Una giornata in sella alla Honda CBR500R lungo un percorso ricco di natura e fascino in provincia de L’Aquila: luoghi poco turistici di grande bellezza e storia. Meno di 20 euro per percorrere oltre 280 km, merito del bicilindrico Honda e della CBR5ooR…

Estate che lentamente volge al termine, per qualcuno un po’ di vacanze fatte, qualche ricordo legato ai momenti spensierati (meritati per tutti) legati ad un periodo che, teoricamente, servirebbe a ricaricare le batterie celebrali e che invece, spesso, termina proprio sul più bello…

Quindi sono rimasti pochi euro in tasca forse e viene da chiedersi in che modo “concedersi” ancora qualcosina con quel poco che è rimasto di sole e di “possibilità economiche”. Vedrete che, con meno di venti euro (si avete letto bene!) si può organizzare una giornata per ossigenare ancora i polmoni, in posti poco battuti ed addirittura poco turistici e, anche per questo motivo, decisamente accattivanti.

…in viaggio con la CBR500R

Una giornata in sella alla Honda CBR500R che, con i suoi 48 Cv a 8500 giri è la moto ideale per questo giro che, dal basso Lazio, ci porta nel cuore dell’Abruzzo più bello e suggestivo; esattamente in provincia de L’Aquila con traguardo a Cagnano Amiterno e la bellissima piana di Cascina.

Pieno fatto all’orlo, 283 km percorsi partendo da Fiano Romano direzione Rieti e strade bellissime, tutte da guidare sia per la morfologia del territorio che per le bellezze che si affacciano davanti alla visiera del casco…

Un mix di curve da raccordare che si innestano in lunghi rettilinei o in mezzo a gole di montagna o tratti dove c’è da guidare, dove la piccola media CBR500R ha mostrato tutta la propria natura sportiva, a tratti anche sorprendendomi per la trattabilità del motore, la “giusta” potenza (moto ideale per i possessori di patente A2), l’elevata modulabilità della frenata, oltre ad una ciclistica che sconfina nella taratura quasi sportiva delle sospensioni…

La strada nel dettaglio Fiano Romano/Cagnano Amiterno

La base di partenza è Fiano Romano, facilmente raggiungibile da Roma tramite raccordo autostradale preso dal GRA (Grande Raccordo Anulare) o si può scegliere di partire, per chi abita in altre zone del Lazio, da Rieti. Da Fiano Romano si prende la SS4 Salaria direzione Rieti e, senza entrare nella cittadina, si bypassa il centro città per mezzo del raccordo statale esterno, direzione Androdoco.

In pratica la SS Salaria non viene mai lasciata e si prosegue verso Sella di Corno, Preturo e Località Cermone. Qui il bivio che porta verso il famoso Passo delle Capannelle (da fare!), meta ambita di tanti rider per via della bellissima strada guidata che porta in quota.

Ma il giro con la CBR500R cambia rotta proprio in questo punto: si procede a sinistra in direzione Pizzoli per poi arrivare a Bareta e voltare verso Cagnano Amiterno, meta di fatto poco turistica e, proprio per questo, ancor più interessante, soprattutto per le bellezze naturali attorno al piccolo paesino aquilano. Da non perdere l’assaggio dell’acqua gelatisima erogata alla fontana principale del paesino…

Un po’ di storia di Cagnano Amiterno… era l’anno 1269

Nel 1269 viene tassato dalla Corte Angioina ed appartenne al contado aquilano con il nome di Canzanum; nel 1336 fu luogo di feroci scontri tra le famiglie aquilane Pretatti e Camponeschi e nel 1569 furono messi in confini tra Cagnano e Barete; nel 1537 fu il feudo fertile di Andrea Bareale il cui figlio, Alfonso (Duca di Picenza e Cagnano) lo ereditò poi nel 1545 per poi venderlo nel 1577 ai De Torres.

Nucleo di Cagnano è Cascina, incorporato poi nel territorio della città de L’Aquila. Nella piana di Cascina (un paesaggio realmente suggestivo) si sono trovare tracce di insediamenti medioevali, grazie a murari che ne accreditano l’ipotesi di centri preesistenti agli attuali centri del Comune.

