PROVA: Rieju Marathon 125 Competition

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Rieju 125 Marathon Pro, piccola, divertentissima grande enduro che regala tante emozioni al neofita…e all’esperto.

Nonostante i “venti di crisi”, il settore offroad sembra tener botta in modo importante. Questo perché, alle spalle dei numeri positivi relativi al venduto, il fuoristrada conserva attivo quel profilo vincente di disciplina poco costosa, divertente, formativa oltre che tecnicamente validissima. Se poi scendiamo più nel dettaglio, si scopre che, proprio le cilindrate “entry-level”, sono quelle maggiormente affollate e questo anche in funzione di categorie (e regolamenti nel racing) che oggi favoriscono l’accesso dei giovanissimi alla specialità.

La 125 cc quindi ne è la rappresentante migliore, specie se parliamo di piccole enduro: sono parecchie quindi le aziende italiane e non che hanno a listino queste ribelli ottavo di litro, oggi decisamente raffinate, aggressive nel design e dotate di motorizzazioni – nella maggior parte dei casi – affidabili e tutte quattro tempi, che possono essere potenziate con appositi kit motore o di maggiorazione della cilindrata nel caso la moto finisse in mani…adulte.

E’ il caso della spagnola Rieju che, con questa intrigante Marathon Pro 125 Competizione (5.662,00 euro iva compresa il suo prezzo), si affaccia sul mercato italiano con un prodotto valido e decisamente all’altezza dell’enduro non solo hobbistico, ma con qualcosa di più nel proprio DNA che può essere sfruttato anche da piloti Over che non vogliono “buttarsi” sulle 250 quattro tempi. Il marchio Rieju in Italia poi, vanta una rete vendita di 120 concessionarie sparse a macchia di leopardo sul nostro territorio e tutto questo è stato fatto in un tempo relativamente breve, visto che, questa Azienda, ha posato le proprie radici in Italia dall’ottobre del 2007.

Una vera, piccola Enduro…

Spicca l’abbinamento cromatico bianco/verde sulla Marathon 125 Pro oltre ad un design particolarmente aggressivo e decisamente convincente; lo si nota dai più piccoli particolari tecnici o dalle soluzioni di assemblaggio della moto, come nel caso della componentistica, raffinata e “specifica” o per la buona qualità dell’assemblaggio globale o per il piccolo ma generoso propulsore da 125 cc, in questo caso dotato di parti speciali, up-grade tecnico per agguantare quella manciata di cavalli in più…

Trattiene l’occhio sulla zona anteriore il parafango – dal design inusuale – a doppia curvatura squadrata che ben si abbina al poco convenzionale gruppo ottico anteriore, dotato di parabola (anche in questo caso) di forma poco comune. Alle sue spalle un piccolo display digitale su cui si possono leggere alcune informazioni tecniche mentre le forme esili delle tabelle porta numero, sono quasi un tutt’uno con il corto parafango posteriore, dotato di porta targa finalmente in stile enduro… ovvero che non perderete nemmeno nel’off-road più tosto!

Ciclistica raffinata, da vera enduro no-compromise

Cosa rende la Marathon 125 Pro Competizione così appetibile? Certamente le caratteristiche tecniche, parte dei suoi pregi, ma anche dimostrazione che anche su una entry-level si può offrire quel di più all’utenza, quel plus che può fare la differenza…

Il telaio vanta una struttura a doppia culla perimetrale in acciaio (con montanti che tagliano trasversalmente la moto abbracciando il motore) ad elevata resistenza con quote “agili”, ovvero interasse pari a 1395 mm. Nel tratto superiore le travi discendono “nascondendosi” in parte dietro due convogliatori squadrati per poi “trasformarsi” in doppia culla in tubi nella zona inferiore del motore. Quindi, con i suoi 109 kg a secco, la Rieju Marathon Pro è una moto molto ben proporzionata oltre che non “eccessiva” nel peso globale.

