TEST: HONDA SH 125/150, LA NUOVA GENERAZIONE

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La nuova generazione Honda SH 125 e SH 150 non smentisce la natura del successo dello scooter più amato. Motori più godibili, Smart Key, luci a LED e nuovi cerchi oltre ad un design elegante…

Certo Honda SH non si smentisce mai… Questa nuova, ennesima ed innovativa versione (la storia SH nasce nel 1984 con SH50), è di fatto un ulteriore salto di qualità di uno scooter che non mai ha smesso di evolversi (e stupire) nel tempo insieme ai suoi fruitori urbani. E, questo ulteriore passo avanti, lo si può ritenere uno step evolutivo basato su forme, comfort, tecnologia e prestazioni, decisamente più in linea con le città che cambiano e che si sviluppano su confini sempre più ampi…

test honda SH150 2017

Sia SH125 quanto SH150, godono oggi di una maggiore potenza che, non solo ne aumenta le prestazioni globali, ma ne rende più fruibile e pastosa l’erogazione. Piace quindi quel gradiente di spinta maggiore del monocilindrico Honda, ma pure la totale assenza di vibrazioni, sia sulle manopole quanto sulla pedana, segno evidente di un attento studio sulla scorrevolezza meccanica che si traduce in una guida pulita e lineare. Questa è la sintesi tecnica della nuova generazione SH, che rimane fedeli ai “sacri canoni” ovvero pedana piatta, ruote alte da 16”, telaio resistente, vano sottosella ampio.

Le novità sono parecchie e tutte interessanti…

Certamente SH è vestito al top su questa generazione: le linee sono oggi più diluite ed estese con nuovi cerchi ridisegnati, decisamente eleganti ma, al tempo stesso, fanno mantenere a SH quel leggero tocco di sportività Honda. Ma le novità sono altre, tra cui la Smart Key, l’utile presa 12V, un propulsore più evoluto che fa parte della eSP generation, con annesso start/stop ed Euro4, l’ABS di serie oltre alle nuove ed efficaci coperture Michelin City Grip. Davvero eccellenti sul bagnato. SH 125/150 è commercializzato ad un prezzo di 3390,00 euro per il primo e 3540,00 euro per il secondo, entrambi dotati di serie di bauletto, parabrezza e paramani.

Lo stile unico, la modernità dei LED ed arriva la Smart Key…

Stilisticamente SH125/150 mantiene le forme organiche che lo hanno fatto grande: linee sinuose e cariche di personalità con maggiore impronta moderna offerta oggi dalle luci LED; ed arriva la Smart Key, che potrà essere comodamente tenuta in tasca per poi ruotare semplicemente il commutatore che, una volta illuminato di blu, può essere utilizzato sia per sbloccare la sella quanto per premere il tasto avviamento; due le posizione della Smart Key, On e Off, compreso un answer back per ritrovare il proprio SH in mezzo alla folla di scooter parcheggiati tra le vie dei centri città.

E se parliamo di “abitare” o vivere le città, ecco che si scopre un serbatoio carburante da 7,5 litri che offre un’autonomia di oltre 300 km dichiarati, rimane il vano sottosella che può ospitare un casco integrale mentre, come già accennato, bauletto, parabrezza e paramani sono di serie.

Motori più potenti ed efficaci…

Il piccolo monocilindrico Honda eSP offre maggiore fluidità ai medi regimi rispetto alla precedente versione: questi grazie ad un nuovo mapping dell’iniezione elettronica PGM-FI che riesce ad estrarre 12,2 Cv a 8500 giri per SH125 e 15 Cv a 8250 giri per SH150, la coppia è rispettivamente di 9 e 13,9 kW a 7000 giri per il 150 e 11,5 kW a 6500 giri per il 125 cc. I consumi sono impressionanti in positivo, ovvero 47,4 km/litro per il 125 che diventano 43,8 km/litro per il 150 cc, sempre parlando del ciclo WMTC e con sistema Start&Stop attivato.

Distribuzione 2 valvole e massima riduzione degli attriti…

Il piccolo “mono” Honda eSP ovvero enhanced Smart Power (quote vitali 52,4×57,9 e 58×57,9 mm), vanta la massima centralizzazione delle masse, nel senso che i tecnici sono riusciti a concentrare molti componenti attorno al propulsore stesso; è il caso del radiatore del liquido refrigerante o dell’alternatore elettronico ACG che ha doppia funzione di generare elettricità e quella di motorino di avviamento legato al sistema Start&Stop.

