TEST: Honda SH300i Sporty

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Un lusso per tutti il rinnovato SH300i: nuovo telaio, nuove quote, copertura posteriore radiale. Migliorata dinamicità e guidabilità

Non un lusso per pochi, ma un “fattore consolidato” per molti. Un concetto semplice ma efficace, proprio come il mito SH, che certo ha origini lontane quando, in punta di piedi, si affaccio nella versione 2T da 50 cc – ruote a raggi, linea retrò con una punta di sportività – sul nostro mercato, legato alla figura statica del ciclomotore. Di migliaia, milioni di km ne sono stati ancora percorsi e la “magica stirpe” Honda è cresciuta, si è evoluta, raccogliendo tutta la migliore tecnologia legata all’innovazione tecnica ma, soprattutto, legata a quella sicurezza su cui Honda investe e continuerà ad investire risorse.

Non più oggetti per brevi spostamenti quotidiani, ma veicoli che hanno insita la voglia di percorrere km come concetto assoluto; quindi sia commuter urbani che sfruttabili anche e soprattutto attorno e ben oltre la città… SH 300i è tutto questo oggi, un oggetto “maturo” per un’utenza altrettanto matura che ne ha fatto un best seller del segmento, riferimento del mercato non solo per lo stile ma anche e soprattutto per le scelte tecniche che, non a caso, hanno ridefinito il “concetto scooter”.

Dal 2007, anno legato alla sua prima apparizione, ogni strada europea è preda dell’SH300i: plus del progetto sono quindi la cubatura di 280 cc, un’innata agilità, le ruote da 16”, l’iniezione elettronica e, cosa determinate e legante dell’intero progetto Honda, un design attualissimo, discreto, elegante con quel tocco di sportività, caratteristica che ritroviamo e che nel tempo si è evoluta non poco.

I plus della versione 2012

Non sono pochi… La qualità costruttiva, di fatto, ne ha beneficiato: quindi nuovo design, compreso quello della sella, nuovi cerchi in alluminio pressofuso da 16”, telaio e sospensioni migliorate nel setting, copertura posteriore radiale, motore “quattrovalvole” ad iniezione elettronica, sistema frenante C-ABS, vano frontale ampio e con presa elettrica. Senza dimenticare le colorazioni, di cui due per SH300i, due per la versione Sporty, oggetto del test.

Tutto sotto controllo…

Dello stile potremmo parlarne all’infinito, visto che SH300i ne ha fatto il suo miglior cavallo di battaglia; meglio invece sbirciare sulla sua strumentazione, facilmente leggibile e chiara nel design che comprende indicatori analogici per il tachimetro, livello carburante e temperatura liquido che si aggiunge al display con doppio parziale e orologio. Molte le spie presenti, molto luminose e che informano il rider sia sul momento della manutenzione programmata che per l’eventuale anomalia.

Con 167 kg in ordine di marcia, SH300i gode di uno scudo molto ampio che protegge per davvero le gambe, di un piano sella a soli 785 mm da terra, di un manubrio con la possibilità di essere ruotato di 45° (quindi angolo accentuato a vantaggio delle manovre da fermo in città anche e soprattutto in spazi ridotti) oltre alla sella comodissima anche per l’eventuale passeggero che poggia i propri piedi su pedane a scomparse pratiche e sicure. Ricchissima anche la gamma accessori con bauletto da 35 lt., parabrezza, termo scudo copri gambe, copertura integrale per la sella in caso di pioggia, lucchetto a “U”, borsa interna nera, telo per esterni, kit manopole riscaldate.

Propulsore Honda a “tutta tecnologia”

Merito del successo va detto, è certamente merito del brillante monocilindrico Honda da 279,1 cc, un 4T caratterizzato dall’iniezione elettronica PGM-FI, a cui è affidata tutta la guidabilità dell’SH300i. Il piccolo propulsore monocilindrico, forte della distribuzione Unicam Honda, sviluppa 27,2 Cv a 8500 giri con coppia di 26,6 Nm a 6000 giri le cui quote vitali mostrano un alesaggio di 72 mm per una corsa di 68,5 mm. Il corpo farfallato è da 34 mm mentre il rapporto di compressione e particolarmente contenute con il suo valore di 10,5:1, il che significa controllo massimo delle temperature di esercizio. Tutto questo equivale a circa 250 km percorsi con i 9 litri di carburante contenuti nel serbatoio sottosella.

