PROVA: YAMAHA TRICITY 155, SFORBICIATORE

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Tricity 155 Yamaha è un vero “sforbiciatore” del traffico cittadino, vanta un brillante motore 4T ed il sistema tre ruote LMW che lo rendono agile e sicuro. E questa nuova versione ne amplia gli orizzonti…

La creatività, il genio, l’essere sempre pronto a nuove scommesse sono tutti fattori che fanno parte di quella porzione di esclusività del genere umano. Ne siamo dotati tutti ma c’è chi possiede un maggior “apporto” di energie mentali e che quindi sa distinguersi tra la folla del mondo…

Idea furbissima Yamaha, il Tricity…

Quando Yamaha presentò lo scooter Tricity, si rendeva perfettamente conto che entrava in mercato aperto da Piaggio con il mito italiano MP3, ma, come spesso accade, fu strategia immediata perché l’Azienda dei tre diapason comprese subito sia la responsabilità quanto la “volubilità” del mercato scooter, sempre aperto a innovazione e tecnologia. E fu successo pieno, perché a Iwata aveva realizzato un veicolo leggero, praticissimo, forte di un design accattivante e che si sposava alla perfezione con l’atmosfera urbana…

Ed oggi arriva il 155, pronto a “sforbiciare” il traffico…

E, dopo la versione 125 cc, arriva la nuova e furbissima versione da 155 cc, spazi più aperti per lo scooter Yamaha ed ampia rivisitazione del propulsore oltre che delle performance, senza dimenticare tutta una serie di piccole e grandi modifiche che rendono decisamente più “maturo” il treruote Tricity. L’obiettivo era dare un’ulteriore e più veloce “sforbiciata al traffico cittadino, aggiungendo nel contempo maggior comfort ed una più ampia sicurezza attiva.

Ho usato il termine sforbiciare non per caso: in effetti, guidandolo, sembra davvero di usare una forbice che sa muoversi veloce nel caos cittadino, dribblando, una ad una, le zone di maggiore afflusso…

Termine condiviso da un parrucchiere professionista, Giampy Falzoni

Quindi chi meglio di un parrucchiere professionista saprebbe spiegare meglio questo concetto? Ed eccoci quindi nell’atelier del noto Master Trainer WHS Italia Lovair Giampaolo Falzoni, oltretutto appassionato delle due ruote, che ha pienamente condiviso l’idea della natura eclettica di Tricity 155:

Devo dire che questo scooter è davvero fantastico – spiega Giampaolo Falzoni – E’ decisamente elegante leggero oltre che maneggevole. Io mi muovo con un T-Max ma gli altri tre ruote precedentemente usciti non mi fanno impazzire ed invece di questo me ne sono innamorato. Si vero, l’accostamento con il mio mondo ci sta tutto e mi piace l’idea dello sforbiciare nel traffico… Quindi condivido anche perché, quando lavoro, i miei movimenti non sono mai rettilinei ma, al contrario, la forma del taglio viene data proprio da come si opera con la forbice…”

 

Ad Iwata l’hanno pensata proprio bene quindi: Tricity 155 infatti, vanta un bel po’ di novità rispetto alla versione da 125 cc. Più prestazioni del suo motore 4T Blu Core, comfort nettamente migliorato e ciclistica ridisegnata, questi i punti di forza e la ricetta Yamaha per affrontare e vincere il caos metropolitano.

Più agilità e maneggevolezza sul 155 cc…

Tricity 155 vanta un telaio molto compatto oltre che leggero e, i suoi 165 kg in odm ne sono la piena dimostrazione. Per le sospensioni, oltre al sistema Leaning Multi Wheel Yamaha che è poi l’anima del treruote giapponese, spiccano la ruota posteriore da 13” che monta copertura più larga da 130/70 e che quindi garantisce più trazione anche a veicolo molto inclinato oltre che un livello maggiore di comfort per rider e passeggero.

Davanti rimangono le stesse misure “doppie” per le coperture, ovvero 90/80 x 14” (ma le ruote sono ora più vicine una all’altra) mentre permane la doppia forcella telescopica inserita appunto nel sistema LMW. Per l’impianto frenante, oltre all’ABS/UBS (frenata integrata), tutto rimane come prima, con doppio disco anteriore da 220 mm e singolo posteriore da 230 mm. Ed è arrivato il freno di stazionamento, proprio come sul TMax.

