Due chiacchiere con Davide Brivio che ci parla della Suzuki in MotoGP: test ok e tempi vicini ai migliori ma adesso arriva la fase calda, ovvero elaborare i dati raccolti nei test per trasferirli sulla moto… E’ una sfida che piace a tutti, anche se Brivio esclude che Rossi, un giorno potrà portarla in gara…

Suzuki nella MotoGP non è più un segreto… Arriverà nel 2015 senza apparizioni nelle gare 2014, ferma volontà quindi di portare in gara una moto definitiva e già molto competitiva. Qualche settimana fa si sono conclusi i test 2013, almeno in terra europea, dopo le sessioni di Misano e Mugello che hanno fornito tutta una serie di dati da portare a casa al fine di lavorare di fino sulla nuova moto, per altro già molto interessante sul piano delle prestazioni.

Vero ma, come spiega Davide Brivio in questa intervista,  è ora che arriva la zona difficile, ovvero quel miglioramento marginale che implicherà un sacco di lavoro per i tecnici di motore e telaio. La sfida Suzuki piace. Perché l’approccio è al momento cauto ma con un sorriso seminascosto dai buoni esiti dei test fin qui portati avanti. Ora si dovrà lavorare sul bilanciamento della moto e sulla sua “accordatura” con l’erogazione del motore, un quattro cilindri raffinatissimo.

Ne abbiamo parlato con Brivio tra un impegno e l’altro, quello di mettere su una squadra vincente e pronta alla sfida, anzi alla rinnovata sfida nella MotoGP. Strada in salita ma concreta, perché Suzuki gode di lunghissima tradizione racing e su un modo di lavorare molto raffinato e creativo…

Cosa avete raccolto dai test italiani tecnicamente parlando e cosa avete capito dovrete migliorare

“Dai test sono emerse indicazioni interessanti sulle quali lavorare. Come tutti abbiamo un po’ di mancanza di grip in certe situazioni e lì dobbiamo migliorare il bilanciamento generale. Poi ovviamente anche altri aspetti…”. 

Tecnicamente puoi dirci un plus tecnico della nuova Suzuki Motogp rispetto agli altri competitor?

“E’ difficile ora dire cosa abbiamo in più: molto modestamente credo nulla al momento. Bisognerebbe essere in gara per capire pregi e difetti di una moto rispetto ad un’altra”.

Dai tempi ottenuti, sembra che la moto sia un’ottima base di partenza…

“La moto è nata bene ed è ben fatta. Si vede che Suzuki ha esperienza di cose da tanti anni. Però ora viene il difficile”.

Puoi darci altre indicazioni tecniche sul motore e telaio?

“Più o meno si è già detto tutto. Motore 4 cilindri in linea e telaio che segue la consuetudine delle MotoGP più evolute”.

Adesso manca un pilota vincente sopra…. Ne no parlato per primo credo, ma Rossi potrebbe rappresentare una carta vincente: esperienza, capacità di messa a punto, velocità, concentrazione… Che ne dici?

“Credo che Valentino abbia ormai fatto la scelta di chiudere la sua carriera in Yamaha. Ha trovato un buon ambiente ed una moto con la quale si diverte”.

Quale sarà il prossimo step della Vs moto e quando verrà messa in pista in gara? Forse Valencia?

“No, continueremo i test per tutto il 2014 per rientrare l’anno dopo. Per ora ed al momento nessun programma di fare gare”.

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Andrea Di Marcantonio
“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, un mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale e sull’impatto fotografico delle prove e questo da sempre. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Leonardo Di Giacobbe, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Un modo diverso di raccontare le cose, un modo originale nella ricerca delle location: tutto questo sono io ed è ciò che sono per offrire una lettura più dinamica e coinvolgente. PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”