RACING: LA PROVA DELLA CLIO RS CUP…

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In occasione della Clio Cup Italia a Vallelunga, ho provato la Clio RS Cup, vettura veloce ma soprattutto reattiva. Bisogna fidarsi per sfruttarne il potenziale, per Lei, 220 Cv, cambio sequenziale ed un telaio super…

Nel nostro lavoro le emozioni forti sono sempre in pole position! L’invito Renault è arrivato all’ultimo momento, ma il contesto era davvero racing per non pesarlo bene: provare la Clio RS la dinamicissima vettura della Clio Cup Italia, 220 Cv lasciati liberi di esprimersi sulla pista di Vallelunga. Senza fronzoli, senza troppi “impedimenti elettronici” ma solo pensando a guidare forte… Quindi un’occasione davvero unica, soprattutto per la tipologia di vettura, perché agile, veloce, reattiva oltre che divertente da guidare.

Certo c’è un abisso oceanico tra la Clio RS “stradale” e questa versione “CUP” così come c’è un mare di differenza nel comportamento globale, merito delle coperture ma, soprattutto, del telaio e delle sospensioni racing. Senza dimenticare la presenza di un vero cambio sequenziale a 6 rapporti, indispensabile per sfruttare al meglio questa piccola bomba Renault Sport.

A proposito della Clio RS…

Prima di raccontarvi l’esperienza, vediamo più da vicino la Clio RS in versione CUP: ovviamente la vettura è “spogliata” di tutto il superfluo interno ed il telaio della Cup è un po’ diverso da quello della RS stradale, perché più rigido e con diversi attacchi delle sospensioni, “concentrate” per garantire massima aderenza e scorrevolezza ma pure un’incredibile tenuta trasversale, garantita pure dalle coperture Michelin.

Peso inferiore e freni super…ma da capire

Il propulsore “sedicivalvole” da 1618 cc della Clio RS Cup è forte di 220 CV grazie alla sovralimentazione anche se la vera differenza finale la fa il peso, pari a 1075 kg contro i 1204 in odm della “stradale”; l’impianto frenante invece, ospita dischi anteriori PFC da 320 mm. Come detto prima, c’è in cambio sequenziale, un Sadev con paddle shift sul volante.

Dopo il test, non sarei più sceso!

Prima di entrare a bordo, faccio un “tour” panoramico della vettura: mi arriva subito la prepotente inclinazione camber delle ruote posteriori, di cui poi scoprirò l’efficacia in pista, specie sui curvoni veloci in appoggio, così come noto il rollbar che abbraccia tutto l’abitacolo oltre al sedile racing, dotato ovviamente di attacco cinture a 5 punti.

Non c’è molto tempo per cercare le distanze corrette tra me ed il sedile, cosa che non mi consente una posizione corretta dei piedi, specie per la partenza da fermo. Però dai, sono sempre a bordo di una Clio RS Cup ed il semaforo sta per dirmi che posso fare ingresso in pista…

I miei giri di pista…

Accanto a me, Simone Di Luca, manco a dirlo in testa al Campionato e quindi un iper ed attento “osservatore” di ciò che combinerò in pista. Frizione giù, premo il tasto Gear ed ecco comparire sul display che sono in prima marcia. Qualche tentennamento per la partenza a causa della lontananza dalla pedaliera e sono già alla fine della corsia di accelerazione qui a Vallelunga…

Da subito mi gasa di brutto il sound di aspirazione del motore e quell’inconfondibile ed altrettanto eccitante rumore racing in vettura, come ad esempio quello dell’innesto marcia, secco e preciso. Pollice su di Simone Di Luca ed inizio il mio giro magico: l’accelerazione è progressiva, nulla che mi sconvolge, mentre l’innesto marce è rapidissimo mentre a bordo vettura inizia a fare davvero caldo ed a nulla o poco serve lo speciale condotto previsto per la ventilazione dell’abitacolo…

Vedo il curvone ed il cartello del 150 metri che si avvicina: provo ad allungare un pelino la staccata e la vettura non si scompone mentre inizio la decelerazione anche se, la mia frenata, non è ancora aggressiva come dovrebbe. Mi spingo nel curvone e rimango sorpreso delle grandi capacità della Clio RS Cup, ovvero uno sterzo leggero ed un posteriore incollato a terra mentre con un “paf paf” sorvolo i cordoli che mi portano sul rettilineo che precede il tratto guidato.