Un vano sottosella capiente ed una sella nuova…

La sella è stata ridisegnata (il vano sottostante con luce LED ospita anche il casco integrale mentre c’è pure la presa 12V nella tasca anteriore) ed ora è più piatta e lunga e, per aumentare quel gradiente di comfort, anche la pedana ha subito qualche modifica nel suo design, questo per rendere migliore l’abitabilità globale dello scooter; quindi posizione di guida più dritta e migliore ergonomia, un modo per “attrarre” alla guida anche i meno esperti… Spazio alla libertà quindi, soprattutto in funzione e per la maggiore capienza del serbatoio carburante, elevata a ben 7,2 litri.

L’idea di design vede una maggiore compattezza dopo tutte queste piccole e grandi modifiche, specie nel retrotreno e sulla carena. C’è un nuovo proiettore anteriore a LED, mentre è davvero ricca la gamma accessori dedicati con una serie di parabrezza ed il bauletto da 39 litri. Tre le colorazioni, con Oxford Grey, Milky White e questo elegante Cyber Blue.

Un propulsore evoluto questo Blu Core…

L’evoluzione passa anche e soprattutto dalle prestazioni di Tricity 155: si tratta del 4T Blu Core da 155 cc ottenuto da quote quasi “quadre” con 58×58,7 mm per il monocilindrico SOHC “quattrovalvole” Yamaha, caratterizzato dal radiatore liquido posizionato sulla zona basse del propulsore lato destro.

Compresso 10,5:1 eroga una potenza di 11,1 kW a 8000 giri con coppia di 14,4 Nm a 6000 giri mentre l’alimentazione è con iniezione elettronica TCI. La trasmissione V-belt vanta il sistema VVA ovvero Variable Valve Actiuation che regala ottime prestazioni specie in accelerazione e consumi prossimi ai 40 km/litro!

COME VA: comodo e accattivante, sforbiciare diventa un gioco…

Tricity 155 è realmente uno scooter con la “S” maiuscola: stupiscono i suoi consumi decisamente contenuti, un peso accettabile per rider di ogni taglia, un comfort di marcia elegante e sempre ben bilanciato con le esigenze di chi lo scooter lo usa 365 giorno l’anno in città. E poi ancora piace il suo motore, brillante e capace di ottime performance, così come l’approccio con il traffico non è mai stato tanto pratico e veloce nel districarsi.

La posizione di guida è molto naturale: braccia un pelino larghe, piedi ben saldi sulla nuova pedana, sella comoda anche per il passeggero ed il giusto apporto di protezione, soprattutto grazie al cupolino che protegge bene il busto e le spalle. Direi decisamente buono il triangolo braccia/busto/gambe ideale e studiato per trascorrere parecchie ore in sella senza risentirne. A bordo c’à tanto spazio per vivere al meglio la città, quindi spazio sotto la sella oltre che nelle tasche laterali del retro scudo.

In marcia si scopre che, la cura dei 155 cc, funziona eccome: il motore è silenzioso e non trasmette vibrazioni sulla pedana anche alla massima velocità mentre l’accelerazione al semaforo è decisamente ottima così come lo spunto e la soglia tra metà e full gas.

Lode alla trasmissione, che rimane sempre perfettamente bilanciata anche dopo parecchi km, laddove le altre molto spesso tendono un pelino a calare se parliamo di accelerazione e costanza di rendimento; l’erogazione è lineare, pulita con la soglia ECO (la luce verde che indica che state consumando pochissimo) che consente buone velocità anche sui tratti di raccordo o tangenziale.

È un 4T brillante questo Yamaha, che punta tutto sull’utilizzo ai regimi bassi e medi, dove esprime carattere e fluidità che consentono sempre una guida rilassata e divertente, anche in funzione delle caratteristiche “genetiche” di Tricity, ovvero il sistema LMW con doppia ruota anteriore.

Ed è ottimo il feeling che si instaura fin dai primissimi km con questo “treruote”, forte di un’elevata maneggevolezza che consente gratificanti ma soprattutto veloci “sforbiciate” nel caso metropolitano; l’angolo di piega è elevatissimo e si arriva presto a grattare il cavalletto con lo scooter che rimane solido sull’avantreno. Proprio il davanti mi è piaciuto per la sua “sincerità tecnica”, con poca pressione da esercitare sul manubrio per farlo girare ed ancor più rapidità nei destra/sinistra nell’atto di affrontare magari una rotonda e successiva svolta.

La sensazione di sicurezza è decisamente ampia e questo è essenziale per chi si avvicina per la prima volta alle due ruote, del resto anche i sistemi di frenata combinata UBS e l’ABS funzionano egregiamente ed il rallentamento è sempre molto modulabile senza che le ruote arrivino al bloccaggio anche nelle pinzate più decise.

