PROVA: IL NUOVO CAPTUR BY RENAULT

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La nuova generazione di Renault Captur sorprende per stile rinnovato e grande dinamismo. Il motore dCi da 110 Cv consuma poco e soddisfa per fluidità ed utilizzo…

Quando mosse i primissimi passi sul mercato, Captur by Renault regalò qualcosa di più che un altro Crossover nella già lunga lista dei disponibili. Stile, personalità, spazio per tutti, guida piacevole e molta “sostanza”, erano solo alcune delle peculiarità legate a Captur, che certo trovò immediato consenso come dimostrano le oltre 215.000 unità vendute in tutta Europa.

Il segreto di Captur è stato quindi un “contatto” molto più diretto con chi lo vive, ogni giorno: in città, sui percorsi extraurbani o durante un viaggio, perché nel suo DNA c’è molto se parliamo di vivere il concetto, nemmeno troppo astratto, dell’auto “totale”.

E siamo quindi alla logica ed attesa evoluzione del Crossover Renault, oggi decisamente più distintivo e forte di tecnologie di bordo che ne elevano il gradiente di fruibilità ed uso quotidiano. Cambia molto: esterni, interni, dotazioni stile ma rimane per incisa l’idea nativa del divertimento da condividere…

Nuovo Captur si presenta quindi con 4 nuovi colori per la carrozzeria, ben 6 per gli interni con un range “acuto” di ben 30 allestimenti, con la possibilità di variare l’inserto della modanatura laterale oltre al profilo dei cerchi ruota in 5 varianti, un modo per rendere ancora più esclusivo e personale il proprio Captur…

“Captur è stato il primo veicolo della nuova gamma Crossover di Renault – spiega Mario Polla Capo Progetto Design Nuovo Captur -. Era importante farlo evolvere esternamente e riavvicinarlo al resto della gamma, Kadjar e Koleos. L’interno è diventato ancora più qualitativo, passando dalla plastica iniettata a materiali “soft touch”. Le scelte in termini di colori e materie diventano quindi più raffinate”…

Esterno che cambia grazie ai fari “Pure Vision”…

Come già accade per le novità della gamma Renault, anche Captur monta i nuovi proiettori “Pure Vision” full LED, elemento che migliora visibilità e quindi maggiore sicurezza (luce meno fastidiosa per chi viene investito dal fascio di luce) anche grazie alle grintose luci diurne integrate nel paraurti anteriore; linea di luce che troviamo pure sui gruppi ottici posteriori. Esteticamente, nuovo Captur, va sempre più verso il design frontale della gamma SUV Renault (Kadjar per intenderci), da cui eredita il profilo cromato che sottolinea lo stile “pungente” del Crossover francese.

Qualità dentro l’abitacolo e se vorrete c’è il tetto in vetro…       

Per chi lo desidera, c’è pure il tetto in vetro fisso mentre la vera scoperta sono gli interni soft touch: Captur cambia soprattutto nell’aria di vita vettura, ovvero l’abitacolo, proprio per rendere l’esperienza di guida ancor più sorprendente. Raffinati e delicati al contatto, spiccano le tinte sobrie degli interni, il nuovo volante con pelle pieno fiore del rivestimento a seconda dell’allestimento.

E cambia pure il design della leva cambio, più deciso ed “attualizzato”, così come scopriamo che i nuovi pannelli delle porte sono stati ridisegnati per accogliere i comandi, mentre le luci di cortesia singole sono LED. Ed infine anche i sedili sono forti di nuove sellerie per “accogliere” chi guida anche per ciò che concerne il supporto laterale legato al “contenimento” della fascia centrale del busto.

Tecnologia che serve gli occupanti al meglio…

Musica di alto livello a bordo grazie all’impianto Bose con 6 casse e subwofer, tre sistemi multimediali con R&Go (smartphone che si trasforma in tablet connesso), SMART NAV Evolution (sistema multimediale completo) R-LINK Evolution (applicazioni Android Auto che grazie allo schermo da 7” sfrutta le app del proprio smartphone). E non manca l’altra novità, ovvero il sensore angolo morto Blind Spot, Warming che si aggiunge ai sensori anteriori, alla Parking Camera e l’Easy Park Assist

Il nostro Captur risponde all’allestimento Hypnotic con colore Be Style Marrakech (prezzo 23.700,00 euro Iva e messa su strada incluse) che prevede: accensione automatica fari e sensori pioggia, alzacristalli elettrici, attacchi ISOFIX, utile cassetto Easy Life Red, cerchi diamantati Black da 17”, clima automatico, Cruise Control, Easy Acces System II, ECO Mode, fari diurni LED, fendinebbia Cornering, interni Color Red, Pack Extended Grip, Pack Sky ant. e post. Parking Camera con sensori parcheggio posteriori, Privacy Glass, retrovisori pieghevoli elettronicamente, ruotino scorta, R-LINK con cartografia Europa, volante in pelle con inserti Carbon Look.

6 motori per 1000 esigenze…

Sono ben sei le motorizzazioni disponibili per Nuovo Captur: il nostro diesel dCi da 110 Cv con cambio manuale a sei marce, un dCi da 90 Cv adatto quindi alla fascia dei neopatentati, disponibile anche con trasmissione automatica, ed i due benzina ad iniezione diretta TCe turbo da 90 e 120 Cv, quest’ultimo capace di erogare 205 Nm di coppia da 2000 giri.

