TEST: NEW QUADRO 350 S

493 0

Il nuovo Quadro 350S si offre quale  nuovo ed innovativa alternativa nel segmento scooter a tre ruote: ben 21 aggiornamenti per questo rinnovato modello, motore nuovo e più potente ed il sistema HTS oleopneumatico, brevetto di Quadro Vehicles SA. Manca un po’ di potenza al motore ma Quadro 350S si guida piacevolmente anche se qualcosa sarebbe da perfezionare..

E’ un’idea su cui hanno lavorato molte Aziende quella di coniugare, all’interno di un unico veicolo, l’inseparabile agilità delle due ruote con la stabilità di una vettura, proprio perché la mobilità può avere più facciate, spesso intriganti se parliamo di sfide tecniche che elevano il gradiente della sicurezza attiva e passiva.

Quadro S.A. è un’Azienda giovane, dinamicissima, ma , soprattutto, pratica nello sviluppare delle idee che “portano” avanti il concetto di mobilità, esplorando soluzioni ed altrettante sfide che portano verso un’affermazione tecnologica su un mercato complesso, variegato e volubile come lo è quello dello scooter.

La “realtà Marabese”… ed il brevetto HTS

Quindi i concetti chiave (ma anche il sogno nel cassetto) di Luciano Marabese sono quelli di imporsi perlopiù con i fatti, tanto che nel 2011 sviluppa un’Azienda che guarda avanti, Quadro Vehicles S.A. appunto

L’idea è quella di dar forma e vitalità ad un brevetto internazionale messo a punto nel 2009, ovvero la sospensione anteriore idraulica HTS (Hydraulic Tilting System), soluzione che oggi “veste tecnicamente” questo scooter by Quadro S. Anche la scelta della sede non è stata casuale: il complesso si trova nel Canton Ticino, ponte ideale tra il genio italiano ed affidabilità svizzera. Sarà un caso? Qui c’è la base del “tutto”, ovvero la parte manageriale, quella tecnica, il Centro Stile e la modelleria, l’R&D, insomma tutto quello che occorre per creare, sviluppare, costruire e poi proporre all’utenza i prodotti.

400 concessionarie in 26 Paesi, sono 37 in Italia con obiettivo 80 nel 2014…

Potete anche saltare queste righe, se i numeri non vi piacciono, ma sono numeri che vale la pena valutare per conoscere meglio questa Azienda. Quadro  Vehicles guarda avanti al futuro e si sta organizzando alla grande: è un’Azienda che si sta “muovendo” per l’attuale e per il poi; va quindi considerato che il mercato dei veicoli a tre ruote vale circa 20.000 veicoli, con segmento tra 250 e 400 cc dove si colloca questo nuovo veicolo, il Quadro S, che conta su circa 6.000 pezzi. Nel 2012 l’Azienda del Canton Ticino ha agguantato il 18% delle quote di mercato con un interessante 25% nel mercato francese, dove sembra appunto sia particolarmente gradita la mentalità Quadro…

Quadro S: ben 21 aggiornamenti sul nuovo modello

Sono tanti ma tutti reali: novità grandi che sono state sviluppate sulla base del precedente modello 350D ma soprattutto novità che hanno “coinvolto” più aree del tre ruote Quadro, grazie soprattutto al nuovo motore “quattrovalvole”, il diverso setting della sospensione anteriore, un occhio più attento e mirato al confort ed ergonomia, una nuova e completa strumentazione ed il rinnovato design del maniglione posteriore.

Design accattivante made in Italy

Di fatto, il Centro Stile Quadro Vehicles, ha fatto un ottimo lavoro sia a livello di design che di finiture bypassando velocemente gli schemi mentali legati ai diretti concorrenti, il Piaggio MP3 ed il Peugeot Metropolis… Decisamente più snello e leggero (peso a secco di 200 kg contro i ben 238 ed i 258 kg dei due rivali), vanta una zona anteriore molto rastremata ed abbastanza pulita; netta la separazione tra zona sospensione e frontale, “legata” solo da un esile e forata mascherina verticale, sistemata al centro della zona anteriore. Così, la parte superiore dello scooter, sembra galleggiare su tutto il resto.