Per ciò che riguarda le sospensioni, anche qui c’è aria piena di equilibrio, con la doppia forcella che assorbe tutto senza mai restituire colpi sgradevoli sul manubrio ed il mono posteriore che fa bene il proprio lavoro. Anche sul pavé le cose vanno bene e certo le tre ruote in formato Yamaha aiutano nell’aumentare il gradiente di sicurezza… Ed infine in consumi, con quasi 40 km con un litro di benzina, roba da far girare la testa ai maniaci dei consumi!

INTERVISTA GIAMPAOLO FALZONI, MASTER TRAINER WHS ITALIA LOVAIR

Per te non si tratta solo di un lavoro ma di una passione vera… Due parole sul tuo percorso professionale

“Inizio questa avventura nel lontano 1985 all’interno di un parrucchiere di borgata, un modo comune credo a molti ragazzi per iniziare un lavoro. È stato molto utile questa esperienza soprattutto per il mio percorso individuale, perché mi ha fatto capire che avevo fatto la scelta giusta. Da quel momento ho frequentato altri saloni di prestigio che hanno arricchito le mie competenze ed oggi ora sono un Master Trainer sul taglio di WHS ITALIA LOVAIR. Un consiglio se posso, facciamo accademia per i ragazzi di talento.”

Una qualità che non avevi e che ha imparato grazie al tuo lavoro

“Il mio lavoro è stato determinante soprattutto sul piano della comunicazione perché ero un ragazzo timido, mentre ora riesco con successo a rendere fruibile la mia comunicazione con i clienti in primis con gli altri in generale!”

A tuo avviso, qual è il tuo plus come persona e professionista?

“Credo che il mio plus sia la specializzazione sul taglio chiaramente. Sono stati i miei lunghi percorsi di formazioni avuti con aziende top sul mercato che mi hanno permesso di raggiungere maggiore completezza sul taglio ed ora cerco di mettere a disposizione le mie competenze per i miei collaboratori”.

Che rapporto hai con in tuoi clienti?

“Direi che il rapporto con le mie clienti è molto professionale ma anche di amicizia, essendo io un affettivo di natura! Credo che il cliente, dopo una prima fase di studio specie sull’argomento capelli, si lasci consigliare se vede professionalità non scontata ma mirata alle sue reali esigenze. E questo vale per tutti, uomini e donne…”

Con te lavora tua moglie: il segreto per una convivenza professionale è…

“Ritengo che il segreto più bello e vero sia il rispetto e l’amore, due parole che si usano spesso ma di cui bisognerebbe davvero capirne il senso reale e profondo… C’è anche da dire che lei si occupa di un altro settore, quindi anche questo aiuta non poco”.

Tu lavori con donne e uomini: chi sono i più vanitosi tra le due “categorie”?

“Oggi la vanità non ha sesso! L’uomo ha fatto un lunghissimo percorso per poter arrivare ad una considerazione estetica oggi pari a quella della donna…”

Mi parlavi di una tua nuova attività: vogliamo approfondire?

“La nuova attività, intrapresa di recente, è quella del formatore, perché, nonostante si parli dello stesso lavoro, è profondamente differente eseguire e spiegare, in sintesi lavorare e formare qualcuno. Ed anche in funzione di tutto ciò ho dovuto completare un lungo percorso, forse più tortuoso di quello che mi ha portato ad avere un salone che funziona!”

Se hai un sogno nel tuo lavoro, qual è?

“Se sono presente o no all’interno del mio salone deve essere perfettamente la stessa cosa, ma ora questo riscontro non c’è, ma stiamo lavorando in funzione di ciò e questo è il mio umile sogno.”

A tuo avviso la prossima frontiera in tema di capelli quale sarà?

“Sul tema capelli ormai si è visto proprio di tutto. E tutto c’è e tutto torna, non un complesso giro di parole ma la realtà del nostro lavoro… Direi ci sarà una frontiera nuova nei saloni secondo me, che sarà quella di avere la possibilità di farli diventare dei grandi beauty saloon, come da tempo già accade in Inghilterra ed in altre nazioni che vanno per la maggiore. Purtroppo ci sarà da fare un salto di qualità a livello mentale per noi parrucchieri che ci sentiamo ancore troppo artigiani e la nostra clientela è abituate a spendere soldi nelle grandi distribuzioni. Ecco io proverò a fare questo salto con coraggio e la stessa passione di sempre…”

(Foto LEONARDO DI GIACOBBE)