PROVA: MAHINDRA KUV100, L’ECLETTICO

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KUV 100, primo citySUV Mahindra. Spazioso, praticissimo, è caratterizzato da un tre cilindri VVT brillante e parco nei consumi. Dentro è comodo per 5 e capiente quanto basta. Tante chicche al suo interno…

Quello dei citySUV è senza dubbio un mercato in dinamica evoluzione, merito di più elementi che si fondono tra loro e che, molto spesso, abbracciano le reali esigenze dell’utente nell’altrettanto dinamico utilizzo quotidiano. Per questo c’è molta attenzione verso questo piccolo grande segmento e la lotta tra le Case, sta diventando molto consistente.

Mahindra & Mahindra dal trattore alla Formula E

In questa agguerrita mischia, si butta anche Mahindra, colosso indiano che ormai ha varcato ogni più remoto confine del globo, con occhio sempre più puntato sul mercato europeo, appetibile per molteplici fattori ma pure non facile per le tante proposte degli stessi colossi europei.

Forse molti non sanno che Mahindra & Mahindra LTD. opera in più settori tra cui quello navale, aeronautico, dei mezzi agricoli, dell’innovation tecnology e perfino negli investimenti immobiliari, oltre a svariati settori. Tradotto in numeri concreti, Mahindra è un’Azienda in perfetta forma da oltre 70 anni con 200.000 dipendenti e copre ben 100 mercati in 6 continenti per un fatturato di oltre 19 miliardi di dollari. In Europa è presente in 10 Paesi, dove, in modo aggressivo e dinamico, sta cercando di rendere più forte la propria rete vendita che oggi conta poco più di 100 concessionarie.

Ma non è finita qui, perché detiene il pacchetto di maggioranza delle quote di Pininfarina, SsangYong M.C. Mahindra Electric e Peugeot scooter mentre nel 2016 ha fatto propri i marchi moto BSA e Jawa. L’ultima nata è la Formula E, dove schiera due vetture nel Campionato Internazionale FIA della disciplina e con ottimi risultati.

La nuova sfida Mahindra si chiama KUV100

Tutto questo per spiegarvi che Mahindra oggi entra nel mercato dei citySUV con questa eclettica KUV100 (numero che indica la classe progressiva oltre alle dimensioni), SUV dalle dimensioni contenute visto che è lungo meno di 4 metri e vanta tutta una serie di interessanti novità tutte da scoprire. KUV100 nasce per la città, per i piccoli e medi spostamenti ed offre molto sul piano sia della funzionalità che del comfort, senza dimenticare quel design ricercato e grintoso che lo rendono originalmente unico tra la “folla” dei SUV di piccole dimensioni.

Dopo averlo guidato, posso dirvi che KUV100 ha un suo perché, una sua valenza strategica in città ma, soprattutto, è in grado di soddisfare ampiamente le “richieste” e le domande che l’utente chiede nell’utilizzo urban-metropolitano. Una delle caratteristiche principali è l’altezza da terra pari a ben 170 mm, fattore che rende tutto più easy in città se parliamo di visibilità, spazi di manovra e sicurezza che si abbina a quel senso di “complicità” urbana che KUV100 regala ogni giorno. 5 porte, 5 posti tutti comodi e questa è l’altra sfida che KUV100 vince al 100%.

Una promozione che vince su tutti!

Trattandosi di un citySUV e quindi una entry level, per Mahindra ma pure per l’utenza finale, è stata messa a punto una “strategia di acquisto” molto accattivante. Se vorrete acquistare KUV100 viene proposto un “anticipo zero” a tasso agevolato TAN 2,95% che può avere durata 12/84 mesi. Sul prezzo di acquisto (sono previsti due allestimenti denominati K6 e K8, quest’ultimo con dotazioni più complete con Dual Tone) verrà praticato uno sconto di 1000 euro sul prezzo di listino chiavi in mano, pari a 11.480,00 euro (quindi 10.480,00 euro) per la K6 e 12.700, 00 (quindi 11.700,00 euro) per la K8, entrambi con garanzia 3 anni o 100.000 km.

I suoi punti di forza essenziali

Pochi non sono ma la lotta con la concorrenza è serratissima: i suoi diretti avversari sono la Suzuki Ignis, la Fiat Panda, la VW UP e la Opel Agila. Questo ha significato grande attenzione all’offerta della concorrenza, che però Mahindra ha saputo gestire al meglio. I suoi punti di forza sono lo stile originale, gli interni spaziosi e la grinta del tre cilindri a benzina.

Esteticamente spicca senza dubbio la mascherina molto aggressiva che “concentra” l’idea del SUV tutto sull’area frontale; c’è il paraurti bicolore e la generosa presa aria di taglio sportivo oltre al comodo para-sassi per non farsi mancare nulla.

Le modanature laterali esaltano i passaruota ma, soprattutto, proteggono KUV100 da “sportellate” da parcheggio. Molto distintiva è pure la cintura alta laterale e del posteriore vettura, caratterizzato dal paraurti dual tone. Non mancano lo spoiler integrato e piccoli deflettori anti-turbolenza sopra il lunotto. Tutte le linee quindi sono ampiamente e volutamente marcate come vedete dalle foto e questo ne esalta stile e personalità.

