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    PROVA ESTREMA: TACITA T-RE, ENDURO ELETTRICA

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    Test estremo della Tacita T-RE, prima e vera enduro elettrica: uno spaccato completo su questa moto, innovativa e pronta per la sfida con le endotermiche. Il nostro tester estremo Marco Maggi l’ha messa sottotorchio…

    Dentro e dietro ogni sfida c’è un’impresa, una motivazione, un desiderio di realizzare, la profonda scommessa che porti innovazione ma, soprattutto, una ventata di novità che possa cambiare “punto di vista” ad un concetto nativo basato su ciò a cui si è abituati. Come ad esempio l’idea che l’enduro possa essere praticato solo con una moto a 2 o 4T.

    TACITA T-RE, ENDURO ELETTRICA
    TACITA T-RE, ENDURO ELETTRICA

    L’intuito però funziona spesso al contrario perchè è frutto di un pensiero velocissimo, base concreta per un progetto ambizioso da sviluppare e che nasce quasi per caso. Per scommessa appunto o, semplicemente, per passione epidermica. “L’idea di questo progetto risale al 2009, quando ho iniziato a pormi i problemi riguardo l’ inquinamento acustico in Piemonte – ci spiega Pierpaolo Rigo, mente del progetto Tacita -. Andai a provare una moto che allora era molto bella ma valutai che alcune caratteristiche non erano esattamente quelle che cercavo, come amatore. Quando tornai a casa ne parlai con mia moglie e lei mi disse che, data la mia esperienza con le moto e la conoscenza del mondo motociclistico, avrei potuto realizzarla da me una moto…”

    Marco Maggi testa la TACITA T-RE, ENDURO ELETTRICA
    Marco Maggi testa la TACITA T-RE, prima vera ENDURO ELETTRICA

    L’Enduro quindi ha sani istinti audaci nel suo DNA ed anche questa specialità è un po’ come vivere una sfida (quella di Pierpaolo Rigo lo è al 100% visto che la vive in prima persona prima da pilota, poi da imprenditore), ogni gara, ogni speciale ed ogni volta che il pilota indossa il proprio casco. Enduro è affacciarsi su percorsi difficili, è difficoltà tecnica, è fatica ma è anche istinto, che la moto lascia sempre e comunque al pilota. Ma enduro è anche spazio all’elettrico, quindi al nuovo, mai così “maturo” e concreto come su questa T-RE…

    TACITA T-RE, ENDURO ELETTRICA
    TACITA T-RE, prima vera ENDURO ELETTRICA

    Progetto Tacita: silenzio ma soprattutto innovazione che cambia l’Offroad

    La sfida che raccontiamo di seguito, va ben oltre l’enduro classico o per come molti lo conoscono. Si perché, a differenza di un qualsiasi “racconto offroad”, in questo non c’è un sound da raccontare ma, piuttosto, un qualcosa che irrompe delicatamente nel sottobosco, un sibilo schietto e sincero che fa capire che questa non è una moto comune, ma una vera enduro elettrica discreta ma un passo avanti, Tacita in sintesi estrema, visto che di estremo (in tutti i sensi tecnici) stiamo parlando. il nome scelto proviene dal latino e si riferisce alla grazia  della dea del silenzio, ed è proprio nel silenzio più vivo della natura che questa T-RE si sente a proprio agio.

    TACITA T-RE, ENDURO ELETTRICA
    TACITA T-RE, prima vera ENDURO ELETTRICA

    Due righe di premessa, ci stanno!

    Si, l’elettrico può accedere all’enduro come un’endotermica e questa iper test lo ha  schiettamente dimostrato: Tacita non è una moto a cui si è stata applicata l’idea di un motore elettrico “aggiunto” ma, una vera moto su cui i tecnici hanno lavorato di fino, dalle sovrastrutture all’erogazione del motore, dal design, al bilanciamento dei pesi, al mondo che vi gira attorno, senza dimenticare la natura nativa di una enduro vera da portare al limite. Tutto questo poi, lo leggerete anche nelle parole del nostro tester “estremo” Marco Maggi, il quale, dopo una breve sessione di timido apprendistato, è riuscito a salire laddove nemmeno lui sperava, tantomeno gli uomini Tacita. Ed aggiungo che, la domanda spontanea e più ovvia, potrebbe essere quella circa la durata dei pacchi batteria in gara o in uso estremo. Anche qui vale la regola che molto dipende dal tipo di uso che se ne fa…

    TACITA T-RE, prima vera ENDURO ELETTRICA
    Marco Maggi testa la TACITA T-RE, prima vera ENDURO ELETTRICA

    Pronta a competere con le endotermiche…

    L’elettrico è quindi maturo per esserci e per competere con le endotermiche, perché, questo progetto, non si basa sulla sola passione del suo ideatore, ma su un pool di tecnici che hanno lavorato per renderla competitiva e assolutamente capace di grandi performance, anche nell’offroad più estremo… Un qualcosa che cambierà di fatto il “percorso” del fuoristrada in genere (almeno nell’approccio e nella stimolazione del mercato), viste le premesse ed i risultati di questo test, che ci ha permesso di analizzarne tutto il  reale potenziale “bellico”.

