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PROVA: BETA RR200 2T, ENDURO PER TUTTI | PERFORMANCEMAG.IT

PROVA: BETA RR200 2T, ENDURO PER TUTTI

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Super prova in sella alla nuova BETA RR200 2T, una vera enduro per tutti che, grazie alla sua cubatura, è adatta ad un’utenza poco esperta e che desidera una moto facile da guidare. Motore pronto ad ogni regime, sospensioni a punto ed un telaio bilanciato sono i suoi segreti. Tre amatori ed un pilota a confronto

L’idea di questa lunga ed articolata prova è scaturita da una cena tra amici, tutti appassionati di fuoristrada, complice una tavola imbandita a dovere abbinata a qualche buon bicchiere di vino rosso DOC. È situazione abbastanza comune questa per gli amanti dell’enduro, perché sono momenti “veri”, di cordialità, amicizia ma, soprattutto, di tanto parlare di moto.

Solo che questa volta, attorno al tavolo, si erano radunati rider alle loro primissime esperienze con le ruote artigliate, il che significa solo una cosa: tanta confusione, molte parole e la voglia di cimentarsi in una vera esperienza offroad diciamo da “protagonisti”.

La difficile e complessa area della scelta individuale

La discussione si era bloccata esattamente su un dato: l’idea di scoprire una moto che facesse parte del “mondo di mezzo”, ovvero una enduro ne troppo potente ma nemmeno troppo scarsa se parliamo di performance con l’aggiunta che tutti al tavolo erano appassionati dei cari amici 2T, requisito essenziale per la scelta finale legata al probabile acquisto.

Proprio per questo, tutti mi hanno servito su un piatto di argento l’idea di questa prova, legata alla nuova Beta RR200 2T, oggetto che sapevo avrebbe messo tutti d’accordo circa la massima fruibilità di questo prodotto tutto italiano, realizzato con passione da un’Azienda che vive e mangia passione ogni giorno dell’anno. Beta quindi, ha pensato a molti appassionati come loro, portandoli per mano verso questa godibilissima easy enduro.

Una RR che mette tutti d’accordo

Per chiudere quest’area introduttiva quindi, l’idea di mettere in sella degli appassionati alle prime armi su questa 200 cc, mi è sembrata “coerente” con l’anima del prodotto stesso, concepito proprio per questa tipologia di pubblico.

Però, non mi bastava portare in pista il sottoscritto, Andrea e Fabrizio (gli appassionati appunto), loro certo sono il prototipo di chi ama una moto fruibile al 100%, da usare con tanto gusto ma poco impegno fisico. Ma volevo quel plus in più e quindi ho convocato in pista un giovane di talento (Alessandro Bruni) del motocross regionale che però non avesse esperienza diretta con l’enduro.

Credo che abbiate compreso che ad ognuno dei “convocati” al test (foto sopra), mancasse qualcosa: da un lato l’esperienza, la malizia, dall’altra l’approccio diretto con l’enduro ed il poter provare una moto diversa da quella che il pilota usa in gara.

Un fettucciato unico, perfettamente calzante alla Beta RR200

La scelta del tracciato del test infine, non è stata casuale: ho scelto un fettucciato particolare, con molta contropendenza, molto “guidato”, molti cambi di direzione senza appoggio, dove conta agilità, prontezza del motore ed un telaio duttile che faccia scoprire feeling ed appoggio anche a chi ha poca esperienza, ma, allo stesso tempo, faccia divertire chi l’esperienza e la velocità ce l’ha ma vuole osare se si può andare oltre.

Questo bellissimo ed accattivante fettucciato, è opera di Pietro Ciani, elemento che ha fatto da collante nella realizzazione della super prova, perché qui lui si allena con i suoi ragazzi dell’OCR e del Motocross e quindi due specialità che, tutto sommato, si assomigliano se parliamo di fatica, dedizione, scoperta di sé stessi e dei propri limiti. Ma è ora di scoprire da vicino la nuova Beta RR200 2T…

200 cc, la cilindrata che guarda alla massima fruibilità amatoriale

Dopo la RR125, Beta ha pensato bene di allargare il confine offrendo al pubblico un prodotto decisamente accattivante e massimo se parliamo di maggiore omogeneità d’utilizzo. La RR200 ha un proprio carattere ma eredita il telaio e la ciclistica della 125 cc, dove la robusta struttura CrMo doppia culla sdoppiata al di sopra del collettore di scarico, rappresenta un concentrato di soluzioni tecniche indirizzate alla massima guidabilità ed agilità di guida.

