PROVA OFF: CHEROKEE VS NEW VITARA, UNICHE…

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Le abbiamo torchiate per bene come vedrete e sono due SUV vincenti in tutto. La Cherokee Overland e la Suzuki Vitara sono a proprio agio anche in offroad…

E’ un segmento più che mai attivo, perché racchiude un concetto di auto quanto mai esteso e prepotentemente interessante. Oltre al fatto che, questa tipologia di vetture, rappresenta ormai la massima espressione del concetto “full utility” che approda in città, passa per lunghi trasferimenti extraurbani e si avventura in fuoristrada senza timore. Tutto questo con un comfort realmente superiore, “dedicato” soprattutto al piacere del viaggio.

suzuki vitara e jeep cherokee 2017

Due mondi diversi ed estrazione diversa per Jeep e Suzuki…

Avete capito di cosa parlo? Ovviamente del mondo dei SUV piccoli, medi o grandi che siano… Conoscendo tutto il range potenziale di questa nicchia in ambito urbano ed extraurbano, ho pensato di rendere questa prova decisamente più interessante ed intrigante; per questo ho portato su terreni “difficili” e poco usuali la Jeep Cherokee Overland e la Suzuki new Vitara, due SUV diametralmente diversi tra loro e quindi interessanti sul loro comportamento finale, visto che provengono da estrazioni tecniche altrettanto differenti per ciò che concerne l’approccio finale dell’utente.

JEEP E SUZUKI le due sfidanti offroad

Parola d’ordine: massima agilità nell’offroad leggero…

Una muscolosa, l’altra più pratica e amichevole, una più elegante e spaziosa, l’altra più spartana ma particolarmente efficacie, insomma un mix assoluto tra i due SUV ed un approccio molto diverso tra il mondo Jeep e quello Suzuki che però, alla fine, consentono – seppur con filosofie diverse – di “raggiungere” lo stesso obiettivo: ovvero muoversi agilmente in fuoristrada o su terreni accidentati con identica snellezza e capacità di districarsi anche nelle peggiori situazioni. Ovviamente parlando di un offroad leggero…

Jeep Cherokee Overland: il piacere dell’eleganza…

Siamo oramai alla IV generazione della Cherokee, Premium SUV elegante e funzionale completamente rivisitato sia esternamente che internamente. Questa versione Overland è forte del nuovo motore 2.2 Diesel da 200 Cv e 440 Nm di coppia ma, soprattutto, del nuovo sistema Active Drive I, il sistema di trazione integrale PTU completamente automatico.

prova sottotorchio per la JEEP Cherokee OVERLAND

E poi c’è il nuovo cambio automatico a 9 rapporti mentre coppia e potenza sono state migliorate rispettivamente del 25 e 17% anche in virtù della costruzione del nuovo motore, quest’ultimo realizzato nello stabilimento italiano di Pratola Serra (Avellino) e che si pone al vertice della categoria tra i turbodiesel più performanti presenti sul mercato. Spicca deciso su tutto il design aerodinamico che rende Cherokee ancor più aggressiva ed accattivante.

sottotorchio anche la Suzuki new Vitara DDis

New Vitara: una vera “dura” che sorprende sempre!

Dal suo debutto nel 1988, Vitara è arrivata oggi a questa nuova generazione, decisamente completa ed altrettanto unica nel panorama dei SUV di “media” taglia. D’altronde, Vitara prima serie è stato il primo SUV a beneficiare di schemi progettuali legati a vetture stradali ed è questo il suo punto di forza perché in essa convivono ottime performance offroad abbinate ed un comportamento su strada da fare invidia… A tutto questo si aggiunge l’innovativo sistema ALLGRIP 4WD, che vanta ben 4 Mode di guida a utilizzare a seconda del terreno che le ruote si troveranno a calcare. Questo è il punto di forza in offroad di new Vitara, nel nostro caso equipaggiata con il motore 1.6 diesel DDis da 88 kW e 320 Nm di coppia.

