai visitatori l’esperienza della corsa delle bighe – o con la presenza di veri attori –come nella Horror House, dove attraversi le scene dei più terrificanti film della storia. Per il 2018 stiamo lavorando ad alcune nuove attrazioni, ma non posso ancora anticiparvi nulla…

Da poco è arrivata “La Guerra dei Mondi”: un’idea che si sposa con la tecnologia 3D…

Abbiamo la fortuna di essere un parco appena nato, quindi possiamo usare le più avanzate tecnologie per immergere l’ospite nelle storie e nelle esperienze delle attrazioni: nella “Guerra dei Mondi” grazie a visori in VR (realtà virtuale) e speciali protesi per le mani, l’ospite deve salvare la Terra da un attacco alieno in cui si trova in mezzo; in “Labirinto”, sempre con la tecnologia VR, si deve trovare la via di uscita da un sotterraneo infestato da scheletri e corridoi che prendono vita….ma la più grande sorpresa in 5D arriverà nel 2018.

La vostra struttura viene utilizzata anche per dei Contest di varia natura?

Cinecittà è da 80 anni la fabbrica dei sogni, e molte carriere artistiche sono nate tra le sue mura. Cinecittà World dispone di molti teatri di posa, usati ancora oggi per cinema e tv, e ci piace pensare che qui si stanno formando gli artisti, i ballerini, le dive di domani. Il grande Teatro 1, ad esempio, con i suoi 2400 metri quadrati, un palco e uno schermo di 25 metri di lunghezza, è sede di molti contest di danza, ballo, canto e talent vari. È un palcoscenico che mette quasi soggezione date le dimensioni e l’imponenza del teatro, uno dei più grandi d’Europa.

Un fiore all’occhiello di Cinecittà World…

Permettetemi, ne dico due: un’attrazione e un’esperienza che questo parco può dare. L’attrazione è “Inferno”: una montagna russa al coperto (e al buio) che sfreccia tra i gironi dell’Inferno Dantesco, con videoproiezioni e animatronici lungo il percorso. Ad un certo punto c’è una sorpresa, unica in Europa.. ma non ve la posso svelare per non levarvi il piacere di scoprirla. L’altro fiore all’occhiello sono i film che si girano al parco: a differenza di qualsiasi Studio del mondo, qui si realizzano davanti al pubblico e con la partecipazione dei nostri ospiti. È possibile recitare nelle produzioni che ospitiamo! Quest’autunno avevamo, tra l’altro, “Il grande salto”, nuovo film di Giorgio Tirabassi, con Ricky Memphis, Valerio Mastrandrea, Marco Giallini. Ebbene è stato possibile per i clienti del parco fare un provino in loco ed avere una parte nel film, recitando al fianco di questi grandi attori.

Ci racconti una giornata di lavoro tipo di un operatore, un modo per conoscere i dietro le quinte…

Il parco si sveglia molto presto: già dalle 6 il team di manutenzione effettua tutti i controlli sulle attrazioni e gli avviamenti, poi gli operatori prendono possesso di montagne russe, dark rider, giostre, per aprirle al pubblico. Nel frattempo, decine di persone nelle cucine dei ristoranti lavorano per preparare i piatti che verranno serviti dall’ora di pranzo. Gli addetti alle pulizie girano bagno per bagno, cestino per cestino, per rendere il parco pulito e accogliente. Si aprono i cancelli, entra la folla, il cast la aspetta sulla Cinecittà Street per il Welcome Show. Comincia una nuova giornata di divertimento a Cinecittà World, che andrà avanti fino a sera!

Questi set sono stati utilizzati per alcuni film oppure sono stati appositamente creati per la struttura? Se vengono da film famosi, quali?

Il parco è diviso in 6 aree a tema: Cinecittà World, dove si concentra il meglio del cinema italiano e non. La via di ingresso è il set di Gangs of New York film di Martin Scorsese con Leonardo di Caprio, ricostruito da Dante Ferretti, lo scenografo originale. Segue poi l’area Roma con il set originale di Ben Hur, Spaceland, dedicata ai film di fantascienza e allo spazio, il Far West con un villaggio tipico alla Sergio Leone, Adventureland con 6 attrazioni e il set originale di U-571, il film con protagonista un sommergibile americano della 2° guerra Mondiale, Sognolabio l’area dedicata ai bambini 0-12 anni, infine altri set originali dei film girati nei nostri studi.

Cosa pensa del cinema italiano oggi?

Che in un ecosistema liquido e dai confini sempre più labili, dove film, fiction, video per internet e molto altro si mischiano, sovrappongono e influenzano vicendevolmente, le grandi storie e le buone idee vincono sempre. Il pubblico sa distinguere un buon film da un film scadente. A Cinecittà World abbiamo deciso di offrire 12 anteprime, una al mese, selezionando i migliori film dell’anno tra tutti quelli che escono. Una opportunità molto apprezzata dai nostri ospiti e, soprattutto, dagli abbonati.

Effetti speciali digitali o grandi ricostruzioni sceniche come nel caso di Gangs of New York? Chi vince?

Gli effetti speciali sono come l’arbitro nel calcio. L’arbitro migliore è quello di cui non ti accorgi. L’effetto speciale non deve mai essere fine a se stesso, ma sempre al servizio della storia. Se quando si riaccende la luce in sala non hai fatto caso agli effetti speciali vuol dire che si sono fusi bene nel contesto. Per le scenografie il ragionamento è diverso, poiché sono molto costose e solo i grandi kolossal (come nel nostro caso Ben Hur) possono permettersele.

Chi viene nella struttura cerca divertimento oppure magia del momento?

Nel nostro caso molti ospiti vengono senza avere granché idea di cosa troveranno: cosa aspettarsi da un luna park è chiaro, da un parco acquatico pure…ma da un parco del cinema? A Cinecittà World la scoperta è parte dell’esperienza: dietro ai grandi teatri grigi si celano indoor coaster & rides, esperienza in realtà virtuale, spettacoli inaspettati, simulatori interattivi, percorsi laser e tante scoperte che solo una visita di un giorno interno può spiegare.

Un suo desiderio ed un’ambizione per Cinecittà World…

Negli Stati Uniti i parchi divertimento della Universal Studios sono parte della cultura popolare americana. Il mio desiderio è che Cinecittà World diventi negli anni il luogo in cui persone di tutte le età, dai bambini agli anziani, si divertano insieme …nel nome del Cinema!

Cinecittà World è a Roma, Castel Romano, sulla Via Pontina a 10 minuti dal Grande Raccordo Anulare. Per acquisto biglietti e menù online, info e orari apertura www.cinecittaworld.it

(Foto di GIUSEPPE CARDILLO)

Si ringraziano Stefano Cigarini e Enrica Cammarano/Cinecittà World)

Andrea Di Marcantonio

Andrea Di Marcantonio

“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, un mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale e sull’impatto fotografico delle prove e questo da sempre. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Leonardo Di Giacobbe, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Un modo diverso di raccontare le cose, un modo originale nella ricerca delle location: tutto questo sono io ed è ciò che sono per offrire una lettura più dinamica e coinvolgente. PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”