Aspetto grintoso ed efficace…

L’aspetto di Quadro S è decisamente accattivante e grintoso: merito del becco a “due piani” del doppio proiettore e soprattutto della modanatura di separazione nera centrale al gruppo ottico, che “imprime” un’aria aggressiva in abbinamento con la parte inferiore del “becco” irregolare. Pulita alla vista la zona retrostante che si apre verso l’esterno per poi chiudersi nel retro scudo; passando alla zona di sedula, la sella è stata ergonomicamente variata ed oggi ha una nuova imbottitura per far stare più comodi pilota e passeggero, che, oltretutto, potrà poggiare i piedi sulle pedane estraibili.

Sotto la sella ci stanno due caschi demi-jet o, se preferirete, un integrale ed un demi-jet; ci sono anche due piccoli vani, uno dei quali ospita una presa corrente  12V mentre l’altro potrà ospitare piccoli oggetti quotidiani. Ed il nuovo ed ergonomico maniglione posteriore, è pronto per accogliere il bauletto opzionale da ben 50 lt. Una rapida occhiata alle quote di Quadro S, lungo 2270 mm, largo 800 mm e con angolo di sterzo di 40° ed i 780 mm dell’altezza sella.

Il motore di Quadro è dinamisno puro ed agilità, ma anche peso ridotto…

Proprio così, peso ridotto rispetto alla concorrenza: con i suoi 200 kg è il più leggero della “categoria” e, grazie alle ruote da 14 e 15”, anche maneggevole e confortevole in città, sul pavè oltre che “leggero” sulle strade extraurbane.

Il nuovo propulsore monocilindrico (gruppo termico SYM poi messia punto dalla AEON)“quattro valvole” vanta una cubatura di 346 cc ed è dotato di monoalbero SOHC (nuovo nel diagramma) e catena silenziosa, eroga 27 Cv a 7000 giri con valore di coppia di 28.8 Nm a 5500, quindi all’interno di un’area di lavoro meccanico abbastanza ampio… C’è l’iniezione elettronica EFI, la trasmissione CVT con frizione centrifuga a secco, insomma tutti i canoni comuni dello scooter attuale, anche se, la novità di Quadro è il suo meccanismo HTS per le ruote anteriori, che lo rendono diverso dal resto del branco a tre ruote.

HTS per maggiore stabilità, la forza anteriore di Quadro S

Chi sceglie un “treruote” lo sceglie perché cerca maggiore stabilità, che sia un rider smaliziato o alle prime armi dinamiche… Quadro S vanta il sistema anteriore Hydraulic Tilting System, rivoluzionario ed innovativo se parliamo di stabilità e massima maneggevolezza un po’ in tutte le situazioni. Il sistema HTS sfrutta l’oscillazione “a pendolo” delle ruote anteriori: si tratta di una sospensione idraulica quindi oleo-pneumatica che offre un assetto ideale in ogni condizione di marcia ed una guida molto precisa e dinamica anche e soprattutto se l’asfalto non è regolare e perfettamente levigato. Oltre ai trapezi, troviamo ulteriori due braccetti dotati di registri per la regolazione dell’angolo camber.

Quindi rotaie, buche, avvallamenti, diverse condizioni di fondo, sono il “terreno di caccia” di Quadro S. Nel dettaglio si compone di due grandi bracci inferiori (simili ai trapezi automobilistici) che sono collegati, nelle zone centrali, ciascuno ad un ammortizzatore oleopneumatico, messi in comunicazione da una “vaschetta” centrale (gestito da una valvola a tre vie) ed un sistema semplificato di tubazioni ad alta pressione. Non mancano due “aste” di collegamento con lo sterzo.

Doppio ammortizzatore posteriore ed impianto frenante a prova di tutto

E se davanti il sistema HTS oleopneumatico (brevettato e disegnato dalla Quadro e realizzato in collaborazione con Mupo) è in grado di esaltare la guida, grazie anche al nuovo setting idraulico, anche dietro le cose stanno nelle stesso modo: questo grazie alla coppia di ammortizzatori posteriori, che sfruttano oltretutto una nuova taratura.

