TEST: GAMMA RR ENDURO BETA 2020

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La rivoluzione della gamma Beta RR è la dimostrazione del potenziale di questa azienda da 170 dipendenti. Le nuove enduro 2020 vantano nuovo telaio, un nuovo motore 4T e 2T riviste nella termica. Tra le tante novità, il telaio 2020 con passaggio acqua interno

Che Beta sia un’Azienda solida non è un mistero. Ma soprattutto Beta è un’Azienda dove lavorano 170 persone appassionate, che, da sempre, credono in ciò che fanno e sanno guardare lontano o precorrere i tempi o, ancora, scommettere laddove altri hanno abbondonato…

Mi riferisco alla scommessa forse più “forte”, ovvero quella di credere ancora e con forza nella motorizzazione 2T, al punto di predisporre investimenti importanti che oggi stanno dando grande riscontro commerciale. Ed ancora, a Rignano sull’Arno, sanno fare le cose bene e non si fermano mai: un lavoro incessante che, pure nel racing, ha dato e sta dando successi a raffica.

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Qualche dato quindi è assolutamente doveroso

Il 2018 ha visto crescere del 6% il fatturato Beta con una produzione incrementata dell’8% rispetto al 2017, il che significa 21.216 unità con una previsione 2019 ancora più incalzante a quota 22.300 unità.

Quello dell’offroad tutto è un mercato “strano” ed altalenante ma Beta cresce in modo costante ed esponenziale: ad esempio, è leader nel segmento 2T (quindi scommessa vinta) con una fetta pari al 40% rispetto ai competitor che certo non stanno a guardare mentre per i 4T Beta detiene il 20% di quota mercato. In ultima analisi, le fette legate alla distribuzione nel mondo che vede l’81% delle vendite verso estero con una fetta del 37% per il solo mercato europeo.

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Beta Enduro M.Y. 2020: il cambio di passo epocale

Il 2020 è l’anno della svolta e quindi Beta ha allestito una gamma del tutto innovativa, aggressiva ed assolutamente concreta. Si tratta di una new generation della gamma RR che vede ben 8 motorizzazioni – 4 2T e 4 4T – per un’area di passione dedicata ad ogni esigenza enduristica. E’ proprio per questo, ho deciso di far partecipare un amatore/tester alla presentazione Beta: è l’utente medio che più può apprezzare il lavoro fatto da Beta, mentre il pilota “si adatta” di più in virtù della propria esperienza. Il risultato, come leggerete, sono giudizi sinceri, schietti e di fatto utili a chi vuole davvero capire come ha lavorato Beta per il 2o2o.

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Sono moto belle, snelle, agilissime e con tanta innovazione, quell’innovazione che solo un’Azienda italiana dalla testa ai piedi sa regalare ai propri appassionati dell’enduro vero. nuovi motori 4T, 2T rivisti nell’intimo tecnico, telai rivisto anch’esso nelle geometrie e rigidità con l’aggiunta del grande lavoro sul design finale e sull’ergonomia moto.

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Entriamo nel dettaglio degli enduro Beta 2020: le 2T, tante novità

La gamma 2T è il pezzo forte della produzione Beta se parliamo di moto orientate ad un pubblico vastissimo: sulla 250 e sulla 300 cc è stato aggiunto il contralbero, soluzione tecnica che aumenta l’inerzia con il prodotto finale di un miglioramento della curva legata all’erogazione.

test-gamma enduro BETA 2020-performancemag,itLa funzione del contralbero inoltre, rende più “dolce” la guidabilità e riduce il tasso di vibrazioni sulle pedane ad esempio ma, soprattutto, rende più incisiva la linearità della curva di erogazione stessa. La “duemmezzo” inoltre, beneficia di una nuova testata (squish e R.C. rivisti) che migliora la prontezza da basso regime.