nessuna gentilezza per la Cherokee Overland 2.2

CHEROKEE OVERLAND: design aggressivo in linea con lo status del SUV by Jeep

Di fatto il look aggressivo è parte integrante del SUV by Jeep: fuori scopriamo linee molto fluide e slanciate che marcano forte ed evidenziano la nuova aerodinamica del frontale vettura, reso ancor più “minaccioso”, dalle proporzioni extralarge tra i passaruota trapezoidali ed il blocco carrozzeria/pneumatici, questi ultimi da 18”. Il cofano è spiovente dove la irrinunciabile griglia a 7 feritoie è attraversata orizzontalmente dallo spigolo dolce che delinea ancor più nettamente il “senso aggressivo” del frontale.

nuovo frontale per la Cherokee, aggressivo ed accattivante

Spiccano i LED, altra novità della Cherokee che si abbinano a fari “stirati” e tesi che vantano illuminazione DLR e fari Xeno che infondono all’area anteriore quell’aria decisa ed aggressiva che piace non poco e che determina il carattere della nuova generazione Cherokee. Anche posteriormente spiccano LED che incidono più forte quel “ruolo” di innata inconfondibilità, plus del marchio Jeep. E non manca il tetto panoramico Command View.

Dentro c’è tanta abitabilità per tutti…

Questa versione Overland vanta ADG Tecnology group, interni in pelle traforata, sedili ventilati con 8 settaggi per il sedile di guida e 4 per il passeggero, volante riscaldato, plancia in pelle e, tra le altre cose, ben 9 altoparlanti con subwoofer. Gli interni della Overland sono molto accoglienti e si notano i materiali migliori e la grande attenzione della realizzazione globale, con ottica che punta all’accoglienza ed al comfort di tutti gli occupanti.

dimensioni importanti ma non eccessive per la Cherokee

Interessanti le capacità di carico, con 591 litri alle spalle dei sedili posteriori con sedile in posizione normale che diventano 714 con sedili “tuttoavanti” e ben 1267 litri alle spalle dei sedili anteriori fino al tetto. Cherokee è generosa anche nelle dimensioni esterne con i suoi 4624 mm di lunghezza ed un passo di 2700 mm. E per gli angoli di attacco ecco le quote dichiarate: 18,2° angolo attacco, angolo dosso 18,2° e 24° per l’angolo di uscita.

Un nuovo sistema di trazione integrale: Jeep-Active Drive I con PTU

Drive I fa parte del “pacchetto” trazione integrale Jeep che prevede Drive II ed Active Drive Lock, quest’ultima disponibile esclusivamente per la versione Trailhawk. Cherokee Overland è quindi forte del primo, di cui fa parte il PTU, Power Trasmission Unit, completamente automatica e che assicura una trazione ideale sia nei Mode 2×2 che nel 4×4. Quindi nessun intervento da parte di chi guida ma funzione del tutto automatica e che “decide” la trasmissione ideale in funzione del fondo e coefficiente di grip istantaneo.

sempre comoda ed agile, i 200 CV si sentono eccome

Tutte le correzioni, tra cui sovrasterzo e sottosterzo, sono controllate dall’elettronica PTU che provvede al corretto equilibrio sia in trazione che in frenata; questo è possibile per merito della particolare frizione a bagno d’olio variabile che si trova sul ponte posteriore; E’ la frizione a garantire il giusto gradiente di trazione e coppia a secondo del terreno, che sia a scarsa aderenza, scosceso, forti pendenze o guida sportiva.

Tutto questo in accordo con il controllo di stabilità ESC ed i Mode di guida, ovvero Auto, Snow, Sport, Sand/Mud. Con la semplice pressione del tasto Select Terrain, vengono gestiti dalla centralina 12 sistemi tra cui il modulo trasmissione, il controller dei freni, l’ESC, il controller cambio e motore/trasmissione ed il select Speed Control con l’Hill Ascent e Descent Control. E l’elevata fluidità di guida è anche e soprattutto garantita dal cambio automatico (con 4 gruppi ingranaggi e 6 elementi di innesto) a 9 rapporti compreso il select shift-on-the-fly a cui si aggiunge un software unico che gestisce le strategie di cambiata in funzione del kick down ad esempio o le accelerazioni laterali e longitudinali.

