Dacia SPRING 100% elettrica, idea geniale che sono convinto entrerà presto nel cuore di molti. Design mini-SUV, motore da 33 kW, tre versioni e costo bassissimo

In qualche modo Dacia, ha certamente rivoluzionato il mondo automobilistico. Lo ha fatto all’inizio, proponendo vetture concrete e spartane, che però hanno raccolto il favore di quell’utenza che cercava un’auto low cost ma con contenuti di livello più alto. E lo ha fatto ancora e meglio da quando è entrata nella famiglia Renault che, di fatto, ha messo a disposizione tutto il know how del colosso francese.

Dacia SPRING 100% ELETTRICA - performancemag.it 2021

Dacia soddisfa da sempre vecchi e nuovi clienti

I dati parlano chiaro: 16 anni di presenza, oltre 7 milioni di vetture vendute ed una storia ampia, riformista ed audace se parliamo di vere novità. Basta pensare a Dacia Duster, presentato nel 2010, e subito diventato icona del marchio a livello internazionale senza dimenticare Logan per finire a Nuova Sandero, la vettura del “cambio di passo” che entra di diritto dentro una nuova storia Dacia.

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La chiusura di un cerchio magico

E con la nuova 100% elettrica SPRING si chiude quel cerchio magico a cui il Gruppo ambiva. Questa elettrica è l’anello di congiunzione che chiude la gamma da un capo all’altro delle proprie proposte, visto che Dacia ha oggi una vettura per ogni esigenza.

Si tratta di un interessante ed accessibilissimo Crossover cittadino, fresco nel design, audace nell’idea ma, soprattutto, molto accattivante nel prezzo e nella qualità dell’offerta. Sì, perché l’acquisto di un’auto elettrica (che oggi è balzato al 204% di richiesta) è spesso meta di ragionamenti sul prezzo d’acquisto elevato, fattore che con SPRING viene totalmente demolito in un sol colpo.

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L’esperienza elettrica racing Renault anche su SPRING

Renault, lo sappiamo, è pioniere nel mondo dell’elettrico e vanta una tecnologia frutto di più derivazioni come la Formula E, la Formula 1 e le gare Endurance. Quindi ogni “inibizione” sull’acquisto viene e verrà certamente accantonata dall’utente che deciderà di acquistare SPRING. I motivi sono estremamente limpidi: 100% elettrica, motore da 33 kW/44 Cv, batteria da 27,4 kWh e ben 305 km di autonomia (ciclo WLTP). Vi basta la scommessa?

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SPRING, idea audace e geniale

L’idea è quindi geniale a mio avviso e, dopo questo breve test, sono convinto che SPRING entrerà molto presto nel cuore di molti, anche quelli che si sono tenuti distanti dall’acquisto di un’auto elettrica.

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Le carte vincenti le ho già sintetizzate quindi a cui però aggiungo che, per una percorrenza media di 31 km quotidiani, un’intera carica della batteria basterà per l’intera settimana. Il mini-SUV by Dacia, si può caricare sulla presa domestica del proprio box da 2,3 kW, su wallbox da 3,7 kW o colonnina/wallbox da 7,4 kW fino alle colonnine in CC da 30 kW dove si ricarica al fatidico 80% in meno un’ora.

Un design azzeccato che si fonde con i toni della città

Appena vista ho pensato quanto il design di SPRING si sappia integrare alla perfezione con quello della città, delle sue innumerevoli” variazioni geometriche” oltre che di una morfologia decisamente in evoluzione. Linea da SUV (mini) questo è certo ma a bordo c’è spazio inatteso e confort.

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Spiccano i passaruota larghi, le (estetiche) barre sul tetto ma è il dato dell’altezza dal suolo che parla da solo con i suoi 151 mm, il che significa un SUV in piena regola. Spiccano poi gli ski posteriori ed il sottoscocca rinforzato ma, l’elemento che colpisce maggiormente è di fatto il design d’insieme, a tratti provocatorio a tratti molto in linea con l’aspetto di una vettura che ha tutte le carte ed i numeri primi per affrontare la città al 100%.

L’aspetto “robusto e tonico” cela molto bene l’idea di city car: con 3,73 mt di lunghezza, 1,77 mt. di larghezza e 1,51 mt di altezza, SPRING dona tutta la propria originalità e personalità. C’è il servosterzo elettrico che mentre l’angolo di sterzo è di 38° con 4,80 di diametro di sterzata.

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Tre versioni con SPRING, Privati, Business e Cargo, queste ultime due disponibili solo con formula noleggio nel primo caso e solo nel 2022 nel secondo. Sempre in termini di dimensioni capirete che piccola non è: l’altezza tra seduta anteriore e tetto è di 896 mm che diventano 843 mm per la panca posteriore.

La larghezza porta/porta anteriore è di 1250 mm che diventano 1231 dietro e 946 mm per i lati del vano bagagli da 290/690 (con sedili abbattuti) litri. Lo spazio interno prevede 21 litri di vani portaoggetti.

Per gli equipaggiamenti ci sono il clima manuale, radio DAB Bluetooth e USB, airbag frontali, laterali e tendina, luci diurne LED Y Shape, 4 alzacristalli elettrici, limitatore di velocità, AEBS, ESP (disinseribile), ABS, EBD, BAS e CALL, APP My Dacia. Per la versione Comfort Plus si aggiungono: sensori parcheggio con retrocamera, sistema navigazione con display touchscreen 7” Bluetooth e USB, vernice metallizzata e ruota di scorta.

