A volte una discussione può far riflettere: alcuni ex tifosi di Valentino Rossi oggi sono i suoi detrattori più incalliti, atteggiamento spesso tipico del made in Italy. Spunti di riflessione su un argomento che pochi vogliono affrontare, anche nel sottobosco dei tifosi. Vale può invece esprimere ancora tanto nella MotoGP….

Ciò che state per leggere, altro non è che una serie di riflessioni su commenti scaturiti ieri, a fine GP, maturate all’interno di una discussione (ascoltata…) tra appassionati. Tutto è iniziato da una “critica” su Valentino Rossi, pesante e ritengo, profondamente ingiusta anche se, da “operatore del settore”, devo rimanere in campo neutrale e quindi ascoltare e riportare i fatti. Questa volta però, ho sentito qualcosa che mi ha dato molto fastidio (il bello di essere indipendenti è poter esprimere un parere oggettivo), perché del tutto “gratuita” come critica e lontana dalla realtà e legge naturale degli eventi.

Sono in molti a pensare che Rossi stia voltando pagina, ovvero che non sia più il “vale nazionale” che tutti abbiamo imparato a scoprire in tutti questi anni. La stessa MotoGP, diciamolo francamente, ha fissato per un decennio e più la propria “impalcatura mediatica” proprio su Valentino che, con i suoi 9 (nove) titoli mondiali è di fatto un pilota da record nella lista italiana dei talenti racing….

Molti dei suoi fans oggi hanno voltato faccia a Rossi e lo hanno fatto in modo molto “italiano”, un po’ come va di moda oggi se parliamo di saper trattare (o non trattare) le persone, per poi liquidarle senza remore, dimenticando quanto ci hanno fatto appassionare alle gare e quanti di noi hanno iniziato a correre proprio sulla scia dei successi e dello spettacolo regalato da Valentino… Questi “sterili” detrattori sostengono che Rossi sia in una fase “definitiva”, calante, cioè che tutto quello che poteva dare l’ha dato e non ha più nulla da “raccontare” alla MotoGP. Un argomento che scotta su cui vorrei riflettere…

Ieri Vale, quello dei 9 titoli, sempre lui, è arrivato terzo in Germania, un risultato comunque importante, anche se, per come ci ha abituato, avrebbe voluto fare meglio. Credo che Rossi, dopo l’avventura disastrosa in Ducati (anche qui tante voci, forse sempre poco vicine alla realtà ma solo delle chiacchiere da bar dello sport) abbia bisogno di sentire ancora il suo pubblico accanto, ci vuole ancora un po’ di tempo per rivederlo grintoso e cattivo, perché oggi deve fare i conti con fenomeni come Marquez o rider velocissimi come lo sono gli infortunati Lorenzo e Pedrosa…

Ma Vale, sempre lui, non ha dimenticato come si va forte in moto, di questo possono esserne certi tutti, soprattutto i suoi detrattori, all’epoca amici e tifosi ed oggi un po’ poco obiettivi oltre che maliziosamente poco attenti ai fatti…

Ciò che mi colpisce è proprio questo modo atteggiamento, questo modo di essere e pensare (da un po’ di tempo pare lo sport nazionale, la critica sterile), un elemento molto made in Italy, un accanimento contro un pilota che sta cercando di tornare competitivo come già lo è, anche se ancora afflitto da piccoli problemi. Ma Rossi è sempre lì, attento, fiducioso. Sincero nelle sue attente dichiarazioni, anche quando c’è la “provocazione” mediatica, forse la più pericolosa, la meno innocente e quindi la più tagliente… Valentino Rossi è stato ed è comunque un fenomeno vero, che ha saputo avvicinare alle gare, anche persone insospettabili perché, con il suo modo “magnetico”, ha attratto persone di ogni età, incollandole davanti alla tv nei GP della MotoGP.

Vorrei solo cercare di far comprendere ai suoi detrattori che si sbagliano. Vale è ancora in grado di accendere il “fuoco” in pista, come è in grado di attrarre centinaia di persone fuori dal suo motor home anche quando è all’interno di manifestazioni come il SIC Supermoto Day. Un segno che Rossi merita rispetto, non tanto per i titoli vinti, ma per ciò che ha fatto per lo sport italiano ed internazionale, facendo conoscere, in ogni dove del mondo, un modo di essere italiano. Nella sua gioia, nei suoi scherzi, nel modo di parlare in tv, nell’approccio con le gare. Mettendo ancor di più in luce tutto il nostro estro creativo, unico al mondo e che in molti vorrebbero imitare…

Concludo con una frase, semplice ed immediata: un pilota ha infinite risorse interiori e cavalli da gestire sulla sua moto, ma, forse, la carica più forte ed immensa può arrivare nel sentire la vicinanza e soprattutto la fiducia di chi, con la mente aperta, sa che Valentino Rossi è unico e, proprio per questo, ha tutte le carte per sorprendere ancora molti…Anche i suoi detrattori odierni, quelli che con sorriso di scherno hanno già tirato le loro conclusioni, non sempre reali e veritiere. Uno spunto di riflessioni, per tutti loro quello si, forse, ci sta tutto…

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Andrea Di Marcantonio
“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, un mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale e sull’impatto fotografico delle prove e questo da sempre. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Leonardo Di Giacobbe, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Un modo diverso di raccontare le cose, un modo originale nella ricerca delle location: tutto questo sono io ed è ciò che sono per offrire una lettura più dinamica e coinvolgente. PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”