Molti non sanno cosa significhi la completa riorganizzazione di un paddock gare. Ne abbiamo parlato con Roberto Bianchini di FX Action, Promoter dell’Italiano MX

Questa è stata una delle stagioni più difficili per il Motorsport tutto: Covid-19 ha fatto molte vittime e lo ha fatto su più livelli. Prima di tutto le persone, le loro storie tragiche con l’impotenza di non poter gestire nulla in un virus così aggressivo e letale. Poi ci sono le attività, il lavoro e lo sport, rimasto “paralizzato” per quasi quattro mesi e senza nessuna certezza circa la ripresa.

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Danni collaterali importanti ma la voglia di fare è stata tanta

Poi, man mano, le attività hanno rivisto la luce, ma i danni collaterali sono stati enormi: umani, economici, organizzativi senza dimenticare che, proprio il Motorsport così tutto lo sport agonistico, ha dovuto fare i conti con tanti annullamenti delle manifestazioni. E questo ha avuto un prezzo altissimo pure per i Promoter che, specie nel Motorsport, hanno dovuto correre ai ripari riorganizzando e ripianificando le date delle gare con nuove e più rigide regole anti-contatto. Tanto caos quindi e troppe cose da gestire per un Promoter, tenendo presente anche delle perdite economiche di queste “strutture” alle cui spalle ci sono persone, famiglie, vite.

Anche il Motocross ha quindi subito un taglio delle gare se parliamo di Campionato Italiano MX così come anche PROGETTO MX ha dovuto attendere la riaperture delle gare per partire. Insomma, una stagione molto complessa per tutti ed è per questo che ne abbiamo voluto parlare con Roberto Bianchini di FX Action, Promoter del Campionato Italiano MX oltre che di molte altre manifestazioni legate alle ruote tassellate.

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Un lavoro esemplare anche dei MC

Per FX Action è quindi un anno molto complicato vista la tardiva ripresa delle gare, cosa che ha comportato uno stop delle attività già in calendario tra febbraio e luglio. Questo significa perdite economiche che non tutti possono comprendere e non tutti possono superare. Ma Bianchini ed il suo staff si sono rimboccati le maniche all’italiana e con loro tutti i MC che hanno fatto e stanno facendo un lavoro esemplare nella riorganizzazione delle gare, degli spazi in circuito per il rispetto delle “distanza di sicurezza” anti Covid. A tutti loro un plauso concreto quindi.

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“I moto club hanno dimostrato una volta di più di essere la spina dorsale dell’attività sportiva – spiega Roberto Bianchini – organizzare una manifestazione in questo periodo, assumendosi tutti i rischi del caso, è una scelta coraggiosa e di grande responsabilità. Senza questa disponibilità da parte loro, non saremmo ripartiti”.

Il pilota, l’appassionato pensa al proprio obiettivo che è quello di correre, dimenticando troppo spesso il grande lavoro che c’è stato alle spalle della ripartenza. Così, tra paure e regole rigide, lo scorso 18 luglio è ufficialmente partito il Campionato Italiano MX 2020, un traguardo raggiunto con lo sforzo di un’intera categoria di persone appassionate e coerenti che hanno a cuore questo sport.

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Ho quindi pensato di raccontare cosa ci sia alle spalle di una “riorganizzazione gare” nel periodo Covid-19, quali siano le difficoltà i problemi nell’allestire un tracciato con le nuove e ben più rigide regole.

Sono entrato tecnicamente in uno spazio “chiuso” avendolo vissuto in prima persona lo scorso 18 luglio nella prima gara di Faenza per PROGETTO MX: ho visto cosa significhi per un MC allestire una pista senza prevedere pubblico, cosa significhi per un Promoter gestire una gara ed un Campionato in simili situazioni ed ho scoperto, una volta di più, quanta passione ci sia alle spalle delle tante persone che lavorano in questo piccolo grande settore dell’offroad. Certo ci sono state e ci saranno critiche, ma questo fa parte del gioco. FX Action ha lavorato sodo per arrivare pronto alla prima gara 2020 ed è ancora al lavoro nell’imparare questa “nuova gestione” delle manifestazioni.

Di tutto questo ne ho parlato proprio con Bianchini e solo dalle sue parole potrete capire cosa significa stare dall’altra parte della barricata, una trincea dove si lavora anche dieci ore al giorno per ultimare la pista, pronta così a garantire spettacolo ma, soprattutto, la massima sicurezza per tutti…

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L’INTERVISTA A ROBERTO BIANCHINI/FX ACTION

Al segnale della ripresa gare, prima di riavviare tutto, cosa hai pensato davvero?

“Che finalmente potevo ricominciare a lavorare, ma anche che mi sarei trovato davanti alla sfida più difficile della mia storia da manager e promoter”.

Cosa significa per un Promoter partire da zero dentro una situazione che non si conosce?