Jeep Cherokee OVERLAND

Il nuovo motore 2.2 da 200 CV e 440 Nm di coppia…

La Overland della nostra prova era equipaggiata con il nuovo 4 cilindri 2.2 cc da 200 Cv: questi valori riassumono quanto “spazio” d’utilizzo riservi questa nuova motorizzazione, prima tra tutte il valore di regime della coppia motrice, espressa a soli 2500 giri, elemento che abbatte i consumi (combinato 5,7 litri per 100 km) e ne migliora l’elasticità globale.

2184 cc per il 4 cilindri da 200 CV

2184 cc compongono questo nuovo ed accattivante motorizzazione, pensato con un’idea di utilizzo a tutto campo; il Multijet della Cherokee Overland quindi, vanta testa in alluminio con distribuzione bialbero 16 valvole, realizzata in virtù delle aumentate pressioni di alimentazione del common rail con Injector Rate Shaping, la cui pressione di lavoro è di 2000 bar. Tutte le masse in movimento quali pistoni, bielle ed albero motore poi, sono state realizzate con il preciso scopo di abbattere i pesi delle masse alterne, finalizzando la scelta al massimo piacere di guida ed assenza di vibrazioni. Anche la camera di combustione è ottimizzata per abbattere emissioni nocive ed aumentare il rendimento del propulsore stesso.

Turbina a geometria variabile e prese aria motore protette…

Ruolo essenziale ce l’ha la sovralimentazione ovviamente, grazie alla geometria variabile del turbocompressore, quest’ ultimo e secondo le ultime tendenze, integrato nel collettore di scarico; ma l’efficienza del nuovo 2.2 Multijet, passa pure per la pompa olio a cubatura variabile ed il sistema Start&Stop. E visto che Overland significa anche e soprattutto Avventura, tutto il sistema di aspirazione motore è stato protetto dall’ingresso acqua in caso di guadi alti fino a 48 cm così come la circolazione dei liquidi motore (al fine dell’affidabilità anche in condizioni estreme) viene assicurata fino al 60% per le inclinazioni longitudinali e ben 45% per quelle trasversali.

Ed infine due parole sul telaio e sulla sicurezza…

Il telaio della nuova Cherokee poggia sulla nuova piattaforma modulare Compact U.S. Wide, che si adatta a più modelli. Questo significa modularità circa passo, carreggiata ant e post e larghezza vettura mentre la carrozzeria è realizzata con acciai alto-resistenziali per il suo 65%. Per le sospensioni troviamo le 4 ruote indipendenti con montanti MacPherson davanti e multi-link dietro con 17 e 19.8 cm di escursione tra ant e post; c’è poi la traversa sulla culla posteriore, realizzata in alluminio, ed il servosterzo EPS. Per il “tema sicurezza” infine, spiccano il punteggio NCAP 83/100, il “Forward Collision Warning, il Park Sense Parallel/Perpendicular, l’Adaptive Cruise Control ed il Lane Departure Warning a cui si aggiungono il Blind-spot Monitoring ed il Bear Cross Path RCP Detection.

la Suzuki Vitara ALLGRIP 4×4

NEW SUZUKI VITARA: un’auto eccellente per ogni dove…

New Vitara esprime al meglio tutta la massima praticità del SUV urbano e non solo: tutto questo è racchiuso nello stile e design Suzuki legato a questo fortunato modello che tanto piace all’utenza.

L’imprinting è di una personalità forte, decisa, con tratti aggressivi anche grazie alle 3 variabili di colore disponibili, che rappresentano da soli, lo stile “immancabile” e curioso della Vitara 4×4 All Grip. Tutto questo lo “raccontano” il cofano di forma a conchiglia, il paraurti anteriore trapezoidale, con i fianchi vettura che fanno alzare lo sguardo, quasi a sottolineare la natura SUV allterrain e questo anche alla presa aria sul cofano.

vitara allgrip suzuki 2017

Anche Suzuki ha posto moltissima attenzione sull’elemento aerodinamica ed ecco quindi che, ad esempio, i paraurti ant e post ben si integrano con tutto il resto perché plasmati a filo della scocca formando un tutt’uno con il carattere multi-libertà della Vitara. Ed anche il tetto rappresenta un “motivo” stilistico, visto che scende verso il terreno, nell’area posteriore così come sia gli specchi laterali quanto il fondo vettura, siano stati concepiti per la minima resistenza all’aria. Senza dimenticare i fari LED dalla cover blu.