Forcella Marzocchi, tocco made in Italy…

La forcella è una Marzocchi rovesciata da 41 mm, pluriregolabile, inserita all’interno di piastre che la serrano attraverso otto bulloni montati sul taglio trasversale dell’elemento di supporto; rimanendo sulla zona anteriore, si nota il disco wave Galfer da 300 mm che viene rallentato da pompa radiale e pinza a doppio pistoncino. Non mancano poi  il manubrio Lionelli senza traversino (e dalla particolare piega “enduro”) ed il paramotore, entrambi in leggero alluminio.

Sul lungo forcellone poi, trova posto il mono full regolation OLL con sistema PRS (Progressive Racing System) che lavora per mezzo di leveraggio progressivo. Anche dietro infine, lavora un disco wave Galfer da 220 mm con pinza monopistoncino. Nota importante è la capienza del serbatoio, da 6,4 litri il che significa grandissima autonomia per le uscite enduro, senza la preoccupazione di scovare un distributore aperto… Questo anche in virtù dei bassissimi consumi del mono Yamaha/Minarelli da 12 cc.

Cuore Yamaha/Minarelli e kit upgrade…

Affidabile e performante quanto basta, la piccola ma generosa unità motrice della Marathon 125 Pro, è forte in questo caso di uno step di preparazione che viene fornito proprio specificatamente per questa versione Marathon.

Il monoclindrico Yamaha/Minarelli WR base vanta raffreddamento a liquido, cilindrata di 124,45 ottenuta da valori di alesaggio pari a 52×58,6 mm (quindi si tratta di un super quadro), corsa lunga quindi che consente maggiori riempimenti “caricando” la zona di alimentazione anche in funzione del rapporto di compressione std pari a 11,2:1.

Altre caratteristiche sono la distribuzione “quattrovalvole”, comandate da un monoalbero in testa OHC, l’alimentazione con carburatore Keihin CVEK da 30 mm, l’avviamento elettrico, il cilindro in alluminio DiASil, cambio a 5 rapporti e frizione in lega leggera a dischi multipli in bagno d’olio. Il peso del motore con olio infine, e di 27 kg.

Ma Rieju per la Marathon offre molto di più in termini di prestazioni assolute… Infatti, su questo modello, è previsto un kit “app” tuning con parti speciali che riguardano il nuovo pistone  forgiato ad alta compressione – che porta il ratio da 11,2 a ben 11,7:1 –  e la rimappatura della centralina; risultato? 23 CV a circa 10.000 giri contro i 15 Cv erogati a 9.000 giri della versione std. Non manca lo scarico catalizzato Leovince… E, una volta in sella, la differenza si nota eccome!

COME VA: buon bilanciamento globale, facile ed intuitiva

La posizione di guida della Marathon 125 Pro è realmente in “assetto” con le migliori enduro della specie: il manubrio largo dalla particolare piega, l’altezza sella posizionata a 900 mm e le pedane a 300 mm da terra, la rendono fin dal primo approccio molto convincente anche ai più smaliziati. In sella si sta a proprio agio, con le ginocchia che abbracciano i convogliatori (la posizione non è mai forzata) ed i piedi che possono spingere alla grande sulle pedane, larghe e disegnate per garantire sempre grip, anche in presenza di fango avvolgente…

La sella poi, grazie al tessuto antiscivolo, diventa il “luogo” dove riposarsi nei tratti di trasferimento, visto il buon contenimento e la spugna mai troppo dura. La 125 by Rieju si comporta bene sia sul fettucciato che all’interno di tracciati enduro in mezzo ai boschi con il risultato di una guidabilità molto intuitiva, fattore primario per i neofiti anche se, una moto facile da guidare…facilita il divertimento in sella ed aumenta il feeling di guida e quindi la voglia di forzare il proprio ritmo.

Ciclistica ok sul fettucciato guidato, un po’ meno sul veloce

Marathon significa anche fatica, sudore, tante ore in sella… Così, il comportamento della ciclistica diventa fondamentale sia per i tempi sul giro, sia per “diluire” la fatica giro dopo giro lungo un fettucciato guidato o in condizioni di guida percorsa a manetta. Così questa moto, offre il massimo della soddisfazione su un percorso guidato, fatto di curve strette, in sequenza, di quelle che rompono il fiato tanto per capirci.

