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    Analisi tecnica dopo la stagione con LIQUI MOLY

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    Analizziamo il motore della RM450Z con cui Davide Viglianti ha corso quest’anno. Entriamo nel dettaglio su come abbiano lavorato i prodotti LIQUI MOLY

    PROGETTO MX si è concluso con un ottimo risultato e, Davide Viglianti, ha corso una stagione in progressione continua che lo ha portato a chiudere al quarto posto nella MX1 del Campionato Regionale Lazio 2021.

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    Ma, questo meritato risultato sportivo, ha anche altri risvolti puramente tecnici. Siamo infatti scesi in pista con la nostra Suzuki RM450Z, moto che si dimostrata sempre potente ed affidabile per l’intera stagione di gare.

    Analisi dettagliata su come abbiano lavorato i prodotti LIQUI MOLY

    Al nostro fianco LIQUI MOLY, partner dei nostri progetti dedicati ai giovanissimi con cui abbiamo vinto, per SPEED PROJECT, il Campionato Italiano Minimoto Jr.C con Martin Alberto Galiuto e conquistato appunto il quarto posto con PROGETTO MX nel Regionale Lazio.

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    Prima dell’inizio della stagione 2022, di cui vi parlerò prossimamente con tutti i programmi legati ai due progetti giovani, è ora di una revisione globale per il motore della RM450Z. Un modo anche per visionare il “lavoro” dell’olio lubrificante e degli additivi utilizzati nel corso dell’anno 2021.

    In questo articolo quindi, vi mostrerò come stanno le cose e come ha lavorato il materiale che LIQUI MOLY ITALIA ci ha messo a disposizione. Lo farò in modo didascalico, affrontando tutte le parti/zone motore più sollecitate, con l’intento di capire effettivamente la qualità del materiale utilizzato.

    Un’occhiata ai cuscinetti del cambio ed al carter motore

    L’olio motore utilizzato per la stagione è LIQUI MOLY 4T SYNT 10W50 e 10W40. Come si può notare, le aree esterne dei cuscinetti non presentano usura e cambi di colorazione, specie nell’area adiacente la zona di inserimento del cuscinetto stesso. Anche le sfere non presentano usura o gioco relativo.

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    E infatti, Davide Viglianti, ha sempre notato un cambio sempre morbido da azionare ed un innesto marcia preciso. Inoltre, l’intera zona di rotolamento dei due alberi cambio, ha mostrato un livello di silenziosità elevato.

    Un carter uniforme nella colorazione

    Da questa foto si nota con evidenza un carter motore uniforme nel colore e che non presenta alcuna zona di surriscaldamento, specie nell’area del cuscinetto dell’albero motore.

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    Notare la pulizia nell’area periferica esterna al cuscinetto, in una zona molto “delicata” per le temperature e le continue accelerazioni/decelerazioni oltre che le masse in gioco.

    100 ore di lavoro e non sentirle

    Questa è la biella con all’attivo ben 100 ore di durissimo lavoro tra allenamenti e gare. Si nota la perfetta lubrificazione sia dell’occhio che del piede di biella, nonché un colore abbastanza uniforme del gambo, con una leggera variazione di tonalità cromatica che rientra nella normale attività legata alle elevate temperature del particolare.

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    A carter aperti, abbiamo notato un velo d’olio uniforme su tutte le superfici, caratteristica di questo olio sintetico 10W50 by LIQUI MOLY RACE. Questo assicura una lubrificazione costante e mai “isolata” anche sotto stress ed in condizioni di lavoro gravose come, ad esempio correre una gara sul fango, come accaduto più volte in questa stagione 2021.

    Un pistone che presenta ancora uno stato uniforme del manto

    Forse è questo il componente che “racconta” di più rispetto all’intero propulsore monocilindrico Suzuki.

