TEST: STRIDA RED DEVIL & EVO ORANGE, LE INTERMODALI

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Strida, più di una bici: intermodale, unica ed è soprattutto veicolo pratico ed originalissimo. Strida Roma allestisce bici per tutte le esigenze di trasporto. E se parliamo di performance, c’è il cambio sequenziale Evo3…

Non c’è giorno che passa in cui non ci spostiamo. E’ il “sano effetto” della nostra vita ma, soprattutto della nostra vitalità creativa, che ci porta, ogni giorno, da un punto all’altro della città. Per lavoro, per andare a scuola, per il piacere di godersi un po’ del proprio tempo libero o, più semplicemente, perchè spostarci fa parte della nostra esistenza quotidiana. In tempi di crisi, molti hanno riscoperto i mezzi pubblici o la bicicletta per recarsi sui luoghi d’interesse personale, proprio perchè, l’esigenza attuale, è quella di risparmiare non solo tempo ma anche denaro. Oltre al fatto che, ogni attività fisica, seppur modesta, fa bene alla nostra salute. Il concetto dell’intermodalità quindi si apre alla grande massa.

Strida 2014, Red Devil & Evo Orange3
Strida 2014, Red Devil & Evo Orange3

Intermodalità, concetto semplice più che vocabolo proibito…

Può sembrare un termine suntuoso, imponente, difficile da capire ed invece raccoglie e sintetizza lo “schema di base” dei nostri spostamenti quotidiani, quelli più semplici: bus, metro, bici, tratti a piedi, ecco il valore dell’intermodalità, ovvero arrivare da un punto A ad un punto B seguendo uno schema legato al cambio del mezzo con cui ci stiamo spostando per raggiungere il nostro obiettivo…

Strida 2014: Strida è una bici intermodale unica nel suo genere
Strida 2014: Strida è una bici intermodale unica nel suo genere

Strida, effetto intermodale al 100%

Ecco, proprio la bici, specie se evidentemente pieghevole, è il punto di incrocio, di raccordo per quanto detto fin qui: la si può portare nella propria automobile, oppure in metro o utilizzare con il sempre più diffuso car sharing per trasportala con noi nel luogo “finale”, quello di arrivo.

Strida mi ha colpito per i suoi innumerevoli aspetti pratici ma, soprattutto, tecnologici, perchè questa bici ha un valore aggiunto reale se parliamo di “performance attive”. E’ un prodotto innovativo ed elegante, unico nel suo genere e che “arriva” da un concetto nativo ben preciso, ovvero quello di rendere lo spostamento un’esperienza colorata, dinamica, divertente oltre che estremamente funzionale.

Strida 2014, si apre in meno di tre secondi ed è pronta all'uso
Strida 2014, si apre in meno di tre secondi ed è pronta all'uso

Il progetto parte dalla mano del designer inglese Mark Sanders, che certo ha una sua visione artistica e fortemente ergonomica della bici quale concetto di base: “Mark Sanders, inventò questa bici per migliorare i suoi spostamenti intermodali durante gli studi e quindi la progettò come tesi di laurea – ci spiega Luca Tevarotto Financial Manager Strida Roma -. Il progetto era decisamente innovativo e sono serviti molti anni perché venisse compreso e adeguatamente diffuso…”. Dunque, come ogni innovazione, anche Strida ha avuto bisogno di tempo per affermarsi, per entrare in contatto con quella parte di utenti che guardano alla bici come un mezzo elegante, funzionale ma, soprattutto, spiccatamente personale ed originale. Perchè nessuno può resistere al fascino indiscreto dell’essere esclusivi ed originali!

Strida nasce per vivere in città, leggera e sempre pratica
Strida nasce per vivere in città, leggera e sempre pratica

Strida idea ma Strida Roma lo sviluppo delle idee creative

Devo dire però, che l’idea di parlare della bici Strida, mi è venuta dopo aver parlato con i “creativi” di Strida Roma, Paolo, Andrea e Luca, ragazzi ed imprenditori soprattutto che hanno preso a cuore questo “progetto”, da cui e con cui convivono ogni giorno.

La cosa che vorrei sottolineare che Strida Roma non commercializza solo la bici ma la crea, la migliora, la personalizza rendendola unica ed esclusiva come vedremo nell’intervista che leggerete più avanti. Quindi non solo un “importatore” ma, soprattutto, un gruppo di lavoro ed un laboratorio creativo attivo che sa guardare avanti, nelle esigenze del singolo, nella tecnologia più funzionale, ma anche all’interno di tutte quelle richieste pratiche che rendono Strida la bici intermodale per eccellenza.