Un ideale rapporto peso/potenza

Con i suoi 970 kg di peso, SPRING vanta un ottimo rapporto peso/potenza. Spinta dal generoso propulsore elettrico da 33 kW, vanta coppia di 125 Nm con la sua batteria da 27,4 kW agli ioni di litio. Analizziamo i tempi di ricarica della batteria (c’è anche il Mode ECO) che può essere attivata sulla presa frontale collocata sotto la griglia del logo Dacia: ricarica DC 30 kW meno di 1 ora e mezza, Wallbox 7,4 kW meno di 5h, Plug rinforzato meno di 8 ore e mezza e ricarica domestica, meno di 14 ore.

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Ecco i prezzi

La Comfort è quella che ha tutto di serie: il prezzo a listino parte da 19.900€ ma arriva a 9.460€ con incentivi rottamazione, mentre la Comfort Plus vanta in più: tinta metallizzata, Sistema di Navigazione con display touchscreen 7” con Bluetooth e smartphone replication & USB, Sensori di parcheggio con retrocamera e personalizzazioni in arancione (specchietti, stripping). Il suo prezzo di partenza è di 21.400€ ma si arriva a 10.960€ con gli incentivi rottamazione. Ordini aperti l’11 marzo scorso 2021 e prime consegne da settembre.

In breve, come va: presa di contatto

Un test breve, circa un’ora e mezza per saggiare in anteprima l’elettrica 100% Dacia. Avrò modo di provarla bene ed a fondo ma, già dai primissimi chilometri percorsi, posso dirvi che SPRING mi è piaciuta un sacco. Ben insonorizzata, abbastanza generosa nel comfort e ben isolata, piace perché “mantiene” quanto promette sulla carta.

Quindi un elegante essenzialità ma con quel tocco di originalità e raffinatezza propria del Gruppo. L’aspetto è da SUV questo è certo e mi è piaciuto l’accoppiamento delle forme che ricordano una Duster… in piccolo. L’abitacolo è accogliente, omogeno e generoso in quanto all’offerta, quindi SPRING non è un’utilitaria elettrica low cost, ma una vera vettura completa di tutto e adattissima ad ogni spostamento quotidiano, senza negare una gita fuoriporta in virtù della sua grande autonomia.

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La seduta di guida è comoda ma c’è poco spazio per i piedi. Ottima la visibilità anteriore con l’idea di guidare un SUV compatto ma sicuro ed è questa la percezione che ho avuto al volante fin dai primi chilometri.

Purtroppo, la visibilità posteriore nell’angolo cieco è un dato negativo e che stona su questo bel progetto Dacia: forse sarebbe meglio optare per una zona in vetro per i montanti, scelta che consentirebbe una più ampia e sincera visibilità nell’angolo, anche se la telecamera posteriore fa molto bene il proprio lavoro. Ma è sempre utile vedere cosa si nasconde in quell’angolo così delicato della vettura.

L’elettrica Dacia vanta sospensioni curate e che funzionano bene specie sul pavé o sullo sconnesso, anche se, le dimensioni generali ed il peso ridotto, aumentano quella sensazione di “trasparenza” e feedback tra asfalto e coperture. Con questo voglio dire che SPRING è una vettura che nasce per precise esigenze cittadine e che quindi rimane “essenziale” su certi punti tecnici come, ad esempio, il setting delle sospensioni e la loro geometria. Ma non vuol essere un dato negativo.

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Bella la sensazione a bordo perché ci si sente accolti e protetti: lo sterzo è leggero tra le mani e le manovre cittadine sono senza sforzo, mentre parcheggiare SPRING diventa quasi divertente visto che è un mini-SUV dalle mille sorprese. La sensazione percepita a bordo è molto positiva ed insisto sull’abitacolo perché, al suo interno, l’utente ci passerà molto tempo ed è per questo che Dacia ha saputo guardare avanti in tema di comfort generale.

A proposito di come va, il piccolo motore da 33 kW spinge con tanta coppia ed incredibile omogeneità: l’accelerazione è eccellente e graduale, tonica sempre, mentre è sorprendente vedere di cosa sia capace questa elettrica Dacia. Da quel poco che ho notato, i consumi di energia sono davvero sorprendenti se rapportati alle prestazioni così come è eccellente il sistema di rigenerazione energetica in frenata. La spinta del motore è quindi sempre ricca di coppia anche in salita ad al semaforo e questo anche con Mode ECO inserito, che però “limita” le performance assolute.

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Ottimo lavoro sulla gradualità dei “transitori” ovvero quelli dove si alleggerisce la pressione sull’acceleratore/reostato a testimonianza del grande lavoro tecnico sull’intero power train di SPRING. La versione provata era la Business, ovvero quella proposta al car sharing e che quindi ha davvero tutto a bordo. Guardando più da vicino la novità Dacia, scopro inoltre la generosità del bagagliaio, le rifiniture dell’abitacolo, la cura dell’assemblaggio generale che si somma al design azzeccato oltre che nel dare un aspetto da SUV che piace e piacerà parecchio a chi si avvicinerà a questa novità tutta elettrica.

Infine, ho apprezzato la buona stabilità della vettura anche nei cambi di direzione, la frenata modulabile e incisiva, il buon equilibrio generale, ed un leggero trasferimento di carico sull’anteriore nelle frenata più incisive. E poi 100% grande versatilità, elemento plus di questa idea legata alla mobilità alternativa. A breve la prova completa per saggiare SPRING anche e soprattutto fuori dai confini cittadini, altro habitat dove questo piccolo SUV saprà sorprendere ancora.

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“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale oltre che sull’impatto fotografico delle prove. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Lorenzo Palloni, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Con loro, il videomaker Andrea Rivabene. Importante è il modo diverso di raccontare le prove, abbinata alla ricerca delle migliori location. E poi i progetti legati ai giovanissimi con PROGETTO MX dedicato al motocross e SPEED PROJECT, dedicato al mondo del CIV Minimoto. Insomma un impegno a 360°, perchè PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”