L’impianto frenante è molto “consistente”: doppio disco anteriore (ruote da 110/80×14” e 140/70×15”) da 240 mm e singolo posteriore da 246 mm, quest’ultimo azionato da pedale collocato sul lato inferiore destro della pedana, qualcosa a cui bisognerà fare l’abitudine… Non manca la leva Parking Brake che blocca la ruota posteriore ed il sistema HTS anche quando il terreno non è levigato e questo senza dover utilizzare il cavalletto centrale. Quattro infine i colori per Quadro S.

Come va: pedana stretta, ginocchia che toccano (a cura di Mirko Salvatori)

Lo scooter Quadro 350S si presenta, a livello estetico, con delle linee aggressive ed abbastanza sportive: le plastiche inoltre, sono ben rifinite, così come gli accoppiamenti. Salito in sella scopro subito che la seduta è molto confortevole e comoda, quindi senza sconfinare in attitudine “sportive” se parliamo della posizione di guida.

L’unico elemento “scomodo” a mio avviso, è la pedana poggiapiedi (i più alti toccheranno le ginocchia sul retro scudo) visto che non è molto ampia; il problema è che se si vuole allungare di poco la gamba, il piede arriva subito a contatto con il pedale del freno, che, su questo particolare veicolo, si è reso obbligatorio a causa della sua omologazione quale triciclo.

La strumentazione di bordo è dotata di contagiri analogico, sistemato nella parte centrale del cruscotto con le varie spie di controllo, c’è poi la strumentazione digitale che indica velocità, livello carburante e chilometri totali con doppio parziale. Nelle due estremità del cruscotto ci sono poi due display digitali: quello  di sinistra indica la temperatura esterna mentre quello destro la temperatura del liquido refrigerante del motore; rispetto ad altri veicoli però,  non c’è un indicatore della carica batteria ed un indicatore del consumo istantaneo, riferito al carburante-

Freno posteriore a pedale, buon frenata in ogni condizione d’uso

Quadro 350S adotta tre “tipologie” di frenata: il freno anteriore (in uso azionando la leva destra), la frenata combinata (che si attua azionando la leva sinistra), ed il freno a pedale, collocato come già detto sulla parte inferiore destra della pedana. La frenata globale è ottima oltre che modulabile, e questo in qualsiasi situazione anche quando si guida in modo più sportivo.

La ciclistica è più complessa da “capire”: in movimento lo scooter copia molto bene buche ed avvallamenti così come le piccole asperità, al contrario della coppia di ammortizzatori posteriori che invece risultano un po rigidi in compressione.

Poco rapido a scendere in pega..

In curva, ma anche in ingresso invece, si avverte una leggera ma marcata difficoltà di scendere in piega: la sensazione è quella di qualcuno che “tiri” nella parte opposta rispetto alla curva, ma, forzando un po’ la discesa in piega aiutandosi con il corpo, si riesce a inclinare ed a raggiungere un ottimo angolo di piega, anche se minore rispetto alla concorrenza. Questo problema emerge anche nei cambi repentini di traiettoria. Ottima invece la tenuta di strada anteriore, anche quando si è molto piegati. Solo a centro curva, quando si vuole prendere in mano il gas, ho notato una leggera tendenza ad allargare la curva.

Motore un po’ pigro, specie nello stacco da fermo…

Il monocilindrico risulta un po’ pigro rispetto alla concorrenza: in prima apertura di gas fino a metà, non si avverte una spinta aggressiva, mentre quando si supera la meta gas fino a tre quarti (range in cui si avverte un leggero buco), questa aumenta ma in modo molto progressivo; invece, da qui al massimo di apertura, la spinta non cambia di molto (quindi manca un po di accelerazione). La spinta del motore in effetti, si avverte attorno ai 7000 giri fino ad arrivare agli  8000 giri indicati, zona dove  si avverte l’ingresso del limitatore, cosa non piacevole specie se si sta effettuando un sorpasso…

Oltre i 120 km/h infine, si scopre una leggera vibrazione del cupolino oltre ad altre vibrazioni indotte, specie in fase di stacco da fermo.. La trasmissione  finale sembra un po’ lunga come rapporto, ed oltretutto non è molto prestante in partenza da fermo (visto che Quadro S parte basso di giri) e poi, fino ai circa 28 km\h la frizione tende leggermente a “strappazzare”.

 (Foto Orazio Truglio e Thomas Maccabelli)