Ruolo chiave è rappresentato dal posizionamento del monocilindrico Beta (che prevede miscelatore ed avviamento elettrico), derivato anch’esso dall’unità più piccola ma messo a punto per aumentare performance ed affidabilità. I tecnici Beta si sono concentrati quindi sulle aree strategiche della moto: vale a dire motore, ciclistica e sospensioni, oggi ZF Sachs di elevato livello rispetto ai precedenti M.Y.

Un monocilindrico made in Italy tutto da scoprire

Il piccolo monocilindrico Beta ha cubatura da 190,2 cc, quota che deriva da alesaggio e corsa di 62×63 mm, di cui quest’ultimo dato ci fa riflettere sul carattere del motore, ovvero “trasparente” nelle performance e sempre ricco di “schiena” e tiro a tutti i regimi, merito pure di un rapporto di compressione di 13,5;1 e di un’attenta analisi sia della combustione che della fluidodinamica interna, tra cui carter pompa, condotti e luci.

Pacco lamellare Vforce4 e miscelatore con pompa elettrica

C’è la valvola di scarico BPV (regolabile) mentre all’alimentazione provvede un “classico” dei carburatori, ovvero il Keihn PWK da 36 mm (che alimenta il carter attraverso pacco lamellare Vforce4 e respira ora attraverso un nuovo manicotto della scatola filtro). Il miscelatore prevede pompa olio elettronica mentre l’olio viene fatto arrivare al carburatore tramite tubicino per poi essere immesso nel pacco lamellare che si trova diretto sul carter. C’è la frizione idraulica (morbida da usare sempre anche sotto stress) ed il cambio prevede 6 rapporti.

RR200, ecco le novità 2019 sul motore

Tra le novità introdotte sul M.Y.2019, il pistone bifascia, scelta dettata dalla migliore tenuta ai bassi e medi regimi operativi, che poi è l’arco di utilizzo nell’enduro classico, il sistema BVP, che vanta un’attenta messa a punto del ratio tra apertura del flap primario e quella dei booster laterali che, se fatti aprire con leggero ritardo, rendono più funzionale la progressione motore lungo tutto l’arco di utilizzo. Beta ha inoltre previso due mappe: ASCIUTTO e RAIN, che sono inseribili con tasto sulla sinistra de manubrio.

Albero motore con inserti in Poliammide

Scendendo all’interno del carter motore, scopriamo un albero motore dotato di inserti in poliammide, quindi massima leggerezza ed ottimo riempimento del carter pompa (quindi maggiore velocità della miscela dal carter al cilindro) con innegabili vantaggi sulle performance ai bassi e medi regimi. E poi il nuovo cilindro, che è dotato di flangia di scarico come sulle cubature più “voluminose”, elemento che consente il miglior controllo del gioco frontale tra pistone e cilindro, meglio conosciuto come “gioco assiale” e che si rivela utile nel trattenere ogni trafilo di flusso legato ai gas di scarico.

Testa scomponibile, carter in lega di magnesio e cambio sviluppato per la 200 cc

La testa in alluminio è scomponibile, elemento possibile grazie allo spostamento dell’attacco motore sul cilindro, su cui i tecnici si sono concentrati al fine di ottenere un’elevata efficienza termodinamica ma, soprattutto, la possibilità di scegliere la miglior cupola nella fase di messa a punto (cupola opzionale). Altre chicche tecniche Beta sono: i carter pressofusi in lega di alluminio, la cura nell’area dei cuscinetti di banco che presenta venature di rinforzo a vantaggio del miglior lavoro dei cuscinetti dell’albero motore, i coperchi carter pressofusi in lega di Magnesio, il cambio a 6 marce con innesti frontali sviluppato da Beta per motori di piccola cubatura specifica, la frizione multidisco ad apertura “invertita” dotato di attuatore esterno, finalizzato per la massima leggerezza e compattezza motore, ed il sistema di scarico sviluppato per questo modello dall’R&D Beta.

Una ciclistica “dedicata” firmata ZF per le sospensioni

Tra le novità, la prima, è finalizzata a ridurre le vibrazioni del motore. Quindi c’è una nuova geometria degli attacchi (sistemazione) che, oltretutto, rende il telaio più rigido. La forcella ZF da 48 mm vede ora spostate tutte le regolazioni sul tappo forcella che, oltretutto, gode di nuovo tampone e anodizzazione del fodero che migliora la scorrevolezza dell’elemento scorrevole con particolare attenzione alla limitazione dell’usura.

