A poche settimane dal lancio di GOA Pik-up, arrivano in parallelo i restyling della piccola KUV100 e del SUV sette posti Mahindra XUV500, componenti di gamma che il Gruppo indiano intende allargare da qui al 2023 con almeno un innesto all’anno

Testo di Alessandro PINTO

Lanciato sul mercato nel 2012, XUV500 è stato oggetto di un nuovo aggiornamento dopo il restyling del 2015, mirato all’avvicinamento degli standard europei a livello meccanico, tecnologico oltre che in termini di design.

Il prezzo concorrenziale rimane uno dei piatti forti del SUV indiano, disponibile in tre allestimenti con prezzi che oscillano dai 21.250 euro per la versione d’ingresso W6, fino ai 27.690 euro per la versione 4WD nella versione più ricca W10. Fino a dicembre XUV500 è disponibile in offerta lancio che parte dai 19.990 euro per l’allestimento W6 fino ai 26.640 euro per il W10.

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Mahindra XUV500: frontale ora più aggressivo

A livello estetico cambia soprattutto il frontale, aggiornato con una nuova mascherina che adotta una trama a maglia con piccoli inserti cromati, che sostituiscono le vecchie bande verticali. I gruppi ottici anteriori integrano ora le luci diurne LED, mentre quelli posteriori sono stati ridisegnati per ottimizzare e quindi facilitare l’apertura del portellone posteriore.

L’aspetto imponente e muscolare, sottolineato dai grossi passaruota e dalle linee curve del cofano motore, fanno apparire Mahindra XUV 500 più grande rispetto ai 459 cm di lunghezza indicati sulla sua scheda tecnica.

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A ciò si aggiunge la sensazione, questa volta reale, di grande spaziosità dentro l’abitacolo: a differenza di alcune concorrenti, offre il giusto comfort anche per gli adulti che siedono nella terza fila di sedili. Con sette persone lo spazio viene inevitabilmente penalizzato all’interno del bagagliaio, mentre abbattendo gli schienali degli ultimi due sedili la capacità sale a ben 750 litri.

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L’impostazione dell’abitacolo è tradizionale, con molti, forse troppi pulsanti che circondano il monitor da 7” del sistema d’infotainment completo di navigatore. La connettività è garantita dalla compatibilità con Android Auto e dalla presenza di una presa USB ed una a 12 V, mentre non è previsto Apple Car Play. Da segnalare i monitor per i passeggeri posteriori integrati nei poggiatesta (felici i bambini ma pure gli adulti), disponibili in opzione con l’Entertainment Pack.

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Direi piuttosto originale il quadro strumenti, con due mini-display circolari inseriti all’interno dei quadranti di tachimetro e contagiri che visualizzano il rapporto inserito ed il contachilometri digitale. Nonostante sedili e volante rivestiti in pelle, i materiali utilizzati sono concepiti per durare, visto l’uso esteso di plastiche rigide su plancia, tunnel centrale e pannelli delle portiere.

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Mahindra XUV500: unica motorizzazione da 140 CV

Mahindra XUV500 è disponibile nell’unica motorizzazione 2.2 TD da 140 CVi con cambio manuale a sei marce, abbinata alla trazione a due o quattro ruote motrici. La buona elasticità, ma soprattutto la coppia massima di 330 Nm tra 1.600 e 2.800 giri/minuto, rende possibile affrontare tratti tortuosi senza usare in maniera eccessiva il cambio.

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XUV500 è equipaggiata con sospensioni a ruote indipendenti a geometria McPherson all’anteriore, mentre sul retrotreno è previsto un sistema multilink con molle elicoidali e barre stabilizzatrici. Non teme l’offroad grazie alle vistose protezioni sottoscocca, l’altezza da terra piuttosto marcata ed un angolo d’attacco pari a 28 gradi, di uscita di 23 gradi, mentre quello di dosso è di 21 gradi. La massa complessiva è pari a 2510 Kg, dieci in più rispetto alla massa rimorchiabile. I cerchi in lega da 17” calzano pneumatici P235/65.

Mahindra XUV500: come va… in pista

Inutile girarci intorno: la pista non è il luogo ideale per mettere in luce le qualità di questo SUV da sette posti decisamente votato al comfort. Stupisce quindi che lo staff di Mahindra non abbia previsto un test su strada, obbligandoci al solo utilizzo tra i cordoli del Circuito di Franciacorta e su un percorso sterrato allestito ai suoi margini.

Tra le curve del tracciato lombardo infatti emerge un ovvio marcato rollio e le doti di uno sterzo dalla spiccata impostazione fuoristradistica, mentre sono apprezzabili il tiro del motore e la frenata sicura, anche per merito della corretta taratura dell’Esp. Confortevole è la seduta, mentre il livello di insonorizzazione rispecchia il prezzo di listino concorrenziale. Dopo aver constatato la comodità dei sedili, la morbidezza dell’assetto ed un’insonorizzazione comunque apprezzabile quando si viaggia a velocità costante, è facile stabilire come i lunghi tragitti autostradali siano il terreno di caccia ideale di XUV500.

test-mahindraXUV500-performancemag.itMahindra XUV500: come va in offroad.

Diversa ovvio la musica in offroad, dove Mahindra XUV500 si muove con una disinvoltura superiore a quella di molti concorrenti dal prezzo decisamente più elevato. Merito dell’impostazione certo, ma anche del sistema di trazione integrale ad inserimento e controllo automatico, che ripartisce automaticamente la coppia tra asse anteriore e posteriore grazie a un controllo elettronico di ultima generazione.

La buona motricità sfoderata dal XUV500 permette di superare agevolmente anche gli ostacoli impegnativi, pur montando normalissimi pneumatici stradali. Inoltre, sui fondi scivolosi o nelle pendenze più impegnative si può fare affidamento anche sui sistemi di assistenza alla partenza in salita e di controllo della velocità in discesa. Chiudiamo col capitolo sicurezza, che presenta qualche nota dolente vista l’assenza di ADAS di ultima generazione, come frenata automatica d’emergenza o sistema di mantenimento in corsia. In compenso, Mahindra XUV500 è coperto da garanzia di cinque anni.

CI PIACE: Spazio all’interno dell’abitacolo, Versatilità di utilizzo, Prezzo concorrenziale

CI PIACE MENO: Connettività: manca Apple Car Play, Assenza dispositivi di sicurezza attiva, Ergonomia: molti tasti fisici

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Andrea Di Marcantonio
“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, un mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale e sull’impatto fotografico delle prove e questo da sempre. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Leonardo Di Giacobbe, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Un modo diverso di raccontare le cose, un modo originale nella ricerca delle location: tutto questo sono io ed è ciò che sono per offrire una lettura più dinamica e coinvolgente. PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”