TEST: Beta 50RR Factory

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 La Beta RR50 Factory è una piccola grande enduro, agile e pratica off-raod…

“Quando da piccolo tornavo dalle gare di motocross, sognavo ad occhi aperti e pensavo che quelle strane moto dalle ruote tassellate mi stavano entrando sempre più nel sangue…A quei tempi ricordo, andavo spesso con un mio amico a fare motocross dopo la scuola, anzi, lo confesso, a volte a scuola non andavamo per niente, perché era troppa la voglia di saltare con la moto in quella valle verde, dove nessuno ci dava fastidio e dove spesso c’erano con noi altri ragazzi con cui inanellavamo delle vere e proprie sfide outdoor…”.

Oggi la passione è rimasta ed è per me un lavoro divertente, appassionante e questa passione non è cambiata mai negli anni, ma anzi è maturata, al punto tale di ricreare, dopo quasi, beh lasciamo perdere, quella piccola grande sfida al campetto da cross, ma questa volta con un paio di giovanissimi  appassionati di fuoristrada. 

L’idea mi è venuta quando ho aperto la cassa che conteneva questa Beta 50 RR Factory… Magari averla avuta ai miei tempi pensavo tra me e me, mentre continuavo a ripetermi che è realmente difficile chiamare questa piccola enduro un “cinquantino”. Perché quest’aggressiva Factory ha solo la cubatura da “moto piccola”, per il resto invece è grande e non ha nulla da invidiare a modelli Beta di cilindrate superiori…

Beta è sempre stata molto attenta alle moto, ai progetti che porta avanti, perché chi lavora in Beta non è che parte integrante delle moto che produce, che assembla, che prova sulla pista alle spalle della fabbrica di Rignano sull’Arno. Appassionati che si tramandano quel “qualcosa” che è solo passione feroce per l’off-road, solo porzione di uno stile di vita che si può leggere nelle realizzazione di questa piccola ma attivissima Azienda.

Taglio aggressivo, da vera piccola grande enduro italiana

Insomma questa RR Factory non è che la terza porzione – di fatto la più appetibile per i giovanissimi esigenti –  di una triade di moto, facenti parte della classe 50 cc enduro. Il taglio della moto è ovviamente aggressivo, pungente, d’effetto ma, soprattutto, molto concreto, nel perfetto racing style italiano. Si perché non dimentichiamoci che Beta è un’Azienda tutta italiana al 100%…

Sulla zona anteriore spicca il parafango a doppia piega con triangolo di rinforzo, posizionato proprio sotto la particolare mascherina porta faro, dal taglio spigoloso e che s’incastra in basso per mezzo di due piccoli perni plastici collocati sull’estremità superiore del parafango stesso. Bello davvero il design del parafango che amplifica la grande escursione della forcella a steli rovesciati, i cui elementi sono protetti da due parasteli avvolgenti. Il disco freno assimetrico e la pinza fanno intuire che si fa sul serio, da queste parti…

Grandi convogliatori e sportellino per i rifornimenti…

La grafica rossa aumenta quel gradiente di carattere e personalità enduro della RR 50 Factory: i due grandi convogliatori – su cui è in gran mostra il logo Beta – si prolungano verso l’anteriore a protezione dei radiatori ma mostrano dei “tagli” sia orizzontali che verticali che creano una maggiore forza d’impatto visivo.

Il serbatoio carburante è quindi stretto dai due elementi protettivi e si può fare rifornimento aprendo lo sportellino posto sulla zona superiore del serbatoio stesso, che, in questa configurazione Factory, non prevede il piccolo serbatoio aggiuntivo dell’olio lubrificante (quindi rimane un foro da cui s’intravede il telaio) proprio perché questa moto il miscelatore non ce l’ha e quindi il pilota deve provvedere a farsela da solo la mitica miscela… Ii comandi sono tutti a portata di dito: leve, levetta dello starter, leva freno e comando gas (scorrevolissimo) così come si apprezza la strumentazione della Factory, completa grazie al piccolo display smontabile semplicemente staccando il connettore dedicato.

Sella piatta,posteriore slanciato: questa è l’essenza Factory…

La sella è tutta su un piano, praticamente piatta, segno che questa piccola Beta preferisce la guida in piedi per il massimo del controllo. Le tabelle laterali sono fissate al telaietto, lasciando libera la zona di escursione della ruota, con esile parafango che sembra un prolungamento della sella stessa. Anche il piccolo silenziatore, posizionato a destra della moto, è molto schiacciato e protetto da urti…in mulattiera; bello il forcellone posteriore, rinforzato grazie alla saldatura TIG proprio alle spalle della linea pivot, visto che l’elemento oscillante e vincolato al telaio pochi cm sopra l’attacco della pedana poggiapiedi. Forse solo il cavalletto non è così naturale da azionare per far star ferma la moto…

Ciclistica raffinatissima per questa Factory…

Il telaio della RR50 Factory è forte di una struttura di nuovo design realizzata in acciaio alto resistenziale, con tubi quadri, montanti ellittici e robusto scatolato sulla zona del cannotto di sterzo; queste nuove modifiche hanno reso la moto più guidabile e prevedibile oltre che stabile un po’ in tutte le condizioni off-road. Anche il forcellone estruso è nuovo: si tratta di un elemento in alluminio avente sezione di ben 65 mm, che garantisce un peso minimo e grande rigidità. Variato anche il valore d’interasse, grazie al nuovo layout relativo alle modifiche delle geometrie sullo sterzo.