Massima abitabilità per famiglia o amici e grande capacità di carico…

Ambiente più che familiare ed estremamente funzionale all’interno di Vitara: spicca il quadro strumenti ad “U” e gli elementi circolari per orologio e bocchette aria, che infondono quel look giovanile e senza tempo del SUV Suzuki. Come sempre Suzuki pensa al fatto che ogni cliente è diverso dall’altro e quindi, anche in questo caso, offre variabili colore per le tinte vettura e un catalogo accessori davvero ricchissimo ma, soprattutto, completo. Le variabili colore sono 3 a cui si aggiunge il kit Urban con finiture cromate, spoiler superiore posteriore e modanature laterali, proprio come la vettura della nostra prova…

Vitara ALLGRIP, frontale aggressivo per il SUV Suzuki

Di Vitara colpiscono anche altre cose però: mi riferisco alle dimensioni ideali per muoversi agilmente in città ma pure sgattaiolare in fuoristrada, anche e soprattutto quando gli spazi di manovra sono davvero angusti. A questo si aggiungono il tetto panoramico con un’apertura da “best record” per 1 metro, quindi tra le migliori della categoria, la connettività smartphone globale ed infine la massima duttilità in ogni situazione di guida che sia scivolosa o quando si debba affrontare pendenze molto importanti, proprio come nel corso della nostra prova offroad. Non mancano il display da 7” Touch Screen ed il sistema di navigazione 3D

E se parliamo di dimensioni e “capacità di attacco” beh, Vitara si difende alla grandissima: con i suoi 4175 mm di lunghezza ed un passo di 1535/1505 mm, vanta un vano bagagli da 375 litri (divano in posizione verticale) mentre per gli angoli di attacco ed uscita, Suzuki ha fatto davvero un ottimo lavoro in rapporto alla tipologia di vettura; spiccano quindi i 18,2° di angolo attacco ed i 28,2° per quello di uscita per una distanza minima dal suolo pari a 185 mm.

molto neutra la Vitara in offroad

Trasmissione ALLGRIP, universo di sensazioni per ogni terreno!

La “nostra” Vitara, equipaggiata con il diesel da 1.6 cc, vanta il cambio manuale a sei rapporti e trazione integrale ALLGRIP Suzuki, che assicura un ottimo bilanciamento tra prestazioni e consumi irrisori che si attestano provati su 4,7 litri/100 km sul ciclo urbano, 3,6 su quello extraurbano e 4,1 su quello combinato.

Ma, l’evoluzione tecnica della trazione integrale ALLGRIP è di fatto il plus migliore del pacchetto legato alla new Vitara: ha debuttato sulla S-Cross e si avvale di ben 4 Mode di guida che sono selezionabili comodamente da chi guida semplicemente premendo un pulsante sulla consolle centrale. Affinato su questa ultima versione, sfrutta la “strategia preditiva” che lavora in base al comportamento dinamico della vettura e sui principali parametri vitali di guida quali sterzo, acceleratore, coppia motrice, ecc e quindi sente lo slittamento delle ruote trasmettendo poi maggiore coppia motrice alle ruote posteriori prima che l’aderenza venga meno.

Suzuki Vitara 1.6 DDis ALLGRIP

Ad ogni terreno i proprio setting: Auto, Sport, Snow e Lock per mille avventure…

Come detto sono 4 i Mode selezionabili con Auto, Sport, Snow e Lock, quest’ultima particolarmente utile nei passaggi a cui abbiamo sottoposto la nostra Vitara.

Auto offre consumi contenutissimi e trazione sulle sole ruote anteriori, ma passando all’integrale appena c’è un allert di perdita aderenza; Sport l’abbiamo valorizzata sulle strade guidate e sfrutta la massima trazione sulle 4 ruote in funzione del valore legato all’angolo dell’acceleratore al fine dell’ottimizzazione delle massime performance. Snow è ideale per superfici ad aderenza prossima allo 0 assoluto e mantiene le 4 ruote motrici quale impostazione predefinita, “ascoltando elettronicamente” però angolo di sterzo e coppia motrice. Ed infine Lock per la massima trazione in caso di neve, fango e sabbia e prevede slittamento limitato del differenziale mentre trasmette motricità al pneumatico con migliore trazione in sinergia con il TCS ovvero il Traction Control System.

