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    PROVA: PEUGEOT 208 GTi VS DUCATI PANIGALE S

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    Una prova che nasce sul concetto estremo della potenza: confronto aperto forte e chiaro tra la Ducati 1199 Panigale S e la Peugeot 208 GTi, 200 Cv (o quasi) per queste due bombe racing senza compromessi… Tanta elettronica al servizio del rider sulla Panigale, motore turbo “twin scroll” per la 208 GTI…

    E’ un concetto atavico che però vale sempre quale riferimento emotivo quando parliamo di motori. Su quel parametro “magico” si basa l’essenza e la tendenza stessa dei progetti finalizzati al racing (e non solo), sulle loro prestazioni, sulla loro capacità di “coinvolgere” l’utente, di stupirlo se necessario, perché, il dato della potenza, è da sempre l’unica, concreta ed assoluta verità, quella su cui le Case fanno “guerre di laboratorio”, lunghissime, incessanti e sempre finalizzate all’aspetto più emotivo del veicolo. Il dinamismo nella sua forma più estrema…

    E che si tratti di moto o auto, il discorso non cambia mai, quasi un assioma che si ripete modello dopo modello, anno dopo anno, “rovistando” spesso nella tecnologia per estrapolare ancora qualche cavallo in più… Una sorta di status eccelso quello della potenza, un’etichetta ben appiccicata che non si stacca più e che può rendere questo o quel veicolo un qualcosa di unico e speciale. Potenza significa inoltre poter vantare tecnologia, obiettivi, spazi creativi dove cercare ancora ed ancora cavalli, emblema e logo di un’Azienda e del proprio valore tecnologico.

    Base di partenza, più elementi connessi tra loro…

    Sono partito proprio da questi semplici concetti per questa prova: il parametro iniziale è stato voler confrontare una moto ed un’auto rappresentative in tal senso, obiettivo 200 Cv o giù di li tanto per capirci; la cosa non è stata così semplice da “concretizzare”, perché annesse alla cavalleria ci dovevamo stare dentro altri parametri. Quali? Leggerezza, agilità, accelerazione, il lato racing del prodotto stesso, quindi due oggetti impegnati anche nell’attività agonistica ed infine, in ultima analisi, l’aspetto estetico, le forme, il design.

    …e alla fine, Ducati 1199 Panigale S Vs Peugeot 208 GTi

    Quindi la “logica” scelta è caduta sulla splendida Ducati 1199 Panigale S e sulla “piccola peste”, la Peugeot 208 GTi, mito e tradizione sportiva in entrambi i casi quindi per una prova unica e che ha messo in bella mostra le caratteristiche migliori delle due agili sfidanti, modi diversi di intendere la potenza e l’approccio con il pubblico più sportivo. Un confronto che va ben oltre Italia e Francia, dove il tetto dei 200 Cv doveva essere rispettato si, ma abbinato a tutto ciò che ho descritto fin’ora, quindi, senza ripetersi, andiamo a vedere i plus delle due sfidanti.

    La Ducati Panigale S in estrema sintesi, un mare tecnico di sigle…

    Una SBK senza compromessi ricca di tecnologia, “spremuta” all’osso dai tecnici di Borgo Panigale: lo dimostrano tutte le chicche tecniche che questa moto ha nel suo DNA come, su questa versione S, forcella e mono TTX elettronici Ohlins, ammortizzatore di sterzo regolabile, leggeri cerchi Marchesini, componenti in carbonio,  i pacchetti elettronici DES, DTC (Ducati Traction Contol), DQS (Ducati Quick Shift, il cambio elettronico che consente la cambiata a gas aperto), EBC (Engine Brake Control) &RbW tutti integrati al Ridin Mode senza dimenticare il DDA (Ducati Data Analyser) con funzionalità GPS e gli scarichi racing Ducati Performance.

    E poi, 10 kg in meno, 25 Cv in più e tecnologia monoscocca per i telaio, la rivoluzione Ducati, il peso di soli 164 kg a secco ed infine il potente “superquadro” da 195 Cv, erogati a 10.750 giri. “La Superbike Ducati di ultima generazione, supera le barriere ingegneristiche del design motociclistico e fissa lo standard di riferimento più estremo di sempre – spiega Massimo DavoliResponsabile Uff. Stampa Italia Communication Department – tracciando la strada per le sportive del futuro. Sviluppata nell’ambiente delle corse – dove la competitività è ovviamente altissima – e progettata per alzare ai massimi livelli le prestazioni, utilizza soluzioni innovative di derivazione Ducati Corse per rendere fruibile anche agli appassionati una tecnologia da Campioni del Mondo”.

