L’idea era demolire questa Honda FT500, poi l’intuito di realizzare una special in stile flat/cafè racer. L’ha realizzata Andrea Andreani/First Aid Motor, personaggio che vive nel profondo racing ed ha fatto della propria passione uno stile di vita

Ci sono luoghi e storie che raccontano emozioni vere. Emozioni che nascono spesso all’interno di un’officina, dopo una giornata di lavoro, quando le serrande si abbassano, i clienti se ne vanno e puoi quindi spazio alle idee creative che ti girano nella testa a velocità incontrollabile.

Ho avvertito con forza queste sensazioni appena entrato in quella di Andrea Andreani, tecnico di livello ed appassionato moto ma, soprattutto, persona che ama ciò che fa perché il suo lavoro rappresenta molto della sua personalità articolata. Vive di moto, ama questo settore ed ha trascorso molto tempo all’interno della sua officina, luogo che lascerà presto per massimizzare la già intensa collaborazione con VR46.

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Approccio decisamente professionale

Andrea punta all’obiettivo e lo fa sempre con schiettezza e naturale propensione alla sua passione, seconda solo alla grande voglia di fare, di creare, di “scolpire” il suo tempo dando forme concrete alle proprie creazioni. La prova tangibile è questa originalissima Honda FT500, “specchio” di come Andrea “legge” l’idea Cafè Racer.

Guidando questa special, ho avvertito quanto sia influente quest’area geografica, ricca sotto il profilo della passione ma, soprattutto, del significato profondo del termine racing, siamo infatti a due passi da Tavullia e non serve aggiungere altro…

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Giusto mix tra idee e componenti

La Cafè Racer by First Aid Motor (questo il nome dell’attività di Andrea Andreani) è quindi un azzeccato e funzionale puzzle di tante parti ma soprattutto di molte idee che si incrociano tra telaio, ciclistica, forcellone, design e colorazione. Un’idea originale che mette insieme tutto il bello della creatività, quella più geniale, direi anche goliardica ed esclusiva, con l’aggiunta di quel gusto motociclistico tra idea nativa e prodotto finito.

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Un po’ di storia: l’idea di FT500 by Andrea Andreani. Demolirla? No grazie!

Questa special ha una storia particolare: tutto parte da un amico che per motivi di lavoro parte e va all’estero lasciando questa FT500 e l’incarico di demolirla proprio ad Andrea. Questa Honda lui la conosceva bene, visto che aveva gravitato nella sua officina nei 20 anni di attività, provvedendo di volta in volta alla sua manutenzione.

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Certo l’idea di buttarla via non era piaciuta per niente al tecnico di Gabicce e quindi d’istinto decise di ricoverarla in officina in attesa del momento giusto per iniziare a lavorarci su. Dopo un po’ di tempo partirono i lavori creativi (lo slogan era mantenere senza stravolgere), con l’obiettivo finale di realizzare una special a costo zero con cui andare a passeggio, utilizzando tanto de materiale presente in officina.

Iniziamo il viaggio alla scoperta della special FT500

Si parte dal modello nativo del 1982, caratterizzato dal cerchio anteriore da 19” e posteriore da 18”, dal motore monocilindrico Honda da 500 cc che erogava 34 Cv a 6200 giri con valore di coppia di 40 Nm a 5000 giri e da una ciclistica “semplice” nella sua essenza.

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Telaio STD, cartucce by ANDREANI full regolation

Andrea, con un approccio spesso critico ma metodico ed attento, ha lavorato moltissimo proprio sulla “forbice” ciclistica/guidabilità: il telaio della special rimane quello STD così come ruote e serbatoio. L’opera di assemblaggio inizia dalla sostituzione della forcella STD con quella della Kawasaki Z750, dotata però di cartucce by ANDREANI GROUP, opportunamente modificate nel setting, soprattutto per il diverso peso finale tra le due moto; la molla vanta un K più morbido quindi, mentre sono previste tutte le regolazioni.

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La piastra forcella è quella della Z750 così come l’intero avantreno, compresa la sostituzione dei cuscinetti di sterzo, passati da radiali a conici al fine di aumentare la “linearità” di sterzo.

Sempre della Z750 è pure l’impianto frenante anteriore (il perno ruota è quello STD), ma i dischi – di differente design – da 300 mm, sono della ABM su cui lavorano ora guarnizioni di attrito PFC in carbonio. Il montaggio del disco anteriore poi, ha richiesto un adattamento per essere assemblato, utilizzando distanziali e due flange imbullonate.

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Il disco posteriore vanta pinza prelevata da una Yamaha R1/1987 con pompa e disco sempre made in Japan prelevata da una vecchia Honda (e mitica) NS125. Salendo più in alto infine, scopriamo un parafango proveniente dalla Ducati Monster.