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Le carte vincenti dei volumi verticalizzati

Volumi “verticalizzati” che hanno doppio scopo sia nel rendere la vita di bordo più pratica e comoda, sia lasciare spazio…allo spazio! Quindi, la robusta piattaforma monoscocca di KUV100 funziona sul piano estetico-funzionale. L’altezza di 170 mm induce a pensare che il citySUV Mahindra possa muoversi bene anche su sterrato, cosa provata nel test dove ne ho scoperto caratteristiche insospettabili; merito del “gioco degli angoli” con 20° per quello di attacco, 16,4° per quello di dosso e ben 29° per quello di uscita. Agilità a tutti i costi quindi, grazie ai 3700 mm di lunghezza, i 1727 mm di larghezza per i 1655 mm di altezza.

Un tre cilindri benzina da 82 Cv, ma presto arriverà un turbo

La soluzione del propulsore aspirato mFalcon G80 tre cilindri è scelta precisa per il lancio di KUV100. Si tratta di un Euro6 da 1198 cc per 82 Cv erogati a 5500 giri con coppia di 115 Nm tra 3500 e 3600 giri.

E’ stato studiato e progettato in collaborazione con il colosso austriaco AVL, la più grande Azienda indipendente del mondo che sviluppa motori e che realizza sia piattaforme motore per auto quanto moto, industria, settore pesante e navale con sviluppo interno sia dei processi di combustione, calcolo e software motore, motori elettrici, trasmissioni, sviluppo ADAS guida autonoma ecc. Ma, la produzione del propulsore è Mahindra. Questo silenzioso 3 cilindri tutto in alluminio, vanta doppia fasatura variabile VVT, 12 valvole oltre all’iniezione elettronica MPFI e la chicca tecnica della pompa olio che si posiziona in standby oltre i 3000 giri. Da voci pare arriverà nel 2019 una versione turbo e ruote std da 16”.

Pianale piatto, c’è ancora da fare per un reale “piacere di accoglienza a bordo”

Altra curiosità è il pianale piatto, grazie al quale chi siede dietro può godere di 870 mm tra i sedili anteriori e posteriori. Entrando in vettura, scopro un abitacolo ultra-pratico, dove le sedute mostrano il loro tessuto bicolore, soluzione utilizzata pure sulle pannellature per la versione K8. Forse siamo ancora un pelino lontani dagli “standard” europei in fatto di

estetica e design interni, come dimostra la fattura delle plastiche utilizzate, i materiali di qualità media, l’assenza del display/navigatore (impensabile oggi anche su un’utilitaria) e una poco convincente idea di reale comfort trasmesso. Per noi europei è vero, anche l’occhio vuole la sua parte…

Capacità di carico interessanti, spazio refrigerato e botola alla 007…

Per quanto concerne la capacità di carico, ci sono disponibili da 243 a ben 473 litri reclinando lo schienale e abbattendo la seduta; Mahindra ha pensato bene all’organizzazione interna degli spazi ed infatti ci sono alcune zone aggiuntive per la classica bottiglia di acqua sulle portiere, il portaocchiali e l’utilissimo cassettino refrigerato sulla versione K8. Magia è invece rappresentata dalla botola alla 007 ricavata nell’aera sul pianale posteriore.

Leva del cambio joystick e tanti accessori e prese in abitacolo

Sulla plancia c’è poi un’altra chicca originale: mi riferisco alla leva del cambio a joystick, comoda da gestire e molto vicina al volante e che per questo rende del tutto inutile la consolle tra i sedili. I comandi audio e Bluetooth. KUV100 sono sul volante mentre ci sono quattro alzacristalli elettrici, apertura del bagagliaio comandata dall’interno, sistema di infotainment con radio e impianto stereo a quattro casse, presa 12V (pure per i passeggeri posteriori nella versione K8), utile ed indispensabile porta USB e l’attacco AUX. Sulla K8 c’è il sistema di apertura delle porte keyless, abbinato all’accensione a pulsante. Per entrambe le versioni l’immobilizer. Ed infine c’è il sistema Easypark, con sensori di parcheggio (di serie), l’Hill Hold Control e l’Hill Descent Control.

La sicurezza: focal point Mahindra

Scocca portante, pannelli in acciaio ad elevata resistenza, zone a deformazione controllata: ecco la “rete di sicurezza” che Mahindra ha messo in scena anche su KUV100. Ci sono attacchi ISOFIX per i bambini trasportati, mentre il cofano motore vanta una deformazione studiata per rendere minimi gli effetti in caso di impatto con un pedone così come le luci LED DRL vantano un fascio luminoso importante per la massima visibilità notturna.

Ci sono l’ABS e l’EBD, l’EPS ed il TCS e gli airbag per pilota e passeggero. La ruota di scorta è una vera ruota di scorta mentre le sospensioni vantano una geometria ottimizzata con McPherson – davanti dotate di supporto a doppia azione ed ammortizzatori a gas – e schema a ponte torcente semi-indipendente dietro anche queste con molle elicoidali. I freni sono un mix disco/tamburo.

