MOTO GP: INTERVISTA A CARLO PERNAT

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Dopo Sepang è tempo di tracciare un primissimo bilancio dei test MotoGP 2019. Lo facciamo con Carlo Pernat che ci passa sensazioni sullo stato reale delle cose e con le voci dei piloti alla fine del DAY3

Test terminati, tempo di primissimi bilanci sulle moto, sui piloti, sulle ipotesi della stagione 2019. Certamente un concentrato unico e mai uguale. Quest’anno poi, di carne al fuoco ce n’è un sacco per davvero, anche per via dei “cambi” moto/piloti che ci sono stati.

Ne abbiamo parlato con Carlo Pernat che, come nel suo stile unico, racconta in modo chiaro ed asciutto la realtà delle cose. In questa intervista analizzeremo con lui lo stato delle cose, le moto ed i piloti 2019, anche se, molti di loro, devono ancora esprimersi al meglio. È il caso della coppia Honda Marquez/Lorenzo, malconci entrambi ma quasi pronti per il campionato.

Pernat batte forte su molti concetti chiave tra cui appunto la coppia Honda, lo stato di grazia Ducati, una KTM quasi deludente, i progressi Yamaha, le prestazioni Suzuki, la grande occasione di vincere il titolo per Andrea Dovizioso, l’arrivo di Petrucci, ma pure le ottime performance di Pecco Bagnaia ed il nuovo inizio per Aprilia. Sarà comunque una MotoGP bellissima.

Carlo una tua impressione su questi tre giorni di test

“Prima di tutto ci sono dei dati oggettivi che, a mio avviso, non vanno dimenticati. Parto da Honda perché è campione del mondo anche se credo che abbiano dei problemi soprattutto per ciò che riguarda i piloti. Mi sembra che l’intervento alla spalla di Marquez non sia andato poi così bene visto che non è ancora a posto e quindi, i suoi tempi di recupero, sembrano più lunghi rispetto al previsto. Poi c’è lo scafoide di Jorge Lorenzo, pilota che ancora non ha girato e provato davvero la moto, per cui ritengo complesso dare un giudizio. Credo che per Marquez e Lorenzo i primi tre GP non saranno facili, viste le loro condizioni fisiche, anche se ancora dev’essere deliberato il motore”.

Ducati, una volta di più, ha invece dimostrato di essere la moto di riferimento per tutti. Non è un caso che davanti a tutti ci siano i quattro migliori mentre la moto è realmente la numero uno, anche per merito di Dall’Igna che ha molto curato l’aerodinamica, combattendo così i giapponesi fuori dal loro campo. Ed infatti, su questo tema, sono loro oggi quelli che inseguono…”

“Per Yamaha invece, sarà una stagione importante perché se riusciranno davvero a mettersi a posto tecnicamente, tornando la moto di riferimento come lo è stata tre anni fa, Valentino Rossi riuscirà a stare lì con i primissimi. Per Vinales, beh lui è forte, quindi credo che tutto l’insieme dipenderà più dai piloti che dal caso.

Nel 2018 hanno certamente sbagliato motore, un po’ come fece Suzuki un paio di stagioni fa ed infatti Yamaha ha dovuto lavorare con quello che aveva. un po’ come avere una coperta troppo lunga o troppo corta senza riuscire a trovare la strada corretta. Si sono miscelati più problemi insieme: motore, telaio, ciclistica ed elettronica”.

Suzuki è invece una gran bella moto ed il team sta lavorando davvero molto bene. Loro sono molto passisti ed i loro telai sono stati sempre i migliori anche se il motore pagava un po’ in tema di massima velocità. Oggi si sono adeguati in tal senso ed è tornata ad essere una vera factory. Nel 2018 i tecnici hanno lavorato su un motore Open mentre da quest’anno non potranno metterci le mani. Guintoli è stata un’ottima scelta come collaudatore, conosce le moto, ha vinto molto in SBK e quindi è utilissimo per lo sviluppo. L’unica critica è che investono sempre sui giovani, avrebbero potuto prendere Lorenzo ed invece hanno fatto altre scelte per i piloti che però richiedono tempo per maturare. Mancanza di ambizione? Non lo so, peccato perché la gestione è ottima”.

KTM sinceramente ha un po’ deluso. Hanno tanti mezzi e molte capacità, Stanno facendo meno bene di quanto si pensasse potessero fare. Ad esempio, l’aerodinamica per loro non è poi così importante mentre a mio avviso questo discorso potrebbe risultare un’errata valutazione complessiva. Vero che i costi salgono per gli studi sull’aerodinamica, ma è pur vero che aiuta”.