Ci sono poi nuovi piedini forcella, più leggeri e diverse protezioni della forcella stessa mentre il mono posteriore ZF è stato totalmente ridisegnato e vanta pistone interno da 46 mm; ora la parte idraulica è più “stabile” al variare delle temperature di lavoro con grandi benefici su funzionamento ma soprattutto trazione. Anche la basetta superiore ed il serbatoio sono nuovi mentre è nuova anche la molla e più leggera.

C’è inoltre una nuova protezione motore in Poliammide, che limita accumulo di fango tra motore e protezione stessa, mentre il serbatoio carburante è leggermente più grande e migliora l’ergonomia della moto, particolarmente curata come leggerete nella prova e su cui Beta ha puntato molto proprio perché la RR200 si rivolge ad un’utenza spesso poco smaliziata e che quindi in sella deve stare comoda per quel gradiente di feeling in più.

Anche il sistema di raffreddamento è dedicato alla RR200, grazie a nuove tubazioni e radiatori con vaschette sagomate. Ed infine un’occhiata all’impianto frenante che vede la presenza Nissin come accade per l’intero lotto enduro Beta. Questo impianto si è rivelato molto potente ed altrettanto modulabile, anche questa caratteristica apprezzata dai neofiti dell’enduro.

LA MIA OPINIONE: QUESTA BETA RR200 2T E’ DAVVERO ADATTA A TUTTI

Poche righe con la mia personalissima opinione sulla RR200: è una piccola/grande enduro davvero per tutti, adatta all’uscita con gli amici quanto al campo da cross. Una 2T con cui spaziare un po’ ovunque, perché risulta facile da guidare in ogni condizione. Piace il motore, la cui erogazione è sempre molto pulita e lineare, corposa ai bassi e medi regimi con un discreto allungo, specie sulle marce alte.

La RR200 “sviluppa” fin dal primo approccio un gradiente di feeling elevato, anche e soprattutto per il neofita del fuoristrada. Ma è pure una moto con cui avventurarsi nell’enduro estremo se si hanno le capacità tecniche. Il 2T Beta vibra poco ed ha un sacco di schiena, molto più della 125 cc, molto meno della “duemmezzo” e, proprio per questa caratteristica “nativa”, invita ad osare, a guidarla sempre più forte, complice un avantreno stabile e preciso anche in caso di contropendenza. Anche le sospensioni non sono “appuntite” nel loro funzionamento: la forcella lavora bene ed è abbastanza scorrevole e filtra bene le asperità mentre il mono, a mio avviso ben tarato per l’uso amatoriale, completa un layout di sospensioni molto funzionali.

Il mono “imprime” buona trazione al posteriore mentre l’ottima ergonomia generale, invita ad una posizione di guida subito “piena” ed aggressiva. Seduti o in piedi, sulla RR200 ci si trova sempre a proprio agio in termini amatoriali, mentre per il pilota esperto occorreranno sostanziali modifiche al setting oltre che all’idraulica globale. Ottimi freni e molto modulabili, anche se l’anteriore è forse fin troppo potente nel mordente.

LA PAROLA AL PILOTA: COME VA LA RR200, il commento di Alessandro Bruni

Alessandro è un pilota giovane con un talento che pian piano sta venendo fuori e su cui sono tutti d’accordo nel suo Team. L’ho coinvolto nella prova della Beta RR200 quale “parte attiva” del test stesso, anche in virtù del fatto che questa era la sua prima volta in sella ad una vera enduro. Alessandro ha dimostrato capacità nel “capire” subito la 2T Beta, sfruttandone tutto il potenziale legato alla sua agilità ed al suo motore pronto e potente.

Chi è Alessandro BRUNI: “Ho 18 anni e vado in moto da circa 8 e, negli anni ho preso e sto prendendo sempre più domestichezza con le moto. Ho ovviamente iniziato con una moto 2T da 85 cc, ma il mio miglioramento vero l’ho notato nella 125 cc, moto con cui, fin da subito, sono sempre arrivato nei primi 10 del campionato regionale FMI. Tre anni fa sono arrivato secondo nel Campionato Regionale ASI, mentre l’anno scorso ho chiuso terzo nella categoria 125 Senior del mio Regionale FMI. Quest’anno sono passato alla 250 cc 4T e noto che sto migliorando gara dopo gara…”.