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Un capitolo a parte lo merita il piccolo motore della 125 cc: c’è un nuovo gruppo termico che vede variati i diagrammi diventare più aggressivi, merito anche della nuova luce di scarico. E, sempre sullo scarico/collettore, è nuova la flangia mentre è stati messo a punto un diverso sistema per la valvola sullo scarico che vede oltretutto nuovi booster e diversa unità centrifuga.

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Chiude il quadro tecnico la diversa espansione, realizzata in virtù dei diagrammi 2020. Come vedremo, tutte queste modifiche, rendono ora la 125 decisamente più “cattiva” ma, soprattutto, questo è un motore che vanta maggiore allungo, cosa che mancava un pelino al M.Y. 2019.

Per i 4T una vera rivoluzione tecnica

Grande e sostanziosa revolution per i motori 4T. c’è un nuovo basamento per la gamma 4T (350, 390, 430, 480 cc), pensato per ridurre peso (- 1 kg) e “compattare” le masse rotanti, cosa ottenuta sollevando più in alto il pacco frizione ed arretrando l’albero motore.

Questo ha fatto si che il baricentro sia ora più vicino al perno del forcellone, soluzione che spinge verso una migliore agilità, essenziale nel fettucciato e sui tratti più guidati. C’è poi il coperchio frizione in Magnesio A291, ridisegnato al fine di direzionare più lubrificante verso la frizione. Anche il coperchio volano è dello stesso materiale.

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Parola chiave, miglior raffreddamento

Il raffreddamento è essenziale nell’enduro: ecco che, per la gamma RR 4T, c’è una nuova pompa acqua, che, oltre a migliorare la portata e quindi bilanciamento dello scambio termico, consente di abbattere il tenore delle temperature per una costante 100% delle performance. A fronte di queste modifiche, anche testa e cilindro sono stati rivisti così come l’intero circuito olio e questo grazie al miglior scambio termico determinato dai “passaggi” acqua/olio nella parte anteriore del carter motore. Sulla frizione ci sono dischi riprogettati e di diverso materiale rispetto ai modelli precedenti, cosa che oggi rende il comando frizione ancora più modulabile.

Il cambio – che prevede il sensore del folle – inoltre è ridisegnato ed è più leggero e corto con l’aggiunta di una camma più leggera che ne facilita il passaggio tra un rapporto e l’altro. Ed infine c’è una nuova mappa, rivista nelle curve.

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Una ciclistica che parla al futuro

La gamma Beta 2020 vanta un nuovo telaio in acciaio molibdeno con doppia culla sdoppiata (che vede l’innovativo passaggio dell’acqua di raffreddamento all’interno dei tubi telaio) che vede riviste geometrie e rigidezze (l’interasse varia dai 1477 mm della 125 ai 1490 mm della 480 cc), finalizzate alla migliore guidabilità delle moto.

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Il peso è stato ridotto grazie alla significativa presenza di materiali microfusi (tendenza attuale oggi) con abbattimento del tenore di vibrazioni grazie ai nuovi attacchi sulle testate. Ma, questo nuovo telaio è anche più stretto nell’area inferiore, soluzione vantaggiosa nel single track e sui canali più profondi perché adesso il pilota potrà muoversi più agilmente in sella.

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Nuovo telaietto posteriore

Sulla gamma 4T e per la sola 200 cc 2T c’è un nuovo e più lungo forcellone mentre il telaietto posteriore in tecnopolimero è del tutto innovativo: ne è stata migliorata la struttura, la tenuta all’acqua/fango con l’assemblaggio dei componenti scatola filtro (c’ un nuovo manicotto aspirazione) ed accessori, tutti integrati al suo interno. Per le 2T invece, sono inglobati parti elettriche e serbatoio olio. Tutto questo ora renderà più veloce lo smontaggio della scatola filtro ed un nuovo assemblaggio più preciso.

