SUZUKI SWIFT SPORT, TURBO D’EFFETTO

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Nuova Suzuki SWIFT Sport è una piccola ma esaltante sportiva grazie al motore BOOSTERJET turbo da 140 CV abbinato ad un nuovo e rinforzato telaio. Vettura ampiamente godibile su strada ed in pista che mostra sempre un bel carattere dinamico

Suzuki SWIFT è un modello iconico per la Casa giapponese e lo è per motivi vari, primo tra tutti un design decisamente accattivante che, su nuova SWIFT, la rende ancor più appetibile. Il nuovo modello ha guadagnato in aggressività funzionale e stile soprattutto, quella che serve per rendere una vettura dinamicamente appetibile.

E quindi oggi sono a bordo della versione sportiva, ovvero la SPORT, apprezzatissima nel mondo racing con tante iniziative da parte di Suzuki Italia (Rally Italia Talent ad esempio), se parliamo di selezionare nuovi e giovanissimi talenti al volante.

Su SWIFT Sport spicca un rapporto peso/potenza eccellente con un’iniezione di dinamica impresso dal nuovo propulsore BOOSTERJET da 140 CV e ben 230 Nm di coppia, che significa un incremento di aggressività di ben 70 Nm rispetto al modello precedente. E poi, come già accennato, quel rapporto peso/potenza ideale in virtù dei 975 kg di peso, una vera light-sport dalla natura esaltante.

I punti di forza della SWIFT Sport

La reattività, garantita dal peso ridotto e da un telaio con elevate capacità della scocca, il design, molto accattivante grazie al frontale aggressivo, ai passaruota larghi, all’estrattore senza dimenticare lo spoiler sul tetto, fino all’accoglienza degli interni, sportivi e funzionali grazie a sedili anteriori molto contenitivi ed accurato design globale.

Peso ridotto e scocca più rigida ne fanno una piccola bomba sportiva

SWIFT Sport prende forma grazie alla piattaforma HEARTECH, che, tradotto in concetti tecnici, significa leggerezza ed elevata rigidità. Il pianale quindi è stato rivisto e quindi il telaio non è più “segmentato” ma prevede oggi un design più snello, fluido ed arrotondato.

La particolare forma del telaio quindi, consente una migliore dissipazione dell’energia in caso di crash mentre la sua rigidità è stata aumentata aumentando i punti di saldatura previsti. Risultato? Miglior rapporto tra sterzata ed angolo d’imbardata.

Il propulsore BOOSTERJET: grande coppia, sempre

Questo potente quattro cilindri Suzuki, vanta cubatura di 1373 cc, rapporto di compressione pari a 9,9:1 e quote vitali di 73×82 mm; la coppia massima di 230 Nm viene espressa tra 2500 e 3500 giri, grazie pure alla turbina “tutta coppia” fin dai regimi più bassi, caratteristica che determina una grande linearità nello “sviluppo” di potenza e fluidità. Mai come su questo motore quindi, il “concetto downsizing” qui trova miglior collocazione, come dimostra la ratio peso/coppia pari a 4,2 kg/Nm.

Iniettori a 7 fori e wastegate elettronica

L’iniezione elettronica diretta vanta iniettori a 7 fori per una migliore atomizzazione del carburante e maggiore pressione mentre l’intero sistema legato alla sovralimentazione, è gestito da una valvola wastegate chiusa nella guida normale ma pronta ad aprirsi alla minima sollecitazione dell’acceleratore per poi richiudersi quando si viaggia a velocità costante.

Altre caratteristiche sono il sistema di controllo della pressione alimentazione al fine di ridurre sia i PM che i PN (tipo e quantità del particolato), doppio sensore pressione aria aspirata, intercooler raffreddato ad aria e collettori aspirazione corti e scarico integrati nella testata. Le 16 valvole sono “spinte” da bilancieri a rullo mentre è prevista la fasatura variabile sull’aspirazione VVT. Rivisto anche il cambio, non solo nel leveraggio ma nella meccanica interna.

Sospensioni Monroe, tenuta racing

Suzuki SWIFT Sport è equipaggiata con ammortizzatori Monroe: lo schema sospensioni segue il “concetto” MacPherson a molle elicoidali mentre per ridurre il rollio troviamo una barra stabilizzatrice di maggior sezione ed una nuova boccola in Teflon. Mozzo ruota e supporti sono ora in blocco unico il che significa il 15% di rigidità in più se parliamo di camber. Dietro c’è una barra di torsione e molle elicoidali, creata per rendere la vettura tagliente nei cambi direzione oltre ad un’ottima stabilità se la velocità cresce.

