Davide Brivio si racconta tra mille sfaccettature della sua carriera e quella di Valentino Rossi, il cui obiettivo oggi è vincere con la sua Ducati ed il suo Team…

Nelle sue parole c’è tutto l’entusiasmo, il legame umano e sportivo verso le corse, suo habitat ormai diventato naturale da quando Davide Brivio e Valentino Rossi si sono incontrati… Con Rossi ha condiviso molto e tanto di corse, condiviso scariche di adrenalina a non finire, vissuto momenti intensi che hanno per sempre segnato la sua vita di persona ma, soprattutto, di Team Manager Yamaha prima, di Manager di Valentino oggi. E che con tutte le sfumature ed i toni di colore possibili…

Come dice lo stesso Brivio (persona sensibile e sempre molto attenta all’elemento umano), è passato dall’altra parte della barricata, in un momento difficile per Rossi, per Ducati e per quel Vale che tutti siamo abituati a veder vincere, divertendosi, giocando con gli avversari, tutti, anche quelli più tosti… In questa intervista “strappata” tra un viaggio e l’altro, Davide Brivio racconta un po’ gli umori e, specie dietro le righe, s’intravede che all’orizzonte esiste forse un nuovo futuro, una diversa opportunità per Rossi, oggi occupato a capire la sua Ducati, a comprenderne tutte le sfaccettature tecniche, anche se a volte, per quanti passi avanti si fanno, se ne percorrono altrettanti che confondono “questo cammino non facile” di Team, squadra e pilota.

Brivio inoltre fa intuire che l’ambiente rivuole il suo Vale che vince, il suo Valentino sereno e sicuro, quello che sorride a fine gara e che stacca forte, che sorprende sempre. Aumentano però anche i suoi “detrattori” che certo hanno fiumi di parole da spendere sui mancati (realmente troppi) risultati sportivi di Rossi, anche se, per dirla tutta, Ducati e Valentino provano da settimane soluzioni tecniche e qualche progresso c’è stato ed è evidente, anche se forse è ancora “troppo poco per vincere le gare”… A Le Mans è andata bene, ma le condizioni non erano quelle dell’intero campionato.

E poi c’è qualcosa che invece fa intuire che forse, il futuro di Rossi, potrebbe essere altrove se venissero meno le condizioni primarie; perché l’attesa tecnica Ducati dura da molto tempo. E’ certo però che il binomio Ducati/Rossi s’impegna e lavora per portare questa moto ad un livello ottimale, che consenta al pilota di essere li davanti, ancora in prima fila… Futuro aperto allora, mentre Brivio sostiene che Rossi vuole vincere ancora e vorrebbe farlo, è ovvio, con la sua Ducati…

E se nella precedente intervista a Carlo Fiorani, lo stesso manager Honda ha dichiarato che non gli dispiacerebbe che Vale migrasse in SBK nel 2013 magari, dall’altra parte c’è un Davide Brivio che forse nulla esclude. Perché il prossimo 2013 è quantomai aperto visto che “le squadre cercano piloti e piloti cercano squadre”. Parole di un attento e sempre diplomatico Davide Brivio…

Come è cambiato il tuo approccio alla MotoGP da Team manager Yamaha a Team manager di Rossi?

“E’ un lavoro completamente diverso. Sono passato dall’altra parte della barricata. Credo però che l’esperienza maturata nella squadra sia molto importante per riuscire a capire come può ragionare un’azienda o come prende certe decisioni. Il lavoro di Team Manager però mi manca!”

Come è avvenuto step by step questo “passaggio”, passato quasi in ombra… E’ così?

“Quando Valentino era in Yamaha, con il benestare dell’azienda, io già lo aiutavo su alcuni contratti personali. Quando ha deciso di passare alla Ducati mi ha chiesto se avessi voluto continuare a lavorare per lui ed ho accettato. Ho ovviamente dovuto lasciare la Yamaha per questo”.

Che stimoli nuovi ha trovato in questa “nuova vita professionale”?

“Lavorare per e con Valentino è molto stimolante. Trattandosi di un’icona mondiale dello sport ci si ritrova in situazioni o trattative piacevoli e molto professionali. Quando ci sono problemi nascono gli stimoli per risolverli”.

Parliamo di Valentino… Scontento, agonisticamente quasi frustrato, annoiato da una Ducati che non lo soddisfa…  lui cosa dice davvero a microfoni spenti?

“Valentino è ovviamente dispiaciuto di non poter lottare per la vittoria dato che ha le qualità per farlo. Detto questo sta lavorando insieme a Ducati per uscirne il prima possibile e cercare di migliorare tutto il pacchetto”.