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    Notate il manto come sia uniforme e privo di solchi o usura o cambio temperatura colore. I segmenti risultano ancora perfettamente aderenti al pistone con l’evidenza della superficie lucida che indica il potere lubrificante dell’olio utilizzato quest’anno.

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    Anche la zona sopra i segmenti non presenta particolare usura mentre la zona alta a contatto con la combustione, risulta pulita e priva di depositi. Merito anche degli additivi LIQUI MOLY specifici per olio e carburante.

    Gruppo termico perfetto e parete del cilindro molto uniforme

    Anche qui notiamo una parete del cilindro pulita ed uniforme. La parete del cilindro della Suzuki RM450Z, non mostra segni di usura o surriscaldamento, né tantomeno mostra solchi o aree di deformazione.

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    Pur essendo costruita con una parete molto sottile, il gruppo termico non ha subito ovalizzazioni dal PMS al PMI.

    Un cambio perfetto e ingranaggi intatti e mai sotto pressione

    I due alberi del cambio mostrano con estrema evidenza il lavoro dell’olio lubrificante. Le forchette sono intatte e non presentano segni di usura o mancanza di materiale, specie nella zona angolare della mezzaluna delle forchette.

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    È una zona molto sollecitata questa, specie in gara ed in partenza, quando il pilota rimane per alcuni secondi con la marcia innestata in attesa che si abbassi il cancelletto di partenza.

    Anche gli ingranaggi legati alla rapportatura, non mostrano segni di cedimento. È pur vero che le cementazioni sono di ottima qualità ma è pur vero che l’olio lubrificante ha fatto un buon lavoro di raffreddamento in tal senso. L’unica zona leggermente “scura” è la zona dell’albero secondario, dove è alloggiato del pignone (fila di ingranaggi superiore), ma questo, visto lo stress cui è sottoposta questa zona, è del tutto normale.

    Un cestello della frizione senza usura

    Altra zona delicata del motore da cross, è il cestello della frizione. In fase di smontaggio abbiamo notato dischi in ottime condizioni.

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    Questo elemento è sottoposto a stress termico specie in fase di partenza da fermo. Dalla foto si nota che le aree di inserimento dei dischi frizione, non presentano usura e solchi dovuti dal continua gioco assiale dei dischi nel cestello.

    Anche i punti di appoggio dei dischi condotti sono perfettamente levigati e puliti, senza mostrare surriscaldamento o punti di calore evidenti. Dalla vista orizzontale del cestello poi, si nota ancor più l’ottimo lavoro dell’olio lungo tutta la dorsale del cestello e nelle zone interne di alloggiamento dei dischi frizione.

    La testa, bicchierini perfetti ed asse a camme integro

    Questa è la parte motore legata alla distribuzione: la parte superiore della testata DOHC, ospita i due assi a camme per aspirazione e scarico. I bicchierini ma soprattutto le pasticche calibrate per io recupero del gioco valvole, mostrano con evidenza superfici integre e perfette sul piano della lubrificazione.

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    Sulla pasticca, infatti, ruota e spinge la camma dedicata e quindi è una zona soggetta a calore ed usura. Si nota pure la corretta lubrificazione della bronzina dell’asse a camme, che risulta pulita e ben lubrificata

    (Foto LORENZO PALLONI)

     

     

     

     

    Andrea Di Marcantonio
    Andrea Di Marcantoniohttps://www.performancemag.it
    “Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale oltre che sull’impatto fotografico delle prove. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Lorenzo Palloni, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Con loro, il videomaker Andrea Rivabene. Importante è il modo diverso di raccontare le prove, abbinata alla ricerca delle migliori location. E poi i progetti legati ai giovanissimi talenti con PROGETTO MX dedicato al motocross e SPEED PROJECT, dedicato al mondo della Velocità. Siamo l'unica testata italiana a costruire progetti per i giovani a cui offriamo un team collaudato e tutta la mia esperienza sul campo. Insomma un impegno a 360°, perchè PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”