Il braccio longitudinale non modifica troppo l’assetto in curva mentre la rigidità è stata aumentata 1,4 volte in più rispetto alla vecchia Sport e la stabilità del camber è ora superiore di ben 3 volte. E poi, la particolare rigidità del ponte torcente, abbatte ogni forma di rollio, grazie pure ai due ammortizzatori Monroe dotati di nuove valvole e capacità di filtraggio migliorate.

Masao Kobori, Capo Ingegnere PROGETTO SWIFT SPORT: “Sappiamo che i nostri Clienti apprezzano la guida sportiva più di qualsiasi altra cosa, quindi per la terza generazione di SWIFT Sport il concept perseguito nello sviluppo è stato ottenere la massima emozione nella guida. Avevamo un eccellente punto di partenza, perché la nuova piattaforma SWIFT HEARTECT è incredibilmente rigida e leggera. La nostra squadra aveva centinaia di nuove idee stilistiche e progettuali, ma hanno trovato applicazione solo quelle che hanno aumentato le prestazioni e il feeling di guida. Abbiamo voluto realizzare un nuovo più basso e più largo, e dalla massa ridotta. È più leggera, più reattiva, più veloce. È più aggressiva ed emozionante; abbiamo inoltre affinato gli aspetti che la rendono più pratica nell’uso quotidiano. il feeling della frizione, la corsa della leva del cambio, i sedili e il volante. Ogni elemento mette il pilota al centro dell’esperienza di guida. C’è una storia dietro SWIFT Sport. Dal 2005 rappresenta un modello speciale, che combina la praticità di un hatchback a prestazioni da vera sportiva”.

COME VA in sintesi

Accogliente al suo interno, dotata di tutte le ultime dotazioni di sicurezza, raffinata nel design esterno ed anche un po’ provocante: ecco in sintesi cosa “leggo” quando mi avvicino alla nuova Suzuki SWIFT Sport. Le sedute sono accoglienti, gli interni un pelino spartani ma decisamente funzionali e c’è tutto quello che serve per divertirsi. Questo motore BOOSTERJET da 140 CV mi piace davvero perché “pieno” a tutti i regimi, fluido alla minima sollecitazione dell’acceleratore, pronto e ribelle se serve. Tonico fin da 2000 giri, sale “pieno” con una sovralimentazione che spinge ma senza dare fastidio, direi più incisiva sulle marce alte mentre in basso c’è “schiena” e potenza quanto basta.

Dai 2800 giri sale più “pieno” mentre a 3000 giri la spinta diventa più decisa anche se mai ingombrante; tutto questo accompagnato da uno sterzo fluido, da un assetto eccellente ma, soprattutto, da un telaio su cui si avverte il lavoro fatto se parliamo di rigidità aumentata. Infatti, specie nelle “esse” veloci, SWIFT Sport è decisamente più cattiva in inserimento, affilata nei cambi di direzione repentini con un assetto sempre abbastanza neutro.

In ingresso curva c’è una leggera tendenza al sottosterzo, ma basta pelare un po’ l’acceleratore per “ristabilizzare” in traiettoria la piccola sportiva Suzuki. Ottima l’accelerazione in uscita, mentre a centro curva è molto stabile con un minimo slittamento delle ruote esterne in piena accelerazione.

Neutra pure in frenata, area secondo me da rivedere, non tanto sull’efficacia, quanto sulla “durata” della stessa, specie girando in pista; in staccata la vettura non si scompone quasi mai, segno di un buon bilanciamento globale come pure si possono tenere “sotto controllo” i trasferimenti di carico in piena decelerazione, con il posteriore vettura che va “tenuto” un pelino con i freni.

Buono il funzionamento del cambio, preciso ma con corsa a mio avviso da accorciare mentre tornando al 4 cilindri Suzuki scopro una grande presenza motore poco sopra i 4000 giri che termina con un discreto allungo. Certamente è un motore che potrebbe esprimere molto di più, come dimostrano le vetture preparate per le iniziative Suzuki ma, per uso stradale, si fa spazio il rapporto tra prestazioni ed ottimi consumi

(Foto Andrea Tosi)

Andrea Di Marcantonio

Andrea Di Marcantonio

“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, un mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale e sull’impatto fotografico delle prove e questo da sempre. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Leonardo Di Giacobbe, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Un modo diverso di raccontare le cose, un modo originale nella ricerca delle location: tutto questo sono io ed è ciò che sono per offrire una lettura più dinamica e coinvolgente. PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”