TEST: SUZUKI VAN VAN 200, RETRO’ BIKE

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Aria vintage in sella alla Van Van 200, naked-retrò praticissima e versatile che vanta consumi inesistenti e costi di gestione bassissimi. I 200 cc la rendono adatta ai tratti extraurbani…

Ci sono moto che non passano mai di moda ma, al contrario, la sposano nel tempo. Sono spesso oggetti cult e retrò che sconfinano nel Vintage proprio per quella dose intrinseca di “numeri” che sono a disposizione dell’utente.

E’ il caso della Suzuki Van Van 200, naked retrò con una massiccia spruzzata di originalità, che transita nel cuore del modello Suzuki, certamente apprezzato proprio per quelle sue caratteristiche altamente urbane che ne fanno una moto unica nel suo genere.

Suzuki Van Van 200
Suzuki Van Van 200

Una storia urbana da scrivere e riscrivere ogni giorno…

Van Van ha una storia leggera che può essere riscritta ogni giorno per le vie della città e vi assicuro che dopo averla provata, ritengo sia l’oggetto giusto per vivere le trafficate reti urbane… Nessuna pretesa ma solo estrema praticità per una guida divertente e brillante, contro ogni forma di asperità, alleggerita dalle grosse e grasse coperture tassellate che certo “spengono” molto buche, rotaie ed affini.

Costa cara ma fa risparmiare un sacco di euro…

Un po’ cara è vero, visto che potrà essere acquistata con poco più di 4.200 euro, cifra non propriamente “light” ma certamente giusta se vogliamo in rapporto all’offerta che opera su più fronti quali consumi bassissimi, praticità, ridottissimi costi di gestione, senza dimenticare che, la cubatura dei 200 cc, abbatte da sola i costi di assicurazione.

Van Van 200 2017, fascino retrò
Van Van 200 2017, fascino retrò

200 cc significa infilarsi sulle tangenziali e sui tratti extraurbani…

La Van Van 200 altro non è che un step-up del modello da 125 cc già ampiamente apprezzato anche se l’utenza chiedeva qualcosa in più da un sacco di tempo tra cui la possibilità di infilarsi sui tratti extraurbani o le tangenziali; detto fatto Suzuki ha accontentato e risposto alla domanda ed è nata questa più matura versione da 200 cc.

La Van Van 200 da vicino: consumi bassissimi e massimo comfort in sella…

Proposta in tre varianti colore, Van Van 200 sfida tutti sul tema praticità: la sella, posizionata a 770 mm da terra, comoda e larga nel tratto centrale/posteriore e questo significa massimo comfort anche per il passeggero che, una volta tanto, potrà godersi lo spettacolo del vivere le due ruote in full relax. C’è l’avviamento elettrico ed una strumentazione altamente essenziale, con il grande tachimetro analogico centrale e le spie laterali.

Suzuki Van Van 200 in città
Suzuki Van Van 200 in città

Interessanti le quote ciclistiche con 2140 mm di lunghezza ed interasse di 1385 mm ed un peso di 128 kg; e poi la pratica borsetta portattrezzi collocata sul parafango posteriore mentre l’esile serbatoio carburante contiene 6.5 litri che significano grandissima autonomia vicina ai 150 km ad andatura regolare.

Sospensioni semplici ma efficaci…

Le grosse coperture da 130/80-18” e 180/80-14” certo fanno un grande lavoro se parliamo di assorbire buche, pavè ed asperità mentre la forcella telescopica ed il mono sistemato sul forcellone fanno tutto il resto; l’impianto frenante e “vintage” con il piccolo disco anteriore e l’old style tamburo posteriore con pompa a 2 pistoncini, presenza che rende ancor più retrò questo interessante modello.

il due valvole SOHC Suzuki della Van Van 200
il due valvole SOHC Suzuki della Van Van 200

Un motore semplice da 14 CV: buone prestazioni del mono Suzuki…

Il piccolo monocilindrico 4T Suzuki da 199 cc ha quote vitali da 66×58,2 mm mentre la distribuzione è SOHC a due valvole; il rapporto di compressione è di 9,4:1 mentre all’alimentazione provvede l’iniezione elettronica con corpo farfallato rettilineo.

C’è da dire che l’intero motore è stato concepito per la massima resa “dinamica” ai bassi e medi regimi mentre il gruppo di scarico – voluminoso ed appariscente – aumenta l’efficacia ai regimi intermedi.

la sella della Van Van 200, comoda e grande
la sella della Van Van 200, comoda e grande

Ed infine, per abbassare ulteriormente le temperature d’esercizio, è stato montato un piccolo radiatore olio sulla parte anteriore sinistra del telaio in posizione frontale e questo significa poter affrontare anche lunghi percorsi in totale affidabilità.

