PROVA: PORSCHE PANAMERA 4 E-HYBRID

4817 0

Porsche Panamera 4 E-Hybrid è fusione tra performance e mobilità elettrica plug-in ma senza rinunciare al piacere sportivo. Prova innevata dove la trazione integrale, la nuova frizione ed i Mode di guida danno il loro meglio…

Si parla molto di mobilità alternativa ma, soprattutto, si dialoga molto sul tema legato all’elettrico ed all’ibrido, al loro sviluppo verticale, una sorta di “work in progress” continuo e che si evolve modello dopo modello. La potenzialità dell’elettrico tra l’altro, è ampiamente dimostrata pure dalla Formula E, che, dalla prossima stagione 2019, vedrà schierata una nuova vettura, la GEN2, più potente e veloce e che consentirà ai piloti di correre l’intera gara senza cambio auto.

Ed anche Porsche sarà schierata nel 2019 nella Formula E, segno che l’elettrico abbraccia sempre più “sostenibilità”, anche se, al momento, l’ibrido rimane un “legame” più concreto per la mobilità quotidiana e l’utilizzo a 360°.

Una Panamera più lunga e potente

Porsche in tal senso, ha totalmente ridefinito la gamma Panamera con l’arrivo della 4 E-Hybrid (prezzo della vettura provata 166.372,21 euro), che mantiene la stessa ed aggressiva dinamica della 918 Spyder e che affronta con elegante disinvoltura, la perfetta sintesi di ibrida high performance “sostenibili” legate alla massima sportività.

Questo grazie alla trazione integrale che, come vedete dalle immagini, ho ampiamente provato e piacevolmente scoperto. Senza dimenticare l’aumento del passo di 150 mm della versione Executive, che offre più spazio ai passeggeri che stanno dietro.

Due motori, un corposo benzina V6 da 2900 cc biturbo ed un elettrico (che garantisce circa 50 km di autonomia), per una potenza complessiva di ben 462 Cv e che offre 700 sorprendenti Nm di coppia con la “magica” azione della funzione boost, portando Panamera 4 E-Hybrid da 0 a 100 km/h in soli 4,6”.

Un territorio tutto da guidare con sosta BIO all’Agriturismo Walden…

Ed in tema di sostenibilità, ho scelto un percorso unico per questa prova: tra questi mi sono imbattuto nell’Agriturismo Walden in Umbria, stretto tra strade innevate e tecniche, ricche di curve e questo per saggiare a fondo sia la trazione integrale by Porsche, sia l’efficacia dell’ibrido oltre che respirare un’aria carica di natura. La sosta per le foto statiche al Walden è stato quindi un momento legato al BIO, al Green oltre che al vero sostenibile 100% come leggerete nell’intervista a Jennifer e Stefano, titolari di questo luogo immerso nel verde.

Porsche e Le Mans, una vettura, una storia, il progresso…

Da sempre Porsche punta sul tema ibrido e non solo per la sostenibilità: l’ibrido Porsche è quindi pure prestazioni assolute, come ricordano le vittorie della 919 Hybrid alla 24 Ore di Le Mans nel biennio 2015/16.

Partendo da questa base sportiva, il plug-in Porsche,  si muove da fermo solo in modalità elettrica per 50 km ed una velocità massima di 140 km/h (ora l’acceleratore è molto più sensibile al tocco con il 100% della coppia subito) ma, grazie all’accoppiamento dei due motori (quello elettrico eroga 136 Cv), raggiunge i 278 km/h in massima scioltezza (il motore elettrico aiuta grazie alla E-Performance) e con un assetto che la tiene incollata a terra grazie alle sospensioni pneumatiche a 3 camere che sono di serie su Panamera 4 E-Hybrid.

Cambio PDK 8 rapporti e nuovo modulo ibrido, 5 ore per la ricarica batteria

Parte importante della trazione 4, è la frizione di disaccoppiamento che lavora con l’unità elettrica e che quindi “sostituisce” il sistema elettroidraulico precedente; la frizione viene attivata elettro-meccanicamente dallo speciale ECA (Electric Clutch Actuator) che garantisce tempi iper-rapidi di reazione.

