Sur-Ron Firefly, moto elettrica offroad dai grandi contenuti tecnici. prestazioni top su ogni terreno e grande divertimento. E c’è anche la versione Performance

Le due ruote non conoscono confini quando si tratta di stupire. Oggi poi, con l’avvento della “trazione elettrica”, il concetto di moto/bici si è ulteriormente diluito ed allargato, offrendo infinite possibilità sul fronte del divertimento allo stato puro.

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E non stupisce quindi se, le MTB elettriche attuali ad esempio, si siano evolute seguendo uno schema sempre più “motociclistico” finalizzato al coinvolgimento attivo dell’utente. Tutte o quasi le Aziende auto o moto che siano, hanno in listino una bici elettrica e questo la dice lunga sul futuro della mobilità elettrica, oggi molto raffinata e tecnologica.

IL VIDEO TEST CON ALEX BRUNI – PROGETTO MX 2020

Sur-Ron ha scelto una strada unica nel panorama moto/bici elettriche

Certo per chi pratica offroad, la scelta non è poi così ampia, specie se spostiamo il focus sulle moto elettriche appartenenti a questa categoria. L’idea di prendere il meglio dal mondo MTB e da quello moto, è venuta a Sur-Ron, Azienda asiatica ultra-innovativa che già produce bici elettriche di una “generazione avanti” e questo grazie ai suoi 40 ingegneri che hanno avuto il coraggio di spingersi ben oltre la MTB elettrica.

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Un’idea vincente per gli amanti dell’offroad

Sur-Ron è quindi un mix ribelle tra una tecnologica e raffinata MTB ed una moto da enduro, passando per il trial, condividendone molte soluzioni tecniche ma allargate alla moto per poi convogliare il tutto su performance assolute. Una Dirt Bike ma, soprattutto, una concreta novità per il mercato Europeo, rimasto letteralmente “scioccato” sia dalle caratteristiche tecniche quando da ciò che si può fare con questa adrenalinica Sur-Ron.

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Poco pesa massima maneggevolezza

50 kg di peso (47 senza batteria) rendono Firefly (questo il nome di battaglia) questa moto elettrica un concentrato di tecnologia finalizzata al divertimento assoluto. Come vedrete nella video prova, può andare ovunque e sopporta tutto: polvere, acqua, fango, single track e passaggi difficili, mulattiere e discese dal fondo mosso, senza dimenticare i salti, il pacchetto sospensioni legato a geometrie costruttive evolute (ottimale distribuzione dei pesi con 24 kg davanti e 26 sul posteriore) finalizzate alla massima trazione del motore elettrico gestito dal controller 60V/32 Ah/1920 Wh auto-adattabile con ECU e connessione GPS.

I plus Sur-Ron la fanno piacere subito ed ha un prezzo accessibile

Le carte vincenti Sur-Ron sono quindi parecchi: grande accelerazione con coppia elevatissima, grandissima maneggevolezza in fuoristrada anche hard, stabilità ed elevato handling (spicca un interasse di 1230 mm), grandi performance su una scala molto ampia, infinite possibilità di praticare l’enduro/cross in assoluto silenzio e senza disturbare, zero emissioni e materiali costruttive molto resistenti e leggeri.

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Tre i modelli disponibili: la Firefly STD da 2,05 kW e le Firefly Offroad e Performance da 3,0 kW ma non omologata per uso stradale. Quindi la Firefly STD è omologata nella classe di omologazione L1e-B (“ciclomotore a due ruote” – corrisponde a moto 50 cc a benzina) e viene consegnato con l’equipaggiamento completo necessario per l’utilizzo nel traffico stradale. Prerequisito è una patente di guida, almeno di classe AM (a seconda del paese da 15 o 16 anni), ma anche con la patente di guida di classe B si può portare il Firefly. Tutto chiaro? Ed ora il prezzo: si parte da 4199, 00 euro per la STD per poi passare a 3.999 euro per la Offroad che diventano 4.449,00 euro per la Performance. La gamma colori prevede tre tinte aggressive con Rosso, Grigio e Nero.

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Telaio e motore, una cosa sola a vantaggio delle performance

Il design di Firefly è no-compromise: il telaio G3 in lega di alluminio, vanta struttura Double-Cradle, quindi doppia culla aperta sotto al motore; struttura particolarmente leggera con i suoi 7,8 kg, è realizzato utilizzando lo schema con struttura principale e secondaria, con tecnologia di pressatura di 6000 tonnellate ed elevati standard qualitativi, al fine di renderlo sicuro in ogni condizione d’uso della moto.

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Sospensioni per affrontare tutto in fuoristrada

Le sospensioni sono all’altezza di ogni tracciato con la forcella telescopica USD ed il mono posteriore DNM Multilink regolabile; a tale proposito, il leveraggio posteriore vanta un brevetto denominato Intersect TR dotato di doppio rinvio e leveraggio progressivo. L’intero sistema è stato pensato per garantire massima trazione alla ruota posteriore, anche nel single track quanto sul “mosso”. I freni sono a disco, entrambi a quattro pistoncini.

70 km di autonomia, mica male!

La batteria agli ioni di litio (che assicura circa 70 km di autonomia in funzione dello stile di guida e Mode, ricordando che Firefly supera una pendenza massima pari a 15°), collocata al centro del telaio, vanta un sofisticato sistema di gestione della batteria con 4 sensori e verifica real time della temperatura di esercizio.

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Protezioni elettroniche per divertirsi in sicurezza

Le “protezioni elettroniche” riguardano il sovraccarico, la perdita di carica, la protezione da sovracorrente e quella della già citata temperatura. La tensione di lavoro è quindi regolata automaticamente mentre la Firefly si spegne da sola in caso di caduta, frenata o parcheggio sul cavalletto laterale. Il motore, che vanta un regolatore dell’onda quadra, ha potenza da 2050 o 3000 W ed è raffreddato ad aria mentre la trasmissione avviene per mezzo di cinghia/catena.

(Video di Andrea Rivabene, si ringrazia Pietro Ciani)

 

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Andrea Di Marcantonio
“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, un mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale e sull’impatto fotografico delle prove e questo da sempre. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Leonardo Di Giacobbe, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Un modo diverso di raccontare le cose, un modo originale nella ricerca delle location: tutto questo sono io ed è ciò che sono per offrire una lettura più dinamica e coinvolgente. PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”