Strida 2014, mille modi per vivere Strida, mille personalizzazioni con Strida Roma
Strida 2014, mille modi per vivere Strida, mille personalizzazioni con Strida Roma

Strida: i suoi punti di forza per una “convivenza” in simbiosi con la città e l’utente

Ma cosa rende questa bici così accattivante e speciale? Sono tanti e tutti importanti i suoi punti di forza: tra questi il fatto che non sia solo pieghevole ma anche intermodale come abbiamo già accennato, il fatto che si apre e chiude in meno di 3″ e che, a vista, non c’è nulla che sporge e che interferisca con lo spostamento (nessuna preoccupazione di trasporto, nessun bullone che sporge, ecc) oppure che possa sporcare l’utente, visto che Strida ha la trasmissione a cinghia dentata in kevlar (riuscite a pensare a 80.000 km di durata, ovvero due volte il giro del nostro pianeta?) che non necessita di alcuna lubrificazione.

Strida Evo ha un cambio sequenziale a 3 rapporti
Strida Evo Orange ha un cambio sequenziale a 3 rapporti

E poi ancora, il suo design originalissimo, che consente di spostarla sulle sue ruote (tra l’altro Strida è leggera con pesi piuma compresi tra 9 e 12 kg a secondo dell’allestimento), la tracciabilità in caso di furto, visto che ogni “pezzo” ha un suo numero di matricola impresso sul telaio, il doppio freno a disco meccanico, che significa sicurezza attiva e risposta immediata dei freni in città (cosa che nel traffico urbano è elemento indispensabile), il fatto che non teme mai l’umidità o la salsedine, quindi si va alla grandissima sotto la pioggia o al mare e, infine, la possibilità di tante variabili e personalizzazioni, su cui Strida Roma lavora sempre, proponendo all’utenza un range di bici/soluzioni, da fare invidia al mondo della moto… Senza dimenticare la chicca della EVO3 Orange, che dispone di cambio sequenziale a tre rapporti, eccellente, come vedremo nella prova, nel suo funzionamento legato alla variazione di rapporto.

Strida 2014: la zona con snodo sferico che consente di piegarla
Strida 2014: la zona con snodo sferico che consente di piegarla

Un po’ di tecnica Strida, come è fatta

Le Strida del test che Strida Roma ci ha messo a disposizione sono la bellissima EVO3 Orange con cambio sequenziale  a 3 rapporti e la Red Devil, nel suo accattivante colore rosso fuoco. Ma l’essenza del concetto è praticamente lo stesso per tutte. La base è il telaio in alluminio 7000, sabbiato perla EVO Orange, con saldature a vista davvero all’altezza della migliore scuola se parliamo di lavorazione meccanica e precisione dei punti; come detto in precedenza, si possono variare molte cose con la personalizzazione dedicata ed è questo il vero plus del progetto Strida Roma.

Strida 2014: la zona posteriore con andamento monobraccio del telaio
Strida 2014: la zona posteriore con andamento monobraccio del telaio

Tutto parte dal triangolo…

Tecnicamente poi, il design del telaio si orienta verso la forma a triangolo che va a “costruire” inferiormente (con forma monobraccio, che ricorda la desinenza motociclistica…) la zona di collocamento del mozzo, contenente il meccanismo di pedalata e l’attacco della ruota posteriore, ma che è anche e soprattutto punto di innesto e congiungimento con lo “stelo” del monobraccio, il cui accoppiamento è immediato grazie al blocco automatico per mezzo di linguetta a scomparsa di innesto/disinnesto; questa è la zona dove “lavora” la mano dell’utente per aprire/chiudere la bici. In cima allo stelo è posta la triangolatura dove poggia il manubrio, dotato di speciali manopole ergonomiche (con appoggio per i palmi della mano), blocco/sblocco dei semimanubri retrattili e anelli elastici che, una volta infilati sulle leve freno, bloccano il movimento delle ruote, cosa utile sia per piegare velocemente Strida che per il parking.