Aprilia invece, sta facendo quello che avrebbe dovuto fare tre anni fa, visto che oggi sta ricominciando tutto da capo. Oggi hanno messo in piedi una vera struttura per le moto con un team principal, un responsabile tecnico, uomini dedicati al progetto stesso oltre al team di sviluppo. Per loro quindi è una sorta di anno zero, ma comunque ci vorranno grandi investimenti. Il passato è tutto da dimenticare perché sbagliato”.

Parliamo della sorpresa non sorpresa Bagnaia…

“Pecco? Attenzione a Bagnaia dico! Lo si vede di che pasta è fatto, a me ricorda il Biaggi dei vecchi tempi, cattivo sportivamente parlando, veloce, preciso nella guida. Dalla sua ha pure la fortuna, rispetto magari a Morbidelli – che ha iniziato l’avventura MotoGP con problemi al team -, di essere, al suo primo anno in MotoGP, in un team valido come lo è Pramac Racing, davvero un signor team dove c’è una moto ufficiale ed un’altra semi ufficiale e la gestione tecnica è eccellente sia per ciò che riguarda Guidotti che i suoi tecnici. E poi, infine, c’è il supporto Ducati. È un team che ha tirato fuori un sacco di giovani velocissimi e questa è un’ottima base anche per i piloti se parliamo di formazione. Bagnaia farà parlare di se anche in MotoGP…” 

Ed allora cosa pensi di Petrucci 2019?

“Petrucci quest’anno ha davanti a sé l’occasione della vita. Occasione che però si è costruito lui perché non avendo l’esperienza Moto3, Moto2 ma arrivando dalla STK, si è allenato ma, soprattutto, ci ha messo del suo per arrivare dov’è. Oggi guida una Ducati ufficiale ed ha un bel jolly da giocare”.

Valentino Rossi, carta d’identità “taroccata”…

“Rossi, come dico sempre scherzando, ha certamente la carta d’identità taroccata… Corre da venticinquenne perché fa delle gare uniche se la moto va bene. A 40 anni quasi, margini di miglioramento credo non ne hai più, a 25 ne hai eccome ma credo che Valentino è uno che si allena moltissimo ogni giorno, al Ranch con i ragazzi, magari per giocarsi la pizza e quindi il suo spirito è assolutamente fresco, giovane. Certo lui ha una paura folle di mollare ed infatti è sempre full immersion nelle moto. Il dopo di Rossi è la VR46 e bisogna dirgli grazie perché questa struttura è unica al mondo… Al suo interno c’è gente competente al 100%”.

Duello Marquez/Lorenzo 2019?

“Non li abbiamo visti in gara ancora ma, dalle dichiarazioni fatte, sono due galli in un pollaio. Sarà molto complesso gestirli, Marquez ti sorride sempre anche quando sei nel corpo a corpo, Lorenzo è più nervoso nel globale e quindi prevedo pure alcune scaramucce sia verbali che in pista. Psicologicamente è più forte Marc ma se tutto funziona Jorge è unico. Honda non ha cercato questo confronto ma piuttosto ha tolto un ottimo pilota alla concorrenza.”

La stagione di Andrea Dovizioso? Chi vincerà il mondiale?

“Andrea è cresciuto molto ed è un quasi Marquez. Ora tocca a lui quest’anno e con questa moto il mondiale se lo deve giocare tutto. Ha battuto Marquez lo sappiamo e può farlo ancora. Chi ha il numero 1 sulla carena parte favorito, quindi direi Marquez ma sarà un mondiale con tante incognite e pretendenti. Lorenzo, Ducati fortissima, la mission impossible di Valentino Rossi, insomma di roba ce n’è tanta per un mondiale molto interessante”

DUCATI: GRAN FORMA PER TUTTI I PILOTI E BAGNAIA VA FORTE…

Danilo Petrucci (1°): “Oggi siamo partiti decisamente bene: avevo in programma di fare due ‘time attack’ ma un tentativo effettuato con la gomma media al posteriore è stato sufficiente, e quando ho visto il mio tempo sullo schermo sono rimasto davvero molto contento. Successivamente siamo tornati a concentrarci nel provare alcune altre soluzioni, ma purtroppo intorno a metà giornata sono scivolato mentre stavo provando la nuova carena. Visto poi l’intensificarsi dei miei problemi con le vesciche alle mani, abbiamo deciso di fermarci in anticipo per risparmiare le energie e farci trovare al meglio ai prossimi test in Qatar. Il bilancio di questi tre giorni è comunque molto positivo”.