Per la trazione integrale invece, entra in scena la seconda generazione con il nuovo cambio PDK doppia frizione a 8 rapporti. Ed in tema di energia, il motore elettrico è alimentato da batteria agli ioni di litio raffreddata a liquido, il cui peso – a dispetto dell’aumento della capacità di accumulo, passata da 9,4 a 14,1 kWh – rimane lo stesso. La batteria è collocata sotto al fondo del vano bagagli.

I tempi di ricarica della batteria (che sono temporizzabili grazie al PCM – Porsche Comunication Manager o Porsche Car Connect per smartphone e Apple Watch) sono prossimi alle 5,8 ore, utilizzando una presa domestica 230V, ma in opzione c’è il caricabatteria da 7,2 kW che promette ricarica full in 3,6 ore. E se è estate e fa caldo o è inverno e fuori fa freddo, state tranquilli, potrete rimanere in vettura mentre ricaricate e questo grazie alla climatizzazione anche a vettura ferma.

I tanti volti del PAC Porsche Advanced Cockpit Mode ibrido

Porsche Advanced Cockpit significa potersi “muovere” dentro un abitacolo altamente interattivo: Panamera 4 E-Hybrid vede aggiunto l’indicatore E-Power, studiato per l’ibrido e che fornisce indicazioni ed info sull’energia ed il suo recupero, sul Boost Assistant e sull’Hybrid Assist; nel primo caso, viene indicata l’energia disponibile per la fase di accelerazione, nel secondo invece, vengono fornite le info per la regolazione della trazione full elettrica.

Anche su questa vettura, troviamo il pacchetto Sport Chrono con selettore Mode integrato ed a cui si accede ai Mode Sport e Sport Plus mentre, per l’esclusività della Hybrid Porsche vede dedicati Mode specifici con E-Power, Hybrid Auto, E-Hold e E-Charge.

Tanti modi di fare e vive l’ibrido…secondo Porsche

Come accennato, Panamera 4 E-Hybrid si avvia sempre e solo in mode elettrica, mentre il Mode Hybrid Auto è del tutto nuovo e “mixa” l’energia dei due motori combinando così spinta, potenza e coppia; se si vuole invece mantenere lo stato di carica, dovremo scegliere il Mode E-Hold mentre per ricaricare la batteria totalmente, dovremo selezionare il Mode E-Charge, che attiva il motore endotermico V6, capace di sprigionare una potenza maggiore rispetto al reale necessario.

Ovviamente, le massime performance sono solo in Mode Sport e Sport Plus: in Mode Sport la ricarica batteria è mantenuta sempre a livello minimo e questo per dare spazio alla riserva dell’E-boost, mentre in Mode Sport Plus, la vettura raggiunge la massima velocità con la batteria che viene ricaricata in modo decisamente più rapido grazie al supporto de V6 benzina.

Telaio e sospensioni: tutto parla di performance, carattere e comfort…

Il reparto sospensioni è affidato non solo all’effetto pneumatico a tre camere, ma ad ammortizzatori regolabili secondo il sistema PASM: davanti ci sono sospensioni a doppi bracci trasversali in alluminio con ammortizzatore indipendente mentre dietro c’è una sospensione a bracci multipli in allumino con sotto-telaio.

Il servosterzo è di tipo elettromeccanico con opzionale asse posteriore sterzante. Alla sicurezza pensano si sistemi PSM ed ABS, quest’ultimo dotato dii funzione freni potenziate, mentre la forza frenante è sviluppata da dischi anteriori da 390 mm e posteriori da 365 mm; le pinze anteriori sono monoblocco a 6 pistoncini mentre le posteriori sono anch’esse monoblocco ma con pinze a 4 pistoncini. I cerchi, nel caso della vettura in prova, sono da 21”.

Panamera 4 E-Hybrid misura 5049 mm di lunghezza per 1937 mm di larghezza con carreggiate di 1671 mm davanti e 1651 mm dietro senza dimenticare le quote del passo vettura, decisamente “importanti” e pari a 2950 mm. Il vano bagagli può passare da 405 a 1215 litri di capienza. mentre il peso vettura è di 2170 kg a vuoto. A tale proposito, cofano motore, portellone posteriore, tetto, ponte e parafango anteriori, sono in alluminio.