Strida 2014: il particolare del disco posteriore meccanico
Strida 2014: il particolare del disco posteriore meccanico

Nella parte alta, quella dove si chiude il triangolo, c’è lo snodo che è poi il cuore del meccanismo pieghevole di Strida, nel cui tratto legato al tubo centrale è sistemata la sella ad “ascensore”, che può essere spostata in altezza, a secondo dell’altezza/stile di guida dell’utente,  semplicemente allentando le due brugole (la chiave esagonale è alloggiata sotto la sella). I monobracci infine, consentono lo smontaggio immediato delle ruote (disponibili in forma, materiali e colori vari) in caso di foratura mentre le coperture sono disponibili in più versioni, mescole e design.

Il cambio sequenziale integrato della Evo3 Orange
Il cambio sequenziale integrato della Evo3 Orange

Il meccanismo di pedalata ed il cambio sequenziale integrato

Ciò che rende esclusivo ed unico questo prodotto è soprattutto l’assenza della classica catena, spesso rumorosa, più spesso sporca di grasso e che richiede un po’ di manutenzione, che però pochi fanno realmente… Bene, Strida ha la sua innovazione tecnica proprio in questa zona legata alla trasmissione finale, visto che, in luogo delle corone dentate e della catena, ci sono due pulegge dentate ed una cinghia in kevlar, fatta per durare 80.000 km… Vi sembrano pochi?

Strida 2014: La parte posteriore della Red Devil Strida
Strida 2014: La parte posteriore della Red Devil Strida

Due versioni: pedalata fissa e cambio sequenziale KS3

Due le versioni disponibili se parliamo della trasmissione: Strida con rapporto fisso, quello del “kart cittadino” Red Devil oppure il cambio sequenziale integrato KS3 by Sturmey Archer, montato sull’altra bici del test, la super sportiva EVO Orange a tre rapporti, che possono essere variati invertendo per una frazione di secondo la pedalata e semplicemente facendo scattare il click che ci “comunica” la variazione di rapporto. Prezzo diverso tra le due ovvio, da 799,00 euro della Red Devil base ai 1199,00 euro della Evo Orange con cambio sequenziale integrato a 3 velocità, valori che cambiano anche in funzione dell’allestimento che Strida Roma è in grado di offrire all’utente, anche in virtù delle proprie esigenze funzionali.

Come va: agile, leggera, intermondale, Strida!

L’utilizzo di Strida è di per se già un’esperienza “creativa”: è una bici che s’infila ovunque quasi alla ricerca della migliore scorciatoia cittadina, quasi per coinvolgere chi guida verso la scoperta di angoli nascosti della città. La posizione di guida è naturale, soprattutto ergonomica e finalizzata a rendere sempre protagonista l’utente, che può contare su un assetto di guida rilassato ma agilissimo all’occorrenza.

Strida 2014: la borsa per trasportare Strida, intermodalità al 100%
Strida 2014: la borsa per trasportare Strida, intermodalità al 100%

I due semimanubri retrattili sono alla giusta altezza proprio perchè, l’impostazione di guida individuale, si “crea” alzando o abbassando la sella, che scorre lungo un lato del triangolo Strida. Scaricata dalla macchina e tolta dalla praticissima custodia impermeabile, la bici si rende viva in meno di 3″: piccolo colpetto alla ruota posteriore, sgancio della calamita (che tiene insieme ed attaccate le ruote) posizionamento ed incastro del manubrio e della base del triangolo ed il gioco è fatto. Strida ora è pronta per essere utilizzata al meglio!

Sulla Evo Orange c’è un cambio che funziona benissimo…

Red Devil ed Evo Orange, leggere, veloci, praticissime ma con caratteri molto diversi: la Red Devil pesa meno (9,5 kg) e quindi portarla a spasso in metro è una meraviglia… La Orange  pesa un po’ di più (12,4 kg) ma ha il cambio sequenziale rende facili facili anche i tratti in salita ed è impressionante come funzioni bene questo sistema di cambiata. Basta infatti un leggero click pedalando una frazione di secondo all’indietro, che s’inserisce uno dei tre rapporti a rotazione disponibili; la risposta è decisa e funzionale e la rapportatura delle tre marce è decisamente azzeccata perchè consente di “coprire” ogni tipologia di tratto stradale e mai come in una città saliscendi come Roma, se ne apprezza la praticità ed utilità.

Strida 2014, Red Devil, pratica e leggerissima
Strida 2014, Red Devil, pratica e leggerissima

La Red Devil s’infila ovunque, un vero kart urbano…

La gente ci guardava specie conla Red Devil in azione: è un gatto perchè riesce a svicolare velocemente nelle viuzze del centro storico o nelle affollate vie dove un oceano di pedoni naviga a vista… Nonostante l’assenza del cambio, la Red Devil vanta un rapporto ottimale per tutte le situazioni, anche se è preferibile usarla su tratti piani per scoprirne la vera essenza se parliamo di agilità funzionale.