L’assetto globale è molto morbido e questo a volte non facilita la guida sul veloce, specie in presenza di buche in sequenza; la forcella da un lato assorbe bene le asperità sul guidato ma dall’altro non gradisce i tratti sconnessi percorsi ad andatura molto sostenuta e questo nonostante qualche piccolo intervento sui valori di taratura idraulica. Tutto questo con la forcella posizionata a “filo” della piastra di sterzo.

Cambiano le cose dando carico all’avantreno

Le cose sono un po’ cambiate, specie in inserimento curva, sfilando gli steli di circa tre millimetri e la moto ha guadagnato in reattività in inserimento e cambi traiettoria. L’avantreno così è diventato più sincero, sempre su sequenze attaccate di curve, più vincolato al terreno e decisamente più facile da gestire dentro i canali.

Sul veloce invece, rimane forte quella sensazione che l’idraulica non sia in grado di “seguire i movimenti” del terreno, cosa molto più accentuata davanti che dietro, dove il mono, dopo qualche affinamento di setting idraulico, ha risposto meglio alle sollecitazioni dinamiche.

Riassumendo, la forcella della Marathon può andar bene sul guidato o in tutte quelle situazioni dove non sia presente un allungo veloce con buche di una certa entità. Ma anche sui salti il comportamento non è così neutro, tanto che, spesso, la forcella “soffre” un po’ sui salti, dove se ne avverte il limite di idraulica.

La moto comunque va guidata… Per cui anche se si tratta di una 125 cc, si deve stare in sella in modo deciso, forzando gli ingressi, appoggiandosi senza timore ed entrando nei canali senza troppo rispetto, solo così la Marathon regala il meglio di se, anche in virtù di un motore che certo non eccelle per coppia ma che è in grado di trasferire a terra tutto quello che serve per divertirsi…

Sul giro questa moto diverte però: aiuta molto la posizione di guida, specie nei “trasferimenti” di carico, quando in ingresso ad esempio ci si butta sul tratto iniziale della sella; questa moto sente molto lo spostamenti dei pesi, la pressione sulle pedane e guidando con la giusta tecnica ogni situazione è affrontabile al meglio che sia una pietraia o un’insidiosa mulattiera o una ripida salita.

Ed anche l’impianto frenante offre un  grandissimo supporto: modulabile e potente l’anteriore è molto efficace anche nelle frenate decise all’ultimo metro mentre quello posteriore risulta un po’ “invasivo” non per difetto ma per eccessiva forza frenante.

 Motore “in grande forma”, si guida sempre a gas aperto!

Questo 125 così potenziato ha realmente un bel caratterino tutto da scoprire: l’erogazione è molto lineare e fluida se rapportata alla ridotta cubatura ed il 125 Yamaha/Minarelli “espone” tutto quello che ha senza ritegno. Va guidato con il gas sempre in mano, sempre a “battuta” e solo così è in grado di tirarvi fuori da ogni situazione enduro. La spinta c’è e si avverte specie ai medi ed alti regimi, mentre “manca” un po’ sotto ma la cosa è del tutto normale per questa cilindrata.

Con il kit quindi si sente la differenza di grinta, specie “sotto”, quando riprendi in gas in mano all’uscita di una curva stretta ed il divertente è che, i suoi 23 Cv dichiarati, mai mettono in crisi la ciclistica perché il compound è molto ben bilanciato. Questo 4T quindi garantisce una guida brillante ed un tiro accettabile un po’ a tutti i regimi, che poi è l’elemento di forza di questa moto ma soprattutto del kit Rieju.

Le marce si innestano uno dopo l’altra e solo in scalata si avverte una leggerissima difficoltà nel passare al rapporto inferiore, mentre la frizione è realmente instancabile, nemmeno dopo averla strapazzata per bene come aiuto a salire di giri in condizioni di terreno difficile.

Foto Diana D’Angelo