il quattro cilindri DDis Suzuki da 88 kW

Un propulsore brillante, economico ed INSTANCABILE…

Due motorizzazioni per la Vitara, di cui, la più interessante a mio avviso, è la versione DDis diesel denominata D16A che eroga 88 kW a 4000 giri con coppia massima di 320 Nm a soli 1750 giri. La versione diesel è equipaggiata con una nuova valvola EGR ma, soprattutto, una turbina – anche in questo caso – con geometria variabile a comando elettronico.

Il quattro cilindri Suzuki è molto ben abbinato a sospensioni MacPherson con bracci inferiori ridisegnati nelle forme e diverso setting degli ammortizzatori e montanti, il che significa maggiore rigidità e quindi migliore stabilità della Vitara su strada. Al posteriore c’è una barra di torsione ad “U”. soluzione che “arriva” dalla S-Cross. Quindi gli 88 Kw del DDis Suzuki oggi si abbinano perfettamente ad un telaio “stradalizzato” ma forte e capace anche in offroad proprio per questo mix tecnico tra rigidità e massima duttilità fuoristrada…

la turbina a geometria variabile elettronica della Vitara

Sicurezza, tema caro anche a Suzuki, anche grazie alla scocca TECT…

I nomi della sicurezza Suzuki? Stabilità e sistemi attivi e passivi, Radar Brake Support, corpo vettura in grado di assorbire al meglio gli urti, limitatore di velocità, ESP, TPMS ovvero monitoraggio pressione pneumatici e ACC Adaptive Cruise Control, sette aibag e meccanismo che limita l’arretramento del pedale freno in caso di collisione e cofano e strutture calandra a protezione del pedone. L’RBS invece lavora su tre funzioni, ovvero Warning, Brake Assist e Automatic Braking. Senza dimenticare la scocca TECT che vanta leggera struttura ma che assicura un’elevata capacità di assorbimento della cellula e questo grazie agli acciai ad elevata resistenza.

COME VANNO: MIX UNICHE DI PERFORMANCE, COMFORT E DIVERTIMENTO…

Entrambe i SUV hanno dimostrato buon sangue in fuoristrada e questo nonostante un percorso di prova non propriamente facile per questa tipologia di vettura. Sia la Vitara che la Cherokee, hanno ampiamente superato la prova, “condita” da tutto quello che serve per saggiare le reali doti off di queste vetture 4X4…

Parola d’ordine NON FERMARSI MAI!

Le uniche note “dolenti” sono da attribuirsi alla ridotta altezza da terra che, nei passaggi più impegnativi, hanno rallentato la nostra marcia sul percorso, che si snodava nella Sabina tra Rieti ed il confine con l’Abruzzo, all’interno di boschi, sterrati veloci, sassaiole viscide, pozze di fango, radici esposte, guadi e uliveti dell’alta Sabina.

Nel complesso Vitara e Cherokee hanno raggiunto entrambe la destinazione finale senza alcun problema, a testimonianza che, l’uso estremo di questa prova, potrà rassicurare lo scetticismo verso questi SUV e quindi quanti decidano di affrontare un fuoristrada “leggero” o molto “mosso”.

Due abitacoli diversi, ma tanta praticità per entrambi…

L’analisi della new Vitara e della Cherokee Overland inizia da dentro e quindi proprio dai due abitacoli: Cherokee e Vitara, ovviamente appartengono a diversi livelli ma questa non vuol essere una discriminante ma, al contrario, rappresentano le due modalità migliori di approccio per la scelta finale di un SUV. Contenuti molto più spartani e classici per la Vitara, caratterizzata quindi da una strumentazione semplice e pratica, da sedute abbastanza comode anche se poco contenitive dove però, l’essere spartana, diventa un plus quando si basa all’essenza della sostanza.