    TACITA T-RE, prima vera ENDURO ELETTRICATACITA T-RE, prima vera ENDURO ELETTRICA
    TACITA T-RE, prima vera ENDURO ELETTRICA

    T-World, il mondo Tacita, nonsolo una moto ma un modo di concepirla

    Estremo nella bontà del progetto, estremo nel gradiente di emozioni che questa moto è in grado di trasmettere, estremo perché Tacita T-RE raccoglie ed accoglie tecnologia  ma anche un mondo legato a questa moto, proprio perché questa non è solo un’intrigante offoroad, ma anche e soprattutto un progetto che si estende, attraverso il T-World, ben oltre i concetti delle ruote tassellate.

    TACITA T-RE, prima vera ENDURO ELETTRICA
    TACITA T-RE, prima vera ENDURO ELETTRICA

    Design offroad: tutto ruota attorno al propulsore..

    Il design della T-RE sorprende per pulizia ed impatto visivo: la parte anteriore sembra “convenzionale”, con la valida forcella Marzocchi il parafango a doppia curvatura e la mascherina portafaro che nasconde una completa strumentazione a led, quindi fin qui, tutto normale…

    Ma le novità si “aprono” nell’area centrale della moto: tutte le sovrastrutture sono state realizzate (in luogo delle classiche sostanze chimiche derivate dal petrolio) con biofibra in lino (bio plastiche) proprio perché consente di raggiungere una resistenza simili alla fibra di vetro, grazie all’apporto di materiale organico con l’aggiunta di fibre organiche. Per la scelta delle resine, si è ricorsi a quelle della Entropy Resins, proveniente da particolari lavorazioni di carta e bio carburanti da biomassa; in questo caso quindi, parliamo di legna al posto di altre coltivazioni quali mais ad esempio, proprio per evitare l’utilizzo di cibo per uso industriale.

    TACITA T-RE, prima vera ENDURO ELETTRICA
    TACITA T-RE, prima vera ENDURO ELETTRICA

    Estetica si, ma anche elevata funzionalità e protezione…

    Particolare la forma alta dei convogliatori, in alluminio, che si incastona con la zona centrale che abbraccia l’area dove sono inglobati i due radiatori di raffreddamento e porzione del motore e del controller, imponente alla vista, specie nella sua parte inferiore. Il telaietto posteriore poi, è una scocca autoportante in alluminio trattata con anodizzazione dura a spessore al fine di rendere la struttura resistente sia all’usura che all’abrasione oltre che a vantaggio di un elevato isolamento elettrico. “Per la parte posteriore abbiamo fatto una monoscocca in alluminio autoportante – spiega Piepaolo Rigo – che contiene tutta la parte elettronica. Lo abbiamo fatto per distribuire meglio il peso, per non utilizzare dello spazio e anche perché dal punto di vista estetico la soluzione del monoscocca posteriore integrato sulla moto ci ha subito affascinati come idea, quindi siamo andati avanti con questa soluzione”.

    Ergonomia per tutti, ampia e versatile

    Questo era uno degli obiettivi dei tecnici Tacita: offrire e garantire al pilota una moto quanto più simile per ergonomia e posizione di guida, alla più tradizionale offroad di livello; il range, come ci spiegano, vanta un’escursione che varia dal 95% maschile al 5% femminile, il che significa garantire a tutti una posizione di guida dinamica ma, soprattutto, ad elevato ed immediato feeling. E questo dato lo ha riscontrato anche Marco Maggi che l’ha portata al limite ed ha più volte detto che la posizione di guida della T-RE è molto intuitiva e naturale.

    TACITA T-RE, prima vera ENDURO ELETTRICA
    TACITA T-RE, prima vera ENDURO ELETTRICA

    Il motore di Tacita: raffreddamento a liquido e doppia mappatura

    Dalle foto della moto “spogliata”, si nota quanto l’insieme sia stato ottimizzato per il risparmio di peso ma anche per garantire la massima protezione al motore (che presenta bellissimi carter ricavati dal pieno fresati in Anticorodal) ed alle batterie, contenute nelle due “tasche” laterali (leggermente convergenti) protette da robusto rollbar e dai convogliatori.

