Hard test in sella alla Beta RR125 2020 con Alex Bruni e Marco Clementini. Una enduro tutta nuova caratterizzata da facilità di guida e grande equilibrio. Tanto fango per questa prova al limite dell’aderenza

La solidità di un’Azienda è forza vitale per sé stessa oltre che per i propri prodotti. Così come le persone che vi lavorano la possono rendere viva e vitale se sapranno guardare avanti con dedizione e capacità tecnica scrivendo così la storia nel tempo, l’unico vero ed inesorabile biglietto da visita con cui porsi poi alla propria clientela. Ma la storia di un’Azienda è fatta pure di successi ed emozioni, di passione vera, di notti trascorse in attrezzeria a cercare la soluzione al problema.

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Beta, una grande famiglia di appassionati veri

Tutto questo ha dentro un sano romanticismo, un’autenticità tutta italiana e tante storie di cuore che solo nel nostro Paese possiamo scovare ed ascoltare. A Rignano sull’Arno ad esempio, c’è un’Azienda unica, fatta di tradizione oltre che di grande ed inesauribile passione. È la Beta, piccola realtà dai grandissimi contenuti che ha saputo trasformarsi nel corso del tempo, facendo leva sulle proprie risorse umane, un caso del tutto particolare nel nostro panorama legato alle due ruote.

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Beta è Azienda leader nell’Enduro, quello vero ed ha sempre “pedalato” a ritmo sostenuto ma paziente, elemento attorno cui ruota l’intera storia legata alla propria tradizione. Tante scommesse vinte, ad iniziare di investire ancora sulle motorizzazioni 2T, scelta praticamente abbandonata da molti ma dove Beta oggi è molto forte in termini tecnici.

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La gamma RR 2020, rottura con il passato per un nuovo capitolo tecnico

Tutto questo per introdurre il “nuovo capitolo” Beta, ovvero la gamma 2020, la new generation dell’enduro. Quindi non degli aggiornamenti ma una vera e propria rottura con il passato che si traduce in 8 motorizzazioni divise a metà tra 2 e 4T ma, soprattutto,  che guarda all’evoluzione tecnologica su telai e motorizzazioni.

Quelle 2020 sono enduro concepite per il futuro e questo spacca se parliamo di trasmettere emozioni, cercare nuove soluzioni ergonomiche e di design oltre che entrare sempre più nell’intimo dell’enduro di nuova generazione.

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La gamma parte dalla più piccola del lotto, ovvero la 125 (quella della prova) modello di accesso, una moto come leggerete molto facile e maneggevole e adatta a tutti per poi salire dalla 200 cc fino alla 300 cc, una moto dotata di una coppia eccellente, da guidare con i rapporti alti. Poi ci sono i 4T con la “piccola” 350 cc, la 390 cc, la 430 e la tonica 480 cc, nata per gli specialisti dell’enduro.

Oggi vi racconto la più piccola, la RR125, una moto divertente e leggerissima e molto ben bilanciata. Nella prova ho coinvolto i ragazzi del mio PROGETTO MX, Alex Bruni e Marco Clementini che certo non hanno avuto vita facile a causa del fango dominante sia sul fettucciato quanto sul tracciato cross, location della nostra prova hard.

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La RR125: scelte tecniche mirate

La 125 è una moto tutta nuova, come del resto tutta la gamma 2T Beta: soffermandoci in breve sul monocilindrico 2T (54×54,5 mm alesaggio e corsa), scopriamo un nuovo cilindro dai diagrammi modificati, una nuova flangia di scarico e nuova valvola allo scarico ma, soprattutto, diversi booster sul cilindro e nuove unità centrifughe oltre ad un’espansione ricalcolata. Un passo avanti sul rapporto di compressione, elevato a 15:1.

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C’è poi un nuovo coperchio della frizione idraulica (innovativo sistema di spurgo aria e diverso angolo della leva).

Tutte queste novità 2020 arrivano dalla gamma Racing 2019 che, almeno sulla carta, promette maggiore “presenza motore” ai bassi regimi ed un allungo più sostanzioso, quindi una curva di potenza decisamente più fruibile. Dalla prova invece, emergerà una maggiore propensione all’allungo e minore “tonicità” ai bassi regimi. Due le mappe disponibili (full e rain), selezionabili dal piccolo interruttore posto al centro anteriore del serbatoio.