A tuo avviso, cosa non va in Ducati? Hayden sembra più “sereno” mentre Vale molto meno…

“E’ un progetto nuovo perché non hanno mai fatto un telaio di questo tipo. Bisogna fare esperienza e capire dove si può migliorare. Ci vuole del tempo…”

Prima di entrare in Ducati, sapevate quello che vi aspettava? Con quella moto dopotutto Stoner ha vinto un mondiale…

“Ci aspettavamo di essere competitivi anche con la Ducati consapevoli che ci sarebbe stato da lavorare un po’”.

Hai mai pensato di dire a Rossi “Vale, lasciamo perdere… e andiamo in SBK”? E l’idea di creare un nuovo team con Yamaha, casa con cui Rossi si è trovato bene.

“Valentino continua a lavorare duramente e l’unico obiettivo è migliorare sempre di più questa moto”.

Torniamo a te… raccontaci il tuo lavoro di manager, una tua giornata tipo fuori dalle corse…

“Il lavoro si svolge molto al telefono e con le e-mail. Così si tengono molti contatti di questi tempi. Poi ci sono molti incontri. A volte prospettano cose molto interessanti che spesso non si dimostrano tali. Ci offrono molte opportunità, anche le più disparate…”

Davide Brivio quanto scommette ancora sull’effetto Valentino Rossi?

“E’ evidente che il pubblico e la stampa aspettano ancora Valentino. Appena facciamo bene se ne parla molto. Ma se ne parla sempre e quindi direi che Valentino è popolare come al solito…”

Da ciò che vivi ogni giorno con Valentino, in Ducati oggi ci sono più contrasti o è una squadra realmente affiatata?

“E’ una bella squadra. C’è una bella atmosfera e mancano solo i risultati…”

Rossi e Preziosi si sono mai parlati serenamente a cuore aperto?

“Lo fanno sempre!”

Davide Brivio ieri e oggi: cosa e come ritieni sia cresciuto professionalmente parlando?

“Con il tempo e l’esperienza cerchi di ridurre gli errori, rimanendo però aggiornato, cercando di stare al passo con i tempi. Lavorare in gruppo è un’esperienza stimolante e piacevole. Vorrei ricominciare tutto un’altra volta…”

La motoGP è un mondo che ti piace? Oppure…

“Un appassionato di motociclismo ama il suo mondo e questo è il mio”.

Valentino potrebbe domani dire stop, basta con Ducati e restare fermo fino a nuova squadra tutta da inventare?

“Valentino vuole correre ancora in MotoGP e lottare per vincere. E sta lavorando per avere questa situazione nel 2013…”

Qualcuno dice che Rossi non ha più stimoli, personalmente, ma conta poca la mia opinione, non credo affatto sia così…Ma a chi pensa questo cosa vorresti rispondere?

“Il partito degli anti-Rossi è cresciuto molto. Dopo aver vinto per tanto tempo ci aspettavano al varco. Ma non voglio rispondere nulla. Ognuno ha le sue idee. Poi arriva una gara come Le Mans e zitti tutti. Ma sarà sempre così…”

Rossi potrebbe tornare alla Honda? E’ un’ipotesi surreale forse ma se qualcuno bussasse alla vostra porta…?

“Per il 2013 tutto è possibile perché le squadre cercano piloti e piloti cercano squadre. Al momento però pensiamo solo a mettere a posto questa Ducati”.

Hai nostalgia per la vita da box? E dell’adrenalina delle gare vissute al fianco della tua ex squadra?

“Molta nostalgia. Vorrei rifare tutto un’altra volta. Ho vissuto emozioni incredibili, mi sono divertito e realizzato i miei sogni”.

Cosa ti manca degli anni trascorsi in Yamaha?

“La gestione della squadra, degli uomini, l’adrenalina della gara e l’atmosfera che c’era…”

Un episodio con che ti è rimasto impresso nella tua carriera…

“Tantissimi…. La vittoria di Welkom 2004 e tante altre gare con Valentino. Troppe da elencare… Poi la gara di Hockenheim 2000 con Haga in SBK”.

Un bilancio sereno sulla tua vita professionale fino ad oggi… Soddisfatto al 100%?

“Non sono mai soddisfatto del tutto.. Inseguo sempre qualcosa.. Appena arriva, penso al prossimo obiettivo.. Terribile…”

Ultima domanda: quando tornerà a vincere Rossi?

“Io penso molto presto… prima della fine della carriera vincerà ancora molte gare…”

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Andrea Di Marcantonio
“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, un mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale e sull’impatto fotografico delle prove e questo da sempre. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Leonardo Di Giacobbe, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Un modo diverso di raccontare le cose, un modo originale nella ricerca delle location: tutto questo sono io ed è ciò che sono per offrire una lettura più dinamica e coinvolgente. PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”