Ford Explorer Plug-in Hybrid. 457 Cv di forza inarrestabile, spazio, avventura e libertà assoluta del viaggiare sono nel suo innato DNA

Lo spazio, l’avventura, quel concetto atavico legato alla libertà assoluta del viaggiare, sono la piattaforma su cui vengono pensati e poi costruiti i SUV di nuova generazione. E se da un lato questo concetto si esprime anche nella modalità delle forme e dei volumi, vuol dire che il viaggio diventa più ampio ed interessante. Ford Explorer Plug-in Hybrid è  proprio questo.

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Ford, quindi, ha letteralmente ampliato l’idea SUV grazie a Explorer Plug-in Hybrid: lo raccontano i suoi oltre 5 metri di lunghezza, i 2285 mm di larghezza ed i 1778 mm di altezza complessiva.

Un imponente quanto extra confortevole SUV, dunque, i cui “numeri” sono tutti spostati verso la massimizzazione degli spazi e della capienza oltre che di un’abitabilità senza eguali grazie ai sette posti veri. Ed anche qui, lo spiegano chiaramente i 2274 litri di capienza in modalità due sedili a pieno carico che diventano 330 litri con 7 sedili a pieno carico.

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Versione unica per l’Italia: V6 da 457 Cv

Dati “imponenti” certo, ma secondi solo ai 457 Cv di potenza a 5750 giri del motore biturbo V6 PHEV Eco Boost 3.0 (che si impone anche nel valore della coppia con 825 Nm), potenza che nasce dall’abbinamento del potenziale tra il motore endotermico e quello elettrico da 100 Cv.

Quest’ultimo garantisce 48 km di autonomia in full elettrico. Ed i 457 Cv fanno accelerare Explorer da 0 a 100 km/h in 6” con 230 km/h di velocità massima. Per i consumi siamo sui 2,9 litri per 100 km se parliamo di combinato.

Ovviamente Explorer ha ampie capacità operative sia su strada ma, soprattutto, su terreni difficili e questo grazie all’Intelligent All-Wheel Drive – con cambio a 10 rapporti – che si abbina al Terrain Managment System con i suoi sette Mode di guida.

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Un V6 EcoBoost dal sapore tecnologico

Di fatto, la doppia spinta endotermico/elettrico, rende Explorer davvero unico: 3000 cc di cilindrata con quote vitali da corsa “lunga” di 86 mm a fronte di un alesaggio pari a 85,4 mm ed un rapporto di compressione di 9,5:1.

Si tratta di un bialbero DOHC “quattrovalvole” mosso da catena e dotato di doppia fasatura variabile: il sei cilindri Ford vanta schema a V di 60° con testata in alluminio e monoblocco in acciaio/alluminio.

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Potente ed istantaneo, questo propulsore è forte della tecnologia ibrida innovativa. Basti pensare che il motore elettrico può essere attivato in ogni condizione d’uso con l’endotermico, pronto a “relazionarsi” con quello l’elettrico PHEV e-motor da 100 cv.

La batteria agli ioni di litio da 13,6kWh è sistemata nella parte inferiore del telaio, praticamente sotto la seconda fila di sedili, si ricarica sia da fonte esterna, sia con carica in frenata rigenerativa.

Emissioni Zero e Mode per l’autonomia della batteria

Chi guida potrà scegliere come farlo al fine di sfruttare al meglio l’autonomia: i Mode sono EV Mode, EV Now, EV Later e EV Charge. Quando la batteria abbassa il suo livello di ricarica, il sistema posiziona il Mode su EV Auto e questo per sfruttare al massimo il motore endotermico nella ricarica, combinando però l’azione anche dell’elettrico tramite l’energia di recupero.

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EV Now: Explorer funzionerà utilizzando l’energia elettrica con una gamma fino a 48 km (NEDC) –

EV Later: mantiene la batteria carica in riserva in modo che la trazione elettrica potrà essere distribuita in seguito, ad esempio quando ci si immette in una zona ZTL in città

EV: massima priorità alla ricarica della batteria mentre si guida –

EV Auto: consente l’esplorazione delle potenzialità del sistema per determinare la migliore modalità di funzionamento per prestazioni ed efficienza.

Ricarica in meno di sei ore alla presa nel box

Con tensione di 230V il tempo è di 5 ore e 50 minuti, tempo che si abbassa a 4 ore e 20 minuti utilizzando il Ford Connected Wallbox presso una stazione di ricarica pubblica. La combinazione dei due motori ha un altro vantaggio, ovvero quello di aumentare la possibilità di traino fino a 2500 kg, il che significa poter trainare barche e rimorchi e box per cavalli e questo anche e soprattutto in fuoristrada.

All-Wheel Drive, per ogni fondo un mapping dedicato

Qui gioca un ruolo fondamentale il nuovo sistema All-Wheel Drive, che analizza ogni 10 millesimi di secondo i dati provenienti da sensori dislocati ovunque e che sono capaci di “leggere” la velocità del veicolo, la temperatura aria esterna e la perdita di aderenza di una o più ruote.

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Ed a tale proposito, il Terrain Management System, permette l’ottimizzazione dei Mode di guida in funzione del percorso da affrontare e questo attraverso i Mode.

Ne fanno parte NORMAL, SPORT, TRAIL, SLIPPERY, TOW/HAUL, ECO e DEEP SNOW & SAND che “transitano” sul grande display da 12,3” (con animazione 3D) posizionato al centro del cockpit. Ovviamente, il tutto è supportato pure dall’Hill Descent Control.

Da non dimenticare l’Evasive Steering Assist, sistema precognitivo che permette la rilevazione di una manovra evasiva come quando si evita un ostacolo all’ultimo istante agendo sulla “forza” sterzante.