Un motore, anzi due per un totale di 462 Cv!

Dell’elettrico ho già accennato, mentre l’endotermico è legato in parallelo: il V6 Porsche eroga in totale 462 Cv a 6000 giri con coppia di 700 Nm compresa tra 1100 e 4500 giri; il motore è biturbo “quattrovalvole” ed ha quote vitali pari a 84,5×86 mm. Il solo motore a benzina da 2894 cc eroga 330 Cv con coppia di 450 Nm. Alla trazione integrale pensa il PTM, ovvero Porsche Traction Managment con differenziale lamellare a controllo elettronico, differenziale frenante ABS automatico e sistema anti-slittamento ASR.

COME VA: tanta neve, zero problemi…

Trovare un sacco di neve e ghiaccio per molti sarebbe un problema, ed invece la scelta della prova “innevata” non è del tutto casuale ma cercata, specie se per provare le reali doti d’utilizzo della 4 E-Hybrid. Un viaggio non eccessivamente lungo ma pieno di sorprese: strade bellissime da guidare, tanta neve e ghiaccio, freddo pungente e la calda accoglienza al Walden di Ficulle (PG). Tutto questo è la storia di questa prova, si, quasi proibitiva per il meteo ma molto soddisfacente se parliamo di piacere di guidare un’ibrida dalle mille risorse…

Si parte in elettrico, sempre…

Si parte a vettura carica, elettricamente parlando, per prendere subito il tratto autostradale, che ho percorso in Mode Sport. Panamera, da sempre, è un salotto di lusso, un’icona del comfort e sembra ripetitivo dirlo ma è proprio così! Come le altre Panamera, anche questa 4 E-Hybrid è decisamente lunga, grande, capiente ma, una volta saliti a bordo, tutto ciò che esiste all’esterno viene diluito nel silenzio dell’abitacolo.

Abitacolo silenzioso e insonorizzato al 100%

Le sedute comode, la perfetta insonorizzazione non sono plus opzionali per Porsche ma “regole d’oro” da rispettare: la percezione a bordo è di perfetto isolamento dal mondo esterno, anche se, a ricordarmi che siamo sempre seduti sul sedile di una Porsche, ci pensa questo bellissimo e tonico V6 benzina, motore biturbo che consuma poco e fa davvero forte in barba ai 2700 kg a vuoto di questa R-Hybrid.

Si parte sempre e solo in elettrico con la percezione di una spinta tonica ed immediata, quasi aggressiva se si spinge a fondo il pedale del gas; a prescindere dal Mode selezionato, la “forza mix” propulsiva tra endotermico ed elettrico è impressionante per capacità e coppia disponibile, con un consumo altrettanto sorprendente in termini di spazio da poter percorrere… In Mode Spor/Sport Plus c’è energia “in regalo” fin da 1500 giri e, l’azione del biturbo, si avverte dolce ai bassi regimi e più marcata ai medi con tendenza ad aumento della spinta dopo i 4500 giri indicati.

Io mi diverto alla guida, lei (la batteria) si ricarica!

Tengo d’occhio il display per informarmi sullo stato di carica della batteria, che si ricarica in decelerazione, anche se in autostrada viaggio in Sport e quindi con tutta la forza e l’anima sportiva Porsche che si sviluppa sulle quattro ruote.

Stabile alle alte velocità, sente zero il vento laterale così come puoi impostare le traiettorie rapidamente grazie ad uno sterzo progressivo ed assolutamente preciso. C’è poco “caricamento laterale” della vettura nei curvoni in appoggio e Panamera è sempre incollata a terra con un grip eccellente, merito della trazione integrale ma, soprattutto, di un grande equilibrio globale.

Spinta sempre tonica ed omogenea del sei cilindri by Porsche

La spinta del 6 cilindri è tonica già a 1500 giri per poi irrobustirsi verso i 3000 giri, area da dove la spinta diventa molto consistente per dare il meglio di sé dopo i 5000 giri, zona dove il sound del motore entra nel cuore di chi guida… Ecco il casello: usciamo per prendere la statale innevata, quasi un rischio guidare in simili condizioni ma momento giusto per tracciare un quadro del funzionamento reale della trazione integrale.