A livello generale, come hai trovato questa RR200?

Nel complesso direi che questa Beta RR200 è molto ben gestibile in curva e vanta una buona gestione in uscita. Certo, in allungo perde qualcosina, ma tutto sommato è a mio avviso una bella moto aperta a diverse fasce di piloti.

Come hai trovato la posizione di guida?

La posizione di guida è giusta per me, ti proietta molto bene in ingresso curva, aiutandoti ad impostarla per uscire così con moto composta

Cosa ti piace di questa moto?

La cosa che mi è piaciuta di questa enduro è la sua gestibilità complessiva e la sua erogazione, specie ai bassi regimi.

Parliamo del motore: erogazione ai medi, bassi regimi, allungo, “schiena”, dacci un giudizio generale sul comportamento del 2T Beta

Come detto ai bassi è molto tonica la sua erogazione sempre pronta e pulita, nei regimi medi è lineare e continua, ma arrivando sui regimi alti cala un pochino; è comunque un bel motore con una buona erogazione generale, cosa che si adatta ad ogni stile di guida

Parliamo della maneggevolezza generale: il tracciato dove l’hai provata ha molte zone in contropendenza

Devo dire che questa è stata la mia prima esperienza con una moto da enduro. Ho quindi provato questa Beta su un tracciato molto misto con diverse curve in contropendenza, nonostante questo la trovo molto maneggevole e scorrevole ed oltretutto ha una percorrenza di curva molto lineare e pulita, sia nelle curve più ampie che in quelle più strette dove è perfetta grazie alla sua agilità.

Come ti è sembrata la RR200 in ingresso curva, centro curva, nei cambi direzione?

Grazie alla posizione di guida l’entrata in curva è molto precisa; a centro curva la moto scorre bene ed ha buona trazione e poi, grazie alla sua agilità nei cambi di direzione è veloce e ben gestibile credo da ogni tipologia di rider.

In tema di sospensioni cosa pensi del pacchetto Beta? Descrivi il comportamento della forcella e del mono

Ho provato la RR200 con sospensioni non specificatamente tarate precisamente per il mio peso ed il mio stile di guida. Mi sono comunque sembrate molto scorrevoli anche se il ritorno è troppo lento in confronto alla compressione, questo vale sia per la forcella che per il mono, anche se quest’ultimo mi è piaciuto più della forcella.

Come trovi la frenata della RR200?

La frenata generale è molto sensibile ed istantanea, precisa e potente, per questo bisogna farci la mano ma, dopo poco già qualche giro, sono riuscito a capire a pieno la modulabilità della frenata.

Se dovessi raccontare un pregio assoluto della RR200, quale sarebbe a tuo avviso?

A mio avviso il pregio di questa divertente Beta è la sua maneggevolezza abbinata ad un’incredibile agilità, tutto questo grazie al telaio.

SECONDA OPINIONE: Fabrizio Turchi/Libero Professionista

Esperienza offroad da 1 a 5: 3

Come hai trovato questa RR200 se parliamo della sua ergonomia?

La RR200 è una moto leggermente più pesante rispetto ad una 125 cc ma mantiene comunque stessa maneggevolezza.

Globalmente ti è piaciuta? A chi secondo te potrebbe essere adatta

È una moto molto ben equilibrata, mette subito il pilota a proprio agio, che sia amatore o professionista. Mi è piaciuta ed è molto interessante sia per le caratteristiche tecniche che per quelle estetiche.

Parliamo del motore: erogazione, “presenza” ai bassi e medi regimi, allungo. Approfondiamo questi 4 punti. Quale è cmq la caratteristica migliore di questa cubatura?

È una moto che ha una erogazione molto equilibrata, più potente di un 125 cc ma più dolce di una duemmezzo. Ha una coppia sempre presente, sia ai bassi che ai medi regimi, cosa che le garantisce sempre ottime performance. La miglior caratteristica credo sia l’erogazione che permette sia una guida amatoriale che una guida più al limite.

Due parole sulla guidabilità: quindi inserimento curva, appoggio, trazione, cambi direzione

Essendo molto leggera risulta pure molto veloce nei cambi di direzione, in ingresso curva si avverte un buon grip soprattutto sull’anteriore, caratteristica che permette di riaprire subito il gas in uscita.