Il telaio è nuovo, geometria migliorata

Il lavoro fatto dai tecnici Honda si è orientato verso una migliore stabilità del veicolo: il punto è stato raggiunto grazie al diverso interasse, oggi pari a 1422 mm, sostituendo il perno ruota anteriore, dal diametro più grande e lavorando sul telaio a semi-doppia culla tubolare in acciaio. Anche le sospensioni sono state riviste quindi: la forcella (modificata nella messa a punto interna) ha steli da 35 mm e la coppia di ammortizzatori beneficia di diverso setting a vantaggio di una maggiore stabilità, specie quando la velocità sale e c’è bisogno di direzionalità e precisione di guida.

Floating-Link by Honda: più comfort a bordo

E non è da meno il lavoro fatto sui cerchi e forcellone che, grazie all’utilizzo di leghe leggere, hanno nettamente migliorato la maneggevolezza di SH300i; e questo è anche merito del sistema floating-link, ovvero la sistemazione e l’inserimento del forcellone posteriore sul telaio, che ha ridotto il tasso di vibrazioni trasmesse, aumentando così il comfort per passeggero e pilota.

Impianto frenante evoluto, sicurezza attiva…

Il pneumatico radiale con tecnologia monospirale garantisce un appoggio più “deciso” e sicuro mentre se parliamo di sicurezza,  l’utente può sfruttare tutta la capacità e la sicurezza del sistema frenante di serie C-ABS, che sfrutta l’azione combinata dell’impianto frenante con il “contributo tecnologico” dell’ABS. Merito della gestione elettronica messa a punta dalla centralina che verifica e controlla la rotazione di entrambe le ruote, riconoscendo l’eventuale slittamento, impedendo così l’accidentale bloccaggio e migliorando nel contempo la gamma legata agli spazi d’arresto.

Come va: sempre agile, ancora più stabile…

A bordo di SH300i Sporty si sta comodi e sicuri: la sella è morbida ed accogliente sia per pilota che per passeggero, lo scudo è ampio e protettivo, così come tutti i comandi sono facilmente interpretabili; la pedana piatta consente ai piedi del rider di spostarsi, al fine di trovare la migliore sistemazione, anche in funzione del proprio stile di guida. Gli ingombri sono abbastanza contenuti mentre il peso globale non desta alcun tipo di pensiero, anche nelle manovre più complesse tra un’auto e l’altra.

Il manubrio è abbastanza largo e si sta seduti abbastanza dentro lo scooter,  con le gambe che “cercano” il retro scudo e che, anche dopo parecchi km, non risentono della posizione proprio perché l’altezza della pedana non è curva ma piana. Sempre maneggevole, vive nella e per la città, regalando all’utente la fluidità di un motore brillante e parco nei consumi.

Agile in città tra le auto, si scopre il lavoro positivo fatto sulle sospensioni: la sensazione ora è quella di una migliore capacità di filtraggio del pavè ad esempio con una risposta molto progressiva della forcella e della coppia di ammortizzatori posteriori, regolabili nel precarico molla.

Guidare, con piacere…

Ma SH300i si rivela commuter extraurbano non appena si entra su tangenziali o spazi più ampi, dove apri il gas e lasci libera la sua potenza che consente di raggiungere molto presto velocità ben oltre la media consentita… Il piccolo 4T ha una buona potenza e la sua “gestione” è fluida e rapida.L’erogazione è pulita, con un accento sull’area dei medi regimi dove si avverte l’ottimo lavoro di una fasatura concepita per garantire tiro e agilità sul comando del gas.Ma sono buone anche le doti di allungo di questo motore che sembra sempre “cercare” giri in alto, offrendo al pilota velocità rilevanti.

SH300i oggi appare più stabile e più preciso ed è questa la migliore scoperta: la guidabilità è diventata più “motociclistica”, grazie a quote agili che consentono manovre molto più rapide, specie nei cambi di direzione e nei sorpassi fatti a velocità elevata, dov’è nettamente diminuita quella tendenza ad oscillazioni del posteriore. Questo anche grazie al nuovo pneumatico radiale che consente di scendere in piega in modo più deciso. Solo attorno ai 110 km/h indicati, si avverte una fastidiosa risonanza sulla pedana poggiapiedi, una sorta di “rumore di fondo” che poi scompare appena superato quel valore.

In frenata, i trasferimenti di carico sono meno bruschi e questo aumenta la sicurezza del veicolo, anche in funzione del sistema C-ABS che certo assicura una concreta “forza” ed un livello maggiore legato alla sicurezza globale del veicolo. Complessivamente l’azione frenante è decisa e concreta, con una grande capacità di rallentamento in spazi realmente ridotti.

Insomma SH300i piace e convince. La sua natura elegante, il suo propulsore brillante, un’azione frenante sempre potente, ne fanno un veicolo adatto ad un pubblico molto ampio; che sia esigente o pratico, SH300i metterà tutti d’accordo sul fatto che si tratta di un veicolo unico. Un best seller raffinato e tecnicamente all’avanguardia.