Marc Marquez è istinto purissimo di talento, velocità e adattamento alla MotoGP. E’ un ragazzo semplice ma molto raffinato nello stile, è simpatico a tutti e, l’anno del debutto in MotoGP, potrebbe regalargli il suo primo titolo nella classe regina…

Chiamatelo fenomeno, chiamatelo talento, utilizzate e cercate ancora tutti gli aggettivi possibili per Marc Marquez, ma tanto lui è e rimane un pilota che lascia sempre a bocca aperta. Marc è istintivo e, proprio dentro quest’area mentale, si basa l’essenza del rider spagnolo, vent’enne, classe 1993, un metro e sessantotto di pura energia, istinto puro che usa e manipola a suo piacimento e che nasconde perfettamente dietro quell’aspetto sempre sorridente e sereno.

Il valore delle serenità

Si, la serenità mentale di Marc è un altro suo caposaldo assoluto, una porzione della sua forza, del suo modo di porsi agli altri, di rispondere agli altri… Fateci caso anche nelle interviste, lui, prima di tutto, sorride dentro se stesso con gli occhi, perché ci crede, perché gli viene naturale quello che fa e con un “atteggiamento” realmente disarmante soprattutto per i suoi avversari.

Fenomeno autentico si, ma anche istinto purissimo…

Si, proprio loro, lo temono non poco, non tanto per le raffiche di vittorie acquisite fin’ora, ma soprattutto perché questo doveva ed è il suo anno di “apprendistato” nella Moto GP. Alla faccia del Rookie quindi! Rossi ci scherza sopra a fine gara, c’è chi come Lorenzo ammette la forza di Marc e c’è chi come Pedrosa, suo compagno di squadra, che non può far altro che subire Marquez si, ma in modo “naturale” perché sono i fatti a parlare e le pole del ventenne spagnolo a dirci che Marquez è un autentico fenomeno.

Ieri a Brno una vittoria purissima, fatta di piccola strategia, ma grande cuore e nessun timore reverenziale verso prima Dani poi Lorenzo, battuto con un paio di sorpassi “naturali”, fatti, di nuovo, di puro istinto. Insisto su questo dato perché è il fattore X di Marc, complice una Honda incisiva, veloce e reattiva dove gli altri faticano.

…ieri a Brno…

Sono così felice… – ha detto Marc ieri a Brino dopo la gara. Prima di venire qui non mi aspettavo di vincere, perché Jorge e Valentino avevano entrambi provato a Brno e Dani è sempre stato veloce qui oltre a vincere la gara lo scorso anno. Si tratta di un tracciato completamente diverso da quelli in cui abbiamo corso prima, e questi 25 punti li sento diversi rispetto a Indianapolis! Questa è stata una vittoria combattuta molto dura e mi sono divertito un sacco. La battaglia con Jorge è stata davvero intensa e sono felice per questa la vittoria“. Già, ora è sempre in testa al Mondiale con 213 punti mentre Dani è secondo con 187 punti mentre Lorenzo ne ha 169…

Simpatico a tutti

La guida di Marc poi, è un altro capitolo da esplorare: naturale, reattivo, pasta unica con la moto è capace di far girare la moto con il gas ed essere velocissimo a spararsi fuori dalle curve. Ricorda un po’ Stoner, solo con qualcosa in più… Di Marquez molto si parla, quindi non voglio aggiungere altro a ciò che è stato detto da tutti, anche perché la realtà è questa: Marc è un fenomeno vero! Ecco quindi l’intervista fatta a poche ore da Brno, da cui si intuisce quanto Marc sia spontaneo e naturale oltre che simpatico ed efficace nelle guida, dote che allarga i suoi orizzonti mediatici, perché Marc è simpatico proprio a tutti. Però, infondo, se lo merita!

Sei un fenomeno e nessuno può nasconderlo… Ma cosa ne pensi di quello che stai facendo fino ad ora?

“Onestamente sono contento di come stiamo lavorando insieme al team, con il quale stiamo facendo davvero un ottimo lavoro. Comunque il mio obiettivo non è cambiato, in questa stagione sto imparando tutto il tempo e questo è il mio obiettivo principale! “.