Cherokee è ovvio, viaggia ad un altro livello ed infatti, questa sfida tra SUV, lascia volutamente spazio alla scelta finale dell’utente senza però sovrapporre i “livelli” delle due vetture ma esaltandone invece le loro caratteristiche principali. Quindi Cherokee è superbamente comoda ed accessoriatissima ed in abitacolo si sta bene; grande accoglienza per tutti gli occupanti e sedute molto comode ed ergonomiche, quindi adatte a lunghi viaggi.

frontali della Vitara e Cherokee

Più silenziosa la Cherokee, più pratica la Vitara…

Spazi e spazietti sono prerogativa al viaggio su entrambi i SUV e quindi, laddove possibile, troviamo molti scomparti per riporre oggetti di varia natura e dimensioni. Seduto al posto di guida, metto in moto prima uno e poi l’altro SUV: il motore 2.2 Multijet è abbastanza silenzioso al minimo e, all’interno abitacolo, si avverte poco e nulla da ciò che arriva dall’esterno. Più rumoroso quello della Vitara ALLGRIP anche perché l’insonorizzazione, pur se curata, è meno incisiva (ovviamente) rispetto alla Cherokee; qualche vibrazioni in arrivo dal cofano motore si avverte ma questo è certamente un dato trascurabile se rapportato alla tipologia di vettura ed all’eccellente rapporto qualità/prezzo.

Inizia lo sterrato! Comportamenti molto diversi per questi due SUV…

Due parole due sulla guida su strada che però, in questo contesto di test, ci interessa meno ai fini della mia prova… Entrambe filano lisce sull’asfalto, sono molto ben equilibrate ed hanno ottime prestazioni sia in accelerazione che in fluidità di marcia. Ottimo il cambio automatico della Cherokee dagli innesti molto fluidi e “impercettibili” ed elevati valori di coppia la rendono aggressiva e “piena” se parliamo della trattabilità del motore, che, oltretutto sorprende già da 2000 giri se parliamo di Nm disponibili.

La Vitara è eccezionale per fluidità e regolarità di funzionamento del suo 4 cilindri DDis da 1600 cc (soffre un po’ la frizione in offroad): sorprendono la spinta vigorosa da 2500 giri, ma, soprattutto, piace la generosità di questo bel motore, sempre elastico ed energetico fin dai regimi più bassi. Buono il gradiente di coppia in virtù di un’elettronica applicata alla turbina che cancella ogni turbolag/buco a tutti i regimi, regalando sempre una guida piacevolissima sia in città che sulle strade dissestate del test offroad.

jeep cherokee overland offroad

PASSAGGIO 1: SASSAIOLA, CANALI E VISCIDO

Il percorso OFF inizia con un passaggio tra le piante basse con una sassaiola viscida e profondi canali che complicano la vita e l’equilibrio dei due SUV: la Vitara è agilissima e passa ovunque ci sia uno spazio anche minimo, mentre la trazione ALLGRIP fa il resto e patto di inserire il Mode Lock.

Si avverte la leggerezza della vettura ed un comparto sospensioni poco incline a fondo mosso, che comunque sa mantenere la vettura in assetto anche in presenza di canali. Le ruote della Vitara affondano ma la trazione integrale ALLGRIP si rivela eccellente per la capacità di districarsi in modo veloce da ogni problema di fondo, reso ancor più insidioso dai sassi viscidi.

suzuki vitara allgrip

Stesso passaggio per la Cherokee Overland: si avverte il peso maggiore della vettura che certo aiuta nella stabilità a bassa andatura e quindi si avverte il minor galleggiamento in situazioni di sollevamento di una delle ruote; la trazione integrale automatica Active Drive I, si scopre all’altezza delle situazioni più disparate. Ad esempio, all’interno dei canali, la risposta sull’acceleratore varia molto a secondo del Mode utilizzato e questo consente alle coperture di risalire presto dai canali ma senza troppa forza. La maggiore altezza da terra della Cherokee, gli consente una migliore manovrabilità ed un assetto molto bilanciato, con la scocca ed il telaio che lavorano in perfetta simbiosi, con il plus che gli occupanti a bordo si rendono poco conto dell’effettiva “durezza” del percorso.

