Come sempre, Kayo Moto, sa stupire. Con la nuova K2 PRO è stato fatto un salto qualitativo per prestazioni e cura dei dettagli che proiettano Kayo nel futuro
Come sempre, Kayo Moto, sa stupire. Questa Azienda si affaccia poco a poco sul mercato low cost ma è in realtà un colosso cinese in grado di avere in casa propria un R&D e tutta una serie di fornitore di elevata qualità. E la nuova K2 PRO è la prova di questa qualità.

Il messaggio passante quindi, è quello di un’Azienda molto ambiziosa, anche stimolata dal mercato oltre che da un’idea di “passione” che bada molto alla sostanza. Kayo Moto dunque progetta e costruisce in casa quad, pitbike, minicross, e-bike, dirtbike e molto altro ma sempre con la stessa metodologia nell’offrire prodotti affidabili e competitivi se parliamo di prezzo finale.

Il grande impegno di Autofantasy
Ma un ottimo lavoro lo sta facendo anche Kayo Italia/Autofantasy, importatore italiano del marchio cinese che, con grande entusiasmo, porta avanti una filosofia di pensiero più europea che cerca tecnologia e prodotti che possano piacere ad un pubblico esigente.

Kayo Moto promesse mantenute
Fatte queste premesse, oggi parliamo del tema Dirtbike, ovvero moto da cross/enduro dedicata al pubblico anche adulto. L’idea finale è quella di spesa giusta molta resa! Con la K2, provata due anni fa, avevamo aperto un tema, ovvero quello di una moto molto efficacie e divertente commercializzata ad un prezzo accessibilissimo.

Ma Kayo Moto ha voluto superarsi con questa nuova K2 PRO, decisamente più potente, accattivante oltre che molto più curata nel design delle grafiche oltre che nella sua tecnica come sospensioni, forcellone e motore. La PRO nasce per il motocross ma pure per l’enduro, visto che il fettucciato è alla sua portata, regalando un sacco di divertimento.

Ma a chi è adatta questa K2 PRO?
E’ adatta al pubblico giovane sì, ma anche a quello adulto viste le dimensioni delle ruote 21 e 18”, un po’ un singolo incrocio tra una 85 2T ed una 125 cc, quindi quote giuste per ogni esigenza di guida che regalano divertimento a profusione.

Una moto facilissima da guidare la PRO e che non stanca. Poco impegno massima resa per usare un altro concetto che arrivi dritto all’idea concreta di una moto decisamente originale ed autentica.
Come è fatta: soluzioni sempre valide con qualcosa in più
L’aspetto convince, visto che K2 PRO è esteticamente molto accattivante. Telaio arancio, grafiche nero/arancio, forcellone nero e cerchi alluminio, questo è mood della dirtbike Kayo.
Partiamo dal prezzo, 2.590,00 euro Iva e spedizione comprese, a cui, consigliamo di aggiungere una cifra modesta per farvela montare da mani esperte e questo perché, prima di entrare in pista, vale la pena controllare tiro catena e tensione dei raggi ruota.
La PRO è anche comoda
La sella è molto ampia ed il pilota potrà “scivolare” nella posizione voluta senza problemi e questo per piantare ancor più l’avantreno a terra. A livello di sospensioni scopriamo la valida forcella da 800 mm che però non è regolabile (su questo Kayo dovrebbe offrire qualcosina in più) mentre il mono da 420 mm è regolabile sia nel precarico quanto nel freno idraulico per mezzo della classica vite sul piedino.

Il telaio della PRO è disegnato da Kayo: si tratta di un classico doppia culla inferiore con trave discendente ed un cannotto molto robusto; la zona posteriore del telaio inoltre, presenta tubolari ovali nella parte posteriore del motore e pedane sul telaio con telaietto smontabile.

Cerchi 21/18”, accoppiata vincente
I cerchi ruota in acciaio, sono 1,6x 21” e 2,15×18” con coperture da 80/100 davanti e 110/90 dietro: potente l’impianto frenante con unità anteriore di grande diametro e posteriore alleggerito, entrambi serviti da pinze a doppio e singolo pistoncino.
La moto pesa 106 kg a secco mentre la capacità serbatoio è notevole con 6,7 litri che ne aumentano il range di autonomia in caso di uso più enduristico. L’altezza sella è per tutti con i suoi 890 mm ed una luce a terra notevole per superare ogni ostacolo.

Motore SOHC da 16,5 Cv e cubatura aumentata
Ed infine il motore SOHC raffreddato ad aria che, rispetto alla K2, guadagna 20cc in più, passando da 230 a 250 cc grazie alle nuove quote vitali di 72×61,4 mm. La potenza così passa a circa 16,5 Cv a 8500 giri con valore di coppia di 18 Nm a 6500 giri.
Rispetto alla K2 è stato rivisto l’imbiellaggio, più robusto, alzato il rapporto di compressione a 9,25:1 e una lavorazione più puntuale sulla fasatura di distribuzione. Il ratio finale prevede un rapporto più lungo rispetto alla K2 con pignone/corona da 13/45T.