Il tuo talento non è un qualcosa di costruito, è una cosa innata…

“Certo, il talento naturale è qualcosa che non si può insegnare, ma attraverso la pratica e buoni consigli lo si può imparare e far maturare”.

Marc è cuore, testa o pura intuizione?

“Dipende dalla situazione! A volte bisogna essere in grado di reagire ad una situazione e questo non è qualcosa che si può controllare nella tua testa o nel cuore, deve essere l’istinto “.

Parlaci del tuo stile di guida, diverso da tutti, forse un po ‘simile a quello di Stoner, ma molto più raffinato …

“Onestamente, questo è lo stile che avevo già in Moto2 e credo che in MotoGP sembra un po ‘più esagerato! Ho cercato di adattarlo, e sembra che funzioni…”.

Cosa ne pensi del possibile ritorno di Stoner, un ex rider HRC…

“Casey aveva le sue ragioni per ritirarsi dallo sport e merita il rispetto di tutti noi. Se cambierà idea in futuro, allora sarebbe bellissimo poter correre insieme! Ma questa è la sua decisione e non ho idea se mai potrà mai tornare indietro “.

Come sono i rapporti con Pedrosa oggi? Certo lui merita il titolo tanto atteso … Ma poi sei arrivato tu …

“Dani ed io abbiamo un buon rapporto. Ho già imparato tanto da lui in pista, su come guidare meglio  la Honda… In pista, ovviamente, dobbiamo battere il nostro compagno di squadra prima, e poi gli altri! Dani è stato molto sfortunato a non vincere il titolo fin’ora nella sua carriera, anche l’infortunio di quest’anno ha colpito le sue possibilità, ma siamo ancora solo a metà strada… “.

Già, metà strada del campionato ed un’altra vittoria ieri a Brno: che effetto ti fa essere in testa a Mondiale al tuo primo anno in MotoGP?

“E’ davvero bello essere in testa al campionato, ma devo guardare il fatto che Dani e Jorge  sono stati fuori per una gara e quindi non erano e non sono ancora al 100%, quindi  la situazione attuale non è forse lo specchio reale della situazione. Aspetto di valutare il mio livello quando loro saranno completamente in forma e potremmo correre insieme a pari livello fisico! Per la vittoria del campionato,  beh, è troppo presto per dirlo, io proverò il a lavorare sempre più duramente con la squadra per vedere cosa possiamo ottenere alla fine “.

Hai provato il 2014 RCV213V … le tue prime impressioni?

“Si, sia Dani che io abbiamo provato la moto ad Aragon. Ho riscontrati alcuni punti positivi ed altri negativi, imput che poi abbiamo trasmesso ai tecnici HRC, quindi sarà interessante vedere il prossimo step della moto 2014 dopo le nostre valutazione e le eventuali modifiche sulla moto “.

Che impressione ti fa sapere che potresti essere un possibile rookie Campione del Mondo?

“Forse il fatto di non essere riconosciuto così tanto! Ho davvero apprezzato tutti i tifosi e il loro sostegno, ma tutto questo ora rende difficile uscire ed avere una vita diciamo “normale”, o di fare delle cose con i miei amici di sempre”.

 Se vincessi il titolo 2013 che stimoli potresti accendere per il 2014?

“E veramente troppo presto per pensarci… Questo è il mio anno per imparare e se riesco a vincere il titolo ancora meglio,. Se questo accadrà , nel 2014 sarò spinto a vincere di nuovo, con più conoscenza tecnica legata alla MotoGP oltre che lavorare più da vicino con tutta la mia squadra “.

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Andrea Di Marcantonio
“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, un mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale e sull’impatto fotografico delle prove e questo da sempre. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Leonardo Di Giacobbe, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Un modo diverso di raccontare le cose, un modo originale nella ricerca delle location: tutto questo sono io ed è ciò che sono per offrire una lettura più dinamica e coinvolgente. PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”