Il dCi da 110 Cv (che ha fatto un grande salto di qualità se parliamo di ottimizzazione dei già bassissimi consumi) del test vanta un quattro cilindri “ottovalvole” da 1461 cc la cui potenza è come detto di 110 Cv a 4000 giri con valore di coppia di 260 Nm a 1750 giri e funzione recupero energia in frenata.

Questo propulsore (previste 3 Mode di guida, con l’aggiunta del tasto ECO) è forte di un’erogazione incredibilmente pulita e lineare e questo è soprattutto dovuto alla turbina a bassa inerzia che “lavora” già a bassissimo numero di giri, incrementando così non solo l’utilizzo motore ma pure prestazioni e tiro sempre costante.

COME VA: fluida e gentile, accoglie sempre con gusto…

Entrare a bordo della Nuova Captur significa entrare in contatto con un veicolo accogliente, comodo, ben insonorizzato oltre che particolarmente capiente. Si nota il lavoro di “massimizzazione” degli spazi e lo sfruttamento ancor più mirato delle zone di accoglienza, come ne caso del cassettino estraibile fronte passeggero, molto profondo ed in grado di stivare un bel po’ di oggetti ed oggettini.

Fronte visivo molto ampio…

Si scopre che i materiali della plancia sono ora molto più raffinati e piacevoli al tatto e viene così “abbandonata” per sempre quell’idea di elementi “plasticosi” presenti sulla precedente versione. Il posto di guida è molto comodo, con la seduta regolabile e tanto spazio per gli occhi di chi guida che avrà sempre un fronte visivo ampio e “sincero”. Anche il resto delle sedute posteriori sono comode e c’è spazio per le gambe con l’effetto positivo della seduta alta che è poi il punto forte del Crossover Renault.

Di spazio ce n’e tanto anche per caricare o stivare cose e questo è buona cosa per chi ha famiglia e figli al seguito… Bello il dualismo eclettico di Captur: veicolo che piace alla famiglia ma pure al single o ai più giovani e questo è il grande segreto della stirpe Captur se vogliamo, un perfetto dualismo che mette d’accordo un po’ tutti!

L’insonorizzazione che fa la differenza..

L’ottima insonorizzazione interna, rende il viaggio molto piacevole: pochi rumori aerodinamici, zero fruscii, nessun contatto fastidioso con l’esterno, cosa che è pure merito di un’azzeccata architettura legata allo schema sospensioni. Scopro con grande piacere che Renault ha lavorato moltissimo sull’accoppiamento dei materiali ad esempio, così come sulla silenziosità degli interni, tutti fattori che non possono essere più “opzionali” oggi…

Sterzo morbido e sospensioni ben tarate per la città…

Su strada piace lo sterzo morbido anche se non troppo diretto che però facilita ogni manovra cittadina, dove Capture si muove con grandissima disinvoltura e dinamismo; le sospensioni funzionano davvero molto bene ed assorbono alla grande tutte le asperità, senza mai restituire bruschi picchi al telaio vettura. In città il filtraggio è decisamente superiore alla norma mentre nella guida extraurbana si apprezza la regolarità nell’escursione anche se c’è un po’ di rollio, un pelino eccessivo nella guida su strade di montagna.

Prossima versione, via i tamburi dal posteriore!

La frenata è sempre molto ben bilanciata anche se, personalmente, eliminerei quel tocco di passato. A cosa mi riferisco? Alla presenza, poco gradita a mio avviso, della coppia di tamburi posteriori che certo sono un po’ passati nei moderni schemi legati agli impianti frenanti; opinione personale ovvio, anche perché l’impianto di Captur funziona in modo progressivo ed abbastanza modulabile, anche se soffre un po’ su strade con forti discese, magari nel discendere da un passo montano, cosa che ho scoperto personalmente.

Nelle frenate più decise c’è un eccessivo trasferimento di carico sull’anteriore – specie a vettura scarica – ma, d’altra parte, Renault ha scelto il comfort assoluto e quindi ci sta questo comportamento…

Motore, spazio alla fluidità di guida…

Il dCi da 110 Cv invece è un portento di fruibilità: da 1500 giri tira via bene con una coppia ed una presenza motore davvero entusiasmante, merito della turbina a bassa inerzia oltre che di rapporti del cambio ben spaziati ma senza eccessivo “salto” nel range di giri.

E’ un quattro cilindri splendido da guidare, fluido e pastoso, capace di “chiedere” la marcia successiva a bassissimo numero di giri, oltre al fatto di essere dotato di una coppia costante lungo tutto l’arco di utilizzo, a partire da 1500 giri. A 2000 giri chiede già la marcia successiva, mentre sorprende la sua pastosità che genera consumi sorprendenti, bassissimi, che fanno apprezzare ancor più il “pacchetto” Captur.

E’ pronto alla minima sollecitazione del pedale gas ed è dolce anche in Mode ECO, che “spezzetta” le performance motore quasi di un terzo; l’arco di utilizzo quindi è ampio, così come è buona l’accelerazione e quel pizzico di “schiena” che non guasta mai. Tra 2500 e 3500 giri il meglio con una coppia robusta ed un’ottima trazione, di quelle che ti fanno uscire forte dalle curve, a patto di anticiparne un pelino l’ingresso, vista la percettibile tendenza ad allargare le curve.

Bene nei cambi destra/sinistra, se non per il già citato ed eccessivo rollio, mentre mi è piaciuto il “legame” stretto che esiste tra pilota e vettura, ovvero un feeling di guida molto istintivo e naturale.

(Foto LEONARDO DI GIACOBBE)