Per entrambe bisogna abituarsi – ma lo si fa immediatamente – ad uno sterzo molto reattivo e rapidissimo tra le mani, così come si deve capire quello che si può fare con Strida, visto che l’approccio iniziale è molto diverso da ogni altra bici esistente ed è questa l’originalità di questo veicolo. Molto bilanciata, Strida è pratica in funzione delle sue dimensioni contenute ma, soprattutto, di un insieme tecnico che funziona alla grande… Ci si mette poco quindi a capirne il potenziale e, da quel momento, si scopre un modo del tutto nuovo di andare su due ruote.

Strida 2014: piegata, si trasporta facilmente Strida
Strida 2014: piegata, si trasporta facilmente Strida

Strumento funzionale che suscita curiosità

Strida è quindi un oggetto multifunzionale che si adatta perfettamente allo stile di tutti, visto che Strida Roma è in grado di “costruirla” in funzione delle singole esigenze legate agli spostamenti urbani; ed è un prodotto originale, bello anche da vedere e che suscita tantissima curiosità tra la gente (qualcuno ce l’ha chiesta durante le foto per un selfing…), persone che trovano nelle sue forme un oggetto unico, nuovo al 100% sotto ogni aspetto.

E poi, alla fine, è un modo originale per “dare una mano” alla città oltre che al fatto che fa risparmiare denaro… L’ho piacevolmente provata a Roma, in un tour tra metro A e B, bus, tratti a piedi ed è stato un “viaggio” simpatico e ricco di curiosità. Due sono le cose che mi hanno colpito: il fatto che Strida fa davvero riscoprire la bici quale mezzo alternativo ed intermodale e che, questa bici, è realmente un passo avanti nella precisa scelta di un’economia di risparmio individuale. Piace ed è elegante, è di moda, costa il giusto, è pratica e veloce, è reattiva oltre che facile da trasportare ma, soprattutto, Strida rappresenta un’alternativa alla mobilità, un X factor su due ruote, pensato, costruito e sviluppato con la stessa curiosità che la rende innovativa e realmente intermodale. Ogni giorno…

Strida 2014: equilibrata e leggera, volete scommettere?
Strida 2014: equilibrata e leggera, volete scommettere?

L’INTERVISTA AL TEAM STRIDA ROMA

Strida non è una solo una bici ma un concetto di nuova e divertente mobilità intermodale, parliamone dal Vs punto di vista…

Paolo Teta – Direttore Creativo: “Strida è la migliore bicicletta pieghevole, secondo i test di Altroconsumo. Si piega in un solo istante, con un gesto, senza viti o rondelle. Poi è leggera, completamente ergonomica permettendo una posizione naturale, non ha parti grasse e quindi non sporca, ha una cinghia in kevlar che rende la pedalata assolutamente silenziosa. Insomma, è un concentrato di tecnologia tesa a soddisfare le esigenze di versatilità dell’utente urbano. Strida diventa una compagna di tutti i giorni, non solo lungo i tragitti ma anche dentro agli spazi chiusi. E non avendo bisogno di manutenzione diventa ottima compagna anche in vacanza, che sia in barca o in aereo”.

Andrea Morara – Business Development Manager:Strida è un prodotto da scoprire giorno dopo giorno, utilizzo dopo utilizzo. In ogni situazione si dimostra una compagna irrinunciabile nella mobilità personale, nei piccoli e grandi centri urbani, soprattutto in abbinamento al trasporto pubblico o come tender dei propri mezzi. Il design unico, il meccanismo di chiusura e la facilità di trasporto attivo e passivo rendono Strida un prodotto d’avanguardia”.

Strida 2014: il mozzo della Evo3 ed il disco, i raggi sono molto resistenti
Strida 2014: il mozzo della Evo3 ed il disco, i raggi sono molto resistenti

Luca Tevarotto – Financial Manager:L’aspetto realmente innovativo e poco sperimentato è la possiblità di utilizzare questa bici in sinergia con i mezzi pubblici e il car sharing. Strida consente di abbattere i tempi necessari per raggiungere le fermate dei mezzi pubblici, non molto frequenti in Italia, peraltro divertendoti pedalando! Personalmente non avevo mai utilizzato tanto frequentemente e con tanto entusiasmo la metropolitana di Roma prima di scoprirne l’utilizzo combinato con Strida, riducendo enormemente i tempi di spostamento. Sul treno invece non ho più nemmeno la preoccupazione di dover raggiungere l’ultimo vagone per poter caricare la bicicletta”.