Pecco Bagnaia (2°): “Sono molto contento per il lavoro che abbiamo fatto. Abbiamo creato una buona base di setting per iniziare bene in Qatar. Dobbiamo lavorare ancora su alcuni dettagli a livello di elettronica ma devo comunque ammettere di essere davvero soddisfatto. Il time attack è stato molto buono e anche il passo non è male. Faremo in Qatar la simulazione di gara”.

Jack Miller (3°): “La nostra velocità è davvero buona. Sono molto felice per questo aspetto. Non sono molto soddisfatto per la simulazione gara ma la temperatura era davvero alta ed ho avuto poco feeling con le gomme. Peccato per la caduta. Mi dispiace soprattutto per i ragazzi del team che hanno lavorato molto bene in questi giorni”.

Andrea Dovizioso (4º): “Sono molto soddisfatto del bilancio di questi tre giorni. Oggi era importante tornare a spingere al limite, perché quest’anno abbiamo solo test due a disposizione prima di iniziare il campionato, ed abbiamo siglato un buon crono sul giro singolo, dopo essere riusciti ieri ad essere molto costanti anche nel ‘long run’. Il fatto poi di avere diverse Ducati nelle prime posizioni è un’ulteriore conferma che la nostra base è buona. Oggi abbiamo utilizzato anche la nuova carena, ed è stata una prova positiva. È presto per trarre conclusioni e ci resta ancora un po’ di lavoro da fare, ma sono contento dei riscontri raccolti qui ed ora continueremo a lavorare per migliorare ulteriormente”.

YAMAHA/VINALES: UN OTTIMO BINOMIO 2019?

Maverick Viñales (5°): “Il test è stato davvero buono. In realtà ho saltato un time attack al mattino che avevo pianificato di fare nel pomeriggio, ma alla fine faceva così caldo che la gomma scivolava molto, quindi non ho potuto migliorare il mio tempo sul giro dalla mattina. Ad ogni modo, sono contento perché durante la simulazione di gara mi sono sentito bene. Ero davvero stanco, ma mi sentivo bene con la moto. Giorno dopo giorno la moto funzionava in modo abbastanza simile, come nell’ultima prova. Ottieni sempre riscontri positivi e negativi testando nuovi elementi. Ora dobbiamo arrivare ad una conclusione per vedere se dovremmo portare la nuova carenatura in Qatar. Ho anche fatto alcuni giri dietro i nostri rivali, quindi ho potuto confrontare come funziona la nostra moto, e non è male. Sono rimasti solo alcuni piccoli dettagli e questa è la cosa più importante. L’anno scorso erano alcuni passi avanti, e ora siamo più vicini.”

HONDA: MARQUEZ SERENO, ORA SI ASPETTA JORGE LORENZO

Marc Marquez, (11°): “Il terzo giorno è stato molto positivo, soprattutto con le mie condizioni fisiche – mi sento molto meglio. Ieri ero preoccupato per la guida di oggi, ma mi sono svegliato e mi sono sentito meglio. Oggi siamo riusciti a provare molte cose per la Honda e mi sono sentito davvero bene in sella. Tutto quello che avevamo programmato di fare questo test, l’abbiamo fatto. Certo, mi sarebbe piaciuto guidare di più, ma abbiamo dovuto prenderlo un po’ alla leggera. Non sono caduto e abbiamo provato le cose più importanti per il Team Repsol Honda, per questo sono contento”.

ROSSI NON TROPPO SODDISFATTO, TANTE IDEE MA C’E’ MOLTO DA FARE

Valentino Rossi (10°): “Sono contento perché alcune cose hanno funzionato bene e abbiamo migliorato le nostre prestazioni, altre cose dalle quali ci aspettavamo molto purtroppo non ci hanno portato ciò di cui abbiamo bisogno.

Quindi, per me, è positivo, perché è il primo test e abbiamo migliorato alcune cose, ma abbiamo molto lavoro da fare. Il divario è abbastanza grande, quindi abbiamo bisogno di tempo. Sono contento dell’atmosfera e soprattutto delle idee all’interno del garage, sembra che Yamaha sia molto concentrata sul miglioramento, quindi questo è importante.”