Dietro c’è la coppia Ohlins e le splendide pedane racing

L’area vintage si respira anche soprattutto nella zona posteriore: c’è una coppia di ammortizzatori Ohlins by ANDREANI GROUP che vantano un adeguato setting idraulico e molle differenti. La parte centrale/bassa della moto è letteralmente dominata dalle splendide pedane racing, tipologia utilizzata pure per quelle del passeggero.

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Sono elementi EURORACING “riuniti” in un mix di più parti abbinate tra loro ma soprattutto caratterizzate dalla presenza del doppio Uniball. I due elementi lavorano sul pezzo forte di questa creazione, ovvero il forcellone di una Yamaha R1/2007 dotato di capriata inferiore ed accorciato per l’occasione di ben 22 cm, su cui sono stati ricavati i due attacchi per i mono, operazione chiusa in due step di test su strada.

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Dal proiettore anteriore alla palpebra: un accoppiamento vintage riuscito

La visione dell’insieme era molto importante per Andrea Andreani e quindi il frontale rappresentava un “pezzo” essenziale della “mimica facciale” della moto: il proiettore anteriore è quello di uno scooter mentre la palpebra è quella minimale by RIZOMA anche se, il pezzo meno in vista dell’assemblaggio, sono i due attacchi che arrivano da due risers poi modificati a mano (a suon di lima come ci ha spiegato Andrea). Si fanno notare gli indicatori di direzione Cafè Race/Napoli.

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Una delle aree di maggior lavoro della creazione, è stato il riposizionamento e la creazione di un nuovo impianto elettrico: l’obiettivo era ottenere un impianto pulito e “vicino alla serie” se parliamo di precisione di assemblaggio, cablaggi, passaggi e sistemazione, per questo, notti insonni sono state trascorse in officina. L’intera parte elettrica di collegamento tra i vari accessori e la moto (che in origine è sistemata nel faro), è stata spostata interamente sotto la sella. Un lavoro di pazienza per davvero!

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Impostazione di guida: flat track style

Saliamo ancora fino al manubrio, elemento da 28 mm della ABM, supportato da risers artigianali realizzati dal tecnico della First Aid Motor che ospita un comando frizione a filo della Domino (del tipo millimetrico) ma, soprattutto, un’azzeccata pompa freno BRAKING da 19 mm del tipo full regolation; non mancano due specchietti di “estrazione” Aprilia Scarabeo.

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Sul serbatoio domina il logo Fist Aid Motor

Il successo estetico della FT500 by Andreani è merito pure della sua “pungente” ed eclettica colorazione e del design che richiama il logo First Aid Motor: parte della verniciatura e grafica sono state curate da DID mentre Kustom Garage ha completato l’opera . Spostandoci verso la coda della special FT500, notiamo la particolare sella “piatta” (che ha funzione ergonomica come vedremo poi nella parte dinamica) realizzata da Andrea mentre il codone (che richiama il passato) è opera della TECSTRA mentre luce posteriore e porta targa, arrivano dalla MOTO MIX di Rimini.

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Motore: pochissime modifiche sulla linea di alimentazione

Affidabile, robusto, ricco di coppia. Il monocilindrico Honda è stato solo “affinato” tecnicamente, specie sulla linea di alimentazione, sullo scarico, sulla carburazione e sul percorso dello sfiato olio. Andrea ha tolto l’intera cassa filtro ed ora il carburatore respira quasi ad aria libera per mezzo di un filtro K&N, soluzione che ha ovviamente richiesto poi un nuovo setting per la carburazione per il getto del max.

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Molto azzeccato ed in stile con questa special FT500, il nuovo scarico “triconico” con passaggio basso, realizzato artigianalmente da Andrea che ha lavorato sia sui collettori di una Yamaha R6 che sul “corpo silenziatore” di una Kawasaki ZX-10.

COME VA: positiva, divertente, nata per riscoprire la moto con la M maiuscola

Andrea mi ha fatto trovare la sua FT500 già fuori dell’officina, sul cavalletto racing tanto per farmi capire che siamo in una zona dove le cose si fanno per bene… Scopro fin da subito una moto pulita, priva di fili a vista che punta tutto sulla “scorrevolezza” dell’occhio quando viene osservata. A naso mi piace l’abbinamento cromatico, l’idea del manubrio stile Flat così come mi convincono le belle pedane, non troppo arretrate ma estremamente funzionali.

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In sella si siede naturali, comodi, ergonomicamente seduti all’interno di un triangolo perfetto ma, soprattutto, “logico” nell’essere stato concepito: busto leggermente caricato sul davanti ma non troppo, sterzo che nella guida non “spinge” sulle spalle ma, al contrario, fa scaricare tutto in parte sulle pedane, in parte sulla sella che, come accennato prima, ha una funzione ergonomica importante nella posizione di guida di questa special.