“Credo che non ci siano grosse differenze tra un promoter e chi fa qualsiasi altro lavoro. Quella che stiamo vivendo è una situazione che ha investito tutto il mondo, senza eccezioni. Inoltre, non esistono precedenti e quindi nessuno, nemmeno gli scienziati più illustri, ha soluzioni certe. Noi, come promoter, abbiamo il compito di rispettare e far rispettare le regole e i principi che ci vengono dettati dalle istituzioni che organizzano l’attività sportiva. Dentro questo ambito ci muoviamo, cercando di continuare a fare al meglio quello che facevamo prima della pandemia”.

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Scelte facili o scelte molto complesse?

“Entrambe le cose. Scelte facili perché l’attività è strutturata secondo i protocolli sanitari delle istituzioni politiche e sportive, quindi le regole esistono già e bisogna limitarsi ad applicarle. Scelte complesse perché, all’interno di queste regole, noi dobbiamo cercare di garantire un servizio. E ogni volta ci sono piccoli e grandi ostacoli da superare sul momento”.

Quali sono state le Vs prime valutazioni sull’allestimento dell’Italiano MX post Covid?

“Abbiamo oltre 30 gare in quattro mesi. In molte domeniche siamo impegnati in due o anche tre gare concomitanti in giro per l’Italia, quindi stiamo affrontando uno sforzo veramente straordinario. Però non si poteva fare diversamente: i mesi di lockdown avevano ridotto in maniera drammatica il tempo a disposizione per le gare e la FMI ha fatto un mezzo miracolo a garantire un minimo di prove a tutti i campionati”.

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In che modo i MC vi sono stati vicini ed hanno supportato l’intera operazione?

“I moto club hanno dimostrato una volta di più di essere la spina dorsale dell’attività sportiva. Organizzare una manifestazione in questo periodo, assumendosi tutti i rischi del caso, è una scelta coraggiosa e di grande responsabilità. Senza questa disponibilità da parte loro, non saremmo ripartiti”.

Nuovi protocolli, nuove regole: la Federazione come vi è stata accanto in questa delicata operazione di “ripristino”

“Ci siamo confrontati periodicamente con i responsabili federali per tutto il periodo di lockdown. Devo ringraziare il presidente Copioli, che mi ha mostrato la sua vicinanza, facendomi capire che questa battaglia l’avremmo combattuta tutti insieme”.

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Sarà una stagione sostenibile per FXAction se parliamo di costi/ricavi?

“Questo dipenderà molto dagli sviluppi della situazione economica, visto che noi viviamo grazie agli sponsor. Per il momento posso dire che i partner stanno confermando il loro supporto e noi continuiamo a lavorare con entusiasmo, ma i conti li potremo fare solo a fine stagione”.

Ed i piloti come si stanno comportando nei paddock gare?

“I piloti sono uno spaccato delle persone che incontriamo tutti i giorni in giro per strada. Ci sono quelli che rispettano le regole in maniera pedissequa e quelli a cui bisogna ricordare di farlo. Ma in generale vedo che ogni domenica migliora l’attenzione su questo tema: i ragazzi hanno capito che, se si chiude di nuovo, i primi a rimetterci sono loro”. 

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Quali sono stati i feedback con i team principal alla prima gara dell’Italiano?

“Abbiamo a che fare con dei professionisti che partecipano a gare internazionali e sono abituati a rispettare procedure e protocolli, per cui, una volta capito il meccanismo, non ci sono stati problemi”.

Secondo te, c’è una possibilità di nuovo lockdown in vista dell’aumento contagi? E se sì, cosa farete?

“Sinceramente non voglio nemmeno pensare a quest’ipotesi. Noi per il momento continuiamo a lavorare per portare a termine la stagione nel migliore dei modi, siamo già troppo presi da questo”.

Da questa esperienza “forzata” di concentrare tutto un campionato i 4 + 4 gare, cosa ha imparato FX Action come team?

“Finora sono davvero orgoglioso del lavoro che stiamo facendo. Come ho già detto, il nostro staff molto spesso deve dividersi tra una pista e l’altra e non è facile coordinare tutto, a volte senza neanche essere presenti. Però ho visto fin dall’inizio la volontà da parte di tutti i ragazzi a fare quel sacrificio in più che, in un momento come questo, fa la differenza”.

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Cosa ti aspetti ora dalla Federazione ora che i Campionati Italiani sono partiti?

“Continuare a lavorare in sinergia per portare a termine la stagione al meglio. Anche loro, come tutti, stanno fronteggiando una situazione nuova, che cambia di giorno in giorno. Non ho invidiato chi ha dovuto prendere decisioni importanti in questi mesi terribili”.

Una tua speranza per questa stagione che si chiuderà più o meno ad ottobre per tutti…

“Che sia l’ultima segnata da questa terribile pandemia. Abbiamo dovuto rinunciare a tante cose, sia nella vita di tutti i giorni che nei nostri programmi lavorativi, e non voglio pensare che diventi un’abitudine”.

Personalmente, a te cosa ha insegnato la riorganizzazione delle piste e come le avete strutturate visto che le gare sono a porte chiuse? Rivedremo un po’ di pubblico?

“La riorganizzazione degli spazi negli impianti è competenza del moto club organizzatore e per fortuna a Ponte a Egola abbiamo ricominciato a vedere un po’ di pubblico a bordo pista”.

(Foto GIUSEPPE CARDILLO)

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