 

SUZUKI: OTTIMO LAVORO CON RINS 11°

Davide Brivio – Team Manager: “Alla fine di questi tre giorni ci sentiamo felici del lavoro che abbiamo svolto. Abbiamo testato un sacco di cose e i piloti hanno lavorato intensamente allo sviluppo della moto. Abbiamo confermato il nostro pacchetto 2019 e abbiamo confrontato diversi componenti. Ora tutto è più chiaro in termini di ciò che funziona meglio. Ora andremo al test del Qatar, dove metteremo tutto insieme con una sorta di pacchetto finale per la prima gara. Alex era molto concentrato e veloce, con molti buoni giri. E Joan è stato in grado di affrontarlo in questo ultimo giorno, dopo aver messo tutto insieme, e ci sentiamo bene con la sua progressione e il suo lavoro. Sylvain ci ha aiutato molto nella scelta delle parti, quindi grazie a lui ea tutto il nostro staff per il loro duro lavoro durante l’inverno.”

Ken Kawauchi – Responsabile tecnico: “È stato un test molto positivo, i nostri quattro piloti, Rins, Mir, Guintoli e Tsuda, hanno fatto un ottimo lavoro. Ci ha aiutato che il tempo era molto buono e durante i nostri sei giorni in totale abbiamo completato molte cose utili. Abbiamo portato molti nuovi componenti qui, quindi la cosa principale era scegliere quelli che avremmo usato per la gara, e siamo stati in grado di fare alcune importanti selezioni. Siamo tutti molto stanchi di questo duro lavoro, ma riteniamo che sia stato molto produttivo”

Alex Rins (12°): “Oggi è stata una giornata molto positiva, e lo erano anche i due giorni precedenti. Abbiamo provato un sacco di cose e abbiamo sviluppato la moto di più, quindi ritengo che il nostro pacchetto sia ancora migliore ora. Sono stato in grado di fare molti giri… Di sicuro abbiamo bisogno di continuare a lavorare e provare alcune altre cose in Qatar che non abbiamo avuto la possibilità di controllare qui. E gli ingegneri continueranno a lavorare. Sento che il campionato sarà davvero interessante quest’anno, ci sono molti piloti vicini ed il livello è molto alto”.

TEST SEPANG, COSI’ ALLA FINE DEI TRE GIORNI DI TEST

  1. PETRUCCI, Danilo Mission Winnow Ducati 1:58.239
  2. BAGNAIA, Francesco Alma Pramac Racing 1:58.302 0.063 0.063
  3. MILLER, Jack Alma Pramac Racing 1:58.366 0.127 0.064
  4. DOVIZIOSO, Andrea Mission Winnow Ducati 1:58.538 0.299 0.172
  5. VIÑALES, Maverick Monster Energy Yamaha MotoGP 1:58.644 0.405 0.106
  6. CRUTCHLOW, Cal LCR Honda CASTROL 1:58.780 0.541 0.136
  7. ESPARGARO, Aleix Aprilia Racing Team Gresini 1:59.022 0.783 0.242
  8. MORBIDELLI, Franco Petronas Yamaha SRT 1:59.141 0.902 0.119
  9. NAKAGAMI, Takaaki LCR Honda IDEMITSU 1:59.148 0.909 0.007
  10. ROSSI, Valentino Monster Energy Yamaha MotoGP 1:59.155 0.916 0.007
  11. MARQUEZ, Marc Repsol Honda Team 1:59.170 0.931 0.015
  12. RINS, Alex Team Suzuki Ecstar 1:59.180 0.941 0.010
  13. BRADL, Stefan Honda Test Team 1:59.368 1.129 0.188
  14. RABAT, Tito Reale Avintia Racing 1:59.485 1.246 0.117
  15. MIR, Joan Team Suzuki Ecstar 1:59.486 1.247 0.001
  16. QUARTARARO, Fabio Petronas Yamaha SRT 1:59.497 1.258 0.011
  17. ZARCO, Johann Red Bull KTM Factory Racing 1:59.640 1.401 0.143
  18. ESPARGARO, Pol Red Bull KTM Factory Racing 1:59.751 1.512 0.111
  19. OLIVEIRA, Miguel KTM Tech 3 Racing 1:59.949 1.710 0.198
  20. ABRAHAM, Karel Reale Avintia Racing 2:00.378 2.139 0.429
Andrea Di Marcantonio

Andrea Di Marcantonio

“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, un mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale e sull’impatto fotografico delle prove e questo da sempre. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Leonardo Di Giacobbe, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Un modo diverso di raccontare le cose, un modo originale nella ricerca delle location: tutto questo sono io ed è ciò che sono per offrire una lettura più dinamica e coinvolgente. PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”