Anche qui staccata cattiva, più di prima e scopro che la Clio RS Cup va guidata in modo deciso se parliamo di frenata, che dev’essere all’ultimo momento e secca ed azionata con il piede sinistro mentre il destro rimane sul comando de gas.

Arriva il tratto guidato prima dei Cimini e la Clio RS Cup si muove agile tra le esse di Vallelunga con un appoggio a centro curva che impressiona per forza trasversale; nuova staccata, questa più secca ed entro deciso mentre cerco la linea giusta prima del semaforo… Simone ha il pollice su, quindi deciso di spingere ancora nel prossimo giro mentre sono già alla curva Roma che affronto con il gas al 100%.

Sul rettilineo scarico tutte e 6 le marce e mi preparo per il velocissimo curvone verso la staccata; qui non devi indugiare ma tenere giù il gas e sentire “spingere” le gomme interne sull’asfalto oltre ad essere deciso e freddo con lo sterzo. Sono in un altro mondo perché sento che funziona tutto benissimo e comprendo che per guidare questa vettura al 100%, bisogna ragionare a freddo sugli automatismi, che certo s’imparano giro dopo giro. Ed infatti, rispetto ai due giri precedenti, l’ultimo passaggio lo sento più “mio”.

La vettura va fatta scivolare sulle gomme, specie nelle fasi “transitorie” quali il Tornantino, dove la Clio RS Cup sfrutta agilità, leggerezza e la grande accelerazione del motore turbo. Poi bisogna “tuffarsi” nei curvoni, ma per farlo bisogna conoscere il limite delle gomme, cosa he certo s’impara girando ed aumentando il proprio ritmo.

Fine del mio turno, entro nella corsia box mentre ringrazio Simone, che, attualmente, si trova ancora in testa al Campionato. Prima di scendere gli chiedo come sia andata e lui mi risponde che è andata bene per uno che non conosce la vettura ed i suoi punti di forza. Insomma, è stata una bella esperienza “tattile” che, nonostante il poco tempo passato sul sedile della RS Cup, mi ha insegnato qualcosa di utile.

Soprattutto che, questo Trofeo, può essere un vero trampolino di lancio per chi voglia approcciare alle gare. Mi è piaciuto l’ambiente, la cordialità dei tecnici Renault Sport ma, soprattutto, mi è piaciuta LEI, la piccola grande ed inossidabile Clio RS…

FOCUS SULLA CLIO CUP ITALIA 2018

La Clio Cup Italia vanta un montepremi compreso tra 65.000 e 70.000 euro per stagione con partecipazione aperta a tutti – i plus vettura sono un ottimo rapporto tra prestazioni e costi di gestione ridotti – 6 gare italiane con finale internazionale al Paul Ricard/Le Castellet – per i costi vivi siamo a 820,00 euro per revisione motore ed aggiornamenti. coperture Michelin 250,00 + IVA – dotazioni gara con 4 treni anteriori e nessuna limitazione per le posteriori – il montepremi campionato prevede per il 1° classificato un test RS 01, per la Jr. l’iscrizione alla Clio Cup 2019 e per il Team vincitore l’iscrizione al Cup 2019 – il montepremi evento è di 4 coperture al 1° classificato, 2 al secondo e 2 a terzo – l’iscrizione al Campionato è di 6000,00 euro + IVA e 1500,00 euro + IVA a gara.

 

La classifica Campionato dopo 6 gare: 1. Simone Di Luca (Faro Racing) 105; 2. Felice Jelmini (Composit Motorsport) 78; 3. Bostjan Avbelj (Lema Racing) 62; 4. Matteo Poloni (Essecorse) 60; 5. Christian Mancinelli (Melatini Racing) 52; 6. Guglielmo Pipolo (Essecorse) 38; 7. Filippo Distrutti (NextOneMotorsport) 37; 8. Andrea Mosca (Faro Racing) 32; 9. Massimiliano Danetti (MC Motortecnica) 25; 10. Giacomo Trebbi (Explorer Motorsport) 22.

(Foto LEONARDO DI GIACOBBE)

Andrea Di Marcantonio

Andrea Di Marcantonio

“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, un mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale e sull’impatto fotografico delle prove e questo da sempre. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Leonardo Di Giacobbe, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Un modo diverso di raccontare le cose, un modo originale nella ricerca delle location: tutto questo sono io ed è ciò che sono per offrire una lettura più dinamica e coinvolgente. PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”