COME VA: massima praticità, meglio di uno scooter!

Guidare Van Van 200 è un’esperienza divertente. In città, il peso ridotto, l’ampio raggio di sterzo ed il motore brillante, la rendono imbattibile e preferibile rispetto agli scooter e questo specie e soprattutto in presenza di rotaie o pavè dove mostra un’eccellente stabilità globale.

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Manovre very easy in città e consumi (quasi) inesistenti…

Ogni manovra è del tutto semplificata dalla sella bassa e dalla sua leggerezza generale oltre che dal manubrio alto e largo che consente di passare tranquillamente tra un’auto e l’altra; nel traffico Van Van 200 si muove senza indugi ed in questa situazione spiccano le sue doti di piccolo grande commuter urbano.

La sella è ampia è comoda e c’è spazio per due, così come la capienza serbatoio consente di massimizzare le escursioni urbane ed extraurbane visto che con un pieno si possono percorrere fino a 150 km!

Sospensioni ottime per la Van Van 200

Le sospensioni si comportano molto in linea con la tipologia della moto, ovvero massima “trasparenza” nel filtrare le asperità cittadine, anche in virtù delle grosse coperture tassellate; la forcella, pur se piccola nel diametro, (il layout della piastra forcella però è ampio) consente un ottimo assorbimento del territorio sottostante le coperture, così come il mono posteriore centrale, digerisce tutto senza mai brusche reazioni.

Van Van 200, massima libertà di movimento
Van Van 200, massima libertà di movimento

Motore fluido e sempre pronto…

Davvero un ottimo comportamento quello del motore Van Van 200: pastoso e regolare ai bassi regimi, si scopre potente quanto basta ai medi ed al semaforo, mostrando una grandissima regolarità di funzionamento anche a freddo; ottima la frizione, specie in città, che non strappa mai mentre il cambio è ben spaziato e le marce si innestano velocemente e senza mai incertezze. Piace la globale regolarità di funzionamento del SOCH Suzuki da cui certo non si possono pretendere performance e doti velocistiche al top, ma, proprio per questo, Van Van 200 piace e “scommette” sulle sensazioni, quello più vere, fluide ed ataviche dell’andare in moto.

LA SECONDA OPINIONE di Alessandro Pinto: Una moto che raccoglie lo sguardo dei passanti…”

Pratica e versatile, la Suzuki Van Van 200, si presenta con un look anni ’70 a metà tra una naked ed una scrambler, riportando ai tempi delle scorribande urbane fatte su moto semplici, indistruttibili ed in grado di adattarsi ad ogni tipo di fondo e utilizzo.

la seconda opinione di Alessandro Di Pinto
la seconda opinione di Alessandro Pinto

Della Van Van colpiscono le sue sproporzioni, ad iniziare dalla taglia del pneumatico tassellato posteriore, adatto alla spiaggia, per finire al sottile serbatoio che quasi scompare sotto la sella, che invece è lunga, larga alla fine e decisamente comoda. Davanti altri richiami retrò li troviamo nel faro tondo con cornice cromata, posizionato pochi centimetri più in alto rispetto agli indicatori di direzione e nell’essenzialità del quadro strumenti.

Una volta in sella, la Van Van 200 regala immediata confidenza e sicurezza anche a chi non guida una moto da tempo, dimostrandosi stabile sulle curve e maneggevole, con i suoi 128 kg di peso che poggiano su gomme importanti.  Il motore monocilindrico da 14 cavalli, pur guadagnando in coppia e potenza rispetto al 125, non è concepito per alte prestazioni, ma il suo ritmo stimola la voglia ed il piacere di guidare a lungo e rilassati per allontanarsi dalle frenesie urbane.

Perché la Van Van è una moto con cui andare ovunque, complice il bassissimo consumo di carburante che permette di fare più di 40 km con un litro, soprattutto ora che la cilindrata consente di varcare anche i caselli autostradali. La ciclistica semplice è in linea con le prestazioni, dove la forcella ed il mono ammortizzatore ben filtrano le asperità del terreno con la collaborazione dei grossi pneumatici arrotondati, mentre la frenata è garantita da un disco anteriore con pinza a due pistoncini, mentre al posteriore invece resiste il vecchio freno a tamburo. Una moto quasi fuori dai tempi che magari non è all’avanguardia per quanto riguarda soluzioni tecniche e prestazioni, ma in grado di raccogliere ugualmente lo sguardo dei passanti per il design particolare e di farsi amare da chi la guida per la sua semplicità ed i bassissimi costi di gestione.