TEST: HONDA VT1300CX, EXTRA CHOPPER

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La Honda VT1300CX è un chopper allo stato puro: caratterizzato da uno stile unico, è spinto dal corposo ed imponente bicilindrico da 1312 cc che regala tanta coppia e grandissima fluidità. Una moto unica, come il suo mondo…

Si dice che il mondo è bello perché siamo liberi di scegliere, che si tratti del posto dove andare in vacanza o di ciò che siamo nel quotidiano, oppure, quando la scelta, cade su quale moto scegliere in funzione delle proprie esigenze e stile di vita. C’è invece chi, lontano anni luce dal “consueto”, decidere di intraprendere una strada diversa, fatta di aggregazione, appartenenza, entrando magari a far parte di un “lotto privilegiato” di utenti che hanno in comune la passione per l’essenza dello spirito libero legato alle due ruote.

E, parlando di due ruote, tutto questo si traduce in “oggetti” più che motociclette, che raccontano un modo diverso di vivere lo spirito della moto, come nel caso delle special, delle splendide chopper o delle custom, segmenti che vivono di una propria filosofia in relazione all’utente stesso, poco convenzionale di fatto e che ama la personalizzazione, che altro non è che un’estensione di un’originalità individuale.

USA Style, il senso dell’originalità ad ogni costo…

Guidare una moto “bassa e lunga” è una sensazione unica che permette di avvicinarsi, in modo assolutamente inedito, ad un approccio diverso con la strada, con il viaggio oltre che con gli altri rider. Queste moto (basta dare una sbirciata ai siti americani per comprendere lo spazio infinito entro cui si muove questo segmento) sono un po’ il ponte di collegamento con la filosofia del “tuning”, perché, specie se parliamo di preparazione – anche estrema – esistono dei veri e propri tomi biblici da spulciare per la magica intrigante customizzazione della moto.

Così, Honda, attenta anche a questo modo di vivere le due ruote, interpreta a modo proprio questi concetti, travasati nelle forme morbide e sinuose della VT1300CX, un chopper estremo “di serie” da un lato, che però lascia ampia libertà per una successiva ed estesa e raffinata preparazione.

Fury di nome e di fatto…

La VT1300CX (Fury negli USA) coniuga molti punti fermi del concetto custom perché è un “oggetto” realmente radicale, forte nelle linee, dichiaratamente una special sotto ogni punto di vista, la cui progettazione ha richiesto tempo e idee da combinare insieme, prima tra tutte l’impatto estetico, il suo mix di “forze interiori”, ma anche una funzionalità estesa se parliamo di un utilizzo quotidiano. Arte creativa “esplosa” da tecnici Honda di varia estrazione motociclistica, proprio per portare nel progetto, un punto di vista globale sull’argomento chopper…

La VT1300CX: look esagerato che guarda alla funzionalità

Un telaio, un poderoso bicilindrico, il serbatoio a goccia (da 12,8 litri) e due ruote: attorno a questi componenti si sviluppano le massa vitali della VT1300CX by Honda: 1805 mm d’interasse che si vedono tutti, oltre al pneumatico posteriore da 200 e, ovunque, un mare di cromature finemente curate. La lunga forcella e la piastra di sterzo superiore molto alta, lasciano a vista la zona del cannotto di sterzo, punto cardine del chopper Honda; la VT1300CX è lunga, filante, imponente con un stile unico, grazie ad un’area centrale “molto forte”  e le due teste cilindri chiuse in alto da coperchi cromati che ne esaltano la forza e lo stile della luce riflessa.

Il manubrio è larghissimo, le pedane avanzatissime, la strumentazione essenziale mentre il piccolo proiettore anteriore non stona affatto con l’imponenza globale della moto; molto bella a mio avviso, la zona posteriore, con la sella pilota molto incavata (678 mm l’altezza) e la minuscola porzione dedicata all’eventuale passeggero (che certo vita facile non avrà a causa dello spazio ridotto e della particolare posizione delle ginocchia alte).

Raffinatissimi infine i cerchi ruota, inusualmente da 21” davanti e da 18” se parliamo di quello posteriore. La zona destra è più “decisa”, con la logica presenza dello scarico sovrapposto, con collettori che si congiungono, in modo armonioso, in un doppio terminale posizionati uno sull’altro.

Motore: il poderoso V2 Honda da 1312 cc “tutto coppia”

Di fatto è l’anima della VT1300CX: si tratta di un bicilindrico a “V” di 52° raffreddato a liquido (il radiatore si trova molto in basso del telaio) un super corsa lunga con i suoi ben 104,3 mm ed 89,5 mm di alesaggio; eroga una potenza di 42,5 kW a 4250 giri anche se, il dato più impressionante, è il valore di coppia, pari a 107 Nm a 2250 giri.