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Ciclistica rivista per la sostanza aggressiva dell’enduro

La forcella delle Beta RR 2020 è un’evoluzione della precedente: sono stati riprogettati gli interni con nuovi setting finalizzati al miglior assorbimento globale, specie sui picchi di lavoro più “violenti”, effetto che si propaga pure alla netta riduzione del beccheggio della moto sui tratti veloci. Il mono posteriore invece, è del tutto nuovo: c’è un diverso sistema “stabilizzante” che migliora il grip specie in staccata, un differente tampone che ora vanta un “ingresso” più progressivo con una migliore gestione del fondo corsa per chiudere con il nuovo setting idraulico.

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Le altre novità, piccole solo apparentemente

Ci sono altre novità sulla gamma 2020 che meritano di essere approfondite: i serbatoi delle 4T sono ora da 9,1 litri che diventano 9,5 per i 2T ma gli elementi rendono migliore l’ergonomia delle moto e quindi l’abitabilità per il pilota; i manubri sono più larghi, lo scarico vanta un diverso design, l’impronta a terra del cavalletto è stata aumentata mentre le pedane sono microfuse dotate di scarichi più grandi per smaltire prima il fango accumulato così come è diversa la dentatura della pianta su cui poggia lo stivale. C’è una diversa cruna catena, un nuovo pedale freno con diversi cuscinetti mentre è più corta la rapportatura sulle 430 e 480 cc.

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E poi ancora ed in termini di design, sono nuovi mascherina, parafango anteriore (a spessore variabile) e posteriore, fianchetti e convogliatori, la protezione manubrio, la sella, la porta targa, lo strumento digitale dotato di diverso supporto, la piastra paramotore, il faro posteriore e le protezioni del telaio.

Una vera rivoluzione (a cura di Andrea Tosi)

Che non si trattasse di solo un restyling, con qualche piccolo upgrade rispetto ai modelli precedenti, si sapeva ed era nell’aria da tempo. Il “fatto” migliore è che sicuramente l’attesa non è stata affatto delusa. In tal senso, a Rignano sull’Arno, hanno davvero lavorato senza sosta per sviluppare la gamma Enduro 2020.

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I successi nel Racing Beta sono i “genitori” della gamma 2020: praticamente il focus di Beta è sempre quello, RIDEABILITY, ovvero portare l’utente finale ad entrare in piena empatia con il mezzo, al fine di ottenere, fin dai primi metri di guida, la sensazione di guidarle da sempre concentrandosi così solo sul puro divertimento.

8 moto per 1000 esigenze

Per fare questo tutta la gamma Beta, che si compone di 8 modelli, 4 2T (125/200/250/300) e 4 4T (350/390/430/480), è stata completamente riprogettata: oggi la moto è più snella tra le gambe, la linea tra sella (ammorbidita per un maggiore comfort) e serbatoio più dritta per facilitare i movimenti del pilota così come ci sono nuove pedane, un manubrio più largo e molto altro.

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LA PRESA DI CONTATTO AL CIOCCO,:IL TEST DI ANDREA TOSI

La piccola e potente 125: “La più piccola del lotto non delude mai, le sue armi sono l’estrema leggerezza e la maneggevolezza che la rendono perfetta sia per i giovanissimi, che iniziano ad esplorare il mondo enduro o che vengono dal 50 cc, che per i meno giovani, che cercano comunque il puro divertimento con una moto facile e che non stanca mai. Le modifiche applicate tra motore, valvola di scarico ed espansione, tutte derivate dalla gamma racing, hanno portato ad un‘erogazione migliore su tutto il range di giri, ma soprattutto ai bassi regimi, dove cubature così piccole sono sempre in difficoltà”.

La full 200, enduro per tutti: “E’ il modello che ha ricevuto meno interventi di tutto il lotto, ma parliamoci chiaro, era anche quella che ne aveva meno bisogno. Abbina la leggerezza e la ciclistica della 125 con un motore sicuramente più corposo e dotato di più coppia. È sempre un piacere guidare questa moto, come la sorella minore non stanca mai, ed avendo più coppia aiuta nel guidare meno al limite, cosa che consente l’utilizzo di una marcia più alta e quindi poter guidare anche sotto coppia. Non delude mai e, abbinata al miscelatore oltre che all’all’avviamento elettrico, la rendono veramente un moto per tutti”.