Strida 2014: particolare del gruppo trasmissione della Red Devil
Strida 2014: particolare del gruppo trasmissione della Red Devil

Alfredo Cannata Sales Manager:  “Leggo stamattina sul Daily Mail UK che chi va in bicicletta al lavoro ha una “happier and more productive sex life”.

Qual è l’essenza di Strida ed a chi si rivolge questa bici così particolare?

Paolo Teta: “L’inventore Mark Sanders pensò questa bici per gli spostamenti interurbani.  Voleva integrare mezzo privato/pubblico e percorsi pedalati in bici (cd. Bicycle commuting). Ci è riuscito, non c’è che dire. Nel tempo poi a questa utilità, rivolta perlopiù ad un pubblico adulto e lavoratore, si è aggiunta una scelta estetica e rivolta ad uno stile più underground. Noi di Strida Roma possiamo dirci pionieri di questo cambiamento, il quale ha radicalmente modificato la percezione di Strida, che oggi non è più solo mezzo intelligente, ma anche simbolo di design e personalit”.

Andrea Morara: “L’essenza di questa bici è un’equilibrata alchimia di tecnica e design uniti alla semplicità di utilizzo. Strida consente al proprietario di modificare le proprie abitudini in chiave “biking” ma senza rinunciare del tutto alle vecchie abitudini di trasporto, poiché si abbina ai mezzi pubblici e privati, come l’automobile”.

Luca Tevarotto: “L’essenza di Strida è nella sua praticità nonché nella sua originalità. Inizialmente consigliavamo questa bici a chi voleva farsi notare, indicandola come “non adatta a persone noiose e grigie”. La necessità di abbandonare i mezzi privati in città ne hanno di molto esteso l’utilizzo”.

Strida 2014: bici da città, specie la Red Devil a rapporto fisso
Strida 2014: bici da città, specie la Red Devil a rapporto fisso

Vediamo i vari allestimenti possibili di Strida…

Andrea Morara: “Il telaio Strida ha due configurazioni di base: i modelli single-speed, studiati per avere uno sviluppo metrico ottimale sia con le ruote da 16” che da 18”, ed i modelli EVO con cambio sequenziale integrato nel mozzo, a tre velocità. Sui cerchi si possono montare diversi tipi di gomme che rendono adatta Strida a tutti i percorsi. La struttura monoforcella del telaio consente di sostituire con semplicità la gomma, senza bisogno di smontare la ruota”.

Paolo Teta: “Strida Roma realizza modelli speciali e in edizione limitata che vengono affiancati ai modelli tradizionali, che sono appunto la Strida single-speed e la Strida EVO a 3 marce sequenziali. I modelli personalizzati attuali sono: Red Devil, la più giovane e divertente con skate-feeling; Green Leather, la più elegante e adatta ai professionisti attenti allo stile; EVO Orange, il modello super-sportivo; Black Black, il top per allestimenti e personalità”.

Cosa e come siete arrivati a Strida, cosa c’è dietro questa scelta?

Luca Tevarotto: “Tutto nasce molto tempo fa. Nel 1989 durante un viaggio a Londra vidi un articolo su un giornale che parlava di questa invenzione, la bicicletta a forma di triangolo. Era molto diversa da oggi e aveva un costo altissimo poiché prodotta artigianalmente in Inghilterra, ma comunque era incredibilmente innovativa in un’epoca in cui la bicicletta pieghevole era identificata con la Graziella. Pensai subito di volerla importare in Italia”.

Paolo Teta: “Nel 2008 è nato infatti il nuovo modello Strida 5.0, decisamente più tecnologico. Nel 2012 è nata poi Strida EVO, il modello con cambio sequenziale integrato. Lo stesso anno la nascita di Strida Roma ha voluto apportare un chiaro cambiamento in termini di brand, tendendo alla continua sperimentazione creativa, sia nella creazione di nuovi modelli che nella comunicazione, rivolta ad un pubblico sempre più giovane. L’obiettivo futuro è quello di elaborare biciclette sempre più esclusive, coinvolgendo le realtà artigianali più interessanti del Made in Italy, oltre a giovani creativi e talenti della comunicazione sui nuovi media”.