Curiosità tecnica è che, il motore Honda, vanta perno di biella singolo, nuovi alberi a camme, doppi contralberi ed iniezione elettronica PGM-FI con due corpi farfalla da 38 mm, elementi che contribuiscono a tenere bassi anche i consumi con i 20,3 km/l dichiarati e poi “certificati” nel test. Da notare che, al fine di mantenere un estetica armoniosa e priva di parti a vista, il manicotto superiore del radiatore è nascosto sotto la testa del gruppo termico anteriore. Infine la trasmissione,  è ovviamente cardanica.

Ciclistica: bassa e lunga quanto basta…

Per essere snella e bassa, la VT1300CX aveva bisogno di un telaio altrettanto semplice: ecco che la struttura tubolare in acciaio – con inclinazione cannotto di ben 27° – alla fine è quella più indicata al chopper Honda. La forcella, lunghissima, ha steli da 45 mm (per 130 mm di escursione) mentre dietro c’è un mono, regolabile in ben 35 posizioni se parliamo di ritorno e precarico e che “assicura” 95 mm di escursione. L’impianto frenante della VT1300CX non ha voluto essere troppo invadente: ecco quindi che sono bastati una coppia di dischi, l’anteriore da 336 mm servito da pinza a due pistoncini, ed il posteriore da 296 con pistoncino singolo.

Come va: gustarsi il paesaggio in single…

Può esserci molto da dire o poco su questa moto così unica e particolare: tutto gira attorno ad un modo completamente opposto di “sentire” la moto, di viverla, di guidarla. Così, senza rendersene conto e dopo aver superato l’approccio iniziale delle dimensioni e del ridotto diametro di sterzata oltre al peso globale, si entra nel tunnel di nuove emozioni, non più a “comparti stagni” (come accade ad esempio su una SS) ma in una dimensione del viaggio molto più visiva e più legata alle sensazioni ambientali.

La seduta è comoda per ciò che riguarda la sella, perché si sta dentro la moto in modo naturale, mentre i piedi “vanno lontano” alla ricerca delle pedane, avanzatissime come impone la chopper school così come, la presa sul manubrio, è larghissima; il busto, per stare “comodi”, va mantenuto leggermente avanzato, un modo anche per evitare che ogni asperità dell’asfalto finisca sulla schiena del pilota. In movimento la chopper by Honda piace per l’intrinseca eleganza sia sonora che tattile, così come piace la grande fluidità del bicilindrico, sempre molto generoso in termini di coppia e consumi.

Marce lunghe, coppia “plastica” e regolare

Le marce alte sono ovviamente lunghe, ma la coppia del bicilindrico giapponese, riesce a ”sostenere” una buona trazione anche a bassissima andatura; il motore è tutto qui, nel senso che non esistono picchi di potenza eccitante, ma solo una grandissima regolarità di funzionamento a fronte di un’eccellente fluidità globale, capace di spostare l’attenzione del rider su ciò che lo circonda…

Godersi il panorama, obiettivo assoluto…

Di fatto è quindi la moto giusta per “passeggiare” anche in coppia chiacchierando, perché, questa moto, impegna poco il rider. Certo dimenticate la naturale propensione alle pieghe, quelle no, anche perché i piolini delle pedane grattano subito l’asfalto, quindi meglio cambiare passo e guidare in modo più tranquillo e turistico, cosa che riesce benissimo sulla VT1300CX. La ridotta escursione del mono posteriore poi, rende il comfort un po’ al limite nei tratti cittadini con asfalto rovinato, quindi le strade lisce e piatte saranno il terreno ideale per questa moto, moto che ama i grandi spazi made in USA e le lunghissime distanza senza mai un orologio al polso…

Un po’ pesante e lenta nei cambi di direzione, la chopper Honda stupisce per la sua naturale ed ovvia desinenza legata al viaggio.parca nei consumi e dotata di buona accelerazione, pecca solo un po’ nella frenata, decisamente lunga e poco modulabile, ma, la particolare geometria della moto, la rende stabile anche affrontando le curve con quel pizzico di brio in più.

(Si ringraziano il Sindaco di Palombara Sabina – Castello Savelli -, Paolo Della Rocca e Francesco Arioni, ex pilota Velocità che questa volta ha deciso di provare una nuova emozione in sella alla chopper VT1300CX…)