    La Peugeot 208 GTI in sintesi estrema

    Una vera sportivissima “purosangue” che ha radici lontane molto agonistiche: ricordate la 205 GTI, modello che negli anni ’80 ha infuocato la passione racing di molti appassionati? Bene, la nuova Peugeot 208 GTI, ne soffia l’eredità sia per potenza che per la sua grande compattezza globale, con un corpo vettura molto snello e concreto…

    208 GTI gode e si affaccia al mercato con una meccanica raffinatissima che poggia tutto sul nuovo propulsore turbo da 1,6 litri a benzina 16 valvole THP che riesce ad erogare ben 200 CV a 6800 giri, tetto della prova. 1160 kg, da 0 a 100 km/h in meno di 6,8”, motore a fasatura variabile, insomma la 208 GTI ha tutto per stupire tutti! E poi il suo design ricercato ed affilato come una lama pronta a tagliare il vento, reso ancor più aggressivo dai fari a led, soluzione che troviamo anche all’interno vettura.  Con 208 GTi, il nostro obiettivo era offrire il piacere della guida sportiva – afferma Gaëtan Demoulin, responsabile ”Synthèse Clients” Peugeot – un piacere che parla immediatamente a tutti gli appassionati: potenza, reattività, sonorità, 205 GTi è stata la nostra fonte di ispirazione. 208 GTi è la sua interpretazione moderna.»

    Il telaio monoscocca Ducati la vera rivoluzione 

    Un coraggioso balzo nel futuro per Ducati è stato l’utilizzo del telaio monoscocca: molti gli elementi che sono stati integrati e questo allo scopo di garantire leggerezza ma soprattutto compattezza al punto tale che l’air-box è ora integrato, mentre il triangolo ergonomico del pilota è stato esaltato per la guida racing.

    Così, la 1199 Panigale, pesa 10 kg in meno per 164 kg di peso a secco. La struttura è dunque monoscocca in alluminio con motore che funge da elemento strutturale con logica conseguenza di una riduzione di peso pari a 5 kg; il telaio è vincolato alla testa motore posteriore ed è munito, sulla parte anteriore,  di due boccole in alluminio nelle quali trovano alloggiamento i cuscinetti del cannotto di sterzo, inclinato di 24,5°. Ma questo monoscocca ospita anche l’air-box, la cui copertura superiore (per la ermetizzazione del complesso di abduzione) è offerta dalla parte inferiore del serbatoio carburante, quest’ultimo alleggerito di quasi 2 kg (rispetto alla 1198) grazie all’alluminio di cui è composto.

    Zone termiche motore ruotate all’indietro

    L’architettura motore mantiene lo schema ad “L” di 90° ma, la parte termica, è stata ruotata di ulteriori 6° attorno all’albero motore preso quale riferimento rotante; questo ha permesso di rivedere pure la distribuzione dei pesi con il 52% davanti ed il 48% rimanente dietro. 100 mm è il valore di  avancorsa, 1437 l’interasse e c’è ovviamente il tradizionale forcellone monobraccio, più lungo di 39 mm rispetto alla 1198. Tutte queste modifiche essenziali, hanno fatto si di spostare gli scarichi sotto al bicilindrico Ducati e così, il telaietto posteriore in lega di alluminio, è adesso vincolato sul motore oltre che più leggero. Materiale “nobile” anche per il telaietto anteriore, che ha struttura in light magnesio.

    Sospensioni DES Ohlins, D E S, il lato R della performance

    La 1199 Panigale S beneficia del sistema Riding Mode Ducati applicato anche alle sospensioni: si chiama Ohlins NIX 30 e conta su un’unita a steli rovesciati da 43 mm davanti (completa il pacchetto l’ammortizzatore di sterzo elettronico mentre l’interasse forcella è stato aumentato), regolabile elettronicamente e mono posteriore TTX36, con “tecnologia” del doppio tubo per la “gestione separata” tra freno in estensione e compressione con regolazione manuale del precarico molla.

    Le regolazioni delle sospensioni elettroniche si possono effettuare sia in Riding Mode che manualmente, grazie alle regolazioni digitali del freno in compressione /estensione che vengono inviate dalla centralina agli attuatori; il sistema DES infine, può essere “settato” direttamente dal cruscotto salvando così le impostazioni personali che si sommano a quelle SDT.