Sospensioni raffinate, mancano regolazioni sulla forcella…

Le sospensioni della Factory puntano invece sulla forcella a steli rovesciati da 41 mm (su cui però mancano le regolazioni idrauliche) mentre dietro c’è un mono avente vaschetta separata e regolabile nel precarico molla e nell’idraulica compressione ed estensione che lavora progressivamente su leveraggi in alluminio. I cerchi, (davvero factory), sono in alluminio anodizzato nero con mozzi a finitura diamantata; le coperture invece sono le nuovissime Metzeler 6 Days Extreme, rispettivamente da 18 e 21”.

L’impianto frenate è affidato ad una coppia di dischi a margherita da 260 e 220 mm, che vengono rallentati da pinze freno flottanti, di cui l’anteriore con doppio pistoncino;.non manca la leva freno anteriore con regolazione “millimetrica”, mentre quella del freno posteriore è forgiata in alluminio, quindi resistente e leggera. 

Il resto…in breve!

Altre chicche tecniche della RR Factory sono il diverso impianto di scarico con passaggio a destra, il carter motore in colore nero, l’eliminazione del miscelatore e serbatoio per contenere pesi e ridurre le perdite meccaniche, la chiave unica per serbatoio, blocchetto accensione e bloccasterzo, il fanalino posteriore a led, il manubrio in alluminio, le pedane larghe per un appoggio sicuro, l’aumentata capacità del serbatoio carburante, ora passata a 6,5 lt per circa 180 km di autonomia, la corona in allumino da 51 denti e la maniglia passeggero integrata.

Motore 2T, semplice e sempre affidabile…

Il piccolo propulsore Beta ha cilindrata di 49,7 cc ottenuta da quote vitali di 40,3×39 mm: si tratta di un piccolo due tempi raffreddato a liquido per mezzo del doppio radiatore, ora capace di smaltire e dissipare maggiori calorie, proprio grazie a questa modifica tecnica. Il rapporto di compressione è di 12:1 mentre l’ammissione è lamellare e diretta nel carter, cin pacco lamellare posizionato alle spalle del cilindro, leggermente inclinato in avanti.

E’ alimentato da un carburatore “preriscaldato” Dell’Orto PHBN 16 HS e respira in cassa filtro protetta. Particolare l’espansione che ora passa  destra e che è divisa in due parti: un primo tratto che parte dal cilindro, l’altro che si aggancia, per mezzo di tre bulloncini a brucola, alla zona espansione dello scarico. Su questo motore è stato eliminato il contralbero. Infine il cambio, con sei rapporti e frizione a dischi multipli in bagno d’olio.

Come va: agilissima e davvero racing questa RR Factory

La posizione di guida è senza compromessi: braccia larghe, stivali che trovamo spazio e grip sulle speciali pedane dentellate, zona centrale molto esile, tutta da stringere con l’interno coscia. La RR 50 Factory è grande anche in questo! La sella è dura ed il piano sella non è proprio alla portata di tutti; una moto alta di fatto, da cui si domina ogni asperità ed ogni situazione off road.

Il propulsore da 50 cc certo va spremuto al massimo per ottenere le sue prestazioni, l’importante è non togliere mai il gas, non chiudere mai, a tutto vantaggio delle scorrevolezza e fluidità, con un pizzico di sana incoscienza… Sempre supportata da sospensioni ben calibrate, la Factory non stupisce per potenza – la moto oggetto del test era “libera” da vincoli Codice – ma sembra penalizzata da un cambio che, specie a caldo, mostra qualche limite nell’inserire in velocità i rapporti di seconda e terza marcia. Il sound del piccolo cuore Beta è davvero instancabile e la moto va guidata in modo fluido, facendola scorrere in curva e cercando ogni appoggio disponibile per non togliere mai il gas.

Le sospensioni funzionano abbastanza bene anche alzando un  po’ il ritmo: la forcella, pur filtrando a dovere ogni buca o avvallamento del terreno, non digerisce molto l’atterraggio dai salti e spesso arriva a fine corsa; manca una regolazione idraulica e forse meriterebbe più scorrevolezza sulle buche in sequenza, situazione dove mostra qualche limite. Buono invece il comportamento del mono posteriore: utilizzando il range di taratura, si può personalizzare la moto in base al proprio stile di guida. Digerisce bene davvero tutto e la moto sembra abbastanza a posto sul posteriore, molto più di quando lo sia davanti.