Cagnano Amiterno è uno dei 44 Comuni del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga. Un consiglio: se volete allungare la gita ad un paio di giorni, anche per visitare il Gran Sasso e quel che resta delle splendida L’Aquila, consiglio di tenere presente l’agriturismo Cascina  (www.agriturismocascina.com)

Il magico territorio scoperto in sella alla CBR500R

Morfologia tormentata per questo territorio tutto da scoprire… Si tratta di un complesso montuoso articolato con valli scavate dai corsi d’acqua che terminano nel fiume Aterno; i rilievi attorno sono ricchi di boschi nei versanti settentrionali con faggeta in alto e formazioni di Carpino Nero e Orniello in basso; interessante notare che, nelle aree più calde, si sono trovate tracce di querceti.

Ma, la zona più bella, è quella della piana di Cascina: un piano carsico a 1050 metri di altidutine che sa un po’ di fiaba, specie nelle mattinate invernali quando è abbracciato dalla nebbia. Le montagne circostanti sono ricche di boschi con betulle ed una grande ricchezza floristica, alcune delle quali molto interessanti per la farmacologia con erbe che i vecchi “strolaghi”, erboristi quasi maghi a cui si affidava la gente del luogo per i medicamenti di vario genere.

La CBR500R…in breve

Seduta comoda, larga ed ampia con manubrio largo ma ben conformato che rende agilissime la guida tra queste strade, specie quelle nei tratti più guidati. Azzeccata la triangolatura busto/manubrio/pedane, con le pedane collocate non troppo in basso,  che ricalca lo stile sportivo della CB500F.

Le ginocchia si sistemano negli incavi del serbatoio, mentre le quote contenute della CB500F, ospitano bene rider di ogni corporatura, mantenendo un buon gradiente di comfort ed abitabilità ed anche con una buona protezione aerodinamica sui tratti veloci.

Il bicilindrico Honda offre massimo dinamismo, perfetta gestione della potenza e grande facilità di guida in tutte le situazioni; il morbido cambio a sei rapporti (ben spaziato) vanta rapportatura a vantaggio dell’erogazione brillante.  Disponibile, in termini di coppia già da 3000 giri, sale fluido: da 4000 giri, si scopre  di più la forza di questo bicilindrico Honda, ed è piacevole da usare poco sopra i 5500 giri indicati; da 6000 giri in su, la potenza e l’incremento di coppia di fanno più convincenti e così fino a quota 8000 giri, momento in cui la spinta decresce.

Per cui, la zona di utilizzo migliore è “concentrata” tra 4000 e 7500 giri. Molto buono il funzionamento del cambio, così come la frizione che è morbidissima da azionare. Facilissima da guidare, la CBR500R è molto divertente da guidare, specie sul misto/stretto dove tira fuori un bel caratterino sportivo…

Sempre “svelta” a fare il suo ingresso nelle curve, la bicilindrica Honda invita alla guida “fluida”, ai cambi rapidi, complice il telaio che trasmette massima confidenza, con l’anteriore molto stabile anche a centro curva. Se la strada è levigata, la moto si trasforma: avantreno solido e molto sincero, che invita a esagerare e  che può trasformare la CBR500R in una moto agilissima anche sul medio/veloce.

Ingresso sincero con una leggera tendenza ad allargare, situazione che può essere immediatamente bypassata premendo dolcemente sul freno posteriore; ottimo l’angolo di piega, così come la trazione, anche se, la tranquilla cavalleria, non è in grado di mettere mai in crisi la bilanciatissima ciclistica Honda. Un 10 al funzionamento dell’impianto frenante, molto ben equilibrato ed adatta a tutti i tipi di “rallentamento”, dal più gentile al più violento, visto che la risposta è sempre netta ma modulabile. Gli spazi di arresto sono ridotti ed il funzionamento dell’ABS a due canali, è  sempre efficace e mai invasivo.

yachtsynergy ADV bottom
Articolo precedenteANNALISA MINETTI MADRINA DEI PILOTI DISABILI
Articolo successivoYOUTHSTREAM EVENTS: ADDIO INTERNAZIONALI SM
Andrea Di Marcantonio
“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, un mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale e sull’impatto fotografico delle prove e questo da sempre. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Leonardo Di Giacobbe, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Un modo diverso di raccontare le cose, un modo originale nella ricerca delle location: tutto questo sono io ed è ciò che sono per offrire una lettura più dinamica e coinvolgente. PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”