PASSAGGIO 2: TRATTO CON SASSI SPORGENTI

La Vitara affronta questo “tema” con grande agilità a patto di oltrepassare gli ostacoli a velocità controllata e questo per evitare che il sotto della vettura tocchi, specie nelle zone più sporgenti relative a ponte ed attacchi dei bracci. La Cherokee invece, in virtù della maggiore altezza, affronta questa situazione con maggiore naturalezza, anche in funzione dell’elevata altezza da terra che gli consente una migliore “consistenza” globale. Però la Vitara è vincente su un altro fronte, quello delle manovre in spazi angusti o quando ci si deve girare di 180°, magari per un’inversione sul percorso che, come ipotizzabile, non eccelle mai per larghezza quando si parla di sentieri “guidati”

vitara by suzuki

PASSAGGIO 3: LO STERRATO VELOCE E LA COMPRESSIONE

Corta ed agile la Vitara sorprende sullo sterrato veloce dove si avverte tra le mani un SUV reattivo e che ha propensione al sottosterzo sulle curve sterrate; per questo, magari selezionando il Mode Sport, ci si trova spesso di traverso ma con un eccellente controllo globale tanto da inserire di sterzo la vettura per poi far partire il posteriore in modo graduale e naturale. Le sospensioni lavorano bene e rimangono livellate anche se si avverte un marcato rollio specie in uscita di curva, quando la Vitara innesca un appena percettibile dondolio pur rimanendo neutra a centro curva.

la cherokee in comprssione

La Cherokee ovviamente ha più cavalli ed è decisamente più pesante: questo la rende meno agile in ingresso ma è soprattutto in uscita che si avverte la maggiore massa e quindi scopriamo che questo SUV gradisce meno la guida sportiva sullo stretto ma invece è decisamente intrigante sul veloce, dove mostra grinta, motore ed una trazione eccellente che rende ancor più stabile la Overland. Punta un po’ di muso verso l’esterno ma con il gas giù sa mantenere la traiettoria anche in condizioni di fondo non livellato o ricco di gibbosità.

Ho voluto vedere come si comportavano i due SUV anche in una fase di compressione in velocità, quindi alla fine di una discesa con il sentiero che poi risaliva velocemente: La Vitara punta dentro nella compressione, con il posteriore he tende ad alleggerirsi mentre la Cherokee rimane lì, stabile ed incisiva senza battere ciglio, mantenendo un’ottima linearità in fase di “uscita” dalla compressione.

pozza di fango per la Vitara Suzuki

PASSAGGIO 4: LA BUCA DI FANGO IN VELOCITA’

Altra spettacolare passaggio del nostro percorso… Tratto di salita ripida, curvetta cortissima e poi la buca di fango da affrontare in velocità: la Cherokee entra decisa e non si scompone nemmeno a volerlo, questo grazie al Mode Sand/Mud che tiene ben allineato il SUV anche se il fango è molto profondo e ci sono canali profondi già scavati.

Basta entrare decisi e si avverte tutta l’armonia della trazione Active I che spinge ogni ruota verso la massima aderenza anche se ogni ruota deve districarsi da angoli, fondo e presenza di acqua nella buca. Un autentico carro armato insomma a dispetto della sua eleganza!

il fango e la Cherokee Overland

Anche la Vitara mi ha sorpreso non poco: bisogna agire con delicatezza sul gas, entrare decisi perché, il peso ridotto del SUV Suzuki, tende a far “galleggiare” e far mettere di traverso la vettura se non si sta giù con il gas; vero, si deve lavorare di più con lo sterzo per mantenere in assetto/allineamento la Vitara, ma il divertimento che ne consegue è assolutamente unico. Tutto questo e per entrambe con le “scarpe” (le coperture) di serie, segno che, in entrambi i casi, le trazioni integrali sono realmente efficienti e progressive e di validissimo aiuto…

Conclusioni: due vincitrici instancabili…

Considerando le gomme di serie, la difficoltà del tracciato, il fatto che siano due SUV e non autentiche offraod, direi che sia la Cherokee che la Vitara se la sono cavata alla grandissima. Certo ho superato l’asticella del “normale” in questa prova ma lo scopo era proprio questo, ovvero capire il comportamento nelle fasi estreme di guida rapportate al mondo dei SUV. Due grandi vetture, due modi di dire SUV e di scoprirne tutta l’essenza fuoristradistica.  In città, tutto questo, non l‘avrei scoperto non credete?

(Foto GIUSEPPE CARDILLO)