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C’è però da dire che la RR125 della prova non ha avuto vita facile per il tantissimo fango che spesso abbiamo dovuto rimuovere a mano, cosa che certamente ha “affaticato” le performance ai bassi regimi; non abbiamo poi lavorato sul setting della valvola scarico oltre che sulla molla del sistema centrifugo. A garantire affidabilità entriamo nel campo legato al raffreddamento del motore e smaltimento calore; per questo,, i tubi acqua passano nel telaio con l’aggiunta di nuovi e più efficienti radiatori.

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Tante novità sul telaio

La gamma 2020 tutta vede la nascita di una nuova unità telaistica in acciaio al CrMo, caratterizzata dalla doppia culla passante sopra lo scarico: l’interasse è di 1477 mm con una larghezza massima pari a 815 mm ed un’altezza massima da terra di 1270 mm. Come leggerete nella prova, la moto è molto bilanciata, merito dell’ottima distribuzione dei pesi che vede 45 kg sull’anteriore e 49 kg sul posteriore per un peso totale a secco da very light con 94 kg totali.

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Nuove geometrie, presenza di componenti microfusi e nuovi attacchi testata

Il nuovo telaio è stato rivisto profondamente sia nelle geometrie che nelle rigidezze e questo per ottenere maggiore feeling per i pilota ed una migliore facilità di guida; il peso è sceso non poco, mentre la migliore affidabilità dei componenti è merito del grande lavoro Beta su componenti microfusi.

Quasi azzerate le vibrazioni (infatti nessuno dei due piloti ha mai toccato questo argomento), merito dei nuovi attacchi della testata. Si nota ora la maggiore compattezza del telaio nella porzione centrale inferiore e questo per guidare meglio nel single track e nei passaggi più impegnativi.

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Migliore tenuta stagna della scatola filtro

Parte essenziale di questo nuovo progetto 2020, è certamente la presenza del nuovo telaietto posteriore, del tutto riprogettato: sono state migliorate e tanto sia la struttura globale quanto la tenuta all’acqua, cosa approfondita nel nostro test quando abbiamo dovuto attraversare un corso d’acqua con la moto praticamente a mollo fino a quasi la sella.

Fanno parte della migliore tenuta stagna anche tutti i componenti spostati al sull’interno, come ad esempio le parti elettriche. C’è infine un nuovo manicotto di aspirazione mentre l’intero complesso filtro/attacco è oggi molto più semplice da assemblare.

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Ciclistica, evoluzione del pacchetto 2019

La forcella (setting STD trovato: stelo SX tutto chiuso, stelo DX -1 giro da tutto chiuso) è un aggiornamento del pacchetto precedente, con interni evoluti con nuovo setting che migliorano il lavoro idraulico sugli impatti violenti oltre che controllare il galleggiamento dell’avantreno. I setting sono ovviamente concepiti per l’innovativa unità telaistica 2020.

Il mono posteriore (setting STD trovato: alte/basse velocità -14 giri da tutto chiuso, compressione -10 giri da tutto chiuso, estensione -10 giri da tutto chiuso) vanta un diverso sistema di controllo della stabilità che migliora il grip ruota in staccata, un diverso tampone dall’inserimento più progressivo ed un nuovo setting generale a fronte del differente telaio 2020.

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Infrastrutture pensate per offrire più feeling di guida

Mi riferisco al serbatoio di maggiore capienza da 9,5 litri che, oltre ad aumentare l’autonomia, è forte di una migliore ergonomia che migliora gli spostamenti longitudinali sulla sella, un modo per essere più reattivi e veloci sia in staccata quanto nel ritrovare subito la corretta posizione di guida che sia seduto o in piedi. C’è anche a tal proposito un manubrio più largo.

Altre piccole novità sono poi il cavalletto laterale con maggiore impronta a terra, le nuove pedane microfuse dagli scarichi maggiorati per smaltire meglio il fango e particolare dentatura che aumenta il grip degli stivali.

C’è anche un nuovo pedale freno posteriore e riprogettate sovrastrutture quali mascherina anteriore, parafanghi (quello anteriore con geometria a spessore variabile), convogliatori e fianchetti mentre il telaietto posteriore è realizzato in tecnopolimero, secondo le “ultime tendenze” offroad.