Trazione integrale impeccabile, aderenza 100%

Il sistema PTM, come detto altre volte, funziona benissimo: la trazione è sempre costante laddove altri iniziano ad accusare problemi di aderenza. Merito pure del sofisticato sistema elettronico legato alla gestione dell’assetto/trazione delle ruote, di un differenziale sempre affidabile oltre che di un’impronta a terra importante che certo aiuta. Con tanta neve la sensazione è quella di un’aderenza costante, puntuale, anche sotto curva, con un controllo sempre perfetto sia dell’accelerazione in uscita che della frenata in ingresso.

Guidare in scioltezza anche con tanta neve non è mai stato così facile

Pure sul guidato Panamera 4 E-Hybrid ha un comportamento eccellente: aderenza, trazione e cambiata sono sempre in perfetta simbiosi anche nei Mode più “spinti” quali Sport e Sport Plus, che certo non sono del tutto indicati in queste condizioni di fondo molto innevato.

Arrivo in prossimità dell’Agriturismo Walden e devo immettermi su una stretta stradina in discesa: regna la neve ed anche in discesa, la vettura è perfettamente gestibile se parliamo di frenata ed intervento dell’ABS; anche le ripartenze da fermo, nel fare manovra con ghiaccio a terra, risultano easy, ovvero senza il minimo pattinamento delle ruote e questo rende bene l’idea sì come siano “affiatati” cambio e frizione legate alla trazione integrale. Qualche foto e riparto per la parte più guidata del mio percorso…

Anima Porsche, lei ti aspetta. Sempre!

Serie di curve, “esse” veloci, l’anima Porsche esce allo scoperto! Qualche sovrasterzo di potenza ci sta tutto, anche se i “controlli elettronici” fanno si divertire ma fino ad un certo punto, perché quando la derapata diventa eccessiva, l’intervento elettronico è secco e deciso. Panamera frena di brutto: vanta un impianto progressivo e decisamente potente, quasi invasivo nelle staccate più aggressive perché fermare questa massa richiede un impianto forte ma modulabile, specie quando a terra c’è neve e ghiaccio. Certo avrei preferito provare questa E-Hybrid in altre condizioni, ma, alla fine, ho scoperto un “pacchetto” tecnico unico, pieno di innovazione e divertimento.

Spinta aggressiva dei 462 Cv globali, ben addolciti nei Mode “meno sportivi”, frizione dal funzionamento eccellente legato soprattutto alle fasi intermedie di cambiata (dove quasi non si avverte il cambio marcia), possibilità di boost tutto d’un fiato per mezzo del pulsante sul volante, grande tenuta trasversale, coppia abbondante ed elettronica sempre “presente” ed ancora, una trazione integrale unica e che infonde sicurezza anche quando il manto di asfalto è coperto dalla neve e, infine, una vera plug-in che garantisce autonomia e ricarica veloce.

Porsche Panamera 4 E-Hybrid infine, oltre ad essere elegante e “globale” rinnova ogni giorno il desiderio di viaggiare puliti, specie quando siamo entrati nei piccoli centri urbani durante questa prova. È quindi rispetto per l’ambiente ma, soprattutto, la sua anima ribelle è solo nascosta dall’escursione lineare dell’acceleratore…

INTERVISTA A JENNIFER: IL NOSTRO MODO DI FARE BIO

Come nasce la vostra struttura, da quale idea?

Nel 1983 i miei genitori comprarono questo terreno. La casa era un rudere ed i campi incolti. Allora si erano ispirati ad un’esperienza di vita di Henry D. Thoreau, un filosofo e naturalista americano che visse per un periodo della sua vita in completa autosufficienza. Così anche per loro l’idea di base della loro scelta di vita è stata essenzialmente quella di creare un luogo dove poter vivere il più possibile in autosufficienza e a stretto contatto con la natura e con ciò che essa ci dona. Negli anni la struttura è cresciuta sempre di più, pezzo dopo pezzo, fino ad arrivare a quello che è Walden oggi. Io e Stefano portiamo avanti quello che loro hanno creato, sia in termini di lavoro che di concetto, aggiungendo sempre più anche la nostra impronta e le nostre innovazioni  

Due parole sul vostro concetto di BIO…

Biologico è tutto ciò che esclude prodotti di sintesi chimica, ma ammette prodotti di origine organica. Guarda al suolo non come una fonte da sfruttare e depauperare ma come un organismo vivo, una risorsa da mantenere e da lasciare alle future generazioni più in salute possibile per poter produrre alimenti sani ed al minor impatto ambientale possibile.