Agile e leggerissima nel cambi di direzione in velocità, la Factory piace per precisione di guida e per quella sua attitudine naturale per l’Enduro tutto: quindi pietraie, brevi “strappi” di pendenza, passaggi su rocce, ecc. E’ quindi una piccola enduro molto equilibrata, adatta a muovere i primi passi…in fuoristrada.

Ma adesso la parola agli altri due “tester d’eccezione”. Si perché ritengo sia importante dar voce a questi due appassionati, di cui Diana è certamente quella più smaliziata e coriacea ed anche quella che ha fatto più strada in fuoristrada… Lorenzo si avvicina a fasi alterne all’off-road e quindi i loro pareri potrebbero essere quelli dei ragazzi comuni che prendono tra le mani per la prima volta questa moto… Beh allora vediamo cosa ne pensano loro di questa divertente Beta RR 50 Factory…

I “LORO” GIUDIZI SULLA BETA RR50 FACTORY

GIUDIZIO RIDER A: Lorenzo, appassionato praticante occasionale offraod

Impianto frenante

La moto frena discretamente, ma prima di contare su una buona frenata dell’anteriore bisogna abituarsi alla risposta non molto potente sulla leva.  Il freno posteriore funziona a dovere e nella guida offraod si tende ad affidarsi di più a quest’ultimo.

Sospensioni

Forcella: Per essere una moto da enduro  le forcelle mi sono sembrate rigide, quasi più adatte all’uso stradale… Sullo sterrato  rendono la guida più faticosa nei cambi di direzione ed è vero peccato che non siano regolabili.Mono: il mono Beta si presta  perfettamente a tutti i tipi di guida,  è facilmente regolabile e si adatta a tutti i terreni.

Motore

Il motore è perfetto per chi deve imparare a guidare al limite, purtroppo a causa della piccola cilindrata ha una coppia di utilizzo molto alta e poco aggressiva.  Al primo errore di guida bisogna ripartire quasi da fermi per poter riprendere velocità.

Cambio

Il cambio funziona discretamente, appena si inizia a tirare, bisogna stare attenti a far entrare le marce, specialmente quelle più basse che hanno qualche difficoltà nell’inserimento veloce.

Come va

Nell’uso quotidiano la moto non da problemi e la posizione di guida non affatica. E’ però leggermente dura la sella. Complessivamente nel  fuoristrada questa RR50 Factory  è divertente da guidare; la moto è facile da gestire in curva e trasmette molta sicurezza consentendo al pilota di tenere il gas aperto! In salita e sui rampini bisogna invece arrivare con il motore tirato e stare attenti a non perdere potenza. Nei cambi di direzione rapidi è più dura di quello che ci si aspetta ed è necessario  tirarla da un lato a l’altro.

Linea e giudizio finale

La linea è quella di una moto da Enduro a tutti gli effetti! Molto aggressiva, ha una grafica da campionato del mondo! La moto è dedicata ai futuri motociclisti.  Sotto al metro e 65 di altezza si fatica a poggiare i piedi a terra, ma superato questo piccolo ostacolo  è divertente da guidare, bella da vedere e invoglia chi la guida a non scendere mai!

GIUDIZIO RIDER B: Diana, appassionata enduro

Come va

Maneggevolezza, buona estetica e peso ridotto, rendono questa piccola offroad adeguata a chiunque vuole divertirsi o semplicemente entrare nel mondo del fuoristrada senza chiedere troppo…

Posizione di guida

A mio avviso abbastanza neutra con pedane adatte ad una guida in piedi. La sella si stringe bene e consente spostamenti veloci nei trasferimenti di carico, specie sulle curve strette, dove la moto va piegata con forza. La piega del manubrio è corretta, anche se i risers a mio avviso dovrebbero essere un cm più alti per consentire massima agilità nei cambi di direzione.

Sospensioni

La sospensione posteriore regolabile la rende versatile su vari tipi di percorso, anche se la sella risulta essere un po’ dura dopo un po’ di enduro…Peccato che la forcella non sia regolabile, specie se si deve affrontare una mulattiera con sassi o condizioni di pietraie e questo toglie un po’ di sensibilità al pilota, specie sull’anteriore.

Prestazioni

Il motore manca un po’ di potenza, ma d’altronde è una enduro di ridotta cilindrata e non possiamo chiederle troppo, ma sfruttando bene la frizione si riesce ad ottenere qualcosa in più, specie in accelerazione, in uscita dalle curve strette.

Freni

L’impianto frenante risulta poco efficace, specie l’anteriore, dalla frenata troppo lunga e poco consistente, ma possiamo compensare con il posteriore che è più aggressivo ed aiuta a far derapare la moto quando la si vuole girare velocemente…

Foto Diana D’Angelo e Federica Roberto