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Completano le novità la sella ridisegnata, un nuovo e leggero porta targa, lo strumento digitale con diverso supporto, la nuova piastra paramotore che si sommano alle protezioni del telaio ed al nuovo faro posteriore.

LA PROVA: LE DOMANDE PER CAPIRE SUBITO

Come già fatto in precedenza, ho posto delle domande ai due piloti, un modo secco e deciso per capire e far comprendere come si comporta questa Beta RR125 2T. Sono domande semplici ma ampie, perché mettono in risalto da un lato il “posizionamento” della moto mentre dall’altro fanno capire di che pasta è fatta questa 125.

Ovviamente per peso, stile di guida, approccio alla prova, alcune risposte sono diametralmente opposte mentre convergono quando si parla di facilità di guida, maneggevolezza, erogazione ed ergonomia. Non è stata una giornata facile, difficile rimanere in sella con kg di fango depositati sulla moto, un motivo in più per saggiare comportamento, dinamica e distribuzione dei pesi anche in condizioni limite.

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LA PROVA DI ALEX BRUNI

A livello generale, come hai trovato questa nuova RR125?

Questa RR125 mi è sembrata davvero molto equilibrata, adatta a tutti molto gestibile ed è certamente caratterizzata da un motore molto generoso e grintoso.

Cosa ti piace di questa RR125 2020?

È una vera enduro e piace la sua maneggevolezza e la facilità di guida che infonde subito gran feeling al pilota anche poco esperto. Vanta inoltre un ottimo equilibrio e distribuzione dei pesi.

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Parliamo del motore: erogazione ai medi, bassi regimi, allungo, “schiena”, dacci un giudizio generale sul comportamento del 2T Beta

Mi aspettavo qualcosina in più ad essere sincero, ha una buona erogazione ed un buon allungo ma spinge poco sulle marce basse, specie nella fascia dei bassi regimi quando apri e chiudi il gas.

Quale è la zona motore – nella guida – che ti è piaciuta di più?

Mi è piaciuta di più è stata l’area dell’allungo, è un motore che spinge parecchio sulle marce alte ed ha un buon comportamento ed una corposa erogazione e progressione dalla IV marcia in poi.

Parliamo della maneggevolezza generale: il tracciato dove l’hai provata ha molte zone in contropendenza.

L’ho trovata stabile ed intuitiva nei passaggi in contropendenza, è sempre molto maneggevole e questa sto scoprendo sia una caratteristica delle enduro Beta, una moto adatta praticamente a tutti. In gara guido un’altra moto di altro marchio, ma Beta devo dire ha fatto un buon lavoro su questa RR125

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Parliamo dell’equilibrio generale della moto

Decisamente molto ben equilibrata, con la giusta ripartizione dei pesi tra anteriore e posteriore, ben si adatta a percorsi anche hard con rocce sporgenti o tronchi. Come su quasi tutte le 125, bisogna guidare a gas costante per salire in mulattiera senza che la moto si scomponga troppo e ama poco il single track…

Come ti è sembrata la RR125 in ingresso curva, centro curva, nei cambi direzione?

Molto bene e buon feeling sia in ingresso che a centro curva, dove emerge un ottimo avantreno, stabile e preciso anche sul fettucciato nei bruschi cambi di direzione. In uscita curva invece, l’ho trovata un po’ meno precisa.

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In tema di sospensioni cosa pensi del pacchetto Beta? Descrivi il comportamento della forcella e del mono

La forcella, anche con i registri al massimo non è adatta ai salti più impegnativi, anche se il mio peso credo superi il setting standard e quindi la progressione della molla del mono e l’idraulica delle forcelle. Ma, sui terreni sconnessi, il pacchetto sospensioni funziona meglio con il mono rigido ma molto funzionale sulle minime

Come trovi la frenata della RR125

Direi nel complesso una buona capacità di frenata, soprattutto quello posteriore sembra molto in linea per forza, efficacia e capacità di far scivolare il posteriore nelle staccate più insidiose, magari con tanto fango e canali.

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Se dovessi raccontare un pregio assoluto della RR125, quale sarebbe a tuo avviso?