Come hai trovato le sospensioni? Parlami del comportamento della forcella, del mono sia che parliamo di tratti guidati, sia che parliamo di punti veloci

Le sospensioni, per i miei 70 kg, risultavano settate bene e mi hanno trasmesso da subito un buon feeling.

La Beta RR200 potrebbe diventare la tua moto?

Vorrei ancora fare un po’ di esperienza con la 125 cc, ma la RR200 potrebbe tranquillamente essere la mia prossima moto.

LA PAGELLA: voto da 1 a 5

Comando frizione 5

Ergonomia moto (mobilità del pilota in sella durante la guida) 5

Erogazione motore 5

Comportamento sospensioni 5

Posizione di guida 5

SECONDA OPINIONE: Andrea Tosi/Tecnico Informatico

Esperienza offroad da 1 a 5: 3

Cosa pensi di questa Beta RR200?

Devo ammetterlo, all’inizio ero scettico, non capivo la necessità di una cilindrata di mezzo tra le classiche 125 e 250 cc, ma adesso mi sono ampiamente ricreduto, avere i benefici in termini di leggerezza e maneggevolezza di un 125 con la corposità e potenza più simile ad un 250, rendono questa moto il perfetto compromesso per essere utilizzata in tutte le circostanze oltre che da un bacino di utenza maggiore, dall’ amatore al pilota più esperto, che sia comunque alla ricerca di un mezzo comodo e pratico.

La caratteristica che ti è piaciuta di più e perché

Sicuramente due punti a favore della moto, soprattutto per chi è alle prime armi, sono l’avviamento elettrico, utile per far ripartire la moto in posizioni scomode o dopo qualche caduta ed il miscelatore che, per chi magari non ha troppa esperienza di 2 tempi, toglie, sia il problema di trovare il giusto compromesso di miscela che quello di poter fare benzina senza troppi problemi nelle uscite enduro più lunghe.

Parlami dell’ergonomia moto

Veramente ben fatta, dà subito la sensazione di una moto molto equilibrata come pesi, i comandi sono tutti molto pratici e anche il piccolo display è sempre ben visibile.

Come hai trovato questo motore da 200 visto che tu guidi spesso una 125?

Come detto prima, lo scetticismo iniziale si è subito trasformato in una piacevole scoperta. La mia esperienza con l’off-road è principalmente in sella ad una 125 cc e un po’ di 250, questo motore è il perfetto compromesso per aiutarti dove magari la 125 potrebbe mancare potenza e portarti ad errori per i meno esperti, mentre la 250 che in alcuni casi risulta fin troppo brutale e acerba nell’erogazione.

Utilizzo del motore ai bassi, medi regimi, trattabilità sotto coppia, allungo motore

Il punto forte di questo motore è sicuramente la coppia ai bassi e medi regimi, ti permette di venir fuori facilmente dalle situazioni più scomode, come ad esempio uscire da una curva anche con una marcia dentro più alta. A differenza del 125, con il quale bisogna spingere sempre al massimo per un corretto utilizzo, con questo motore si ha la sensazione che sia il pilota a poter scegliere quanto e come spingere.

Le sospensioni ti sono piaciute? Parlami del comportamento forcella e mono

Non essendo intervenuto minimamente sul settaggio con cui ci è stata consegnata forse le ho trovate un filo morbide per i miei gusti, ma devo ammettere che lavorano egregiamente, coprono molto bene tutte le asperità del terreno e aiutano molto sia in staccata, altro punto forte di questa moto, che in accelerazione. Altro punto a favore della forcella sta nell’ avere tutte le regolazioni nella parte superiore e poter intervenire senza ricorrere a nessun attrezzo.

In tema di guidabilità generale cosa mi dici?

Credo che il complimento più grande che si possa fare ad una moto sia quello, già dai primi metri percorsi, di avere la sensazione di averla già guidata, trovare subito quella confidenza che ti permettere di pensare solo al terreno sotto le ruote, questa è stata la mia sensazione.

Come hai trovato la posizione di guida?

Essendo alto 1,87 cm non mi capita spesso di salire su una moto e trovarmi subito comodo, in questo caso invece, l’altezza della sella, le distanze con le pedane e tutti i vari comandi mi sono sembrati ben studiati, abbinati poi ad un comando frizione molto morbido e preciso, ti permettono di spingere fin da subito senza stancarti troppo.

Compreresti questa RR200? Se sì perché?