BIO vero, BIO presunto: sono in molti a gridare al biologico, voi cosa fate per rendere questo concetto vivo nella vostra azienda?

Biologico è per noi una scelta e non un business. Cerchiamo di trasmettere la nostra passione agli ospiti e agli acquirenti dei nostri prodotti facendogli vedere l’azienda e come lavoriamo, mettendo a loro disposizione l’orto ed i relativi prodotti e trasformando le nostre produzioni all’interno del ristorante così da poter loro trasmette la qualità. Cerchiamo di far passare il concetto che l’agricoltura convenzionale non è sostenibile e che la nostra è una scelta di coscienza e non dettata dal denaro.

Come si sviluppa il lavoro da Walden?

A Walden lavoriamo e viviamo principalmente noi due, Jennifer e Stefano. I genitori di Jennifer sono molto presenti, sia nel lavoro che nella progettazione di nuove idee, ma soprattutto nel supporto e nell’insegnamento di valori e conoscenze. Con noi, ogni stagione primavera-estate (principalmente) lavora un cuoco che si occupa della gestione del ristorante. Ogni tanto ci capita di ospitare altre persone (sia di famiglia che non) che ci aiutano a svolgere i vari lavori in azienda, in cambio di vitto e alloggio.

Cosa si produce a “casa vostra” e quali animali allevate

Produciamo olio extra vergine di oliva, farro, che facciamo trasformare anche in pasta e farina, ortaggi e frutta, marmellate, uova e carne di bovino. Alleviamo asini, vitelli, galline e piccioni.

Che tipo di clientela arriva da voi?

La clientela maggiore è costituita da famiglie con bambini piccoli. La nostra struttura è molto alla portata di bambini, cosi che le famiglie possono godere al massimo di questa avventura. Ospitiamo anche spesso gruppi grandi dato che abbiamo appartamenti spaziosi e molti posti letto. La struttura è anche molto indicata per svolgere seminari e ritiri di ogni genere, che possono anche sfruttare gli spazi esterni per le attività.

Il periodo migliore per visitarvi?

I periodi in cui lavoriamo principalmente sono in primavera ed estate ma anche l’autunno riserva delle bellezze uniche nel nostro territorio e nella nostra struttura.  Il periodo migliore? Ogni stagione ha il suo fascino. La primavera è indicata per godere al massimo della natura circostante, l’estate per la piscina, il relax e le attività estive, l’autunno per le passeggiate, i prodotti novelli come l’olio, il vino, i funghi, le mele, e infine l’inverno per ritirarsi in riposo dalla vita frenetica delle città, per fare ritiri e seminari o corsi di cucina.

Novità per la stagione 2018?

Quest’anno abbiamo l’onore di ospitare un ottimo chef della zona, che gestisce il nostro ristornate. Inoltre, abbiamo messo in rete la nostra azienda per poter offrire a persone interessate un’esperienza da noi in cambio di vitto e alloggio, proprio per poter condividere la nostra vita e le nostre esperienze quotidiane e poterne ricevere di altre, come una sorta di scambio che crea ricchezza personale e di comunità

INFO WALDEN: http://www.fattoriawalden.it/

(Foto LEONARDO DI GIACOBBE)

Andrea Di Marcantonio

Andrea Di Marcantonio

“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, un mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale e sull’impatto fotografico delle prove e questo da sempre. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Leonardo Di Giacobbe, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Un modo diverso di raccontare le cose, un modo originale nella ricerca delle location: tutto questo sono io ed è ciò che sono per offrire una lettura più dinamica e coinvolgente. PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”