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Super dotazioni per un super SUV

E se in offroad fare manovra è un problema se le telecamere sono sporche, sappiate che i due occhi si puliscono da soli quando si manovra la leva delle spazzole tergicristalli. Non manca infine, la telecamera a 360° che consente una vista dall’alto dal touch screen.

Le dotazioni di Explorer sono naturalmente di prim’ordine: quadro strumenti LCD da 12,3” su cui trovare tutte le info necessarie ed i messaggi tra cui tachimetro, livello carburante, stato di carica della batteria. Non mancano dotazioni oggi necessarie a bordo con le 4 prese USB, 3 prese 12V ed una da 110V oltre alla manopola di selezione del Mode di guida che si trova dove convenzionalmente è collocata la leva del cambio.

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Telaio robusto e perfettamente isolato

Le sospensioni di Explorer “raccontano” il mood del SUV Ford: schema McPherson davanti con barra stabilizzatrice ed ammortizzatori a gas pressurizzati che ben si abbina al Multi-Link posteriore che prevede anche qui ammortizzatori a gas con barra stabilizzatrice. Il sistema frenante prevede dischi anteriori autoventilanti da 363 mm a cui si aggiungono ABS a 4 canali, EBD, ESP, EBA, AEB e Pre-Collision Assist con Active Braking. I cerchi ruota sono da 20”.

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COME VA: si guida in alto e si gode del paesaggio

Salire a bordo del super SUV Ford Explorer è sempre un’esperienza intensa. Sedute molto alte, ampio parabrezza, tetto in vetro, tutti plus che creano un “mood” legato al voler vivere l’Avventura ai massimi livelli.

Il comfort a bordo è eccellente e non manca davvero nulla. Ovviamente c’è tutto e di più e quindi do per scontato saltare questo approfondimento se non per soffermarmi su alcuni dettagli pratici.

Le sedute sono ultra-comode, la plancia è imponente ma pratica nelle sue funzionalità, mentre piace molto meno quel display verticalizzato al centro, che certo è una chiara nota stonata sulla “sobrietà autentica” degli interni di Explorer. Tutto, quindi, è concepito per essere utilizzato al meglio ed in modo pratico e forse, proprio il grande display centrale andrebbe pensato estraibile…

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Ovviamente per questa prova non potevo che mettere sotto pressione Explorer ed ho scelto neve, fango e strade guidate che salgono in quota. Scopro subito uno sterzo leggero ed intuitivo, così come mi è piaciuto il funzionamento del selettore dei Mode di guida, molto rapido nel passaggio tra un mapping e l’altro.

La massa è imponente e, girovagare in città con oltre cinque metri di veicolo, non è sempre facile. Ma Explorer non nasce per le “mura cittadine” bensì per gli spazi aperti. Su strada il comportamento è decisamente ottimo: perfetta insonorizzazione, buon filtraggio delle asperità ed una piacevole sensazione di “veleggiare” più che percorrere le strade asfaltate.

Le sospensioni svolgono perfettamente il loro compito e fanno rimanere incollato molto bene Explorer al terreno. Il rollio non è mai eccessivo ma certo le reazioni sono lente e non sempre progressive, più su strada che in fuoristrada. Il V6 3.0 si fa sentire eccome: la spinta in accelerazione è vigorosa, tonica e muscolosa ma, soprattutto, “imperativa”.

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Il biturbo è molto generoso e progressivo nel funzionamento e mantiene costante la spinta oltre che equilibrata lungo tutto l’arco di utilizzo. Il resto lo fa il cambio automatico a 10 rapporti che vanta un funzionamento pastoso con innesti quasi impercettibili. Già a 1500 giri, la spinta dei due motori si fa sentire in tutta la sua forza: c’è un mare di coppia disponibile tra 1500 e 4000 giri con rapporti abbastanza “diluiti” tra loro.

La forza di spinta de 457 Cv è davvero tanta, specie in Mode Sport, dove l’accelerazione diventa cattiva e molto incisiva, di quelle che incollano al sedili tanto per capirci! La neve, il ghiaccio ed il fango non sono MAI un problema per Explorer. Con il Mode corretto si riesce ad uscire anche da tanta neve oltre che superare ostacoli o quando ci si trova in presenza di fango mosso o canali profondi con tanta acqua.

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Explorer ha una grandissima capacità di cavarsela sempre alla grande: questo offre un plus di sicurezza in più per tutti gli occupanti. Anche in presenza di ripide salite con fondo molto “mosso”, la trazione è sempre ottimale e le ripartenze da fermo non sono mai un problema. Certo la sua mole impedisce di muoversi agilmente in offroad, specie se si devono eseguire delle manovre in poco spazio ma, l’elevata generosità dello sterzo, facilita questo compito.

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L’impianto frenante è degno della massa da rallentare: la frenata è potentissima ma modulabile, specie nella seconda fase di pressione sul pedale, quella più incisiva. Certo, prima di avventurarsi in offroad complesso, meglio dare un’occhiata al fondo che cambia, non tanto per non trovarsi in difficoltà, quanto per evitare di affondare troppo il telaio nella neve o nel fango, cosa che potrebbe creare qualche problema di trazione.

(Foto LORENZO PALLONI)

 

 

 

 

 

 

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Andrea Di Marcantonio
“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, un mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale e sull’impatto fotografico delle prove e questo da sempre. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Leonardo Di Giacobbe, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Un modo diverso di raccontare le cose, un modo originale nella ricerca delle location: tutto questo sono io ed è ciò che sono per offrire una lettura più dinamica e coinvolgente. PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”