    ABS sportivo per la Panigale…

    Impostazione racing anche per l’ABS della Panigale, che punta tutto, anche in questo caso, sul Riding Mode pre impostati da Ducati: l’applicazione concreta si chiama 9ME BU Bosch che abilita la sia applicazione “totale” dell’ABS dell’anteriore solo nel Mode Race, consentendo inoltre il controllo del sollevamento della ruota posteriore in staccata, attivo in Mode Sport e più incisivo nel Mode Wet; è opzionale per le versioni “base” e la S mentre è di serie sulla R. Di gran lusso l’impianto frenante della 1199 Panigale S, che conta su un doppio disco anteriore da 330 mm con pinze monoblocco ad attacco radiale Brembo M50 e unità singola posteriore da 245 mm e pinza a due pistoncini.

    (foto sopra, Carlos Checa, il taglio racing della 1199 Panigale)

    Riding Mode Ducati: il centro della performance Panigale…

    E’ il vero punto di svolta Ducati, il reale cambiamento tecnologico per la guida di una moto. Riding Mode significa variare carattere e comportamento dinamico della moto, in modo rapido, non solo del motore, ma, come sulla Panigale S, anche per quello che riguarda le sospensioni. Tutto questo nella mano del pilota che ruota la manopola del gas utilizzando così il sistema RbW, che vanta oltretutto un nuovo setting della calibrazione.

    Coabitano diversi mapping motore, altrettanti settaggi per le sospensioni (abbinato alla tipologia di setting motore scelto), ben 8 livelli per il DTC e l’EBC che “ascolta” la decelerazioni dell’albero motore nella staccate hard, regolando le farfalle del sistema RbW per mantenere l’aderenza a livelli di sicurezza. I Riding Mode sono denominati RACE (195 Cv, assetto pista, livello ridotto DTC, EBC prestazioni racing e ABS attivato sull’anteriore ed antisollevamento posteriore), SPORT (195 Cv, assetto sportivo, livello DTC superiore, EBC sportivo, ABS ant. e post.) e WET (120 Cv, risposta morbida motore, livello superiore DTC, EBC adeguato, DQS disattivato, ABS full e setting sospensioni per scarso grip).

    Motore “Superquadro”, la voce ed il cuore pulsante della 1199 Panigale

    Superquadro è l’identità precisa della Panigale: identifica quindi la natura tecnica del bicilindrico Ducati, così definito a causa dell’eccezionale rapporto tra corsa corta ed alesaggio (1,84:1), quest’ultimo pari a 112 mm per 60,8 di corsa; ed i 195 Cv, la coppia di 13,5 kgm lo rendono un vero riferimento nel panorama delle SBK… di produzione.  La potenza infine, è “estratta” da due corpi farfalla da 67,5 mm dotati di due iniettori.

    Valvole grandi, flussi ottimizzati, bilanceri in PLC

    L’angolo di 21° tra il gruppo termico anteriore ed il piano orizzontale, ha permesso l’avanzamento del motore di 32 mm, al fine di meglio bilanciare la distribuzione dei pesi, originando pure l’esatto posizionamento dei punti di ancoraggio del telaio sulle testate. Le valvole di aspirazione in lega di Titanio (il complesso valvole sono forti dei sistema ad azionamento desmodromico – gli albero a camme di scarico poi sono muniti di decompressore centrifugo – ma con mix di comando catena/ingranaggi al posto della cinghia), a causa dell’incremento alesaggio, sono più grandi e passano da 43,5 a 46,9 mm, mentre le rimanenti di scarico ora sono da 38,2 in luogo delle precedenti da 34,5 mm. In entrambi i casi poi, l’azionamento valvole è con bilancieri “super finiti” (termini scelto da Ducati) e rivestiti in PLC, coating speciale di derivazione aerospaziale… I pistoni poi, hanno fondello con doppia travatura (resistenza alla fatica e minor attrito).

    Carter che inglobano canne sottili, albero motore che lavora su bronzine

    Altre novità del motore 1199 cc. sono i carter in pressofusione sottovuoto,  contecnologia Vacural, che inglobano delle camere dove transita il liquido refrigerante tra le canne dei cilindri; le canne riportate in alluminio sono trattate al Nikasil ed hanno pareti sottili per un ottimale dissipazione termica. Ed in termini di materiali leggeri, il magnesio è utilizzato alla grande per i coperchi frizione, quelli delle testate e la coppa olio; ma il carter motore della Panigale, emerge per un altro componente tecnico, derivato alla Desmosdici RR, ovvero l’albero motore che lavora su bronzine, ciò significa perni di manovella più grandi e massima resistenza meccanica. Al fine di una migliore affidabilità meccanica, la pompa olio è con lobi fatta ruotare da albero e ruote dentate realizzare in tecno-polimero.

    L’aggressivissima Peugeot 208: il ritorno del mito…

    Si, proprio così: un mito che ritorna e scopre le proprie origine spo