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In estrema sintesi, il pilota “siede” quasi su pedane e sella, liberando così le forze generate in staccata ed annullando quasi del tutto quella sensazione di affaticamento dei polsi e del busto superiore altezza spalle; quindi Andrea ha fatto davvero un ottimo lavoro ergonomico, il cui “risultato” è stato oggetto di prove e test con la positiva esperienza di una guida snella, facile e concepita per “far strada”.

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Le braccia sono leggermente larghe e questo aumenta quel gradiente di controllo, specie quando si inizia a guidare sul misto/stretto, territorio fertile da queste parti. Pochi km per adattarsi al comportamento della moto (specie in inserimento) e scopro che guidare questa FT500 è davvero gustoso: il motore è sempre trattabile e la sua erogazione omogenea e lineare pervade ogni curva, ogni accelerazione, ogni allungo, con il risultato di una guida “di coppia” tonica già da 2000 giri. Certo, molto del merito di questa “trattabilità generale” è merito dell’azzeccata rapportatura finale, su cui Andrea ha davvero lavorato parecchio.

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Si è sempre con il giusto rapporto “dentro” ma con quel gradiente di spinta utile anche con le marce alte, cosa che invita ad utilizzare poco il cambio proprio per la corretta forbice legata al tiro del monocilindrico abbinato alla corretta rapportatura finale. Il sound emesso dallo scarico poi, è accattivante ma mai invasivo, cupo in accelerazione piena, più “light” a gas parzializzato e, la presenza del filtro K&N e lo scarico aperto, danno origine a graditi ritorni quando si chiude il gas in piena decelerazione. In quanto ad allungo, il motore Honda spinge sincero anche se, l’area più godibile per questa FT500, è quella compresa tra 3600 e 5500 giri.

In tema di sospensioni c’è un 30 e lode su tutto: mi ha sorpreso il lavoro della forcella, lineare, pulita, in grado di “acciuffare” ogni asperità senza mai restituire colpi al pilota, così come ho apprezzato il lavoro sulle minime ma anche il controllo della compressione in staccata, sempre sul guidato.

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Avantreno da capire ma poi sempre sincero, puoi fidarti e buttarla dentro ed anche se le strade non pulitissime mi hanno impedito di “spingere” un pelino di più, ho intuito la grande sincerità del compound idraulico; buono anche il ritorno, mai troppo “frettoloso” ma perfettamente gestito dall’idraulica ed in questo la perfetta posizione del pilota aiuta non poco, visto che non “spinge” mai troppo sul manubrio.

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Senti correre via l’asfalto sotto la ruota anteriore ma hai sempre la marcata sensazione che puoi fidarti in appoggio, tanto la forcella concede moltissimo a dispetto della ruota da 19” che certo, ma solo in questo caso, non limita i destra/sinistra rapidi ed anche repentini.

Ottimo il galleggiamento della forcella: morbida il giusto quei primi cm, va via via indurendosi man mano che si scende nell’escursione fino al “controllo” totale dell’idraulica; anche la coppia posteriore svolge bene il proprio lavoro, anche se, nella resa globale, vince l’unità anteriore. I due mono sono un pelino “appuntiti” sulle minime gibbosità ma nulla viene scaricato sulla schiena sempre per via dell’ottima ergonomia.

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Sincero ed efficacie il lavoro dell’impianto frenante: l’anteriore è preciso, tonico ed aggressivo se serve con la moto che, anche frenando forte, non si scompone mai. Buona la confidenza con la leva, mai spugnosa ma al contrario modulabile e precisissima mentre il disco posteriore è anche lui sincero ed aiuta anche per stabilizzare la moto a centro curva.

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Conclusioni

Ha ragione Andrea quando mi spiega che questa moto ama far strada: il suo segreto è quindi l’insieme delle “esperienze” di una vita ma soprattutto di un tecnico attento e capace che ha trascorso da un lato una vita tra i motori e la gente, dall’altro ha imparato ad ascoltare le esigenze degli altri (i piloti in tal senso sono un’ottima scuola) se parliamo di due ruote.  Per chiudere posso dire che, provando questa special, ho realmente riscoperto quel piacere fantasioso di guidare una moto. Una moto divertente, diversa dal solito questa FT500, così com’è diverso quel gradiente di passione che solo da queste parti si respira con così forza e chiara purezza…racing.

LA VIDEO INTERVISTA: ANDREA ANDREANI, FIRST AID MOTOR

(Foto e video ANDREA TOSI)

(Andrea Andreani ringrazia: ANDREANI GROUP, EURORACING, MOTOMIX, DID, KUSTOM GARAGE, 322 RACING SERVICE)