Ovviamente sì, penso sia perfetta per un uso amatoriale come il mio, ma credo possa anche andar bene per un pilota più esperto, magari anche non più giovanissimo, che comunque cerchi un mezzo che gli permetta, nelle uscite settimanali, di spingere senza affaticarsi troppo.

LA PAGELLA: voto da 1 a 5

Comando frizione 5

Ergonomia moto (mobilità del pilota in sella durante la guida) 5

Erogazione motore 5

Comportamento sospensioni 4

Posizione di guida 5

INTERVISTA A PIETRO CIANI: TRA MOTOCROSS ED OCR

La tua idea di creare un’area strettamente privata ampiamente dedicata allo sport funziona e questo grazie al tuo impegno tra OCR ed il team motocross. Raccontaci qualcosa di te legato a queste due attività…

Ho la fortuna di lavorare in un luogo molto bello e l’aver realizzato un circuito di motocross e di OCR è stato anche un modo per averne cura, altrimenti sarebbe stato un terreno come tanti ricoperto di rovi ed in totale stato di abbandono. 

Da dove nasce questa doppia passione per l’OCR ed il Motocross?

Poter svolgere quasi quotidianamente due sport che amo e che ritengo propedeutici è un vero privilegio e il poter mettere a disposizione quest’area anche ad altri amici e appassionati mi gratifica e mi ricompensa delle fatiche spese per rendere questo luogo quello che attualmente è. Un luogo immerso nella natura, ben tenuto, fruibile da chi vuole praticare sia il motocross che la corsa OCR. Ho scoperto per caso i benefici di un allenamento funzionale molto duro come l’OCR proprio in funzione di una preparazione fisica specifica per affrontare le gare di motocross. Infondo poi OCR non è nient’altro che l’acronimo di “Obstacle Cross Racer” e se vogliamo sono, a partire da questa definizione, due attività legate da una strettissima parentela. Fare attività fisica all’aperto e con pochissime attrezzature ha reso per me il tutto ancora molto più interessante e piacevole.

Parlaci del tuo Team, molto numeroso: quanti piloti, che gare fate, come è strutturato, che impegni sportivi portate avanti…

Il ns team si chiama MX FRANCO ATTURA e prende il nome da uno dei fondatori scomparso recentemente. Ha la sede a Paliano in provincia di Frosinone ed è un’emanazione di un moto club sempre con sede a Paliano che conta uno dei più alti numeri di iscritti tra i moto club del Lazio. Il presidente (per gli amici Sandrone) ha avuto un passato di grande appassionato di Motocross e segue molto da vicino le gare anche perché uno dei piloti di punta del Team è proprio suo figlio.

L’attività del team è prettamente regionale, nella scorsa stagione alcuni suoi piloti hanno ottenuto piazzamenti sui podi più alti in alcune gare amatoriali. Il livello generale dei piloti è piuttosto buono nonostante le ridotte opportunità di esprimere le loro capacità per le poche occasioni ufficiali a causa della scarsità delle gare in programma e degli alti costi per le iscrizioni e per i costi proibitivi per l’utilizzo delle piste regionali. Il team è comunque molto attivo e lo scorso anno ha organizzato un moto incontro crono sempre all’interno della proprietà della Procarni (l’azienda che ospita il circuito) ottenendo un buon numero di partecipanti e molti complimenti per l’ottima riuscita dell’evento.

C’è una sottile linea di confini tra atleti di OCR e Motocross? Dove sono differenti e dove si somigliano?

Tra motocross e OCR l’unica linea di confine è costituita dal mezzo meccanico. In entrambi le discipline c’è un atleta che combatte, che salta, che supera gli ostacoli, il fango, la fatica e che ingaggia una dura battaglia con altri avversari e contro il principale antagonista di tutti: il tempo! Tutto questo è possibile solo grazie a una grande passione e quel pizzico di follia che serve sempre a sfuggire da una vita inutilmente comoda e inevitabilmente priva di emozioni.

(Foto GIUSEPPE CARDILLO, si ringraziano Pietro Ciani, Alessandro Bruni e Motofficina Salvatori per la collaborazione)

Andrea Di Marcantonio

Andrea Di Marcantonio

“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, un mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale e sull’impatto fotografico delle prove e questo da sempre. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Leonardo Di Giacobbe, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Un modo diverso di raccontare le cose, un modo originale nella ricerca delle location: tutto questo sono io ed è ciò che sono per offrire una lettura più dinamica e coinvolgente. PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”