Oltre 100 anni di piacere di guida, efficienza e prestazioni. Da oltre un secolo, il motore a 6 cilindri è espressione del DNA Audi
Questa architettura Audi, abbina forte presenza ai bassi, coppia e propensione agli alti regimi oltre a dimensioni compatte. Un concept tecnico che sa dire la sua in oltre 100 anni di storia, progettato in molteplici configurazioni: dall’alimentazione benzina al Diesel, dalla sovralimentazione mediante compressore volumetrico, all’utilizzo di due turbine. Ed ancora, dalla trazione posteriore a quella anteriore o integrale sempre nel segno del piacere di guida, dell’efficienza e delle performance.
Fino ad arrivare allo stato dell’arte del 6 cilindri, oggi rappresentato dalla rinnovata gamma V6 Audi. A partire dalla superiore equilibratura rispetto alle unità a quattro cilindri, complice la migliore cadenza di accensione, e dalla elevata leggerezza e propensione a salire rapidamente di giri rispetto ai V8.
Il motore a 6 cilindri quindi, è in grado di abbinare un marcato contenimento delle dimensioni con un’elevata rigidità strutturale, è la perfetta sintesi di potenza e compattezza tanto da essere adottato sia nella serie sia in Formula 1, la massima espressione del motorsport.

La prima Audi a 6 cilindri della storia.
Il propulsore, posizionato anteriormente, era caratterizzato dalla disposizione in linea dei cilindri, dalla costruzione in lega leggera con singolo albero a camme in testa – entrambe soluzioni pionieristiche per l’epoca – e da una cilindrata di 4,7 litri in grado di erogare 70 CV.
Con questa vettura a trazione posteriore August Horch, fondatore dell’omonimo Brand e di Audi, volle dimostrare come il Marchio fosse pronto per competere con Mercedes e Horch stessa. Di fatto, costituì l’ingresso Audi nel segmento “premium”.

Audi Front UW 225 (1934–1938).
Un’auto in anticipo sui tempi di oltre trent’anni. Il 6 cilindri in linea di 2,3 litri lavorava in abbinamento alla trazione anteriore. Una soluzione avveniristica per l’epoca e che costituiva un unicum a livello europeo: all’eccellente stabilità e alla favorevole distribuzione dei pesi si accompagnava un comportamento stradale nettamente più moderno rispetto alle rivali a trazione posteriore.
Divenne l’emblema della vocazione Audi ad andare oltre quanto noto, sperimentando soluzioni non convenzionali in grado di portare benefici concreti agli utilizzatori.

Audi 100 C4 (1990–1997).
Il V6 che ha consacrato Audi. Appartenente alla serie EA835, che attraverso molteplici evoluzioni ha accompagnato per quasi trent’anni la produzione dei quattro anelli, era caratterizzato da un angolo tra le bancate di 90°, dal monoblocco integralmente in alluminio e da dimensioni compatte. Il V6, nato con testate a 2 valvole per cilindro e successivamente evoluto nella configurazione a 5 valvole per cilindro, era proposto nelle varianti 2.6 da 150 CV e 2.8 da 174 CV. Brillava per fluidità e qualità costruttiva.

Audi RS4 Avant (B5) (1999-2001) Il mito del biturbo
Primo modello RS “firmato” quattro GmbH, la divisione sportiva dei quattro anelli successivamente evolutasi in Audi Sport GmbH, Audi RS 4 Avant (B5) si avvaleva di un V6 2.7 biturbo a 5 valvole per cilindro.
Gli ingegneri di quattro GmbH lavorarono sul propulsore per garantire una “fame di giri” e un’erogazione di coppia sconosciute all’unità di partenza. In collaborazione con la britannica Cosworth Technology, sino al 2004 affiliata di Audi AG, venne rivista la testata e furono ridisegnati i condotti di aspirazione e scarico.
I turbocompressori, dalla portata maggiorata, garantirono una superiore pressione di sovralimentazione. Interventi che portarono a 380 i cavalli erogati dal V6. Prodotta a Neckarsulm in 6.043 esemplari, Audi RS 4 Avant B5 è una vettura da collezione.

Audi A6 (C6/C7) V6 3.0 TDI (2004-2018) ù
La Regina delle lunghe percorrenze. Il V6 TDI Audi è il propulsore che ha accompagnato l’Europa dei grandi viaggiatori per quasi due decenni. Nelle diverse evoluzioni con potenze da 225 a 326 CV (quest’ultimo step appannaggio della configurazione biturbo introdotta dalla serie C7) era il perfetto equilibrio tra elevata coppia (sino a 650 Nm) e consumi da vettura compatta, specie in autostrada.
La versione biturbo di A6 C7 ha visto evolvere il classico 3.0 TDI in un vero e proprio motore sportivo, dal sound cupo e dalla progressione travolgente.

Audi S4 V6 3.0 TFSI (2009–2016).
Questo è il V6 Audi più bilanciato di sempre. Sovralimentato mediante compressore volumetrico erogava 333 CV e, soprattutto, brillava per elasticità e prontezza di risposta alle pressioni dell’acceleratore.
Ha dimostrato come il “downsizing” non fosse necessariamente sinonimo di rinuncia bensì potesse portare in dote una straordinaria dinamica di marcia grazie al peso ridotto rispetto ai V8.

Audi A6 e Audi Q5 V6 3.0 TDI (2026).
Powertrain generator, compressore elettrico e turbocompressore. Portato al debutto da nuova Audi A5 (da Audi S5 in ambito V6), il sistema MHEV plus a 48 Volt garantisce un superiore livello di elettrificazione della tecnologia mild-hybrid.
Audi evolve ulteriormente tale soluzione abbinandovi per la prima volta la doppia sovralimentazione mediante turbocompressore a gas di scarico e compressore elettrico: un’inedita configurazione, forte di 299 CV, stato dell’arte della propulsione Diesel tanto da garantire una risposta alle pressioni dell’acceleratore pressoché istantanea a vantaggio di riprese e accelerazioni brucianti.
Il nuovo V6 TDI si fregia di un’elevata spinta sin dai regimi più bassi. Il picco di coppia (580 Nm) viene erogato già a 1.500 giri/min ed è costante sino a 3.620 giri/min.

Audi RS 5 (2026)
La prima RS plug-in della storia. Il cuore del powertrain è costituito dal possente V6 2.9 TFSI biturbo – evoluto rispetto a quanto appannaggio di Audi RS 4 Avant – e da un motore a elettroni da 177 CV integrato nel cambio tiptronic a otto rapporti.

Con una coppia massima di 600 Nm costante da 2.000 a 5.000 giri/min – un range straordinariamente ampio – e una potenza di 510 CV, il V6 2.9 TFSI può contare su ben 60 CV in più rispetto alla precedente generazione.
La sovralimentazione è affidata a due turbocompressori a geometria variabile e la propensione all’allungo è degna di nota, tanto da sprigionare la massima potenza sino a 6.800 giri/min. Grazie all’interazione del V6 termico e dell’unità a elettroni, Audi RS 5 può contare su di una potenza massima complessiva di 639 CV e una coppia di 825 Nm.