Certamente premio sia la maneggevolezza che l’equilibrio generale. Come già accennato, questa RR125 mi piace per l’assoluta leggerezza, per l’ottima ergonomia in sella oltre che per il buon rapporto tra anteriore e posteriore.

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Ed uno o più difetti?

Più che un difetto direi una spiccata caratteristica, dire l’erogazione ai bassi regimi, dove manca di forza e schiena anche se il rovescio della medaglia sono le buone doti di allungo del piccolo 125 Beta.

Inoltre, durante la prova ho notato un sensibile calo prestazionale della frizione, specie nei tratti guidati, dove la leva sembra indurirsi e quindi l’azione della mano non è più fluida. Anche la frizione, a motore molto caldo ma soprattutto in presenza di tanto fango, tende a trascinare un pelino. In termini di ciclistica infine, ho notato la forcella andare a “pacco” specie in atterraggio da salti più impegnativi, cosa che però potrebbe dipendere dal K della molla non indicato al mio peso.

LA PROVA DI MARCO CLEMENTINI

 A livello generale, come hai trovato questa nuova RR125?

Questa RR125 in generale è una bella moto sia a livello estetico che a livello di motore quanto a livello di sospensione. Mi piace molto l’ergonomia che scopro molto curata dai tecnici Beta.

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Cosa ti piace di questa RR125 2020?

Mi è piaciuto tanto il fatto che sia una enduro particolarmente equilibrata ma è anche e soprattutto molto maneggevole nei cambi direzione, sul fettucciato ma pure nella guida in piedi del sottobosco tra radici esposte e canali single track.

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Parliamo del motore: erogazione ai medi, bassi regimi, allungo, “schiena”, dacci un giudizio generale sul comportamento del 2T Beta

La moto ai regimi medi è molto cattiva invece perde molto ai bassi regimi è molto carattere mentre ho trovato ottimo l’allungo motore, molto tonico e divertente. Certo una maggiore presenza ai bassi regimi aiuterebbe molto nella guida, meglio avere sempre il gas in mano e tanta coppia piuttosto che un motore verticalizzato sugli alti regimi.

Quale è la zona motore – nella guida – che ti è piaciuta di più?

Nella guida è molto leggera e maneggevole ed è pure molto stabile nelle curve veloci o nell’affrontare i salti. La RR125 2020 mi è piaciuta tanto sia a livello estetico quanto per la sia guida intuitiva, un grande salto rispetto alla generazione 2019. Trovo eccellente la stabilità della moto nelle porzioni di pista più lente.

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Il tracciato dove l’hai provata ha molte zone in contropendenza…

Abbiamo provato la nuova Beta su un tracciato fettucciato ma anche sulla pista adiacente di motocross. Vero, c’erano molte curve in contro pendenza, dove però si scopre il grande lavoro sul telaio delle nuove Beta 2020. L’equilibrio generale della moto è spaventoso e questo porta il pilota ad osare oltre che divertirsi. 

Come ti è sembrata la RR125 in ingresso curva, centro curva, nei cambi direzione?

In ingresso curva la moto è molto stabile ed affidabile di avantreno specie nell’ingresso di curva, mentre a centro curva in piena accelerazione è molto rapida nel buttarla giù per curvare. Nei cambi di direzione è spaventosa ma soprattutto è molto facile oltre che spiccatamente maneggevole.

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In tema di sospensioni cosa pensi del pacchetto Beta? Descrivi il comportamento della forcella e del mono

Le sospensioni per fare enduro sono molto funzionali in base al setting std ed al mio peso ma per un uso più vicino al mio, quindi il motocross, sono troppo morbide.

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Come trovi la frenata della RR125

La piccola RR125 ha una frenata molto morbida e mai aggressiva, quindi modulabile ma potente nella seconda parte della frenata.

Se dovessi raccontare un pregio assoluto della RR125, quale sarebbe a tuo avviso? Ed uno o più difetti?

La cosa che mi fa più impazzire di questa RR125 è l’equilibrio. I difetti non sono molti, se non nella cambiata, si progressiva con una prima marcia esplosiva ma in seconda marcia tende a sedersi troppo, soprattutto in salita e magari con parecchio fango. Qui la moto soffre un pelino di troppo.

(Foto GIUSEPPE CARDILLO, si ringrazia Pietro Ciani per la preziosa collaborazione)