PROVA: YAMAHA FZ8 THE SPORT NAKED

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La Yamaha FZ8 raccoglie tutta l’aggressività del segmento R Series: una naked d’attacco caratterizzata dal suo quattro cilindri da 799 cc capace di prestazioni, coppia e fluidità di guida. E poi la super ciclistica con telaio Deltabox…

Il segmento naked gode ormai di un giudizio positivo dell’utenza e questo perché, con il trascorrere degli anni e quindi dei modelli, il settore stesso si è evoluto non poco, tanto da “frammentarsi” ulteriormente in nicchie nella nicchia… E’ il caso delle sport-naked, moto dal carattere forte, dall’aspetto aggressivo ma, soprattutto, caratterizzate da un design altamente ed emotivamente coinvolgente.

Tutto questo ha permesso un “travaso” tecnico proveniente dal segmento Supersport, leggermente addolcito se parliamo di prestazioni assolute, ma, nella sostanza, forte dell’esperienza tecnologica di motorizzazioni, ciclistiche ed impianti frenanti, forgiati per emozioni forti…

Identità e DNA racing…

E’ il caso della Yamaha FZ8 ABS, sport-naked di alto livello tecnico, che accoglie tutte le sfide se parliamo di prestazioni e guidabilità senza dimenticare il concetto chiave legato alle “infrastrutture tecniche” di cui la FZ8 fa uso in abbondanza.

Propulsore derivato dalla R-Series, telaio sportivo Deltabox, impianto frenante da riferimento, prestazioni elevate grazie all’elevata coppia e fruibilità del motore Yamaha; queste sono alcune delle “posizioni” chiave su cui nasce il concetto della FZ8, modello che oggi vanta l’ABS opzionale, nuove sospensioni regolabili, scarico di design ancor più accattivante ed un design no-compromise che non lascia dubbi circa la sua forte identità racing…

Design accattivante, forme taglienti, ovunque…

Il mix è tra i più riusciti della categoria. E questo è un fatto concreto… La zona anteriore della FZ8 esprime molto il concetto di taglio sportivo, tanto che le masse sono tutte spostate sull’anteriore: il proiettore dalla forma slanciata e che si apre verso l’esterno, l’assenza di una qualsiasi forma di protezione aerodinamica, la forcella con foderi verniciati in nero ed il piccolo parafango avvolgente a filo ruota, mostrano tutto l’aspetto aggressivo di questa naked molto particolare; spicca inoltre il grande radiatore a sviluppo orizzontale che lascia poi posto ai quattro collettori di scarico, che scendono “decisi” verso l’area inferiore della FZ8.

Il serbatoio (da17 litri) ha forma irregolare e si presenta imponente nella fascia anteriore e ben più rastremato nella zona di contatto delle ginocchia; la sella è bassa e larga (l’altezza da terra è di 815 mm) ed il “salto” con la zona passeggero non è poi così eccessivo, a dimostrazione che la FZ8 punta tutto sulla “condivisione fisica” dei suoi occupanti…

Propulsore a vista bicolore e nuovo scarico: mix estetico di potenza…

Il quattro cilindri Yamaha è montato in alto, come accade per tutta la R-Series, mentre il telaio Deltabox, imponente e massiccio, unisce i due aspetti della FZ8, ovvero prestazioni del motore e ciclistica di alto livello.

Particolare l’idea di abbinare la stessa colorazione per i coperchi delle teste e dei cerchi, un po’ come unire i due mondi delle performance stessa, motore per emozionarsi, ruote per piegare forte e la FZ8 in effetti è tutta racchiusa in questi due semplici concetti chiave… Molto bello a mio avviso ed azzeccato il nuovo scarico, voluminoso da un lato ma anche molto accattivante se parliamo di design estremo.

4 cilindri made in Yamaha, 106,2 Cv, erogazione istantanea

I 799 cc (68×53,6 mm le quote vitali) spingono la FZ8, cubatura ideale per ottenere coppia, fluidità e potenza quanto basta; 106,2 Cv erogati a 10.000 giri ma, soprattutto, un valore di coppia molto “pieno”, con i suoi 82 Nm a 8.000 giri. Ma cosa ha di particolare questo propulsore?

Di fatto l’elettronica la fa da padrona, come accade ad esempio per la farfalla secondaria a gestione elettronica che, abbinata a quella principale, rende l’erogazione molto più fruibile e “ricca” fin dai regimi più bassi; e poi l’air-box da quasi 8 litri con collettori di aspirazione a lunghezza differenziata con quote di 125 mm per i cilindri 1 e 4 e 150 mm per il 2 e 3 e questo a vantaggio della coppia ma soprattutto della linearità di funzionamento ai bassi regimi. E poi ancora il blocco cilindri, compattissimo, i pistoni forgiati, il rapporto di compressione di 12:1 che lo rendono cattivo ai medi ma anche docile quando si guida rilassati in città…

Ciclistica: sospensioni regolabili, telaio Deltabox, cocktail perfetto…

Prima di entrare nel dettaglio tecnico su cui poggia l’intero progetto FZ8, ovvero la splendida ciclistica rivista ad esempio nelle sospensioni, va detto che la dotazione di accessori Yamaha è quanto mai ricca ed interessante; sono opzionalmente disponibili gli indicatori di direzione a led, in maniglione passeggero, un robusto portapacchi, il plexiglass Fly per quando si usa la moto sui tratti extraurbani, l’allestimento Sport e la borsa interna da 50 lt. per il bauletto. Quattro sono i colori della FZ8: Race Blu, Matt Grey, Competition White (forse il più bello ed accattivante) ed il Midnight Black.