Un sistema di decompressione evoluto…

L’alternatore inoltre, funziona in “simbiosi” con il sistema di decompressione, visto che, nel momento dello spegnimento del motore, il pistone alloggiato nel gruppo termico, viene posizionato nel modo più idoneo alla nuova accensione, al fine di ridurre ogni resistenza meccanica e velocizzare la procedura di avviamento.

All’interno del motore Honda SH, spiccano una camera combustione molto compatta (il rapporto di compressione è di 11:1 (125)  e 10,6:1 per il 150 cc) un condotto alimentazione rettilineo, un evoluto sistema iniezione PGM-FI ed una fasatura distribuzione che evita il battito in testa in condizioni meteo estreme. Ma il principale obiettivo Honda era quello di ridurre gli attriti motore, condizione raggiunta grazie al cilindro disassato, al peso inferiore del pistone, alla canna cilindro con aculei sulla superficie esterna, all’utilizzo di un cuscinetto ad aghi sul bilanciere dell’albero a camme unitamente a rullini sulla camma ed a molle valvole migliorate.

Telaio tubolare e nuovi cerchi…

Il telaio di Honda SH prevede una struttura tubolare in acciaio con trave dorsale inferiore che mantiene invariate le quote telaistiche con cannotto inclinato di 25°, avancorsa di 85 mm, sella a 789 mm da terra oltre ad un peso contenuto con 136,9 kg per il 125 e 137,3 per il 150, pesi che comprendono il pieno di carburante.

La forcella ha steli da 33 mm mentre la coppia di ammortizzatori offre ben 5 livelli di precarico; l’ABS è di serie ovviamente mentre l’impianto frenante si compone di disco anteriore e posteriore da 240 mm, serviti da pinze a due e singolo pistoncino.

COME VA: spazio alla creatività urbana!

L’erogazione e fluida più piena su SH150 cc che, tra l’altro, vanta una più percettibile spinta ai medi regimi, e questo più che in passato, mentre anche il SH125 cc mostra quel pizzico di esuberanza in più. Il 150 cc inoltre, mostra una più vigorosa spinta nella fascia medio/alta, novità che si scoprirà utile in fase di sorpasso o in partenza al semaforo… Ora questo propulsore “tiene” meglio lo spunto in salita quando si apre il gas così come reagisce con maggior vigore nella fase d’apertura immediata, magari per una partenza oppure quando bisogna effettuare un sorpasso.

Il 150 è più incisivo ai medi regimi…

Un po’ più pigro il 125 cc, soddisferà sempre e comunque tutte le esigenze di spostamento urbano e questo con consumi dichiarati davvero incredibili; per entrambi un’ottima trasmissione, molto bilanciata nel funzionamento e setting del variatore che consentono eccellente progressione e buona accelerazione su entrambe le cubature. L’unica differenza  fra i due è la spinta e la progressione ai bassi/medi regimi, dove SH 150 vanta più schiena ed allungo. Ed anche questa è un’altra novità che si scoprirà utile nell’utilizzo extraurbano.

Ed SH è soprattutto molto comodo: sorprende per la posizione di guida molto naturale ed istintiva mentre la pedana accoglie bene i piedi, il cui peso viene “impresso” sul davanti aumentando così la stabilità della anteriore, ed infatti SH vanta un avantreno carico e stabile sia in ingresso che centro curva, fattore che esalta il feeling di guida e quindi la giusta confidenza per affrontare la città. Anche quando le condizioni meteo sono difficili.

Leggero e maneggevole, è sempre il re della città!

Leggero e stabile fra le mani, piace molto l’ulteriore lavoro fatto dai tecnici Honda, che verte verso una nuova maturità tecnica di SH… Sella comoda, ginocchia ben sistemate dietro lo scudo, si è sempre a proprio agio ed anche la corretta altezza del manubrio, fa assumere al corpo una posizione molto naturale che stanca poco e stressa poco il tratto lombare.

Sospensioni posteriori dal funzionamento “appuntito” sul pavè…

In termini di sospensioni, la forcella assorbe molto bene le asperità cittadine (questa forcella/setting è la migliore a mio avviso della generazione SH), ed il pavè di Firenze -location del test – e stato ben digerito… Forse un pelino appuntito il funzionamento della coppia di ammortizzatori posteriori, la cui risposta e un pò troppo netta, specie in compressione, ed infatti nelle sequenze, la risposta è  fin troppo secca, fattore che alla lunga infastidisce la guida con una brusca restituzione sulla schiena.

Ottimo il funzionamento dell’impianto frenante: molto ben modulabile, sull’anteriore bisogna fare poca pressione sulla leva per ottenere massima efficacia mentre il posteriore e molto ben modulabile ed è in grado di rallentare in poco spazio lo scooter Honda.