Strida 2014: dettagli molto curati su Strida e materiali alternativi
Strida 2014: dettagli molto curati su Strida e materiali alternativi

Perché avete scelto proprio questo progetto?

Luca Tevarotto: “Siamo rimasti affascinati. Volevamo portare in Italia un prodotto innovativo e rivoluzionario, che migliorasse la qualità della vita negli spostamenti urbani”.

Andrea Morara: “Per passione e per visione. Dopo aver provato per un periodo la Strida nel mondo nautico, ho capito che il suo vero punto di forza è la versatilità ed il trasporto urbano meritava di poterne godere”.

Paolo Teta: “Personalmente perché amo le biciclette, e quando ho visto Strida per la prima volta ho pensato subito che fosse una grande bicicletta. Non per niente è stata scelta tra le “50 bici che hanno cambiato il mondo”. Ho capito che sarebbe diventata un eccezionale accessorio di stile, coniugando bellezza e utilità”.

Come intervenite su Strida per la Vostra idea di personalizzazione?

Paolo Teta: “Il laboratorio creativo e l’officina lavorano a stretto contatto nelle “sale sotterranee” della nostra sede di Roma. Qui creiamo continuamente prototipi e discutiamo su tutto, dalle qualità tecniche ai possibili utilizzi sino alle modalità di comunicazione. Questa fase è veramente divertente! Siamo inoltre in continuo contatto con diverse realtà artigianali e artistiche presenti sul territorio nazionale. Come detto prima, il nostro obiettivo è la sperimentazione costante di idee creative, nuove colorazioni, materiali, accessori, in sinergia con tutti i brand di nostro interesse. L’apertura al mondo della creatività ci consente di scoprire ogni giorno nuove personalità italiane, le più innovative e creative, stimolate e stimolanti. Moltissimi lavori sono work in progress, ne vedrete delle belle”.

Strida 2014: intermodalità significa vivere meglio la città e gli spostamenti
Strida 2014: intermodalità significa vivere meglio la città e gli spostamenti

A proposito, chi ha pensato e realizzato Strida?

Luca Tevarotto: “Mark Sanders, oggi noto designer inglese, inventò questa bici per migliorare i suoi spostamenti intermodali durante gli studi e quindi la progettò come tesi di laurea. Il progetto era decisamente innovativo e sono serviti molti anni perché venisse compreso e adeguatamente diffuso”.

L’idea di Strida ha dentro molto della moto… Dove arriverà ed a cosa state lavorando per il futuro di questa bici?

Andrea Morara: “La ricerca e sviluppo sta lavorando ed ha appena realizzato il primo prototipo interamente in carbonio. Questo permetterà al prodotto di ampliare la sua gamma ed al consumatore di scegliere il top in termini di leggerezza e resistenza del telaio”.

Luca Tevarotto: “Sicuramente arriverà una versione elettrica, per i più pigri, ma non vogliamo anticiparvi nulla adesso”.

Come siete organizzati per la vendita di Strida?

Andrea Morara: “Abbiamo tre canali di vendita in italia: il primo si avvale dei rivenditori di biciclette/motociclette che con Strida completano la loro gamma di offerta e permettono al cliente di toccare con mano il prodotto. Il secondo è lo shop on-line del sito che consente con comodità di acquistare e ricevere il giorno seguente la bici a casa, pronta per l’uso. Il terzo comprende tutta una serie di attività commerciali non convenzionalmente legate al mondo delle bici bensì al mondo della nautica, del design e dell’abbigliamento che hanno individuato in Strida un modo per diversificare la propria offerta”.

Idea originale, scelta accurata dei materiali, selezione nel design, una rete vendita completa: quindi il mondo di Strida parla al pubblico a 360°. In che modo il cliente può personalizzare Strida?

Andrea Morara: “Il cliente ha la possibilità di personalizzare la propria Strida con tutta una serie di accessori semplici da montare che vanno dalle selle e manopole di diversi colori e materiali alle parti tecniche come il reggisella o i cerchi. Per le personalizzazioni che richiedono interventi più importanti il nostro laboratorio di Roma offre assistenza e servizi per creare modelli su misura alle aziende che scelgono Strida come supporto per le proprie attività di marketing ed ai privati che vogliono distinguersi senza compromessi”.

(Foto EMILIANO GRILLI)

info Strida: www.strida.it

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