COME VA: alla scoperta di KUV100

Come accennato prima, entrando all’interno di KUV100, si ha subito l’impressione marcata di sperimentare qualcosa di nuovo. Come tutte le cose nuove quindi, anche in questo caso noto subito delle originalità di cui vi ho già ampiamente raccontato. Segnalo però che le sedute sono comode ma del tutto poco avvolgenti, così come non c’è il display che però arriverà presto…

L’odore forte e persistente dell’abitacolo è quello “classico” delle vetture che arrivano da molto molto lontano, e questa è una delle primissime cose notate. La plancia è funzionale ma non mi hanno troppo convinto i materiali utilizzati, anche qui Mahindra deve migliorare. Però, l’esperienza di guida di KUV100 abbatte tutti i confini alla fine! È una vettura abbastanza comoda, molto pratica, informale ed ha un suo perché di originalità estetica che la rende curiosamente ben visibile a tutti. Il pianale alto favorisce non poco la visibilità dall’abitacolo e questo significa più sicurezza e maggiore campo visivo in manovra, anche per i più distratti. Particolarità è rappresentata dalle luci azzurre in corrispondenza dell’apertura portiere e dal freno a mano di tipo a leva, come sulle auto del passato.

Sospensioni “appuntite”, abitacolo ben isolato

Su strada KUV100 è molto compatto ed è caratterizzato da sospensioni un pelino “appuntite” in estensione ma globalmente la marcia in città è comoda se non per le caratteristiche più legate alla geometria della vettura che al setting delle sospensioni. La ridotta carreggiata la rende molto sensibile al fattore asfalto che, se gibboso o rovinato, fa rimbalzare la vettura con la continua sensazione di una perfettibile stabilità generale in presenza di fondi irregolari. Questo obbliga chi guida a continue correzioni sullo sterzo, molto fluido e lineare nel funzionamento, elemento utilissimo in fase di parcheggio.

Tutto questo migliora a vettura con 4 persone a bordo, proprio perché le sospensioni lavorano meglio e quindi, l’idea di un cerchio da 16” ci starebbe tutta, per garantire migliore linearità di guida, più precisione a discapito di un pelino di comfort a bordo. Mi è piaciuta la funzionalità di KUV100, grazie al tanto spazio che offre a 5 persone ed alla grande capacità di carico, quasi inaspettata a vederla da fuori…

Sterzo fluido, c’è un po’ di rollio…

Uscendo dalla città però, KUV100 sorprende per la sua fluidità, evidenziando tutto altro carattere rispetto alla guida urbana. Lo spazio davanti al parabrezza ad esempio, invita a guardare tutto con approccio diverso mentre la fluidità dello sterzo aiuta verso una guida piacevole e silenziosa. In curva si avverte un po’ di rollio e quindi torno sopra per l’idea di un cerchio da 16” magari che migliorerebbe stabilità limitando il rollio. Entrando in curva più decisi, la vettura tende ad allargare la traiettoria, ma basta pelare un po’ l’acceleratore per abbattere questa caratteristica del SUV indiano. Le sospensioni digeriscono bene tutto su strada, trasmettendo a bordo quel gradiente di comfort necessario per un viaggio rilassante.

Un motore tonico e potente

Altro pezzo forte di KUV100 è la motorizzazione tre cilindri: consuma nulla per davvero ed è sempre pronto in accelerazione con un utilizzo “premiato” dalla fasatura variabile VVT che annulla buchi di potenza sotto i 2500 giri. C’è coppia anche sotto i 2000 giri e quindi l’utilizzo del cambio “chiede” sempre la marcia superiore e questo rende la guida piacevole ed i consumi irrisori.

Buona l’erogazione e la fluidità tra 2500 e 3500 giri, ma, da questo regime, si avverte il “cambio passo” della fasatura variabile che “spinge” le prestazioni in modo tonico tra 4500 e 5500 giri. Utilissima l’idea del cambio joystick, cambio che è molto fluido negli innesti ed è dotato di una frizione molto coerente con il prodotto KUV100, quindi morbida da azionare, pratica utile specie nell’uso traffico cittadino.

Poche le vibrazioni in abitacolo, segno che questo 3 cilindri è ben bilanciato e curato negli attriti; la spinta è fluida e tonica sempre, da 2000 a 5500 giri e questo è un elemento vincente sul citySUV Mahindra. Buono il comportamento dell’impianto frenante, potente ed incisivo se serve mentre in autostrada compare qualche fruscio aerodinamico tra 90 e 120 km/h.

PRO: prodotto interessante, erogazione/potenza motore, praticità, consumi, abitabilità generale

CONTRO: ruote da 15”, setting sospensioni, materiali interni, stabilità sullo sconnesso

(Foto LEONARDO DI GIACOBBE)

Andrea Di Marcantonio

Andrea Di Marcantonio

“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, un mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale e sull’impatto fotografico delle prove e questo da sempre. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Leonardo Di Giacobbe, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Un modo diverso di raccontare le cose, un modo originale nella ricerca delle location: tutto questo sono io ed è ciò che sono per offrire una lettura più dinamica e coinvolgente. PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”