    TACITA T-RE, prima vera ENDURO ELETTRICA
    TACITA T-RE, prima vera ENDURO ELETTRICA

    Si tratta di un’unità asincrona trifase in corrente alternata (potenza nominale S1 9kW – potenza picco S2 27 kW, con coppia di ben 60 Nm), dotata di rotore interno a gabbia. Senza spazzole quindi,  un  vero brushless (con BMS per il monitoraggio e gestione delle celle potenza) che vanta al suo attivo elevatissimi rendimenti ben oltre il 90% nelle zone di lavoro estremo mentre risulta particolarmente affidabile per via della mancanza di contatti a strisciamento e di parti meccaniche che necessitano di essere lubrificate.

    Ma, la vera novità è di fatto il raffreddamento a liquido sia per il motore che per il controller: dunque temperature di lavoro stabilizzate che abbassano (cosa essenziale) il consumo di energia al fine di garantire prestazioni elevate, visto che il target migliore per un propulsore elettrico, si trova tra i 40 ed i 60°C, temperature che allungano l’autonomia e la scarica ideale per le batterie. “Il motore è con raffreddamento a liquido – ci spiega Pierpaolo Rigo -, perché costanza di raffreddamento significa costanza di prestazioni, sia nel tempo che nella potenza. Un motore elettrico tende come tutti i motori a scaldare. Godere del raffreddamento a liquido, consente di ottenere fino alla fine della carica  batterie delle prestazioni uguali e, soprattutto, abbiamo deciso di raffreddare anche l’inverter” . Doppio e ben protetto radiatore quindi made in Italy in Anticorodal, dove spiccano saldature eccellenti…

    SPORT ed ECO, con funzione RESERVE POWER

    Due le mappe: SPORT ed ECO, nel primo caso massima trazione e potenza, nel secondo massimo rispetto per il terreno mentre, quando la batteria arriva al 20% della carica residua, Tacita entra in mode RISERVA, al fine di poter raggiungere la base di ricarica. Il cambio infine, è con 5 rapporti e frizione a comando idraulico. E c’è anche la possibilità di sfruttare il freno motore in due mode: sistema rigenerativo in frenata per la ricarica delle batterie oppure riduzione dell’effetto freno motore a vantaggio di una migliore scorrevolezza della moto, che così va guidata in scioltezza globale.

    TACITA T-RE, prima vera ENDURO ELETTRICA
    TACITA T-RE, prima vera ENDURO ELETTRICA

    Le batterie sono Li-Po, accumulatori litio-polimero…

    E’ la più avanzata e duttile tecnologia per elementi legati alla trazione elettrica: pesano meno delle altre, quindi piombo, litio-ferro-fosfato ed hanno una densità energetica maggiore, pari a 167 Wh/kg e non sono “sofferenti” dell’effetto memoria. La loro capacità residua è pari all’80% mentre il numero di ricariche dichiarato è di circa superiore a 2000 cicli.

    TACITA T-RE, prima vera ENDURO ELETTRICA
    TACITA T-RE, prima vera ENDURO ELETTRICA

    Ciclistica: telaio monotrave e scelta pregiata dei componenti

    “Il telaio è in cromo molibdeno monotrave che abbiamo sviluppato cercando di avere una moto non troppo rigida come ciclistica, una moto che si lasci guidare, adatta all’enduro – spiega Rigo -. Questa è sicuramente una delle caratteristiche che abbiamo fortemente voluto sul motore enduro, a differenza delle altre due tipologie: cross e rally”.

    TACITA T-RE, prima vera ENDURO ELETTRICA
    TACITA T-RE, prima vera ENDURO ELETTRICA

    Quindi un’unità monotrave sdoppiato in tubi di acciaio al CrMo 25NiCrMo4 messa a punto proprio per la T-RE. La zona del cannotto presenta ampi trapezi di rinforzo mentre la culla inferiore scende già dritta da sotto i due radiatori per poi creare un angolo morbido sotto al motore (munito di paramotore in alluminio) per poi congiungersi alle travi discendenti ad arco. La linea di pivot è leggermente spostata in alto a vantaggio della trazione, come del resto l’intero studio delle masse e pesi, rivisti secondi i canoni e l’erogazione ed il carattere del motore elettrico.