1460 mm di interasse…ed il gioco dei cambi di direzione è fatto!

Ora passiamo alle carte ciclistiche della naked Yamaha… La FZ8 è lunga 2140 mm e vanta un interasse di 1460 mm per un peso in o.d.m. di 211 kg, sano compromesso per le prestazioni che è in grado di regalare… La forcella da 43 mm a steli rovesciati, ora è regolabile così come il mono posteriore, più a punto se parliamo di ricerca del setting perfetto.

Telaio Deltabox, Racing Series

Il telaio Deltabox in alluminio rappresenta il vero valore aggiunto della FZ8: rigido e leggero è stato progettato per una guida ed inserimenti rapidi a tutto vantaggio del divertimento di guida; verniciato in nero satinato, si “accoppia” ed integra con il forcellone in pressofuso di alluminio, caratterizzato dalla struttura asimmetrica.

L’Impianto frenante infine è da urlo: Doppio disco anteriore flottante da 310 mm con pinza a quattro pistoncini davanti, single da 267 mm ma, soprattutto, l’ABS opzionale che rende la “vita più facile” quando piove o l’asfalto si fa viscido…

Come va la FZ8…

La posizione di guida della naked Yamaha è avanzata, con il manubrio leggermente arretrato, verso il pilota, anche se il particolare posizionamento delle pedane (anch’essa leggermente arretrata) “obbliga” ad una seduta con busto non proprio eretto ma piuttosto caricato sull’anteriore; le ginocchia sono incastonate nel tratto discendente del serbatoio mentre le braccia assumono posizione angolata si, ma in modo naturale.

Quindi la FZ8 si rivela una naked comoda e questo anche per il passeggero che non è mai troppo distante da chi guida, ma, al contrario, “sente” la schiena del pilota. La protezione è – superfluo dirlo – inesistente e si è esposti all’aria in modo “massiccio”, specie quando si lascia la città per i tratti extraurbani. Qui si rivelerà utilissimo il plexiglass opzionale…

Abbastanza leggera e molto maneggevole

La FZ8 è una moto leggera da condurre anche tra le auto in città: agile già a bassissima andatura, la 800 Yamaha sa farsi rispettare per dimensioni, che però non sono mai “invadenti” e l’unico appunto da fare è forse la sensazione di peso in più nelle manovre da fermo, dettato più dall’interasse che dal peso reale della moto…

Sospensioni molto efficaci

Le sospensioni filtrano molto bene le asperità cittadine ed il nuovo setting e la possibilità di regolazione la rendono ancor più “decisa” se parliamo di ricerca della migliore taratura in funzione del percorso da affrontare; la forcella lavora molto bene, specie nei primi cm di escursione, garantendo un buon comfort anche con passeggero ma, soprattutto, una gran resa quando si aumenta il passo e la strada si fa ricca di curve. Molto buono anche il funzionamento del mono posteriore, che assicura un’ottima resa anche sulle gibbosità più estreme dell’asfalto cittadino, garantendo nel contempo un buon filtraggio ed una trazione eccellente nel “guidato”.

Per ciò che riguarda la guidabilità della FZ8, si scopre la grande maneggevolezza sul misto, suo terreno di caccia migliore; la FZ8 inoltre predilige una guida decisa ma fluida, senza spigolare troppo, quindi massimo scorrimento in ingresso, appoggio con il gas in mano e così fino a centro curva, dove dimostra buona trazione con i piolini pedane che arrivano presto a grattare l’asfalto… Stabile a media velocità codice, si fa più impegnativa al crescere di quest’ultima, mostrando un leggero ma perfettamente gestibile alleggerimento dell’avantreno, sempre preciso in ingresso con la sensazione che ne deriva di grande fiducia, anche quando si forza la staccata ed il successivo ingresso.

Impianto frenante da 10 extra!

Decisamente eccellente il funzionamento dell’impianto frenante, un 10 per modulabilità, forza frenante e rapidità di intervento; la frenata con l’ABS opzionale poi, è ancor più sicura ma senza rinunciare a quel mordente che deve essere nel DNA della FZ8… Si può staccare davvero brutalmente, perché i trasferimenti di carico non sono mai eccessivi ma, al contrario, la frenata è sempre molto ben bilanciata. Buono anche il funzionamento del single posteriore, mai invasivo ma valido partner per rallentare o “direzionare” la moto quando si entra forte in curva.

Motore corposo e “pieno”, sempre…

Il quattro cilindri Yamaha funziona davvero bene: potente e gestibile ai bassi regimi, si fa più “caliente” a  partire dai 5000 giri indicati, anche se una prima, timida spinta inizia poco sotto i 4000 giri; un po’ “vuoto” sotto questa soglia, fa un po’ fatica a salire con le marce alte, specie sotto i 2500 giri, ma basta scalare una marcia per ottenere quel gradiente di coppia utile all’occasione…

Poi, sopra i 6000 giri, la spinta diventa molto più consistente e così fino agli 8000, zona in cui mostra grinta si, ma con una sorprendente fluidità, cosa che non mette mai in crisi ne la ciclistica, ne la reattività del pilota. Poi, da 8500 giri, la spinta si fa più “minacciosa”, la schiena c’è e si va via così fino alla soglia del limitatore a quota 11.500 giri, anche se, il suo “tratto di utilizzo migliore”, è compreso tra i 6500 ed 10.000 giri.

(Foto Diana D’Angelo)