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La generosa 250: “Qui si inizia a fare sul serio, i cavalli a disposizione cominciano ad essere sufficienti anche per chi cerca qualcosa in più del semplice divertimento, volendo abbinare alla guidabilità una buona dose di potenza per cercare una prestazione migliore. Per la prima volta Beta, proprio su questa cilindrata, ha introdotto un contralbero che, oltre a diminuire le vibrazioni del motore, ha portato un grande beneficio in termini di erogazione di potenza, rendendola più fluida e meno brutale. La nuova testata ha migliorato anche la già generosa coppia ai bassi regimi”.

La 300, l’enduro no-stop: “Anche nel 2018 è stata la 2T più venduta in casa Beta, e non delude mai. Come sulla 250, l’introduzione del contralbero ha reso l’erogazione molto fluida e grazie alla cilindrata maggiore ed alla coppia poderosa, permette anche una guida con marce alte, cosa utile nei percorsi più impegnativi. I lavori sull’ergonomia hanno reso questa moto molto più semplice rispetto ai modelli precedenti, utilizzabile al meglio anche da un pilota meno esperto se non addirittura un amatore. Ma questa 300 2T, resta sempre la prima scelta per un pilota esperto ancora legato al mondo 2T”.

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Le 4T, tutte speciali, tutte da vivere

La 350: piace e diverte sempre: “Anche per questo modello parliamo della regina delle vendite nel mondo Beta per le 4T ed è facile pensare che sarà così anche per il prossimo 2020. La moto ha un motore potente ma con un’erogazione molto lineare, il tutto abbinato alla maneggevolezza paragonabile delle sorelle 2T. Provando queste 4T, si inizia veramente a comprendere il grandissimo lavoro fatto su questi nuovi modelli, sembra una moto più corta, reattiva e veloce nei cambi di direzione ed anche se il risparmio di peso sembrerebbe minimo, con la moto in movimento la sensazione è invece di grandissima leggerezza”.

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La 390, il Grande equilibrio: “Su questa moto, ancora di più che sulla 350, le evoluzioni portate da Beta in fatto di guidabilità e confort trasmesso al pilota, hanno portato ad avere un mezzo veramente equilibrato. Tra tutti i modelli 4T, è sicuramente quello che mi ha messo da subito più a mio agio, grande maneggevolezza con una potenza che non ti costringe, come accade per la 350, a lavorare a regimi elevati. Molto equilibrata nelle curve strette del fettucciato in cui l’ho provata, ha dato sfogo alla sua grande potenza ed eccellente trazione, ma si è rilevata versatile anche nel tratto di sottobosco dove questa 390 aiuta a destreggiarti nelle diverse situazioni senza mai metterti in difficoltà. Infine, la sua grande coppia permette di uscire sempre dalle situazioni più scomode”.

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La 430 e la 480, ci vuole buona preparazione fisica

“Da amatore e con poca esperienza nell’ enduro, è difficile fare una vera e proprio distinzione tra queste due moto, ovviamente qui la potenza è tanta e per gestirla ci vuole un buon livello di preparazione fisica. In ogni caso posso dire che mi aspettavo una moto difficile, pesante e brutale ma in realtà mi sbagliavo, le due moto si fanno guidare, il motore è sempre pronto e il gran lavoro fatto dalle sospensioni ti garantisce sempre una grande trazione, per cui non si è quasi mai costretti a correzioni. Per piloti con esperienza e che prediligono lunghi percorsi single track, sono sicuramente le moto più adatte”.

IL VIDEO DELLA GAMMA RR BETA 2020

Andrea Di Marcantonio

Andrea Di Marcantonio

“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, un mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale e sull’impatto fotografico delle prove e questo da sempre. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Leonardo Di Giacobbe, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Un modo diverso di raccontare le cose, un modo originale nella ricerca delle location: tutto questo sono io ed è ciò che sono per offrire una lettura più dinamica e coinvolgente. PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”