    TACITA T-RE, prima vera ENDURO ELETTRICA
    TACITA T-RE, prima vera ENDURO ELETTRICA

    Forcella Marzocchi, mono Ohilins, mozzi in Avional

    La forcella a steli rovesciati è una valida Marzocchi Shiver con steli trattati TIN e sistema di smorzamento multi valvola e molla con annesse le regolazioni fine di compressione e ritorno. L’escursione è di 300 mm mentre il mono posteriore è Ohilins alte/basse velocità 15X15 regolation che lavora su leveraggio progressivo che garantisce anch’esso 300 mm di corsa. I mozzi sono in Avional ricavati dal pieno e sono montati su ruote da 21 e 18” che vengono “rallentate” da un disco anteriore flottante da 270 mm e da unità posteriore da 220 mm.

    L’INTERVISTA TECNICA: Pierpaolo Rigo e la sua Tacita

    A quanto risale come tempistica questo progetto?

    “L’idea di questo progetto risale al 2009, quando ho iniziato a pormi i problemi riguardo l’ inquinamento acustico in Piemonte. Andai a provare una moto che allora era molto bella ma valutai che alcune caratteristiche non erano esattamente quelle che cercavo, come amatore. Quando tornai a casa ne parlai con mia moglie. Lei mi disse che data la mia esperienza con le moto e la conoscenza del mondo motociclistico avrei potuto farla da me una moto. Così nacquero i primi interventi, in maniera sperimentale. Inizialmente nessuno ci credeva,  quindi bisognava prendere tutta la merce pagandola in anticipo, col rischio di non averla. Il primo anno abbiamo fatto molti test, abbiamo bruciato un po’ di motori, abbiamo visto un po’ di cose..  Un giorno sono andato nel posto dove di solito facevo i test delle mie moto…

    C’era un percorso di 28/32 minuti, aperto al pubblico. Era una strada di circa 14 km in montagna. Mi sono detto: “Se riesco a percorrere, con questa configurazione di moto, almeno  40 km in un tempo che sia vicino ai tempi che di solito riesco a fare, vado avanti col progetto!”  La moto coprì tra i 41 e i 42.5 km in un tempo che era più o meno il solito che impiegavo, ovvero 80 minuti. A quel punto abbiamo deciso di iniziare con il progetto ex novo, basandoci  su due considerazioni che avevo raggiunto: la prima era quella di avere il cambio. Non riuscivo ad avere una moto che avesse al tempo stesso velocità e capacità di arrampicare come chiedevo io. Infatti o aveva il rapporto di moto corto, quindi arrampicava su un muro ma in velocità aveva qualche problema, o aveva rapporti molto lunghi e viceversa”.

    Quindi è ovvio, avrai pensato ad inserire un cambio su Tacita…

    “Per questo motivo una delle dritte progettuali che ho dato è stata quella di avere il cambio. La seconda è stata quella di partire con un telaio fatto da noi, ex novo. Rispetto ad un’endotermica, abbiamo dovuto curare maggiormente Il bilanciamento delle masse, al fine di ottenete un baricentro ideale per questa moto, anche perché un motore elettrico ha un andamento diverso rispetto alle pulsazioni e forze espresse. Non ha un pistone ed un cilindro quindi, cosa che crea un effetto volano, Tacita non ha quindi un andamento di funzionamento così rilevante così come accade nel motore endotermico. E tutto ciò richiede di ridefinire l’equilibratore delle masse per avere maggior baricentro possibile sulle moto. Anche la disposizione delle batterie è stato frutto di lavoro, perché abbiamo cercato di sistemarle in una disposizione più simmetrica possibile in modo da avere una moto modulare nelle batterie con maggior autonomia ma anche molto bilanciata…”

    Il valore aggiunto della vostra moto? Da dove deriva il nome Tacita?

    “Il nome Tacita deriva dalla dea latina del silenzio. Abbiamo deciso che era il nome giusto per noi. La nostra idea era quella di creare una moto da enduro elettrica, quindi una moto che consente all’amatore di andarsi a fare il giro del sabato e della domenica insieme agli amici godendo delle stesse caratteristiche di guida che una moto enduro deve avere, ma con un motore diverso. Non è un due tempi, non è un quattro tempi, ma è una moto elettrica! Una delle cose che ci ha colpito di più, sin dall’inizio, è stato il fatto che con tutti i mezzi elettrici la gente è più propensa ad accettarti. Noi facciamo rumore, la nostra moto fa rumore.. il pedone sente arrivare la moto, i ciclisti lo sentono, anche i bambini, quindi non c’è quella pericolosità del mezzo che ti arriva dietro, senza che tu abbia nessuna visuale. La moto è volutamente rumorosa, quindi abbiamo cercato di fare una moto che facesse sentire che sta arrivando.  Una delle cose che mi ha più colpito, infatti, è stata quando sono arrivato in un prato dove c’era una mamma con dei bambini. Se fossi arrivato con una moto normale, alla stessa velocità, sarebbe corsa per andare a prendere bimbi, e invece ci h